Pro Evolution Soccer 6 - Recensione Xbox 360  1

Il re è tornato, il re debutta nella nextgen, solo per Xbox 360. Scoprite con noi se il trono è stato mantenuto anche quest'anno!

Essenzialità

Dopo essere stati accolti da un video introduttivo decisamente migliore della media Konami, approdiamo nei menu di gioco, e subito si fa strada una strana sensazione di incompletezza. Le voci disponibili sono poche, le schermate denotano una semplicità eccessiva, per non dire trascuratezza, ma questo non è altro che la punta dell'iceberg. I problemi sono ben altri e riguardano l'omissione di particolari e modalità presenti nelle versioni a 128 bit, come il Pes Shop (negozio virtuale dedicato allo sbloccamento dei bonus), il training challenge ed un editor dei giocatori regredito drasticamente dal precedente capitolo. Manca anche la modalità random match tanto apprezzata in Winning Eleven 10, per non parlare della presenza di soli 8 stadi, quando la versione PS2 ne ospita il quadruplo. Il mitico produttore del gioco Shingo Seabass Takatsuka aveva già imputato questi tagli alla scarsità di tempo disponibile, ma constatarne l'entità è particolarmente fastidioso per quelli che seguono fedelmente la saga. Altre omissioni, a onor del vero comuni a tutte le versioni di quest'anno, riguardano l'assenza della Bundesliga e di svariate licenze, comprese la maggior parte delle nazionali e quasi tutta la Premiership inglese (presenti solo Manchester e Arsenal), inspiegabile poi la mancanza di quella del Chelsea, quando era presente nel precedente capitolo. In tal senso le limitazioni dell'editor cominciano a pesare gravemente, essendo impossibile attuare qualsiasi modifica a maglie ed aspetto dei giocatori.

Welcome to nextgen soccer

Lo spirito che porta il giocatore al match non è dei migliori, ma per fortuna palla al piede è impossibile non riscontrare l'estrema bontà ludica di questa produzione. La prima cosa che salta all'occhio è la revisione al motore di gioco, principale responsabile dei tagli di cui sopra. Sebbene non svisceri le potenzialità dell'hardware su cui gira, Pes 6 prende le distanze dalle edizioni 128 bit, se valutato su un display hd, il formato 16:9 consente una visione più appagante del campo di gioco, il pubblico è adesso interamente poligonale (anche se molto approssimativo) e i giocatori godono di una completa rimodellazione. Gli stadi risultano più particolareggiati, mentre le texture dell'erba presentano un piacevole effetto 3d durante le inquadrature ravvicinate. Per contro è ancora evidente la mancanza di un sistema di illuminazione, ovviato da una lievissima implementazione dell'hdr in alcune sezioni del campo. Estremamente elementare anche la resa della pelle, che contribuisce a rendere un aspetto ben poco realistico. Tutto sommato l'aspetto generale è apprezzabile e funzionale, considerato che non è mai stato uno dei punti di forza della saga. Ma era forse lecito aspettarsi qualcosina di più, soprattutto alla luce dei livelli ottenuti da EA Sports con la versione nextgen di Fifa 07.

Evoluzioni

Discorso ben diverso riguarda il gameplay, che beneficia di una consistente revisione. Abbandonando totalmente la frenesia e gli eccessi di Winning Eleven 10, Pes 6 sposa una filosofia di rigore simulativo senza compromessi. Non a livelli da snaturarne l'essenza, ma abbastanza da constatarne l'inconfutabile evoluzione. In primis i ritmi risultano notevolmente rallentati, così come la forza dei passaggi, volutamente smorzata per enfatizzare al massimo la fisicità che contraddistingue questa edizione.

Quella di Pes 6 è un'architettura aperta a svariate interpretazioni, dove ognuno può trovare il proprio spazio di gioco, e rifinirlo senza raggiungerne mai il limite.

Evoluzioni

Il pallone è combattuto come non mai, la cpu esegue un pressing asfissiante, con una difesa estremamente efficiente nel coprire le posizioni. Ne risulta un clima estremamente teso, che impone cura e precisione maniacale nelle orchestrazioni dei passaggi. L'inizio può quindi risultare traumatico per chi non è avvezzo alla simulazione, ma quello che fa la differenza è proprio il sofisticato sistema di controllo unito, all'efficienza del pallone. Quella di Pes 6 è un'architettura aperta a svariate interpretazioni, dove ognuno può trovare il proprio spazio di gioco, e rifinirlo senza raggiungerne mai il limite. Non è una novità in senso assoluto, Konami ci ha abituato a tutto questo, ma risulta evidente il desiderio di migliorarsi, fin dalla minore automazione dei passaggi e tiri. In sostanza ci troviamo di fronte ad un gameplay fortemente tecnico, forse anche troppo, che potrebbe contraddire chi cerca la rete dopo pochi minuti di gioco. Ma chi ama il calcio non potrà non rimanere basito di fronte alla complessità raggiunta da Kcet, al fatto che ogni partita, ogni azione, ogni tiro in porta avrà la sua peculiare storia. Inutile sottolineare la potenzialità delle partite con gli amici di turno. Come di consueto il comparto audio si presenta ben più modesto, con il commento a cura di Civoli e Sandreani, pertinente all'azione, ma davvero poco entusiasmante nei toni e contenuti. In compenso è sensibilmente migliorata la resa del pubblico, che grida e applaude con una veemenza decisamente appagante. Molto gradite anche le urla degli allenatori a bordo campo.

Questa partita non esiste più

Il gioco supporta il servizio Live, ma anche questa sezione risente di limitazioni consistenti, con la sola scelta di partite giocatore o classificate, esclusivamente uno contro uno. Il tutto è presentato con un'essenzialità eccessiva, senza nessun concreto passo avanti dal precedente capitolo su Xbox. Attualmente sono presenti anche notevoli problemi di connessione, essendo particolarmente difficile effettuare partite fuori dalla lista amici, inoltre abbiamo riscontrato qualche problema di lag. Tutto questo sarebbe anche tollerabile se non confrontato al servizio fornito su PC e PS2, totalmente compatibile tra i due formati, munito di lobby dedicate e possibilità di partite fino a quattro giocatori. Al confronto la versione 360 risulta ingiustamente tagliata sul versante feature ed online, e quest'ultimo punto è veramente paradossale considerando l'identità della console Microsoft. L'enorme giocabilità della produzione suggerisce indulgenza, ma il prossimo anno Konami dovrà seriamente darsi da fare per colmare queste lacune.

Cacciatori di obiettivi

Seguendo il trend degli ultimi titoli usciti, il sistema degli obiettivi di Pes 6 è piuttosto impegnativo. Guadagnare gli agongati 1000 punti richiede in pratica il completamento di tutte le competizioni, dalle coppe alle leghe. La maggior parte degli obiettivi riguardano la parte offline, ma ne è presente qualcuno dedicato ai patiti della grande rete, come dimostrano i 20 punti elargiti dopo aver disputato la prima partita classificata (a prescindere dall'esito). Buona fortuna!

Commento

PES 6 è forte motivo di orgoglio per l'utenza Xbox, in quanto per la prima volta dopo tanti anni un sistema non Sony ospita il debutto nextgen della saga di Takatsuka. Quella che però poteva essere una grandiosa festa, viene parzialmente oscurata da una realizzazione inconfutabilmente frettolosa, che ha portato una serie di tagli troppo consistenti per non essere evidenziati. La realizzazione tecnica è gradevole e distintiva rispetto alle versioni 128 bit, ma certo non fa gridare al miracolo sfruttando in minima parte l'hardware 360. Deludente anche il supporto Live, davvero troppo limitato, afflitto da lag e notevoli difficoltà nel trovare le partite, un difetto quest'ultimo che speriamo venga risolto il più presto possibile. Quello che rimane però non è poco, ed è ciò che interessa maggiormente agli appassionati di tutto il mondo. Il miglior calcio esistente in circolazione, un altro passo in avanti verso la simulazione perfetta, un prodotto destinato a durare a lungo. Il prossimo anno però, oltre alla sostanza, auspichiamo anche un pò di contorno...

Pro

  • Giocabilità stratosferica
  • Lievi, ma avvertibili miglioramenti grafici rispetto alle versioni 128 bit
  • Finalmente il pubblico si fa sentire
Contro
  • Troppi tagli
  • Modalità online molto lacunosa
  • Mancano ancora troppe licenze

Pro Evolution Soccer 6 è disponibile per PC, PlayStation 2 e Xbox 360.
La versione testata è quella Xbox 360.
Per la recensione delle versioni PC e PlayStation 2, seguite questo link.

Pro Evolution Soccer rappresenta il fiore all'occhiello delle produzioni sportive Konami, essendo l'unica saga riuscita a sopravvivere negli anni ed imporsi come punto di riferimento assoluto delle simulazioni calcistiche. Conosciuta in Giappone e America come Winning Eleven, si è ritagliata un posto sempre più importante nel mercato europeo, con incassi strepitosi ad ogni edizione. Quest'anno la novità per i possessori della nuova console Microsoft è davvero grossa, per non dire epocale, vale a dire l'esclusiva 2006 per la versione nextgen, ovvero fino al prossimo autunno quando sarà disponibile PlayStation 3. Anche noi stentavamo a crederci, considerata la stretta parentela con piattaforme Sony, ma dopo tanti coverage, l'attesa è finita e il gioco finalmente qui, nelle nostre mani. E' il caso di festeggiare? Si, ma con qualche riserva.