Shining SoulShining Soul 

Arriva finalmente in versione europea l’Action RPG multiplayer di Sega, presentandosi come un nuovo capitolo della serie Shining. Riuscirà a mettersi in mostra in un genere che su GBA è prepotentemente dominato da Zelda?

Forest, anzi no, Beast Mountain…

La trama di Shining Soul è davvero solo una scusa per introdurre il gioco. Nei panni dell’eroe di turno ci si trova contro il Dark Dragon ed i suoi cinque luogotenenti, che andranno sconfitti uno ad uno prima di arrivare allo scontro finale con il cattivone in persona. Come si può vedere, niente di particolarmente emozionante. Si può scegliere la propria classe fra guerriero, drago guerriero, mago e arciere; in più, è possibile personalizzare il colore del personaggio attribuendogli una delle quattro tonalità presenti. Una specie di versione miniaturizzata di Phantasy Star Online, in effetti, e le differenze non si fermano qui. Una volta scelto il tipo di PG, bisognerà dargli un nome, poi ci si ritroverà nella città principale del gioco. Qui possiamo rifornirci di oggetti, comprare e vendere armi, e via dicendo. Una volta pronti si può uscire dalla città per affrontare i vari livelli di gioco, a cominciare dalla Beast Mountain, una specie di foresta. Ogni livello è composto da un certo numero di aree, tutte comunque uniche e non divise in stanze. Il sistema di combattimento, in tempo reale, è piuttosto semplice, ma permette comunque abbastanza varianti da non essere considerato eccessivamente piatto. Possiamo infatti assegnare tre armi all’apposito slot, armi che poi saranno intercambiabili a piacere durante i combattimenti con la semplice pressione ripetuta del tasto L (con il tasto R, invece, si richiamano tre slot in cui è possibile posizionare degli oggetti di uso comune: il tutto funziona come gli slot per le armi). Se, per esempio, stiamo interpretando un mago, potremo assegnare tre tipi diversi di magie al pulsante di attacco; a seconda delle debolezze dei nemici che si stanno affrontando, poi, sarà possibile scegliere la magia che più si addice al momento. Tenendo premuto il pulsante di attacco, e sempre che la magia o, nel caso di un guerriero, la mossa selezionata sia di un livello sufficiente, è possibile caricarne la potenza in modo da rilasciare un colpo molto più potente; i maghi dispongono anche di una barra degli SP (i punti mana) di cui avranno bisogno per lanciare le versioni “caricate” delle loro magie. Abbiamo parlato di livelli delle abilità: questo è un aspetto in cui Shining Soul rassomiglia molto a Baldur’s Gate: Dark Alliance. Progredendo di livello infatti verrà aggiunto un certo numero di punti per le statistiche e per le abilità del personaggio in questione: richiamando la schermata apposita sarà possibile assegnare questi punti alle alle caratteristiche che più aggradano, rendendo di fatto il personaggio mano a mano più forte nelle parti predilette. La stessa cosa può essere fatta con le abilità, che potranno essere aumentate di livello in modo da poter essere caricate più a lungo e quindi di diventare sempre più devastanti. Questo sistema è veramente intuitivo ed immediato, e per di più molto piacevole da utilizzare: si può personalizzare il proprio eroe praticamente come si vuole, ed in più il sistema di skill “a carica” è piuttosto interessante. La parte negativa, però, sta negli scontri semplicistici al massimo, in cui ci si riduce praticamente a scappare dai mostri, caricare la mossa e poi colpire, finché l’area non sarà completamente ripulita e non si potrà passare a quella successiva e poi al boss di fine livello. Inoltre le varie classi sono in grado di equipaggiare un solo genere di arma: il solito mago, ad esempio, può utilizzare solamente libri di magie; sono precluse spade, archi e qualsiasi altra arma, anche la più scadente. Effettivamente delle battaglie un po’ più “movimentate” non sarebbero state male, ma bisogna anche dire che un gioco come il sopracitato Phantasy Star Online, pur molto apprezzato, presenta gli stessi basilari combattimenti, anche se forse in quel caso meglio strutturati; inoltre le classi non sono mai limitate (come in questo caso) all’uso di una sola tipologia di arma. Passando all’aspetto tecnico, la grafica è uno degli aspetti più simpatici di Shining Soul: fumettosa nei personaggi, giocanti e non giocanti, e molto ben modellata e piacevole da vedere nei paesaggi, per non parlare poi della bella schermata dell’inventario (in cui, per inciso, è possibile utilizzare gli oggetti trascinandoli sulla figura del protagonista). C’è però una certa disomogeneità di stile fra gli sprite e gli sfondi, cosicché i primi sembrano molto puliti mentre i secondi risultano leggermente sfocati. Non è qualcosa da condannare senza appello, ma l’effetto che ne consegue è un po’ strano. Le musiche invece sono davvero anonime: carine ma niente di più, a volte possono anche risultare ripetitive, ma solitamente comunque è difficile che impressionino, quindi si finisce per non farci caso. Un appunto da fare alla versione italiana, che presenta una traduzione veramente pessima e praticamente costringe a scegliere l’inglese per poter giocare in modo decente.

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Una scampagnata fra eroi

Quando inserite in un gioco, le sezioni multiplayer, tranne rari casi, risultano sempre abbastanza divertenti da invogliare i giocatori a fare almeno un paio di partite in compagnia degli amici. Anche nel caso di Shining Soul, il multiplayer è buono, ed essendo il titolo pensato soprattutto per essere giocato in due o più persone, appunto come una versione “tascabile” di PSO, la realizzazione ben curata di questa parte era dovuta. L’unica cosa è che, come in altri giochi multiplayer usciti in questo periodo, non basta una sola cartuccia per giocare in due, tre o quattro: si è forzati a trovare altri amici che possiedono il gioco, e sinceramente è improbabile che vi siano molte persone disposte a sborsare 50 euro solo per giocare in compagnia. Ciò detto, la struttura di Shining Soul giocato in multiplayer non cambia affatto rispetto alle partite in singleplayer, eccetto per il fatto che nel caso in esame dovremo collaborare con gli altri membri della squadra per ripulire i livelli dei dungeon e combattere contro i boss di fine livello; al solito, il guerriero si lancerà contro i mostri, colpendoli a suon di fendenti, il mago starà vicino ai combattenti per guarirli se i loro HP scendono o per aiutarli lanciando qualche magia di attacco, mentre gli arcieri scagliano frecce a distanza per rallentare i nemici. La cooperazione è foriera di una discreta soddisfazione, ed inoltre è possibile andarsene in giro a piacimento, separandosi dagli altri per qualsiasi motivo venga in mente. Ci si può anche scambiare gli oggetti trovati, semplicemente trascinando nell’apposita finestra “Drop” l’arma o l’item che si vuole regalare. Deliziose, ma ovviamente inessenziali, le faccine, mostrate agli altri giocatori dentro una nuvoletta che compare sopra la testa dell’eroe quando quest’ultimo entra nella schermata dell’inventario o dello status. In definitiva, si tratta di un titolo abbastanza inutile se comprato per il gioco in singleplayer, ma che diventa più interessante se si riescono a trovare amici, parenti o conoscenti in possesso di altre cartucce di Shining Soul (e di un cavo link per collegare le console).

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Commento

Probabilmente rimarrà deluso chi sperava in un gioco trascendentale, ma d’altro canto il quasi totale silenzio che ha caratterizzato l’uscita europea di Shining Soul significa probabilmente che nessuno si aspettava niente di che. Non si tratta comunque di un gioco da buttare: è carino, abbastanza divertente per passare il tempo. Certo non è un capolavoro, al livello di A Link to the Past per intenderci: peraltro l’uscita europea del megaclassico Nintendo, che dovrebbe arrivare sugli scaffali proprio in questo periodo, non è esattamente salutare per un giochino come Shining Soul. L’aggiunta di Four Swords alla cartuccia per GBA del terzo capitolo della serie di Zelda è in grado di soddisfare pienamente anche chi desidera un bellissimo gioco in multiplayer, non semplicistico e che richiede di impegnare il cervello oltre che le mani. Inoltre Four Swords surclassa il titolo qui recensito persino nella grafica. Dopo aver completato Zelda, inoltre, si potrebbe rimanere un po’ a bocca asciutta davanti alla semplicità estrema di Shining Soul, ma d’altro canto chi ha già spremuto fino all’impossibile il primo gioco citato (cosa comunque difficile) e vuole assolutamente qualcosa di nuovo su cui puntare l’attenzione potrebbe trovare in Shining Soul un passatempo discretamente divertente, a patto che non pretenda chissà cosa. Tutti gli altri si rivolgano senza esitazioni verso Zelda.

Pro: Sistema di combattimento e di gestione del personaggio ben fatto e piacevole Modalità multiplayer Grafica ben fatta Contro: Semplicità estrema dell’azione Design piuttosto banale di livelli e mostri Incapace di donare emozioni Per giocare in più persone bisogna comprare altrettante cartucce

Shining Soul si è fatto aspettare. Uscito ormai quasi un anno fa in versione giapponese, aveva poi fatto perdere le sue tracce, per arrivare quasi improvvisamente sul mercato europeo. Si tratta di un gioco che prima di uscire aveva suscitato molte aspettative, e si profilava come uno dei titoli più interessanti in arrivo su GBA, con la possibilità di formare team di quattro giocatori, di scegliere la propria classe ed altro, à la Phantasy Star Online. Ma allora, perché la sua uscita è avvenuta in sordina?

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