Metroid Prime 2: EchoesMetroid Prime 2: Echoes 

Il seguito dell'acclamatissimo Metroid Prime approda con coraggio su GameCube: perché se stupire è difficile, confermarsi lo è ancora di più.

Metroid Prime 2: Echoes Metroid Prime 2: Echoes Metroid Prime 2: Echoes

Step into the Gravity Suit... again.

Lasciatasi alle spalle la sagoma ocra di Tallon IV, la biondissima Samus torna a celare le proprie grazie all'interno del leggendario esoscheletro metallico, chiamata ancora una volta in soccorso di un manipolo di sventurati soldati della Federazione Galattica, dispersi durante una spedizione militare sul pianeta Aether. Giusto il tempo di localizzare il corpo celeste e rintracciare le coordinate degli alleati, ed ecco la navetta penetrare l'instabile atmosfera purpurea ed effettuare un atterraggio di fortuna. Fuori dall'abitacolo del velivolo, jingle d'ordinanza e salto acrobatico per amor di tradizione: si comincia. La prima sbirciatina alla mappa regala un brivido a coloro che hanno amato davvero Metroid Prime e i suoi predecessori; alla vista di quella piccola zona arancione che è l'area di atterraggio, isolata nel vuoto tridimensionale della mappa olografica, il pensiero corre all'immensità dei mondi perlustrati su Tallon, all'arida desolazione semitecnologica delle Rovine Chozo, al gelo eburneo di Phendrana, ai temporali perenni delle superfici vegetate.

Fuori dall'abitacolo del velivolo, jingle d'ordinanza e salto acrobatico per amor di tradizione: si comincia.

Step into the Gravity Suit... again.

Davanti agli occhi di Samus, che per naturale empatia diventano presto i nostri, si apre ora un nuovo mondo da esplorare, altre atmosfere da respirare, epici scontri da affrontare. Alla vista della prima minuscola porzione di mappa, la speranza è quella di avere a che fare con l'incipit di un'avventura altrettanto coinvolgente, l'augurio è quello di giocare un titolo in grado di portare in dote nuovi elementi e di sviluppare idee e meccaniche di gioco ormai collaudate. Metroid Prime 2 Echoes svela poco per volta il suo potenziale, inizia cauto introducendo quello che sarà il fulcro della sua struttura: due mondi in uno, un mondo in due dimensioni, uno la mimesi dell'altro. Due mondi sovrapposti in due dimensioni parallele, dominate dalla Luce e dall'Oscurità. L'esplorazione si sviluppa quindi in nuove direzioni, supera le coordinate cardinali per abbracciare quelle spazio-temporali. Coesistono in questo modo un luogo e un "luogo altro", accessibili mediante l'utilizzo di appositi portali interdimensionali. Le due dimensioni sovrapposte hanno pari importanza, esistono una in funzione dell'altra. Ciò che vedete intorno a voi non è tutto, e soprattutto non è sufficiente per proseguire nella perlustrazione dei mondi. L'avventura si sviluppa secondo un impegnativo e appagante incrociarsi di azioni svolte in un mondo per godere delle reazioni sull'altro.

L'esplorazione si sviluppa quindi in nuove direzioni, supera le coordinate cardinali per abbracciare quelle spazio-temporali.

Step into the Gravity Suit... again.

Le possibilità per raggiungere un'area inaccessibile sembrano moltiplicarsi, e il giocatore viene invitato a vagliare più strade, spinto ad interrogare la mappa con più frequenza e con maggiore attenzione. La mappa stessa, giocoforza sdoppiata in due, acquista un ruolo ancora più importante di quanto avvenisse in Metroid Prime, specialmente se si decide di disattivare il sistema di suggerimenti e affidarsi ai frutti del proprio ragionamento (scelta caldamente consigliata). Ben presto ci si rende conto che l'unico modo per venire a capo delle saltuarie situazioni di stasi è quello di switchare tra la mappa luce e quella oscurità, osservare collegamenti e posizione dei portali, cogliere la soluzione nelle piccole differenze tra i mondi rappresentati. In estrema sintesi la mappa è più che mai la vostra prima alleata. [C] Metroid Prime 2: Echoes Paesaggi suggestivi Metroid Prime 2: Echoes Un portale per il mondo Luce Metroid Prime 2: Echoes Consultare la mappa è di importanza vitale [/C] E' quindi questa delle due dimensioni parallele la principale novità apportata dagli sviluppatori, per evolvere MP2 rispetto al gioco che l'ha preceduto. E il risultato può dirsi centrato. MP2 Echoes è più complesso e più impegnativo: la struttura dei livelli, esemplare e rivoluzionaria già nel prequel, tocca apici mai raggiunti da nessuna produzione 3D. I veri estimatori della saga di Metroid hanno di che leccarsi i baffi. Chiaramente MP2 porta in grembo anche nuove tute, nuove armi e nuovi visori. In aggiunta a ciò, in questo nuovo episodio hanno assunto un ruolo di maggior importanza tutti i dispositivi speciali della Gravity Suit di Samus, e altri sono stati riesumati dalle produzioni 2D.

La mappa è più che mai la vostra prima alleata.

Step into the Gravity Suit... again.

La morfosfera gode ora di maggiore dignità, sia in fase di esplorazione che in fase offensiva; diverse creature nemiche possono essere affrontate e sconfitte solo grazie alla sfera e ai suoi attacchi esclusivi. Lo stesso dicasi per l'aracnosfera e, in misura minore, per il raggio gancio. Il fattore "metroid" è lievitato considerevolmente, il gioco offre innumerevoli cose da fare e da risolvere, ora in piedi, ora rotolando, ora aggangiandosi. Più di una volta vi troverete a giocare cinque o dieci minuti lungo cunicoli e rotaie magnetiche, percorsi arzigogolati che metteranno alla prova la vostra abilità con le peculiarità della tuta meccanica, divertendovi anche solo per riuscire a prendere una semplice espansione missili.

Metroid Prime 2: Echoes Metroid Prime 2: Echoes Metroid Prime 2: Echoes

Il layout di controllo non ha subito variazioni di sorta, fatta eccezione per un sistema di lockaggio dei bersagli leggermente meno sensibile agli elementi periferici rispetto al centro del mirino. Il controllo della morfosfera è semplice e intutivo, anche in riferimento alle innovazioni apportate. Il già ottimo sistema di salto viene messo ulteriormente in evidenza da alcune sezioni di gioco che strizzano l'occhio al genere platform. Nessun problema anche con l'utilizzo del raggio gancio, mentre necessita di qualche minuto di pratica l'attacco a Vite, una delle nuove abilità ereditate da Super Metroid. In definitiva ci sentiamo di affermare che la trasposizione in 3D della saga di Metroid non poteva godere di un sitema di controllo migliore di questo. La longevità di Metroid Prime 2 Echoes è fuori dal comune. Si parla di almeno 30-35 ore di gioco (checché ne dica il cronometro del salvataggio), complessivamente di difficoltà simile a Metroid Prime, ma con picchi verso l'alto meno pronunciati. Con qualche eccezione, il livello di difficoltà dei vari boss, croce e delizia del precedente episodio, è infatti sensibilmente calato. A nostro avviso questo è un motivo di rammarico, ma non tutti potrebbero pensarla allo stesso modo. Sia chiaro, i duelli sono ancora una volta avvincenti, lunghi ed impegnativi ma, in un modo o nell'altro, ora risulta più facile recuperare energia nel corso dello scontro.

Fuori da questo mondo

L'atmosfera che ha reso indimenticabile la saga di Metroid, quella sensazione di solitudine e perdizione in un mondo alieno, è riproposta magistralmente anche in questo nuovo capitolo, con una accezione ora più dark e maledetta. L'impatto visivo offerto dal gioco è notevole: al di là dell'ambientazione dei mondi e delle scelte cromatiche, che possono essere apprezzate o meno in modo del tutto soggettivo, ciò che appare oggettivamente meritevole è la cura riposta nella modellazione tridimensionale degli ambienti. Semplicemente maniacale. Aprire una nuova porta e accedere per la prima volta ad un'area inesplorata rappresenta sempre un motivo di ammirato stupore. Che si tratti di un brullo paesaggio desertificato o di un laboratorio ipertecnologico, la meraviglia è la medesima. Crepe nelle rocce, piccoli arbusti, pietre e mattoni, grate, piante e quant'altro. E ancora elementi metallici, vetrate, luci e scintille. Elaborate costruzioni aliene si ergono maestose nel cielo, vere e proprie cattedrali meccaniche e deliri organici a tutto schermo: va da sé che il senso di gratificazione che si prova violando una zona vergine sia davvero consistente e appagante. I modelli poligonali dei nemici sono sufficientemente complessi e ben animati. Molti degli esseri che popolano i mondi di Metroid costituiscono un rivisitazione in chiave dark di quanto visto due anni or sono, fattore che potrebbe indurre una sensazione di dejavu in più di qualcuno. A ciò si aggiunga un bouquet di effetti sonori pressoché invariato, ma pur sempre di ottima fattura. La qualità delle texture è senz'altro molto buona, sono stati implementati nuovi effetti grafici e la mancanza di bump mapping non si fa sentire più di tanto, ben compensata dal già citato iperdettaglio degli ambienti e da una fluidità che si attesta sui famigerati 60fps. E altresì vero che in alcuni frangenti più avanti nel gioco, i Retro Studios sembrano avere calcato la mano con dettaglio, trasparenze ed effetti grafici vari, con la conseguenza che il motore grafico in qualche circostanza mostra il fianco con rallentamenti sporadicamente anche marcati. Si tratta comunque di episodi isolati che si verificano solo in poche aree del gioco e in circostanze di sovraffollamento di nemici. Nel complesso il comparto grafico resta comunque di indiscussa qualità.

Accedere per la prima volta ad un'area inesplorata rappresenta sempre un motivo di ammirato stupore.

Fuori da questo mondo

Sul versante audio il maestro Kenji Yamamoto, autore della stupenda colonna sonora che accompagnava Metroid Prime, riesce anche questa volta a fornire un accompagnamento musicale coerente e d'atmosfera lungo tutta l'avventura, sebbene orfano di brani capaci di distinguersi per potere evocativo. L'inedita modalità multiplayer non merita più di qualche battuta conclusiva. Molto banale e incapace di portare in dote alcun tipo di idea fresca, l'opzione per più giocatori finisce con l'essere un'appendice poco riuscita e di cui davvero non si sentiva il bisogno. Al cospetto di una controparte single player imponente e golosa, la scelta di imboccare il sentiero del multiplayer appare abbastanza inspiegabile, non tanto per le storiche radici di avventura solitaria del brand Metroid, quanto piuttosto per il modo in cui è stata realizzata. Le solite arene e modalità di gioco VS tipiche di ogni FPS. Ma Metroid dell'FPS non ha davvero nulla, e proprio volendo aprire a più giocatori l'esperienza "Metroid", perché non tentare la via della cooperazione?

Metroid Prime 2: Echoes Metroid Prime 2: Echoes Metroid Prime 2: Echoes

Più complesso, più longevo, più ragionato, altrettanto impegnativo e ugualmente coinvolgente. Rispetto all'illustre predecessore, Metroid Prime 2 Echoes riesce a non sfigurare e anzi raccoglie e sviluppa intelligentemente gli aspetti che hanno reso indimenticabile l'esordio in tre dimensioni della saga. L'idea dei due mondi paralleli è stata sviluppata ingegnosamente e dà i suoi frutti in termini di divertimento e accresciuta complessità. Da un punto di vista puramente ludico MP2 Echoes supera MP per molteplici motivi: c'è molto più da fare, il gioco offre nuove abilità e sfrutta meglio quelle già presenti nel prequel. Può solo rammaricarsi di essere arrivato dopo. Pur con qualche incertezza nel frame rate, tecnicamente il titolo si conferma di assoluto valore. Un gioco che richiede impegno e dedizione per essere portato a termine, offrendo in cambio decine e decine di ore di appassionante divertimento, tocchi di classe e chicche che non mancheranno di stupirvi. Assieme a Metroid Prime rappresenta la crema della ludoteca disponibile sulla console Nintendo. Una delle migliori esperienze in single player di sempre. Pro Complesso ed impegnativo Longevità encomiabile Ottimo comparto grafico e audio Contro Occasionali rallentamenti Multiplayer obsoleto

Metroid Prime 2: Echoes Meritano uno speciale encomio i Retro Studios, software house di Austin, Texas, fondata sul finire del 1999 e costituita, fra gli altri, da ex programmatori ID, Valve ed Iguana. Nintendo nel 2000 affida loro un brand che rischiava di venire dimenticato dopo aver saltato l'appuntamento con N64, e i Retro Studios prima inventano un genere ibrido che gli calza a pennello, poi lo sviluppano e lo arricchiscono riuscendo anche a migliorarsi. Abilissimi programmatori, ispirati art director e soprattutto custodi dell'arte del level design, Retro Studios consegnano a noi videogiocatori due titoli meravigliosi, e nelle mani di Nintendo un brand rinvigorito e di assoluto richiamo in chiave futura. Metroid Prime 2: Echoes

Dopo due soli anni dalla pubblicazione del sorprendente Metroid Prime, Samus Aran veste nuovamente i panni della cacciatrice di taglie galattica, intenzionata a scrivere un nuovo capitolo della sua leggendaria storia. Nonostante l'opera prima di Retro Studios fosse stata accolta da pubblico e critica con slanci di entusiasmo più che giustificati, su Metroid Prime 2 Echoes sembrava essere calato un alone di cauta prudenza; non tutti parevano pronti a giurare che questo nuovo episodio della gloriosa saga, figlia di Gunpei Yokoi, sarebbe presto assurto allo status di Capolavoro per gli stessi meriti che avevano onorato il prequel. A ragione o a torto, le motivazioni che alimentavano questa titubanza sono presto dette: per la seconda volta in questa generazione di console, Nintendo viene meno a una tradizione editoriale storica e decide di pubblicare due titoli dello stesso brand su GameCube, per di più a distanza di tempo piuttosto ravvicinata. Gli spettri della sequelizzazione selvaggia aleggiavano sul groppone di MP2, rendendo ancor più arduo il compito dei texani di Austin, chiamati a ripetersi su livelli d'eccellenza scongiurando il pericolo della ripetitività, e vogliate scusare il gioco di parole.