Midnight Club 2  0

Ritornano le corse clandestine in notturna di Midnight Club! Se anche voi siete interessati a parteciparvi, siate disposti a perdere la vostra auto o, peggio ancora, la vostra vita. Coraggio, tocca a voi adesso.

Si corre ancora a mezzanotte!

Per chi non lo sapesse, Midnight Club 2 è il seguito di un interessante racing uscito nel lontano Novembre del 2000, allorché PlayStation 2 faceva il suo debutto ufficiale sul suolo europeo.
Nonostante disponesse di indubbie qualità, Midnight Club: Street Racing passò quasi inosservato tra le fila di una lineup di lancio quanto mai numerosa, anche a causa di una veste grafica non certo attraente e di un gameplay alla lunga ripetitivo.
A due anni e mezzo di distanza, Rockstar San Diego ci riprova con un seguito piuttosto ambizioso, ricco dell’hype generato nelle ultime settimane e dell’esperienza maturata dalla Rockstar con super-hit del calibro di Grand Theft Auto 3 e semi-seguito Vice City. A questo punto, è utile ricordare che, mentre gli ultimi GTA per PlayStation 2 sono stati sviluppati da Rockstar North, Midnight Club è invece una creazione degli studi di San Diego, precedentemente noti come Angel Studios. Ciò nonostante, il legame di parentela tra i due franchise è ben evidente ai nostri occhi, sia dal punto di vista cosmetico, sia per le medesime caratteristiche di anti-convenzionalità che li accomunano.

Street Racing, follie cittadine

Midnight Club 2 nasce come racing atipico, proponendo l’idea delle corse clandestine in ambientazioni cittadine, con una struttura che è l’elemento che maggiormente lo caratterizza rispetto ad altre produzioni. Se in Burnout e Ridge Racer, vi era un percorso prestabilito, qui viene invece lasciata piena libertà al giocatore, al cui buon senso è affidata la scelta della strada più breve, o meno trafficata, attraverso un labirinto di vicoli, strade urbane e tangenziali. L’unico vincolo che ci viene imposto è quello dell’attraversamento sequenziale di una serie di checkpoint che conducono al traguardo di ogni gara. Tra un checkpoint ed il successivo sarà però possibile sia seguire la via principale, sia avventurarsi in percorsi alternativi che, se molto spesso si tramutano in vicoli ciechi o trappole perdi-tempo, altre volte ci offrono la possibilità di sfruttare inaspettate scorciatoie. Queste ultime si presentano a noi sotto svariate forme, come ad esempio il transito attraverso l’atrio di un edificio, per scalinate apparentemente insormontabili, oppure con salti vertiginosi da colline o da gru trasformate per l’occasione in trampolini.

Com’è ormai consuetudine per i giochi di guida di ultima generazione, i programmatori hanno scelto per Midnight Club 2 delle ambientazioni ricavate da scorci tipici di città realmente esistenti. A Los Angeles e Tokyo, già presenti nell’originale, si è unita questa volta anche Parigi che in numerose gare ci offre la vista della Torre Eiffel e di altre celebri locazioni. La nostra carriera di street racer incomincia nella sfavillante Los Angeles che, con le luci dei neon e la frenesia di una metropoli viva anche di notte, rappresenta lo scenario ideale per le corse clandestine. Aggirandoci per le vie delle città, potremo incontrare ed ingaggiare altri fanatici delle corse, classici “bulli” di quartiere da sfidare abbagliandoli con le luci della nostra auto.
Ciascuna “sfida” si sviluppa attraverso tre gare, in conclusione delle quali viene assegnata la posta in palio, costituita dal libretto del veicolo del contendende sconfitto. Si sviluppa così la modalità carriera che, attraverso le tre ambientazioni cittadine, ci condurrà al possesso di numerosi bolidi che andranno a rimpiazzare il malandato carrozzone inizialmente in nostro possesso. La più grossa novità a tal proposito, è che potremo conquistare e quindi pilotare anche potenti motociclette, spesso più adatte dei veicoli a 4 ruote ad affrontare delle particolari competizioni. Le nostre imprese motoristiche verranno inoltre premiate con la conquista di nuove abilità da sfruttare nella guida, come ad esempio la possibilità di effettuare partenze fulminee con relative sgommate, di controllare il peso del nostro mezzo durante le frequenti fasi di volo in seguito a dei salti, oppure di potenziare la nitro, boost supplementare già in dotazione all’inizio della carriera.
Oltre alla modalità principale, troviamo anche l’immancabile corsa singola, un interessante editor di tracciati e un'opzione di gioco online, purtroppo non ancora utilizzabile in Europa.

Cerco nuove sensazioni

Lo stile di guida è innegabilmente arcade, non c’è quindi da sorprendersi se il controllo delle auto sia alquanto semplicistico e che non siano rilevabili differenze di sorta tra la guida di un veicolo piuttosto che di un altro. L’immediatezza del controllo e la puntuale risposta dei comandi sono comunque indispensabili in un gioco che fa della velocità il proprio punto di forza. La frenesia e la spettacolarità delle gare riescono nel nol facile compito di tenerci col fiato sospeso fino al traguardo, regalandoci momenti di esaltazione incontrollabile o di panico, sensazioni avvertibili ad esempio facendo lo slalom tra il traffico cittadino, oppure affrontando un incrocio a tutta velocità, magari passando al di sotto del rimorchio di un tir. Il divertimento è assicurato, seppur, come già avvenuto nel primo capitolo, una certa senzazione di già visto, di ripetività comincia a farsi sentire dopo qualche ora di gioco. Il fattore longevità, assicurato da un buon numero di competizioni, è comunque soggetto alla digestione di un livello di difficoltà non sempre bilanciato, ed in genere piuttosto ostico. Se accetterete la sfida proposta da Mindnight Club 2, siate pronti a trovare pane per i vostri denti.

Mi ricorda tanto un certo Grand Theft Auto...

Dal punto di vista tecnico, Midnight Club 2 si rivela quanto mai incostante. Se la velocità e la buona fluidità del motore grafico sono indubbiamente apprezzabili, lo stesso non si può dire dell’aspetto generale del gioco, che appare datato, seppure migliorato rispetto all’originale. Gli ottimi effetti di luce non riescono però a nascondere i difetti riscontrati già nella prima versione e dovrete abituarvi a convivere con un certo aliasing e con una pulizia dell’immagine non certo eccezionale. La somiglianza con lo stile grafico degli ultimi Grand Theft Auto è palese, così come l’utilizzo del medesimo motore grafico, che avrebbe però necessitato di qualche aggiornamento. Il comparto sonoro è probabilmente ancora meno esaltante, a causa soprattutto di musiche non sempre adatte alle situazioni di gara e spesso non in grado di amplificare, come avrebbero dovuto, la componente adrenalinica. Per ultimo, segnalo che il gioco non ha subito alcun doppiaggio nella nostra lingua, pur presentanto la traduzione dei testi in italiano.
Lasciamo sospeso al momento il giudizio sulla componente di gioco online, inaccessibile per il momento dall'Europa.

Conclusioni

Midnight Club 2, migliorato e cresciuto nelle sue potenzialità, rappresenta una gradita sorpresa nel panorama dei giochi di guida arcade. Non è comunque esente da difetti ed è un vero peccato che i Rockstar San Diego non siano stati in grado di ricreare una veste grafica degna di questo nome, del resto indispensabile se si considera il livello delle ultime produzioni per PlayStation 2. L’aspetto non è però tutto e gli appassionati del genere non dovrebbero faticare a trovare un motivo valido per acquistare Midnight Club 2. Consigliatissimo, se il predecessore e Burnout 2 vi avevano già entusiasmato. In caso contrario, non vi resta che attendere l’uscita di giochi di guida dalla filosofia meno radicalmente arcade.
Ed è un vero peccato che, almeno per ora, non sia possibile sfruttare dall'Europa la modalità di gioco online, uno dei maggiori punti di forza del titolo.

    Pro:
  • Divertente e spettacolare
  • Buon numero di competizioni
  • E' possibile pilotare anche le moto
  • C'è anche una modalità di gioco online...
    Contro:
  • ...purtroppo non ancora utilizzabile
  • Alla lunga un po' ripetitivo
  • Difficoltà elevata e non sempre ben bilanciata
  • Grafica datata

In un momento storico dei videogames in cui il genere simulativo dei racing appare tutt’altro che affollato di interpreti, lasciando a Gran Turismo ed a pochi altri eletti il compito di rappresentarlo, sembra invece tornata più che mai in voga la corrente, forse meno esclusiva ma ugualmente appagante, dei giochi di guida puramente arcade. Certo, non a tutti può risultare accettabile il compromesso col sistema di guida scelto da titoli quali Burnout e Need for Speed, ma se gli ingredienti della vostra vita videoludica sono alta velocità, curve percorse al limite dei 200 km/h ed incidenti dai quali nemmeno un bullone riuscirebbe ad uscirne intatto, allora continuate a leggere le righe successive, perché vi assicuro che non ve ne pentirete.