Metroid Prime: HuntersMetroid Prime Hunters 

Se pirati spaziali e mostri famelici non vi hanno mai spaventato fate attenzione, una nuova terribile minaccia sta arrivando! I crampi alle mani...

Metroid Prime Hunters Metroid Prime Hunters Metroid Prime Hunters

La forza del DS

La struttura di gioco di Metroid Prime Hunters si divide quindi in due parti ben distinte. Per quanto riguarda la modalità in single player, gli sviluppatori di NST non hanno voluto modificare l’ottimo lavoro fatto da Retro Studios ricalcando fedelmente praticamente tutte le caratteristiche dei capitoli per Gamecube. E così anche in Metroid Prime Hunters ci si trova ad attraversare vasti livelli popolati da creature ostili da eliminare con una buona varietà di armi diverse. La visuale è ovviamente in prima persona dagli occhi di Samus, anche in questo caso assoluta protagonista. Tramite la pressione di un tasto posizionato sul touch screen è possibile passare in modalità scan, per esaminare gran parte degli oggetti e artefatti sparsi nelle ambientazioni; oltre ad una funzione didascalica e didattica, lo scan è legato anche alla risoluzione dei puzzle presenti nel gioco. Ovviamente, come da tradizione, Samus può trasformarsi in sfera, in maniera da poter così raggiungere zone altrimenti inaccessibili. La trama vede l’eroina impegnata alla ricerca di otto oggetti, chiamati ottoliti, legati ad una misteriosa ed antichissima civiltà aliena; riuscire a riunirli tutti significa avere le chiavi per ottenere il potere supremo. Un obiettivo, questo, che ha fatto gola ai più temerari e crudeli cacciatori di taglie della galassia, pronti a tutto pur di raggiungere il risultato; compito di Samus è fermare questi poco di buono, radunare gli ottoliti e, se questo non fosse possibile, distruggerli. Rispetto agli episodi per GC, in Hunters la protagonista non deve riguadagnare le proprie facoltà nè ottenere nuove tute, avendo già dall’inizio tutte le capacità di cui ha bisogno; su DS infatti i potenziamenti sono legati a nuove armi, via via disponibili nel corso dell’avventura, e con le quali è possibile aprire porte altrimenti chiuse. I livelli, suddivisi in pianeti, sono una manciata e richiedono diverse visite prima di essere esplorati completamente; non manca anche un bel po’ di backtracking quindi, giusto per non tradire le origini. Dal punto di vista grafico, il lavoro fatto dai programmatori è eccellente, a tratti incredibile considerate le potenzialità del DS nel campo del 3d; certo la definizione è legata alla ridotta grandezza dello schermo, e in lontananza oggetti e nemici appaiono un po’ impastati, ma la ricchezza di dettaglio e la mole di poligoni su schermo non possono che sorprendere. Siamo sicuramente un gradino sopra a Nintendo 64, soprattutto per il frame rate elevato che ha qualche incertezza solo nelle situazioni più pesanti. La direzione artistica è molto buona, in linea con la serie e con ambientazioni che toccano stazioni spaziali, antiche rovine, pianeti ghiacciati o coperti di lava incandescente. Tutto perfetto quindi? Quasi, perchè purtroppo il level design non è esattamente al top, eccessivamente lineare e caratterizzato in qualche occasione da passaggi poco ispirati, tra sequenze di corridoi e stanze simili tra loro e non particolarmente intriganti da visitare. Delude anche la presenza di soli due boss di fine livello, che si presentano nel corso dell’avventura con alcune variazioni che però non bastano a rinnovare l’interesse del giocatore; ad aiutare a digerire il boccone ci sono fortunatamente gli scontri coi vari hunter, piuttosto vari e ottimi per dare maggiore varietà all’azione.

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Online!

La seconda, importante sezione di Metroid Prime Hunters è quella legata al multiplayer, specialmente in chiave online tramite la collaudata Wi-Fi Connection. In realtà la ricchezza e la cura risposta nei confronti di questa modalità la rendono chiaramente la principale, nonchè quella su cui i programmatori hanno speso più tempo. Fino a 4 giocatori possono sfidarsi, utilizzando non solo Samus ma bensì potendo prendere il controllo di uno qualsiasi degli hunter sconfitti nella modalità avventura; ognuno di essi presenta diverse caratteristiche, punti di forza e di debolezza, aumentando così la profondità dell’esperienza in maniera esponenziale. Con una scelta piuttosto discutibile, Nintendo ha deciso di mettere a disposizione solamente la modalità deathmatch (chiamata battaglia totale) per quanto riguarda le sfide contro giocatori “sconosciuti”. Per accedere a tutte le altre è infatti obbligatorio avere a che fare con utenti presenti nella propria lista amici o rivali e quindi (nella maggior parte dei casi) inserire i lunghi codici numerici ad essi associati. Superato questo ostacolo però, ci si trova di fronte a ben sette variazioni sul tema, che toccano praticamente tutte le modalità di gioco classiche degli sparatutto online come gli equivalenti di king of the hill, capture the flag, last man standing e via dicendo. E’ possibile aggiungere anche dei bot nel caso non ci siano sufficienti avversari umani, ed inviare messaggi vocali agli altri partecipanti alla sessione durante la permanenza nella lobby. Eccellente la fluidità dell’azione, assolutamente priva di lag e che conferma la bontà dell’infrastruttura su cui poggia la Wi-Fi Connection. Il quadro complessivo di Metroid Prime Hunters sarebbe quindi, tirando le somme fino a questo punto, estremamente positivo. Purtroppo c’è un fattore che non abbiamo ancora trattato, lasciandolo volutamente alla fine di questo articolo, ovvero il sistema di controllo. Diciamolo subito: riuscire a prendere dimestichezza con il proprio alter ego digitale richiede tanto tempo e altrettanta pazienza. I due differenti schemi utilizzabili soffrono entrambi di difetti non da poco; uno, che lega tutti i movimenti ai tasti e al control pad (tipo Goldeneye) è fin troppo lento ed impreciso per avere senso, soprattutto in multiplayer. Il secondo, che fa uso del pennino per controllare lo sguardo, è potenzialmente molto efficace ma tutt’altro che immediato; come se non bastasse, la posizione che obbliga ad assumere porta rapidamente a soffrire di forti crampi alle mani, che obbligano ad interrompere il gioco spesso e volentieri. La decisione di abbandonare il lock-on, legata alla ulteriore complessità che ciò avrebbe portato a livello di interfaccia, si rivela però un’arma a doppio taglio, richiedendo una precisione e coordinazione spesso ostacolata dallo stesso sistema di controllo. Tirando le somme, da questo punto di vista probabilmente di meglio non sarebbe stato possibile fare, ma senza dubbio si tratta di un elemento che allontanerà più di qualche giocatore meno paziente.

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Commento

L’attesa è stata lunga, ma finalmente Metroid Prime Hunters ha raggiunto gli scaffali dei negozi. Un capolavoro? No. La fatica di NST è invece un ottimo gioco, tecnicamente capace di far raggiungere al DS vette finora inesplorate, dotato di una modalità avventura solamente discreta e di una invece eccellente sezione in multiplayer. Ma la scarsa immediatezza del sistema di controllo rappresenta un limite che solo i più tenaci saranno in grado di superare con successo, pagando tale traguardo con una serie di crampi alle mani difficili da dimenticare. Il fatto è che Metroid Prime Hunters è un gioco di cui è davvero difficile parlare male, ma che trova tutti i suoi difetti e limiti nell’interfaccia dell’hardware su cui gira. Forse, semplicemente, il DS non è esattamente fatto per questo genere di giochi...

Pro tecnicamente ottimo multiplayer ricco come nessun altro su DS estremamente gratificante Contro sistema di controllo difficile da digerire modalità avventura migliorabile qualche limitazione nelle partite online

Il salto dalle due alle tre dimensioni ha messo in crisi moltissime serie affermate nel mondo 2D, che hanno faticato a ritrovarsi e a restituire il feeling originale con l’avvento del poligono. Nella breve lista dei nomi che invece sono sopravvissuti brillantemente senza far rimpiangere i bei tempi andati, figura senza dubbio il franchise di Metroid. Nonostante infatti la grande titubanza di fronte al primo capitolo affidato ad un team esterno e perdipiù americano, Metroid Prime per Gamecube si è rivelato infine addirittura uno dei migliori giochi disponibili per la home console Nintendo, dando vita anche ad un seguito che ha confermato il talento di Retro Studios. Comprensibile quindi è stato l’entusiasmo di fronte all’annuncio di un episodio tutto nuovo per DS, intitolato Metroid Prime: Hunters e affidato a NST, a maggior ragione dopo che ne erano state confermate le funzionalità in multiplayer online. Dopo una lunga attesa, ora il gioco è finalmente nei negozi europei. Il risultato? Scopritelo con noi...

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