OverlordOverlord - Recensione 

Il lieto fine, il bene che vince sempre, la giustizia che trionfa... ma che noia! E se provassimo ad essere malvagi?

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In missione per conto dell’Overlord

Il primo livello serve da tutorial, dove il nostro fido braccio destro (un goblin mezzo storto con l’ossessione per le azioni malvagie) ci fa prendere confidenza con il sistema di controllo, spiega alcune nozioni semplici ma fondamentali e introduce la sommaria trama che sta alla base del gioco, la quale può essere riassunta in nove parole: conquistare tutto ed eliminare senza pietà chi si oppone. Il quartier generale è una torre diroccata, che oltre a servire da dimora ospita, tra le altre cose, anche un’arena per i duelli e, soprattutto, un teletrasporto per raggiungere istantaneamente determinate zone del regno. Man mano che la potenza dell’Overlord aumenta, la torre verrà ristrutturata e pullulerà sempre più di malefici servitori.
L’Overlord, che come figura ricorda molto da vicino l’incarnazione fisica di Sauron ne “Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello”, ha naturalmente a disposizione sia attacchi corpo a corpo che magie, ma il vero punto di forza del gioco sono i serventi, cioè i mostriciattoli che lo accompagnano nelle sue missioni di morte. Questi serventi, il cui numero massimo cresce o diminuisce in base a determinate circostanze, possono essere facilmente controllati con il mouse: con il tasto sinistro possono essere inviati in una zona o su di un obiettivo preciso (più volte si preme il tasto del mouse, più unità vengono inviate), con quello destro richiamati al cospetto del loro signore e con tutti e due insieme si possono invece controllare direttamente, indirizzandoli tramite il movimento del mouse stesso verso la direzione voluta.

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i serventi hanno l’interessante abilità di poter utilizzare praticamente qualsiasi oggetto trovino come strumenti di offesa o difesa

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In missione per conto dell’Overlord

Purtroppo questi controlli non sono sempre impeccabili, e ogni tanto faranno dannare l’anima al giocatore.
I serventi hanno l’interessante abilità di poter utilizzare praticamente qualsiasi oggetto trovino come strumenti di offesa e difesa: una zucca può diventare un elmetto, un pezzo di staccionata o il braccio mozzato di uno zombie, un’arma contundente, un pezzo di lamiera un’armatura. Naturalmente ciò non incide solo a livello estetico (alcune combinazioni sono molto buffe), ma aumenta effettivamente le capacità di attacco e difesa dei rivoltanti mostriciattoli.
Se uno o più serventi dovessero morire, ci si deve assicurare di avere abbastanza energia malvagia per evocarli nuovamente da uno dei punti appositi. Questa energia si ottiene semplicemente uccidendo i nemici. Acquisendo più esperienza si possono evocare serventi più potenti: a quelli di base, che sono naturalmente i più sfigati, si aggiungono altri con abilità piuttosto interessanti come il lancio di palle di fuoco, la resurrezione di compagni morti e altre cosette niente male.
Durante il gioco i serventi non torneranno utili solamente per vincere più agevolmente le battaglie, ma anche per superare particolari puzzle, come ostacoli disseminati sul percorso o aree segrete inaccessibili per l’Overlord. E non dimentichiamoci che da buoni succubi possono anche essere sacrificati per ripristinare l’energia del loro padrone.

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Dungeble Pikmer

Il gioco si potrebbe definire come un mix di elementi presi da Fable, Pikmin e Dungeon Keeper. Sia chiaro, Overlord non riesce in nessun caso ad arrivare alle punte di eccellenza che contraddistinguono i lati migliori di questi suoi illustri colleghi, e sembra anche peccare di classe e carisma, ma riesce comunque ad avere una certa personalità.
In tutto questo vortice di pura azione c’è dunque posto anche per una spruzzatina di elementi strategici, e ciò sempre grazie agli impagabili serventi: l’Overlord non se li deve per forza portare tutti appresso, anzi può lasciarne dei gruppetti in punti strategici al fine di affrontare meglio una battaglia o farli stare semplicemente di guardia. Penalizzata invece la libertà nell’esplorazione dei livelli, che vista anche la bellezza delle ambientazioni sarebbe stata gradita in dosi maggiori.
Overlord è un gioco godibile e spensierato, che nel medio termine rimane anche piuttosto divertente, ma che con il passare dei livelli potrebbe stancare qualcuno prima di arrivare alla fine. Come già accennato in precedenza, la creazione di Triumph Studios non vuole in nessun modo immergere il giocatore in un’atmosfera di vera malvagità, tanto che ai toni scanzonati si aggiungono anche delle scelte “morali”, in qualche modo antitetiche con la sceneggiatura stessa del gioco: in un punto ad esempio il consigliere suggerisce all’Overlord di riflettere (come ad esempio sterminare sì i nemici, ma risparmiare la vita agli innocenti contadini).
Strana la scelta di inserire una mappa cartacea nella confezione del gioco senza avere nessun tipo di riferimento su schermo. Discreto invece il multiplayer.

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Grafica e sonoro

Il comparto grafico di Overlord fa sicuramente la sua figura, quanto dal lato prettamente tecnico tanto da quello artistico. Il gioco può vantare buone texture, buoni modelli poligonali e altrettanto buone animazioni.
Con la configurazione di prova il gioco è risultato sempre fluido con tutti i dettagli al massimo e alla risoluzione di 1920x1200, scendendo sotto i 25 frame al secondo solo in poche circostanze. Artisticamente parlando, il primo termine di paragone che può venire in mente per descrivere lo stile adottato dagli sviluppatori è un altro gioco firmato da quel geniaccio di Peter Molyneux, ovverosia Fable. Gli scorci di foreste, campi e villaggi hanno, come il titolo Lionhead o forse appena meno, il potere di evocare alla mente vere e proprie immagini fiabesche, frutto della fantasia e sospese nel tempo (da dare rigorosamente alle fiamme una volta contemplate a sufficienza).
Per quanto riguarda il sonoro, il doppiaggio in italiano è divertente e discretamente ben realizzato, mentre le musiche svolgono il loro compito ottimamente.

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Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi: Sistema operativo: Windows XP Processore: Pentium 4 2.4 Ghz o AMD Athlon XP 2400+ RAM: 512 MB Scheda Video: compatibile DirectX 9.0c. GeForce FX5900 / Radeon 9500 o superiore Spazio su disco: 1.2 GB Requisiti Consigliati: Sistema operativo: Windows XP / Vista Processore: Intel Core 2 Duo o Athlon 64 X2 RAM: 1 GB Scheda Video: Compatibile DirectX 9.0c. GeForce 7800 o Radeon X1800 Creative Sound Blaster X-Fi Sound Card Configurazione di Prova: Processore: Intel Core 2 Duo E6400@3,3ghz RAM: 2 GB Scheda Video: Ati X1950Pro Monitor: Dell 24”@1920x1200

Commento

Overlord è un gioco con una curva di apprendimento piuttosto dolce e meccaniche di gioco subito padroneggiabili, che riesce a divertire fin dai primi istanti e, cosa non di poco conto, introduce anche un minimo di originalità. Purtroppo sono proprio le stesse meccaniche a peccare un po’ di profondità, cosa che unita a qualche piccolo difetto nel sistema di controllo e una mancanza di mordente nella trama, relega questo titolo fra i giochi “buoni ma non ottimi”. Farci un pensierino è comunque doveroso a nostro parere.

Pro Divertente e piuttosto immediato Buon comparto tecnico e artistico Contro Meccaniche non abbastanza profonde Alcuni difetti nel sistema di controllo

Overlord è disponibile per PC e Xbox 360.
Per questa recensione è stata utilizzata la versione PC.

Sia in letteratura che nel cinema sono praticamente infiniti gli esempi dove il pubblico si affeziona maggiormente ai personaggi negativi, o per lo meno sono proprio essi che spesso riescono a rimanere maggiormente impressi nell’immaginario collettivo. Basandosi su questo concetto, gli sviluppatori di Triumph Studios, reduci dal successo di Age of Wonders, hanno confezionato un gioco d'azione con qualche accenno di elementi RPG abbastanza particolare, che mette il giocatore nei panni di una creatura malvagia riportata in vita al solo scopo di seminare morte e distruzione fra le genti.
Ma chiariamo subito una cosa, prima che qualcuno rimanga deluso: il registro di Overlord rimane sempre su toni piuttosto ilari, a tratti addirittura parodistici, volti più a divertire e strappare di tanto in tanto una risata al giocatore che a farlo immedesimare nell’essere malvagio che impersona.

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