Medal Of Honor, quando la guerra genera eroi!  1

Eccoci finalmente al giorno della verità: oggi pubblichiamo la recensione di Medal of Honor: Allied Assault, il titolo che più di tutti ci aveva impressionato durante lo scorso E3, vuoi per le indubbie qualità grafiche, vuoi per l'atmosfera che già al primo approccio era stato capace di ricreare. Dopo averne parlato approfonditamente nella anteprima pubblicata un paio di settimane fa, è giunto davvero il momento di esprimere il nostro giudizio definitivo su quello che si candida ad essere uno dei giochi più importanti dell'anno: per noi è sceso in trincea Mauro Monti...

1941, l'America entra in guerra

Il nostro ingresso all'interno del secondo conflitto mondiale avverrà prima di tutto mediante un approfondito addestramento, che ci permetterà di capire come muoverci al meglio all'interno di territori ostili, e che ci darà la possibilità di acquisire le nozioni base sulla modalità d'uso di parte dell'armamentario con cui dovremo interagire durante le operazioni di guerra.
Tutto questo sarà possibile grazie al tutorial obbligatorio che dovremo affrontare all'inizio del gioco. Subito dopo aver preso dimestichezza con i controlli del personaggio saremo inviati alla nostra prima missione operativa, l'obiettivo della quale ci sarà spiegato all'interno delle Stanze dei Gabinetti di Guerra a Whitehall.
Ogni briefing sarà scandito da una voce fuori campo che, con l'ausilio di varie diapositive, ci darà informazioni sia sullo stato del conflitto sia su quale saranno le finalità e gli ostacoli che dovremo affrontare per portare a termine i nostri compiti.
Una volta acquisite queste nozioni verremo catapultati direttamente all'interno dell'azione vera e propria o tramite un filmato introduttivo realizzato con il motore del gioco oppure all'interno di una locazione da cui poi si dipanerà la trama della nostra missione.

Uomini in battaglia

Le missioni che dovremo affrontare spesso ci vedranno affiancati ad altri militari con cui dovremo collaborare al fine di riuscire al meglio nei nostri obiettivi.
Nel primo livello, ad esempio, saremo supportati prima da un gruppo di militari americani che avranno lo scopo di aprirci la strada verso gli edifici nemici e poi da un ufficiale dell'esercito (da noi liberato dalla prigionia tedesca) che ci fornirà preziose informazioni ed ulteriori obiettivi da conseguire al fine di permetterci di terminare la missione.
Fondamentale, per poter finire i vari compiti che ci saranno via via assegnati, sarà il muoversi in sincronia con il resto del gruppo in modo da coprirsi a vicenda le spalle ed avanzare nel modo più rapido e sicuro possibile: in più di un'occasione il fuoco di copertura effettuato dai nostri alleati sarà determinante per poter avanzare nel gioco.
Le missioni che ci troveremo ad affrontare saranno delle più disparate: dovremo liberare prigionieri, sabotare attrezzature belliche nemiche, rubare progetti, eliminare persone e partecipare ad azioni di guerra collettive, il tutto all'interno di ambienti ricostruiti con una novizia di particolari ed una cura dei dettagli davvero notevole.

Territori ostili

I programmatori hanno dato davvero molta importanza alla ricostruzione di ambienti realistici in cui proiettare il nostro alterego elettronico. Notevole sia l'implementazione delle texture sia l'utilizzo di poligoni e dei giochi di luce, che denotano uno sfruttamento davvero intensivo delle potenzialità dell'engine di Quake III utilizzato per la realizzazione del prodotto.
Ben costruite sono anche le espressioni facciali dei protagonisti siano essi di rilievo o meno, le quali, in alcuni frangenti del gioco, muteranno in tempo reale in base a ciò che accade intorno a noi. Un esempio fra tutti è dato dai repentini cambiamenti di stato d'animo a cui saranno sottoposti i personaggi presenti sullo schermo durante l'assalto alla baia di Omaha Beach, dove ci saranno proposte espressioni di trionfo, terrore, disperazione e dolore in base alla situazione che li vedrà coinvolti.
Nonostante l'ottimo lavoro fatto e la buona interattività che viene data con l'ambiente circostante rimane un pò "l'amaro in bocca" nel constatare che si poteva fare di più per quanto riguarda questo aspetto. Dopo aver potuto giocare con Max Payne dove la quasi totalità dell'ambiente in cui si viene proiettati è distruttibile, dove ogni tipologia di parete e materiale si frantuma con effetti davvero realistici, e dove ogni singolo bossolo delle nostre armi rimbalza e rimane sul terreno si sente la mancanza di queste cose in Medal Of Honor.
E' da notare che grazie a questa "riduzione" del realismo sarà possibile giocare a Medal Of Honor in modalità Multiplayer, cosa non fattibile in Max Payne proprio per le limitazioni a cui il titolo è soggetto a causa dei superiori effetti ambientali.

Il miglior amico di un soldato? Il suo fucile.

Oltre che negli ambienti novizia di particolari è stata spesa anche nell'implementazione delle armi che potremo utilizzare per fare piazza pulita degli ostacoli che ci si pareranno di fronte al nostro cammino verso la gloria.
A nostra disposizione avremo oltre 21 armi del periodo della Seconda Guerra Mondiale ricostruite in maniera davvero realistica, tra le quali: i fucili semiautomatici Thompson, le granate Mark II e mitragliatori dell’epoca; quasi ogni arma sarà presente in due versioni una relativa all'armamento in dotazione alle forze americane ed uno per quelle tedesche. Da notare una particolarità del gioco che aumenta il realismo della simulazione: le munizioni non saranno (ovviamente) compatibili fra tipologie diverse di armi simili, ovvero un mitragliatore americano utilizzerà dei proiettili di un calibro diverso da quello tedesco e quindi dovremo recuperare le giuste pallottole per utilizzarlo.
Appare strano che, a fronte di una tale "pignoleria" di particolari ci si trovi poi in possesso, in alcuni frangenti del gioco, di mitragliatori da postazione o simili muniti di munizioni infinite... la motivazione potrebbe stare nell'ipotesi di avere un ricambio continuo di pallottole ma anche in questo caso stona molto il non essere chiamati a sostituire i rulli di proiettili usati con quelli nuovi; questo anche a fronte dell'importanza spesso vitale che ha nel gioco il dover perdere tempo per riempire la nostra arma con nuove cartucce.
Oltre alla accurata ricostruzione dei modelli delle armi è stata ben implementata anche la risposta "fisica" al loro utilizzo; sparando raffiche di mitragliatore saremo sottoposti ad un certo rinculo che ci farà deviare la mira dalla posizione ottimale ed i tempi ri ricarica dei vari dispositivi bellici saranno realisticamente diversi rendendo più lungo l'inserire una cartuccia di grosso calibro all'interno di un fucile da cecchino piuttosto che l'inserimento in sede del caricatore a scatto di un mitra.
Oltre che con le armi dell'epoca avremo anche a che fareanche con i veicoli utilizzati durante il secondo conflitto mondiale, sia al fine di sabotarli sia trovandoci alla loro guida o utilizzando le armi messe a disposizione. Fra i vari citiamo il carro armato Sherman M4 il mezzo corazzato M3 e varie jeep.

Il successo di una guerra? Questione di Intelligence

L'intelligenza artificiale dei nemici che incontreremo si assesta su livelli medio-alti regalando momenti di elevato realismo intervallati a pecche che è il caso di rilevare. Nulla da eccepire sulle tattiche di combattimento e le reazioni ai nostri colpi che avranno gli appartenenti all'esercito avversario in quanto i soldati tedeschi sono stati "addestrati" a reagire in maniera ottimale alle varie situazioni che si trovano ad affrontare riuscendo ad utilizzare al meglio gli oggetti presenti nell'ambiente come copertura ai nostri spari, sdraiandosi a terra per essere meno visibili, utilizzando tutto l'armamento messo a loro disposizione ed intervallando scariche di mitra con lancio di granate ed agendo in sincronia in modo da creare coperture ai propri compagni durante azioni combinate.
Ma vi sono due caratteristiche poco apprezzabili attribuibili ai patrioti germanici ovvero uno scarso spirito di osservazione ed un'elevatissima mancanza d'udito.
In quasi tutte le occasioni infatti la presenza di un cadavere in un corridoio non allerterà minimamente il soldato che vi passa di fianco e, ancor peggio, nessun provvedimento verrà preso nell'udire scariche di mitra ed urla di dolore; pecche queste che appaiono ancora più evidenti a fronte dell'ottima implementazione del resto dell'I.A. del gioco.
Da segnalare la pregevole presenza di momenti in cui il nemico ripiega o cerca copertura al fine di ricaricare le proprie armi o quando, vedendosi arrivare un avversario che spara all'impazzata, tenda a fuggire in preda al panico o semplicemente sopraffatto dall'istinto di sopravvivenza.
In analisi finale, e sperando nella risoluzione di queste "imprecisioni" in una qualche patch bisogna dare un voto molto positivo al realismo delle azioni e dei comportamenti dei nostri avversari.

Il rumore della battaglia

Come ogni battaglia che si rispetti è necessaria una colonna sonora di buon livello al fine di sottolineare i momenti cruciali ed esaltare le azioni intraprese dai soldati che ne prendono parte. Sotto questo aspetto, pur non realizzando nulla di innovativo od eccelso, Medal Of Honor si comporta bene regalando dei sottofondi musicali azzeccati e mai invasivi o frustranti.
Rimanendo quindi nella media sotto l'aspetto della sound track il titolo dà il meglio di sè per quanto concernono gli effetti sonori. Notevole la riproduzione dei rumori emessi dalle varie armi ed anche il parlato (visionato nella versione americana) è degno di lode. Molto belli sono i momenti in cui si potranno ascoltare comunicazioni via radio o i discorsi fatti dai nemici ignari della nostra letale presenza. Da segnalare come topiche le sensazioni che si vengono a provare durante le azioni di guerra di massa e quelle totalmente in solitaria nel mezzo del silenzio di distese di neve dove l'unico rumore udibile è quello del bianco terreno calpestato, dello scoppio delle armi da fuoco e delle urla degli avversari abbattuti.

Un conflitto di massa

Come già citato in precedenza Medal Of Honor contempla, oltre ad una ottima modalità single-player, anche la sempre pregevole ed interessante possibilità di giocare in multiplayer; forma, fra l'altro, di cui è stata dotata la demo giocabile del prodotto.
Le longevità ed il divertimento del gioco sono quindi estese anche alla possibilità di affrontare in battaglie all'ultimo sangue avversari in carne ed ossa sfidandoli in numerose e variegate mappe. Non essendo Medal Of Honor un prodotto di simulazione estrema come Counter-Strike ma essendo volutamente accentrato su una modalità di gioco più action ed immediata nel gioco via rete sono attualmente utilizzate le classiche modalità di death match e cooperativa a cui i vari Quake ci hanno abituato ove lo scopo primario della sfida è l'eliminare il maggior numero di nemici possibili nel tempo concesso.

1945, fine della guerra

Concludendo non possiamo che consigliare Medal Of Honor a tutti gli amanti dei giochi in prima persona o dei prodotti d'azione in generale; il titolo si presenta piacevolissimo sia da giocare che da vedere, regalando momenti di grande spettacolo e coinvolgimento.
A livello di difficoltà, selezionabile fra l'altro fra 4 possibilità, il gioco si presenta nè troppo facile nè frustrante, in grado di risultare appetibile e giocabile sia dallo shooter incallito sia a chi si avvicina per la prima volta ad un prodotto di questo tipo.
74

P.S.: La recensione di cui sopra si riferisce alla versione americana del gioco, testata su un prodotto finale di importazione. Tra qualche giorno saremo invece in grado di proporvi la recensione della versione italiana del gioco, cioè del prodotto finale che troverete dal 15 Febbraio nei negozi: siamo particolarmente curiosi di poter valutare la qualità della localizzazione, considerato che il titolo è stato tradotto, testo e parlato, completamente nel nostro idioma. Ancora un pò di pazienza, quindi...

1939, l'inizio del conflitto.

Era il lontano (parlando di epoca videoludica) 1999 quando il primo Medal of Honor fece capolino nel mondo dei giochi elettronici, e subito fu un successo
A distanza di quattro anni riecco apparire sugli schermi dei nostri computer un seguito di quel titolo, e questa volta ci troveremo a vestire i panni del Tenente Mike Powell, membro del 1° Battaglione Ranger reclutato dal OSS e lo sfondo delle nostre avventure sarà quello degli anni più duri della guerra, tra il 1942 e il 1945.
Nel susseguirsi delle missioni che ci troveremo ad affrontare saremo chiamati ad effettuare azioni di guerra nelle terre di Normandia, ci troveremo proiettati nell'assalto di Arzew, dovremo gestire al meglio un incontro con la Resistenza fuori dal villaggio di St. Lo, e cercheremo di tentare l'attraversamento del controllatissimo confine tedesco per la presa del ponte a Remagen... e questo è solo un assaggio dei 20 livelli che si dovranno terminare prima che la nostra guerra sa finita.