Recensione: Playboy The Mansion  2

Recensione: Playboy ha accompagnato i sogni erotici di ogni uomo su questo mondo fin dal 1954. Dopo cinquant'anni ecco il videogioco.

Elementi di gioco

Il contesto di Playboy The Mansion è quindi la villa di Hugh Hefner, ambiente nativo delle conigliette e reggia del re dell’erotismo del novecento. Per ricreare l’ambiente, le iterazioni con le conigliette e la vita di Hugh Hefner è stato scelto un motore gestionale decisamente simile a quello dei Sims, ma l’intelligenza artificiale e le possibilità d’interazione sono decisamente più limitate. Il titolo si divide nettamente in quattro parti differenti. La vita casalinga di Hugh Hefner, che impersoniamo, ci vede impegnati nel corteggiamento o nei rapporti di lavoro con un numero incredibile di conigliette ben disposte, mentre le feste che possiamo organizzare nella magione determinano spese ma anche prestigio e determinati vantaggi a seconda degli ospiti invitati. Il terzo, importante, elemento riguarda l’arredamento e l’arricchimento dei locali della casa, che deve rispecchiare uno stile di vita eccessivo e allo stesso tempo intrattenere ospiti e inquilini.

è stato scelto un motore gestionale decisamente simile a quello dei Sims, ma l’intelligenza artificiale e le possibilità d’interazione sono decisamente più limitate

Elementi di gioco

L’ultimo spicchio di cui si compone il titolo riguarda la stampa dei numeri di playboy, che scandiscono i nostri successi e rappresentano gli obiettivi di Playboy The Mansion. Oltre alla gestione economica, stampare un numero di Playboy ci permette di fotografare le conigliette come più ci aggrada nel tentativo di realizzare una rivista che riscuota anche successo commerciale.

Il mondo di Hefner

I rapporti sociali che sostengono la struttura del gioco sono, purtroppo, piuttosto limitati. Sedurre è davvero troppo facile per Hugh e persino gli ospiti si sciolgono di fronte alla sua personalità. Accontentare gli ospiti della casa è un impegno esiguo e ripetitivo, che non si avvicina lontanamente nemmeno alla struttura di gioco del vecchio Sim Park. Convincere una ragazza a diventare una coniglietta ha un che di soddisfacente, cosi come conquistarla e convincerla a fare quattro salti sul nostro materasso, ma il divertimento non dura e presto le scenette che ci si presentano diventano piuttosto noiose. Più importanti sono i rapporti con gli ospiti che sono i nostri contatti con il mondo. Politici e avvocati sono ovviamente importanti, ma ancora di più lo sono i rappresentanti dei trend del momento che sono in grado di aiutare la nostra popolarità nel mondo.

qual è il miglior modo di accontentare un ospite se non quello di presentargli un'avventente, dolce e disponibile coniglietta?

Il mondo di Hefner

In un periodo favorevole al cinema, per esempio, è auspicabile che ad un nostro party sia presente una star di Hollywood. E qual è il miglior modo di accontentare un ospite se non quello di presentargli un'avventente, dolce e disponibile coniglietta? Purtroppo i nostri ospiti reagiranno a poco altro, e come il nostro staff e le conigliette si limiteranno a gradire e utilizzare gli elementi della casa o, semplicemente, a ignorarli.

Sinergie sociali

Facendo i conti con la popolarità, gli inviti, i soldi e la stampa di Playboy la sovrastruttura di Playboy si traduce in un titolo gestionale abbastanza complesso, anche se le sue parti, separate, risultano estremamente semplificate. Lo stesso arredamento della casa influenza sia il gradimento degli ospiti, sia il desiderio di essere invitati da parte di personalità sempre più importanti e la presenza di ospiti importanti influenza le vendite della rivista e il gradimento degli altri ospiti. Il titolo prende quindi forma e ci fornisce un certo numero di elementi da tenere d’occhio, il che comprende l’assunzione dello staff di Playboy e l’acquisizione di collaboratori sempre più competenti e produttivi. E’ anche possibile far si che i nostri scrittori aumentino la loro abilità utilizzando la biblioteca di casa o aumentare felicità e produttività dello staff grazie alle insostituibili conigliette. L’incastro sembra funzionare e anche in questo caso le iterazioni tra un elemento e l’altro sono interessanti, ma gli elementi in se, come i rapporti tra due personaggi non giocanti, sono talmente semplificati da portare sempre alle medesime reazioni.

Il titolo prende quindi forma e ci fornisce un certo numero di elementi da tenere d’occhio

Sinergie sociali

Ci viene anche offerta la possibilità di effettuare fotografie e di creare personalmente la copertina di Playboy, ma non esiste un legame tra la perizia con cui si scattano le immagini e le vendite della rivista, per cui anche questo elemento, alla lunga, diventa un accessorio ingombrante. L’arredamento della casa invece pare abbastanza vario e ramificato e i numerosi extra che sbloccheremo di mese in mese ci aiuteranno a personalizzare la casa. Purtroppo l’arredamento è limitato esclusivamente alla realtà storica di Playboy e ci sarà impossibile cambiare radicalmente l’aspetto della casa e percepirla come una nostra creazione. Tra gli extra sbloccabili non mancano interviste segrete, vere copertine di playboy e brani musicali celebri, il che, tutto sommato, contribuisce ad elevare, pur leggermente, la longevità del titolo.

Tecnicamente

L’aspetto grafico non si discosta molto da quello di The Sims anche se il numero di animazioni è sensibilmente inferiore. Le conigliette, che possiamo vestire a piacimento, ancheggiano e reagiscono civettando proprio come l’immaginario suggerisce, ma mancano di particolari. Bionde, more, brune non variano in altezza e forme e non hanno animazioni legate al loro carattere, elemento che avrebbe potuto giustificare realmente il corteggiamento o la preferenza verso una ragazza piuttosto che verso un’altra, al di la del mestiere o del colore degli occhi. I modelli degli ospiti sono invece piuttosto numerosi partendo dai politici per arrivare alle star cinematografiche e musicali. L'arredamento è un punto di forza che parte dalle foto di star e passa dai poster vintage, per arrivare ad attrezzi sportivi, videogiochi e aggeggi di dubbio utilizzo, e, nonostante il vincolo ai gusti di Hugh Hefner, è decisamente vario e particolareggiato. La colonna sonora, comprando extra su extra, si amplia e diventa pian piano un punto di forza del titolo, e gli effetti sonori, dagli squittii eccitati delle conigliette agli oggetti disseminati per la casa, non presentano lacune di sorta.

Commento

Playboy The Mansion si presenta come un clone di The Sims improntato sulle gesta di Hugh Hefner, re dell’erotismo novecentesco. Ma l’intelligenza artificiale è estremamente ridotta e imparagonabile con il titolo Electronic Arts, e di erotico traspare ben poco se non qualche topless digitale davvero poco evocativo. The Mansion funziona nel momento in cui allaccia questi elementi al sistema gestionale che ci guida attraverso diverse missioni e diversi obiettivi. Come molti titoli di questa generazione Playboy The Mansion trascura il cuore del gioco e arricchisce il contorno; un appassionato potrebbe dunque trovare quel che cerca, ma chi desidera un gioco completo e impegnativo si troverà davanti a un titolo incapace di soddisfarlo, con molte potenzialità troncate e semplificato in ogni suo elemento.


Pro:

  • Ricca ricostruzione del mondo di Playboy
  • L'incastro tra titolo gestionale e simulatore di vita è una buona idea
  • Extra e arredamento imperdibili per gli appassionati
Contro:
  • Ricco di particolari ma non di varianti
  • Gameplay estrememamente semplificato
  • Intelligenza artificiale limitata

Tutti, o quasi tutti, abbiamo letto o intravisto qualche numero di Playboy, è innegabile, com'è innegabile che non sono mai stati gli articoli la colonna portante del mensile erotico più famoso di sempre. Eppure anche le parole stampate hanno costituito gran parte del successo di una rivista popolare in ogni dove ed in grado di catturare tanto i trasgressivi, quanto i romantici illusi e anche parte del puritanesimo, contribuendo probabilmente alla formazione dell’attuale concetto di “nudo artistico” quasi quanto le mitiche cartoline francesi dell’ottocento. Sono passati cinquantadue anni da quando Hugh Hefner, aspirante disegnatore, diede vita al proprio sogno americano e accese i sogni erotici di milioni di appassionati lettori. Ma nel passaggio dal disegno alla carta patinata non perse il dono della fantasia, visto che per mezzo secolo la dolce vita fatta di vestaglie e bikini, martini dry e piscine affollate ha affiancato il paginone centrale di Playboy, creando l’illusione di un erotismo elitario e pulito, in grado di sconfiggere persino il moralismo più ostico. In bilico tra pin-up conformi al sogno americano e trasgressioni, Playboy ha superato depressioni, crisi e scandali, fino all’infarto che ha costretto Hugh Hefner ad abbandonare la direzione della rivista, passata quindi nelle mani della figlia. Dopodiché, tra concorrenza e internet, i problemi sono aumentati, le vendite diminuite e l’erotismo è mutato. Playboy The Mansion, com’era lecito aspettarsi, si rivolge agli anni d’oro della rivista, anni in cui anche una star hollywoodiana avrebbe fatto carte false per partecipare a un party di Hefner, per visitare la sua villa e soprattutto per conoscere le conigliette che la popolavano, vere e proprie icone del desiderio.