Shadow the Hedgehog  0

Dopo anni di fedeltà al suo personaggio simbolo, Sega volta pagina e dedica un gioco intero all'antieroe Shadow.

Il porcospino smemorato

Il gioco comincia con un FMV di pregevole fattura che ci illustra la situazione precaria della terra, minacciata da guerre planetarie tra umani e alieni, i Black Arms, capeggiati da un certo Black Doom. Gli scontri imperversano ovunque, e coinvolgono anche la banda storica di Sonic: Tails, Knuckles, Amy e gli altri. Shadow è estraneo al conflitto, perché torturato da un altro problema per lui più importante, la sua identità: il porcospino rossonero non ricorda niente del suo passato, conosce solamente il suo nome. Durante uno dei tanti scontri viene contattato da Black Doom, che gli chiede di recuperare per lui i sette Chaos Emeralds. Shadow si getta nell’avventura senza pensarci due volte, convinto dal fatto che, avendolo chiamato per nome, quell’essere possa avere alcune informazioni sul suo passato. La storia è quindi più che valida, soprattutto se paragonata agli standard della serie, e la cosa migliore è che influenza pesantemente anche la struttura ludica di Shadow the Hedgehog. In ogni stage il nostro porcospino avrà molteplici obiettivi, cioè potrà scegliere se completare il livello aiutando i buoni (Sonic e compagni), i cattivi (Black Arms), o semplicemente facendosi i fatti suoi, limitandosi a raccogliere i Chaos Emeralds. Se si sceglie di parteggiare con qualcuno generalmente il compito di Shadow si riduce a uccidere tutti i soldati dell’esercito opposto presenti nello stage. La vostra decisione non sarà comunque incontrovertibile, in quanto potrete cambiare il vostro schieramento più volte durante la vostra avventura. I livelli in tutto sono ventidue, ma è impossibile visitarli tutti finendo il gioco una sola volta: quando avrete completato un determinato obiettivo, infatti, verrete trasportati automaticamente al quadro successivo, e questo cambierà in base al traguardo (buono, neutro o malvagio) che avrete raggiunto. E’ come muoversi in una scacchiera senza avere la possibilità di tornare indietro, tanto che ci sono ben undici finali differenti, che variano non solo in base al modo in cui completerete l’ultimo stage, ma anche tenendo conto delle scelte che avrete fatto durante il vostro percorso. Finire il gioco richiede ben poche ore, ma sicuramente gli incentivi per rigiocarlo più di una volta sono molteplici.

C'era una volta Sonic the Hedgehog...

Queste buone idee sono state purtroppo rovinate dalla parziale riuscita del gioco, che pecca in diversi aspetti fondamentali. Il movimento di Shadow, prima di tutto, è alquanto approssimativo: con un semplice tocco dello stick analogico si passa dalla stasi alla corsa più sfrenata, senza graduazioni. Mentre il porcospino va alla massima velocità poi, dato che le sue scarpe sono una sorta di pattini, i cambi di direzione non sono così immediati come dovrebbero essere in un gioco di questo tipo. Non sarebbe una pecca grave se il titolo non richiedesse repentini cambi di direzione o salti calibrati al millimetro, però purtroppo queste cose ci sono e imprecisioni di questo tipo pesano molto sulla qualità complessiva del prodotto. E’ inspiegabile oltretutto l’estrema velocità alla quale va il personaggio, visto che le sezioni alla Sonic, ovvero quelle parti molto divertenti composte da un mix tra un racing game ed un platform, sono molto poche rispetto a quelle di combattimento. Questa continua corsa danneggia solamente la fruizione del titolo, visto che non è stata sfruttata a dovere e diventa un grande ostacolo sia nelle parti in cui bisogna fronteggiare i nemici sia in quelle tipicamente platform.

Quasi ogni oggetto reagisce alle mosse di Shadow, ma lo fa sempre alla stessa maniera, indipendentemente dal modo in cui lo colpirete

C'era una volta Sonic the Hedgehog...

Shadow potrà utilizzare tutte le armi che troverà a terra o che ruberà ai vari soldati, sia alieni che umani, che si imbatteranno nel suo cammino. Gran parte del suo arsenale è composto da pistole e fucili, ma non mancano nemmeno spade o aste di ferro. Purtroppo non è facile usare queste armi, poiché il porcospino colpirà sempre e comunque quello che avrà davanti a se, in quanto non è possibile spostare il mirino senza muovere anche il corpo. Le sparatorie sono quindi poco tecniche e alquanto confusionarie, addirittura frustranti se si cerca di aiutare una delle due fazioni: visto che c’è un sistema di automira, nelle battaglie con molti soldati è praticamente impossibile mirare a uno in particolare e si finirà inevitabilmente col colpire anche quelli che, ipoteticamente, saranno vostri alleati. L’interazione col mondo circostante è molto elevata, sebbene non sia supportata da un motore fisico all’altezza. Quasi ogni oggetto reagisce alle mosse di Shadow, ma lo fa sempre alla stessa maniera, indipendentemente dal modo in cui lo si colpisce. Il porcospino è anche capace di guidare, ma pure quando sale in macchina ci sono problemi coi comandi e con la visuale che impediscono di godersi al meglio il viaggio. L’inquadratura sebbene sia modificabile tramite lo stick-C è difficilmente controllabile, non risponde ai comandi come dovrebbe e soprattutto, se lasciata lavorare in automatico, si blocca ogni minuto in presenza di qualche ostacolo. Nelle battaglie è incredibilmente fastidiosa, dato che non permette di godere di un’adeguata panoramica e spesso ci si ritrova davanti dei nemici dei quali non si sospettava nemmeno l’esistenza.

Dreamcast?

La grafica è sulla media, praticamente sullo stesso piano di quella apprezzata in Sonic Adventure 2. Niente di particolarmente complesso, texture e modelli poligonali buoni ma non eccelsi, effetti luce abbastanza scadenti. Gli FMV, invece, sono sempre molto carini. La più grande differenza rispetto al passato consiste in una maggiore presenza di pop-up, che si nota soprattutto durante le battaglie, quando vi appariranno nemici del nulla. L’orizzonte inoltre è così limitato che SEGA ha cercato di arginare il problema appiattendo a terra l’inquadratura, causando però ulteriori complicazioni di natura ludica senza oltretutto risolvere il difetto. La parte peggiore della grafica è comunque lo stile utilizzato, estremamente banale e anonimo. E’ stato adattato il mondo di Sonic al nuovo protagonista, le atmosfere sono divenute più cupe, i colori più opachi, ma tutto questo è stato fatto senza un minimo di personalità, per cercare di far colpo sulla massa. Osservare Shadow a bordo di una spider mentre sfreccia tra abitazioni distrutte è quanto di più desolante si possa vedere, soprattutto per un fan di Sonic. Il comparto sonoro fortunatamente fa una migliore figura, grazie alle composizioni che enfatizzano le vicende del porcospino e al discreto doppiaggio in lingua inglese.

Shadow Multipiattaforma

Il gioco è uscito per Gamecube, Play Station 2 e Xbox. Le versioni Gamecube e Xbox, praticamente identiche, sono le migliori. Shadow the Hedgehog per PS2 soffre di ulteriori problemi grafici, in quanto nei momenti in cui ci sono numerosi personaggi su schermo, cioè molto frequentemente, arrivano puntuali dei vistosi e fastidiosi rallentamenti. Se potete scegliere, quindi, prendetevi il gioco su Gamecube o Xbox.

Commento

Nonostante tante buone idee Shadow the Hedgehog non riesce ad elevarsi dalla massa, rimanendo intrappolato nella moltitudine di giochi che stanno riempiendo gli scaffali dei negozi in questo periodo natalizio. Le premesse per creare un gran gioco c’erano tutte, purtroppo sono state fatte delle scelte sbagliate sia in fase di progettazione, affidando lo sviluppo del titolo a un team inesperto, sia durante la lavorazione vera e propria, durante la quale sono stati tralasciati degli aspetti fondamentali in favore di alcuni di importanza secondaria. Consigliato solamente ai fan SEGA più accaniti.

Pro

  • Buon plot narrativo
  • Ben undici finali diversi!
  • Tante buone idee...
Contro
  • ... per la maggior parte realizzate male
  • Pop-up
  • Telecamera fastidiosa
  • Controlli imprecisi e inadatti
  • Stile anonimo

Shadow apparve per la prima volta in Sonic Adventure 2, dove capitanava il trio ‘Dark’, opposto a quello del suo alter-ego buono, Sonic. Grazie al suo background, al suo carisma e alla sua ambiguità, è stato subito ben accolto dal pubblico, tanto che SEGA ha pensato di creargli attorno un gioco personalizzato, cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche che l’hanno reso celebre tra gli appassionati di videogiochi. Shadow the Hedgehog, uscito in questi giorni in versione Europea, è stato sviluppato da una suddivisione statunitense del colosso nipponico SEGA, sotto la supervisione del blasonato Sonic Team di Naka. Qualcosa, purtroppo, non è andato per il meglio.