MotoGP 08 - Recensione  11

Il gioco di corse ufficiale della MotoGP debutta finalmente su PlayStation 3: gli sviluppatori di Milestone saranno riusciti a centrare il bersaglio al primo colpo?

Chi conosce il genere delle simulazioni di corsa, su due o quattro ruote, sa bene che si tratta di prodotti che puntano a una sola cosa: offrire un'esperienza quanto più possibile aderente alla realtà. La nostra auto o la nostra moto devono comportarsi come se stessimo correndo su di una pista vera, tenendo conto dell'aderenza delle gomme, della trazione (specie in curva), delle condizioni del tracciato, dell'assetto e delle caratteristiche del veicolo che guidiamo. Modificare uno di questi valori, anche in modo lieve, deve produrre un cambiamento più o meno marcato che va valutato durante i giri di prova; e tutto il lavoro svolto ha la sola funzione di tradursi nel miglior risultato possibile in gara, quando sulla pista non saremo da soli ma dovremo affrontare decine di avversari agguerriti. MotoGP 08 è un simulatore di moto assolutamente realistico? No, non lo è. Ma ci va molto vicino, e ha avuto il merito di introdurre un sistema di regolazione dei parametri tale da permettere a chiunque di confrontarsi con il gioco, come già visto nell'edizione 2007 per PlayStation 2 e Xbox 360. Lo stile "arcade" è l'ideale per i principianti e per chiunque, in generale, abbia voglia di gareggiare senza troppi pensieri: la moto risente in modo molto limitato delle collisioni, tiene in curva anche nelle condizioni peggiori e difficilmente sfugge al nostro controllo. Lo stile "simulazione", al contrario, è consigliabile solo agli esperti o a chi ha già ampiamente preso confidenza con il gioco: i freni anteriore e posteriore sono indipendenti, le collisioni si traducono quasi sempre in cadute, arrivare lunghi nelle curve non viene perdonato e bisogna fare molta attenzione a dosare l'accelerazione. Una via di mezzo fra i due approcci è rappresentata dallo stile "intermedio", infine.

La presenza di tre classi distinte (125 cc, 250 cc e MotoGP) costituisce un ulteriore elemento di variazione del gameplay.

Bisogna fare la gavetta

Per l'edizione 2008, MotoGP si presenta con alcune novità di un certo rilievo, che riguardano le modalità di gioco disponibili. La carriera, in particolare, è stata resa molto più corposa e interessante, con un sistema "a premi" che sblocca nuove squadre e nuove categorie man mano che si vincono le gare e si raccolgono punti iridati: bisogna cominciare necessariamente dalla classe 125 cc, con la scelta limitata a pochi team, e scalare le classifiche per poi eventualmente approdare in 250 cc e in MotoGP. Si può creare da zero il proprio pilota, personalizzandone l'aspetto grazie ai numerosi caschi disponibili, uno più bello dell'altro, e migliorarne le caratteristiche di velocità, accelerazione ecc. spendendo i punti guadagnati al termine di ogni gara. Questo discorso esula la normale regolazione dell'assetto, che prima delle varie sessioni ci permette di modificare la lunghezza dei rapporti, la velocità di piega nelle curve, la rigidità delle sospensioni e la mescola delle gomme. È chiaro che ognuno di questi interventi va valutato in base alle condizioni meteorologiche e alle caratteristiche della pista: se è costituita prevalentemente da curve, meglio optare per una maggiore accelerazione e stabilità; se invece presenta dei lunghissimi rettilinei, è il caso di spingere sulla velocità finale a discapito del resto. La presenza di tre classi distinte (appunto 125 cc, 250 cc e MotoGP) costituisce un ulteriore elemento di variazione del gameplay, visto che le moto hanno un comportamento più o meno aggressivo a seconda della cilindrata e dunque offrono un'esperienza profondamente diversa, questo al di là della scelta del team (che già di per sé cambia le carte in tavola). All'inizio della carriera possiamo selezionare il livello di difficoltà e il numero di giri per ogni circuito, scelte che ci accompagneranno per tutte le stagioni che disputeremo nelle varie classi.

Modalità di contorno

Per quanto concerne le altre modalità, abbiamo una serie di opzioni piuttosto classiche: la "gara singola" ci vede affrontare una corsa veloce in cui dovremo scegliere pilota, team, classe e circuito fra quelli disponibili, mentre la "gara a tempo" è il solito time attack con la presenza di un'eventuale ghost bike da battere per migliorare il nostro tempo sul giro. È ovviamente possibile cimentarsi con la modalità "campionato" e disputare un'intera stagione nella classe di cilindrata che preferiamo, passando da una gara all'altra e da una sessione all'altra esattamente come nella realtà. A differenza della carriera, in questo caso dovremo scegliere un pilota reale e fare riferimento alle caratteristiche peculiari sue e della moto che guida. Ci sono poi le "sfide": si tratta di ben cinquanta missioni da portare a termine una dopo l'altra, con un sistema "a sblocco", che aumentano la difficoltà in modo graduale e che sono impostate come "scenari", ovvero riprendono situazioni che si sono realmente verificate nei campionati 125, 250 e MotoGP. Ci verrà dunque chiesto di vestire i panni di Valentino Rossi, di Daniel Pedrosa, di Andrea Dovizioso e di tanti altri piloti all'interno di gare che magari hanno visto una loro eccezionale rimonta o che vengono ricordate per qualche circostanza particolare. Chiude il cerchio la modalità multiplayer online, in cui potremo sfidare giocatori di tutto il mondo all'interno di gare singole: avremo la possibilità di optare per una partita veloce, cercarne una che corrisponda ai nostri requisiti (classe, stile di guida, ecc.) oppure ospitarla noi. Trovare degli sfidanti non è difficile, anzi le stanze sono piuttosto popolate e competitive; tuttavia, si notano alcuni problemi "di gioventù" sui cui è difficile chiudere un occhio: è spesso presente un fastidioso lag che ci mostra gli avversari procedere a scatti, e c'è un'unica tipologia di gara, senza la possibilità di organizzare tornei. Insomma, l'online è uno degli aspetti di MotoGP 08 che andrebbero migliorati (molto) in vista di una eventuale edizione 2009.

In pista!

Una volta regolati i parametri della nostra moto e selezionato lo stile di guida, è il momento di affrontare la pista. Le sessioni di prove libere e qualifiche non presentano novità sostanziali, con un'azione di tipo classico e un approccio decisamente "ragionato": ci si trova soli contro il tracciato, con l'obiettivo di memorizzarne i tornanti e trovare le traiettorie migliori. Durante queste fasi è possibile fare tutti gli esperimenti possibili con l'assetto, per cercare eventualmente di migliorare il tempo sul giro: al livello "easy" basta mantenere una guida pulita per dare anche alcuni secondi agli avversari, mentre al livello "normal" o "hard" bisogna impegnarsi decisamente di più o rassegnarsi ad aspettare i potenziamenti. Per quanto riguarda la gara vera e propria, dopo una partenza piuttosto semplicistica (semafori spenti e via, senza fronzoli) non si può fare a meno di notare che i nostri avversari sono spesso molto lenti nel percorrere le curve, frangente in cui possiamo davvero costruire il nostro vantaggio, mentre ci riprendono con facilità nei rettilinei, dove la moto (intesa come team di appartenenza) fa la differenza. Purtroppo il livello dell'IA lascia a desiderare: gli altri piloti si muovono seguendo schemi predefiniti, senza variazioni e, soprattutto, senza mai commettere errori. Quelli più veloci lo sono fondamentalmente per la bontà del mezzo che guidano, con poche eccezioni, e a parità di traiettorie potremo competere con i migliori solo provvedendo a potenziare le caratteristiche del pilota o cambiando squadra. È molto strano, infine, che il classico "effetto scia" in MotoGP 08 sia stato abbondantemente trascurato: disporre o meno di una "corsia preferenziale" a livello aerodinamico, stando dietro un'altra moto, non si traduce in un vantaggio sostanziale.

Realizzazione tecnica

Tra i punti di forza del gioco, bisogna annoverare di certo i modelli poligonali delle moto, che sono davvero straordinari per dettaglio e fedeltà: immaginare qualcosa di meglio, sotto questo punto di vista, sarebbe arduo. Abbiamo a disposizione sei diverse visuali, tre in terza persona (da distanze diverse) e tre in prima (una "di schiena", una dal cockpit e l'altra in prima persona assoluta), che possono influenzare in modo concreto l'approccio alla corsa: le prime ci permettono una guida tranquilla e ragionata, con maggiore controllo; le seconde sono più spettacolari (la visuale si inclina insieme alla moto), veloci e frenetiche, ma più difficili da gestire con precisione. È possibile in qualsiasi momento guardarsi alle spalle, con il pilota che si gira effettivamente indietro per controllare la posizione degli avversari. Le piste sono estremamente fedeli alle controparti reali, con un'ottima realizzazione del cielo (anche in notturna, con tanto di luna piena e stelle) e delle condizioni meteo. Passando alle mancanze, bisogna dire che ci sono delle incertezze nel frame rate quando sullo schermo ci sono molte moto contemporaneamente, e che i vari elementi di contorno del tracciato (pubblico, box, veicoli vari, strutture) sono purtroppo statici e privi di particolare dettaglio. Bisogna anche aggiungere che la gestione degli incidenti è tutt'altro che spettacolare, con il pilota che reagisce più o meno nello stesso modo sia che vada contro un muro a 300 all'ora, sia che lo faccia a 100 all'ora. Le fasi di premiazione sul podio mancano del tutto, inoltre. Il comparto sonoro è essenziale, con un solo brano "firmato" di genere punk rock per l'intro e delle musiche techno tutt'altro che eccezionali ad accompagnarci nella navigazione dei menu. In gara ci sono solo effetti, nella fattispecie il rombo delle moto.

Commento

MotoGP 08 è il miglior gioco di corse su moto per PlayStation 3, anche se bisogna ammettere che ciò dipende anche dalla generale penuria di titoli del genere per la console Sony. Il lavoro svolto da Milestone è buono come al solito: il gameplay risulta estremamente solido e con pochi fronzoli, l'ottimo sistema di selezione dello stile permette di regolare l'esperienza in base alle proprie esigenze e l'aggiunta di due classi di cilindrata (per un totale di tre differenti campionati) non fa che contribuire ulteriormente alla varietà delle situazioni. A questo bisogna aggiungere la sostanziosa modalità "sfide" e il multiplayer online, che però soffre di evidenti problemi di giovinezza. Dal punto di vista tecnico, la grafica svolge il proprio lavoro in modo ottimo (le moto sono straordinarie, le piste sono fedeli alle controparti originali, gli effetti meteo funzionano alla grande) ma si focalizza solo sulle cose più importanti, con poca attenzione verso gli elementi di contorno che pure potevano contribuire a migliorare l'impatto visivo in generale. Gli appassionati di moto e corse, soprattutto quelli più orientati verso le simulazioni, troveranno di sicuro pane per i propri denti; con la speranza che l'edizione 2009 possa competere, anche a livello tecnico, con i migliori racer in circolazione per console cosiddette nextgen.

    Pro
  • Modalità sostanziose e ricche di spessore
  • Gameplay solido come al solito
  • Tecnicamente ottimo
    Contro
  • IA ampiamente migliorabile
  • Multiplayer online tutt'altro che fluido
  • Gli elementi di contorno andavano valorizzati