Rush for BerlinRush for Berlin - Recensione 

Riscrivere la storia giocando.

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Libera cani e porci

Rush for Berlin - Recensione S.W.I.N.E., rilasciato nel 2001, è stato il titolo di debutto di Stormregion. Per omaggiare i propri giocatori in occasione dello scorso Natale, la software house ha deciso di renderne gratuitamente scaricabile la versione completa il 20 dicembre 2005. Nelle due settimane seguenti sono stati oltre centomila gli appassionati che hanno approfittato dell’imperdibile occasione. Per chi fosse interessato, rimandiamo a questo collegamento BitTorrent.

Tutti addosso alla Germania

La sezione per giocatore singolo è composta da quattro campagne, strutturate a loro volta da una serie di scenari che ripercorrono il corso storico in un’ottica non completamente realistica. Per tenere alto l’interesse dei giocatori è stato deciso infatti di “rivisitare” alcune battaglie; e così, mentre l’impetuosa discesa dell’armata rossa sino alla conquista di Berlino si svolge indicativamente come nella realtà, di ben altro tenore sono le campagne alleate, tedesche e francesi. Basti pensare, ad esempio, che alla guida degli americani ci si troverà ancora impantanati nei pressi del fiume Reno alle soglie del 1946.
Passando al gameplay vero e proprio, analizziamo in questa sede uno strategico tridimensionale in tempo reale, dove il giocatore, partendo con un battaglione, deve completare degli obiettivi primari (ne esistono anche di opzionali, che permettono di accedere ad alcune unità speciali) per proseguire nelle missioni successive. Come in Ground Control, musa ispiratrice di RfB, manca la raccolta delle risorse, e l’unico elemento con cui fare i conti è il tempo, visto che certe mappe devono essere completate entro i termini stabiliti. [C] Rush for Berlin - Recensione Tanti particolari sono puramente estetici, ma conferiscono al gioco un'atmosfera d'eccezione Rush for Berlin - Recensione Un altoforno nel Caucaso, tra i punti cruciali per l'attacco del Terzo Reich all'Unione Sovietica [/C]

Strategia al potere

Dal momento in cui l’aspetto strategico prevale notevolmente su quello gestionale, è chiaro come anche la singola unità possa risultare fondamentale nell’esito di una battaglia. Ogni mossa deve quindi essere studiata attentamente, e per aiutare il giocatore nel compito si è deciso di permettere di congelare l’azione.
Chi ha giocato a uno dei due Panzers sa che in quei titoli esisteva una figura, quella dell’ufficiale, la cui incolumità andava preservata per evitare il fallimento della missione. In Rush for Berlin continuano ad esistere questi campioni, ma questa volta si distinguono dal resto delle unità per particolari ed utilissimi poteri (vedi la doppia razione di vodka del maresciallo russo!) e senza le quali vincere non diventa impossibile, ma è sicuramente molto più complicato.

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Computer rimandato a settembre

Gli scenari di guerra sono tra i più disparati e spaziano dalle innevate pianure russe ai disabitati paesini della Foresta nera, passando per le città lasciate in rovina dai tedeschi in fuga e per valichi montani disseminati di trincee. Non si tratta di distinzioni puramente estetiche, perché a seconda del terreno e dell’altitudine le truppe ricevono dei modificatori che possono rivelarsi vitali. L’interazione con l’ambiente è notevole ed è possibile occupare bunker, torrette e quant’altro per fornire punti di attacco e difesa extra alle truppe. Le città più importanti sono state inoltre rese riconoscibili da elementi caratteristici che rendono il gioco ancora più affascinante.
Purtroppo a controbilanciare le cose ci si mette quello che storicamente è un tallone d’Achille dei titoli Stormregion, vale a dire la scarsa intelligenza artificiale. Ci sono dei frangenti, fondamentalmente durante l’esecuzione degli script, in cui si ha l’impressione di avere a che fare con dei nemici ostici; in realtà la sensazione è che, quando si tratta di combattere a viso aperto (questo accade soprattutto nella modalità skirmish) i militari controllati dal computer si lascino impallinare con troppa facilità, sfruttando a malapena i punti di riparo messi a disposizione dalla mappa.

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Dimostrazione di forza

Con il consueto stile, Stormregion ha incluso una chicca anche nella versione dimostrativa di Rush for Berlin. Nella mappa a disposizione, che vede i tedeschi alle prese con una controffensiva dell’armata rossa, è presente un obbiettivo segreto che, se completato, da accesso al Panzerkampfwagen Maus, una delle unità speciali. Chi possiede il gioco completo potrà includere questo scenario semplicemente copiandolo nella directory principale, e ampliando così la campagna dell’asse. Da parte nostra un sincero complimento per la scelta di ottimo gusto.

Ottimi reparti audio e video

Dal punto di vista tecnico Rush for Berlin utilizza un’edizione aggiornata dell’engine Gepard, lo stesso usato per Panzers. Il motore è sicuramente d’effetto e, nonostante non sia molto scalabile, se la cava bene anche con sistemi non propriamente all’avanguardia. Si scorgono tocchi di classe un po' ovunque: avvicinandosi con la telecamera si scopriranno persino i fili dell'alta tensione dondolare al vento, per non tacere delle splendide animazioni di militari e mezzi corazzati, o della straordinaria realizzazione dell'acqua, dove la terza versione dei Pixel Shader permette di ricreare dei paesaggi mozzafiato, come testimoniano gli screenshot a corredo della recensione. Tra i difetti segnaliamo ancora una volta la limitatezza dello zoom in uscita e la presenza di alcuni bug (la release fornitaci è la 1.00) che impediscono, in certe mappe, di attivare alcuni effetti speciali, pena la scomparsa di molti poligoni. Consigliamo infine un buon quantitativo di RAM per evitare un continuo accesso all’hard disk nelle fasi più concitate.
Il reparto audio si attesta su voti ragguardevoli: in particolare abbiamo apprezzato gli effetti sonori – chi dispone di un sistema di diffusione avanzato trarrà grande godimento nell'ascoltare le esplosioni – anche se musica e parlato (i game designer hanno confermato la linea del linguaggio originale, a seconda della fazione) alla lunga potrebbero risultare ripetitivi.

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Riflessioni conclusive

L’assenza dell’oramai obbligatorio editor di scenari è deprecabile, e diminuisce la longevità di un gioco che trova nella modalità multiplayer uno dei suoi punti di forza. Si possono sfidare al massimo sei giocatori per volta utilizzando la rete locale o i server messi a disposizione da Gamespy; è inoltre presente l’IP diretto.
In conclusione, Rush for Berlin, proseguendo nella linea di successo già intrapresa dai programmatori, centra alcuni obbiettivi mancandone degli altri. Naturalmente l’aspetto grafico e il perfezionamento delle tattiche da guerra fanno sì che sia il migliore della saga, ma non sono elementi sufficienti per scatenare l’entusiasmo di cui era stato in grado il primo Panzers.

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Commento finale

Rush for Berlin è un gioco ottimamente realizzato, il cui splendido aspetto grafico riuscirà senz’altro ad accattivarsi le attenzioni di tanti giocatori. Purtroppo la ripetitività delle tematiche proposte, unita ad altre pecche di non poco conto (come la scarsa IA e la bassa longevità) lo rendono consigliabile solamente agli appassionati del genere. Per tutti gli altri si tratta di una scelta che – forse – potrebbe non essere azzeccata.

Pro Realizzazione tecnica Profondità strategica Varietà di scenari Contro Scarsa IA Mancanza di un editor Originalità quasi nulla

Nome diverso, stessa sostanza

Rush for Berlin è il quarto titolo dello sviluppatore ungherese Stormregion: curiosamente non stiamo affrontando, come sarebbe stato lecito attendersi, il terzo e definitivo episodio della saga Codename Panzers (grazie alla quale i programmatori hanno raggiunto la popolarità) ma il cambio di nome non deve trarre in inganno, dal momento in cui - come facilmente intuibile - la tematica principale del gioco è ancora una volta la seconda guerra mondiale, questa volta analizzata nelle fasi finali, vale a dire durante l’attacco incrociato che Unione Sovietica e coalizione atlantica sferrarono al Terzo Reich.
Con un argomento tanto inflazionato il confine tra un gioco ben fatto (a cui sempre ci hanno abituati alla Stormregion) ed un classico è molto sottile. Anticipiamo sin da subito che Rush for Berlin non riesce nel tentativo di scrivere una pagina indelebile negli annali, pur risultando, alla fine dei fatti, molto piacevole.