Ridge Racer 6Ridge Racer 6 - Recensione 

Quello con Ridge Racer è un appuntamento che dura ormai da anni, ma stavolta il luogo dell'incontro è inedito. Per la prima volta la saga Namco approda sulla nuova console Microsoft!

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Derapate a 360°

Ridge Racer 6 non è solo un tuffo nei ricordi, ma anche un caso straordinario nella giovane ludoteca del 360. Si tratta infatti della prima incarnazione del brand su piattaforme Microsoft, in un ruolo tra l'altro analogo a quelle Sony, ovvero mostrare la potenzialità del nuovo hardware.
Cosa dire del gioco? Anziché rivoluzionare il comparto ludico, i programmatori hanno lavorato sull'affinamento, la levigazione, l'accumulo. Tanto che questo sesto episodio, stretto discendente della versione PSP, è indubbiamente tra i migliori mai realizzati da Namco. Ma una tale vocazione tradizionalista, così squisitamente radicale e indifferente alle evoluzioni viste nei recenti esponenti del genere, richiede un'appropriata comprensione da parte del giocatore. In RR6 si derapa in continuazione e si corre come dei dannati, noncuranti della forza di gravità e delle sue ripercussioni sui rombanti mezzi. La logica conclusione di tale scelta è che i vecchi appassionati gongoleranno soddisfatti, mentre chi è passato da titoli come Project Gotham Racing 3 potrebbe nutrire qualche perplessità.

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Reiko i love you

Ma andiamo per gradi analizzando l'ultima fatica Namco nel dettaglio. Dopo il consueto filmato introduttivo (nel quale possiamo ammirare la storica testimonial Reiko Nagase) approdiamo in un ricco menu principale, che sposa il rodato, sobrio e futuristico layout grafico della versione PSP, ma con i nuovi colori del 360: bianco e verde pastello. Il risultato è gradevolissimo e di gran classe, con elementi grafici esagonali ricorrenti nelle varie modalità, soprattutto quella principale, il World Explorer, una estenuante sfida composta da ben duecentotrenta gare disposte in una mappa a nido d'ape. Ogni gara è contraddistinta da una casella (ovviamente esagonale) numerata in base al livello di dificoltà. La navigazione è completamente dinamica, il giocatore può scegliere la via da seguire sbloccando le varie sfide, lo scopo principale è la conquista delle numerose vetture disponibili, fondamentali per le modalità a tempo e online.

In RR6 si derapa in continuazione e si corre come dei dannati, noncuranti della forza di gravità e delle sue ripercussioni sui rombanti mezzi

Reiko i love you

Il WE presenta una curva di difficoltà molto lenta, ma inesorabile, la prima metà è facilmente gestibile anche dal giocatore occasionale, mentre la seconda rappresenta una sfida non indifferente, annoverando tra l’altro le storiche gare testa a testa già viste nei passati episodi. Il trofeo più ambito sono le vetture della categoria special, bizzarri prototipi scaturiti dalla fervida fantasia dei programmatori Namco, tra questi troviamo l'immancabile vettura di Pacman, hovercraft futuristici e molto altro. A gioco inoltrato è inoltre possibile sbloccare un editor per cambiare i colori delle vetture, commenti audio e minigiochi. Tra le altre modalità disponibili troviamo i sempreverdi single race e time trial, quest'ultimo arricchito da classifiche online relative al percorso selezionato e aggiornate in tempo reale dal Live; è addirittura possibile salvare il proprio giro record (ghost) nel server, o scaricare sull'hard disk quelli avversari. Una completezza davvero encomiabile.

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La nextgen può aspettare?

Namco ha fatto le cose in grande a livello di circuiti disponibili, ben quindici più le rispettive versioni al contrario, e tutti inediti. Data la forte propensione all'online di questo titolo, tutti i percorsi sono fruibili dall'inizio, in modo da permettere al giocatore un allenamento immediato. Come di consueto alcune piste sono ricavate da varianti della stessa base, ma presentate in una condizione climatica diversa, come è possibile constatare nel circuito simbolo di questo capitolo, Harborline 765. Iniziando la gara le impressioni sono contraddittorie, il motore grafico risulta estremamente veloce ed ancorato a 60 FPS, ricco di poligoni ed elementi grafici animati, come dirigibili, elicotteri e mulini a vento, ma l'aspetto generale, seppur degno di un odierno cabinato da sala giochi, ricorda più un titolo della vecchia generazione spinto al limite grafico. Sappiamo benissimo che il 360 può fare molto più di cosi', come dimostra l'assenza degli effetti già ammirati in PGR3. Anche la palette cromatica è in molti casi eccessivamente smorta, presentando tonalità slavate o tendenti al grigiastro e seppia. Ne risulta un aspetto anche troppo realistico per un gioco filosoficamente agli antipodi. Il tutto è palesemente voluto e non incidentale, ma chi ricorda i primi RR non potrà non concordare sulla discutibilità di tale scelta. Per contro le vetture sono decisamente belle da vedere e l'asfalto presenta un accenno di bump mapping che ne impreziosisce l'aspetto, ma sinceramente è troppo poco da un hardware come questo. Un collegamento in HD, come prevedibile, migliora leggermente le cose, ma al contempo evidenzia spietatamente la pochezza di alcune texture. Il design delle piste è altalenante, alcune sono forse troppo anonime e vuote, altre denotano il talento dei grafici Namco, come il passaggio sul ponte di Harborline 765, gli scorci bucolici di Highland Cliff o il suggestivo (e immancabile) aeroporto. Come già accennato, stupisce l'impressionante velocità del gioco, avvertibile in particolar modo con la visuale interna e le vetture più performanti. Seppur privo di un aspetto nextgen, il motore grafico è davvero prestante e senza incertezze.

Le citazioni ai vecchi classici della casa giapponese albergano sulle carrozzerie delle macchine ed i manifesti a bordopista, tutto fedelmente riproposto su Xbox 360.

La nextgen può aspettare?

Le musiche seguono anch'esse la tradizione, Namco ha richiamato tutti i compositori storici della saga, da Sanodg a Kota Takahashi, che ci offrono brani oscillanti tra techno rave vecchia scuola, house lounge e altri generi tipicamente dance, ma reinterpretati con il tipico brio orientale. Per gli affezionati il risultato è assicurato, e la possibilità di acquistare altri brani dal market place risulterà senz’altro gradita, mentre tutti gli altri potranno ricorrere alle soundtrack personalizzate. Pessimo invece il Virtual DJ, uno speaker che commenta le varie manovre, invadente e tedioso, ma fortunatamente disattivabile.

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Più veloce della luce!

La giocabilità è legata a doppio filo con la versione PSP: oltre alla necessaria derapata in curva, anche in questa incarnazione sono presenti le nitro, brevi cariche che offrono un'accelerazione consistente alla macchina, raccolte in tre taniche che si ricaricano a seguito di una derapata ben eseguita. Utilizzare al meglio questo sistema risulta fondamentale per vincere le gare, sia offline che online, visto che è possibile sfruttare le taniche singolarmente o in combinazione, ottenendo nell’ultimo caso un’incremento di velocità ancora maggiore. Per il resto, come abbiamo anticipato, il gioco è spiccatamente arcade ed offre un gameplay elementare, con le vetture che rimbalzano a bordopista senza accenno di danni. E’ una scelta precisa, una caratteristica che la saga si porta dietro dagli albori, ma che sicuramente oggi dividerà le opinioni dei giocatori.
Spendiamo le ultime parole per la modalità multiplayer online, con pieno supporto Live 360, e dotata di un soddisfacente numero di opzioni e possibilità di customizzazione delle gare. Fino a 14 giocatori contemporaneamente possono partecipare alle competizioni, scegliendo tra partite personalizzate o matchmaking con graduatoria mondiale. Se i percorsi risultano disponibili per tutti i partecipanti, le vetture rimangono legate ai garage di ogni utente, risulta quindi ovvio il vantaggio da parte di chi ne ha sbloccate di più, e di quanto sia importante affrontare il World Explorer per averle. Purtroppo non possiamo non evidenziare alcune ombre che affliggono questa modalità, legate principalmente al ritardo di connessione (lag) da parte di alcuni utenti. Questo inconveniente impedisce di affrontare una gara regolarmente, in quanto chi è colpito da lag non sarà visibile dagli avversari fino alla graduatoria finale. Il problema riguarda solo una parte dei giocatori ed è probabilmente sensibile alla zona di connessione, ma basta il ritardo da parte di una sola vettura per compromettere la credibilità dell’intera gara. Speriamo che con l’imminente uscita della versione europea il problema venga risolto, perché la modalità è davvero molto divertente ed arricchisce il gioco in maniera considerevole.

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Difficile valutare questo nuovo capitolo della saga Namco. Di acqua sotto il ponte degli arcade racing ne è passata davvero parecchia, con nuovi esponenti, prospettive e filosofie. RR6 rifugge tutto questo e prosegue imperterrito il discorso lasciato con la versione PSP: tantissimi circuiti, una modalità offline vasta e longeva, autocitazioni e nostalgia, more of the same all’ennesima potenza. Tanto da risultare il migliore Ridge Racer di sempre e, paradossalmente, uno dei titoli meno significativi nella line-up 360. Questo perché i suoi possessori non potranno evitare di storcere il naso confrontandolo con PGR3 e la sua superiorità grafica. Sebbene la sensazione di un arcade perfect sia più forte che mai, il titolo Namco sacrifica effetti e texture in onore di una velocità davvero supersonica, ubriacante, ma che non riesce del tutto a far sorvolare su un comparto da 128 bit che rende ben poca giustizia alla console. Problema ben maggiore risulta l’incertezza della modalità online, afflitta da lag che compromettono le gare, un inconveniente che speriamo venga al più presto risolto, perché giocare contro tredici avversari umani eleva l’esperienza ad un livello superiore. Chi è disposto a dimenticare per un momento le specifiche del nuovo gioiello Microsoft, ma cerca divertimento e spensieratezza, troverà nel racing Namco un validissimo esponente. Malgrado gli anni, quella derapata riesce ancora a stupire...

Pro Divertentissimo e immediato World Explorer molto longevo Velocità supersonica a 60 FPS Contro Solo i vecchi appassionati lo apprezzeranno davvero Motore grafico non all'altezza dell'hardware Modalità online afflitta da lag

Sono passati ben dodici anni da quando la celebre saga corsistica Namco fece il suo debutto su PSX, e filosoficamente ben poco è cambiato: una trasposizione perfetta di Pac Man allieta il loading iniziale, le citazioni ai vecchi classici della casa giapponese albergano sulle carrozzerie delle macchine ed i manifesti a bordopista, tutto fedelmente riproposto su Xbox 360. Ed il gioco stesso rimane fedele ai propositi originari: divertente, immediato, irrealistico. In due parole: sfacciatamente arcade.

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