Sid Meier's Civilization IV: Warlords - Recensione  0

Un nuovo episodio della saga di Sid Meier per continuare a passare notti insonni!

Più nazioni sul piatto della Storia

Per quanto riguarda il primo aspetto la già nutrita lista di leader storici si è andata ampliando con dieci nuovi personaggi. Alcuni di questi appartengono a culture già presenti (è il caso di Cesare Augusto per i romani), mentre altri portano con sé civiltà del tutto nuove (Ragnar è a capo dei celti), ciascuna delle quali con aspetto grafico e motivo sonoro caratteristici. Alle unità speciali contraddistinguenti ogni singola nazione ora si affiancano anche degli edifici unici, e sono state aggiunte anche tre grandi meraviglie. Chiaramente si tratta di ulteriori opportunità per crearsi un vantaggio competitivo nei confronti degli avversari: la new entry più scenografica è la Muraglia cinese che permette di ridurre a zero le incursioni dei barbari in tutte le città presenti nello stesso continente in cui è stata costruita.

Guerra totale

I maggiori sforzi però si evidenziano durante la partita: con Warlords vengono finalmente presi in considerazione anche i guerrafondai più accaniti. Nel gioco originale in effetti la pratica bellica era stata messa un po’ in disparte a discapito di condotte di gioco più diplomatiche e/o rivolte alla ricerca scientifica. Le cose ora cambiano con l’aggiunta dei Grandi Generali e con gli stati vassalli.

I primi sono personaggi che possono unirsi alla città e fornire così a tutte le nuove armate ulteriori punti esperienza, oppure agganciarsi ad unità militari preesistenti conferendo straordinari modificatori e valorizzando come non mai la singola truppa. Come i veri condottieri la loro discesa in campo deve essere pianificata oculatamente considerata la difficoltà nell’ottenerli.

Mentre l’avvento di altri grandi personaggi, come ingegneri o profeti, dipende dalla presenza o meno di specifici edifici nella città o dalla forma di governo adottata, per fare in modo che Vercingetorige nasca in una delle “polis” dell’impero è basilare che l’esperienza accumulata dalle varie unità da guerra raggiunga determinati livelli. Questo si traduce con la necessità, per chi volesse farne uso intensivo e goderne così appieno dei benefici apportati, di attaccar briga col primo malcapitato che si presenta a tiro.

Chiedere pietà

Il predominio militare può finalmente avere delle conseguenze psicologiche pesanti sulle altre civiltà: alcune continueranno a comportarsi come in precedenza, chiedendo inutilmente la tregua anche di fronte alla schiacciante avanzata nemica ai margini della capitale; altre preferiranno più intelligentemente capitolare. Così facendo perderanno qualsiasi potere politico e diventeranno totalmente succubi del giocatore che è riuscito a sottometterle. In altri casi ancora sarà possibile assoggettare, non necessariamente con la guerra, gli stati che riconosceranno la superiorità del proprio e chideranno di unirvisi come vassalli in cambio di protezione. Questo comporta dei benefici poiché sarà possibile condividere con essi tecnologie e risorse, ma anche dei costi, in termini di oro, da sostenere. Naturalmente le città soggiogate dovranno essere difese da eventuali minacce nemiche, pena l’annullamento del vassallaggio.

Il terreno ideale per saggiare le novità introdotte e sin qui illustrate sono i sei scenari che accompagnano l’espansione. Chi vuole continuare a dominare la terra dall’era glaciale alla conquista dello spazio rimarrà infatti probabilmente deluso: è vero, ci sono dei nuovi nemici con cui confrontarsi, ma nulla di più. Molto più interessanti le situazioni che si vengono a creare con le mappe preconfezionate e che modificano in modo anche sostanziale il classico schema di gioco di Civilization.

Vengono presi in considerazione alcuni tra i più importanti momenti storici dell’umanità: l’apogeo di Alessandro Magno è lo scenario che impone l’approccio più spregiudicato visto che ci si deve espandere verso oriente in pochi turni. L'unificazione cinese ricorda un po' quella di Shogun: Total War in cui per vincere bisogna mettere d’accordo la maggior parte delle casate con metodi più o meno ortodossi. Ci sono anche i vichinghi e Gengis Khan; mancano però ambientazioni più moderne.

Barbaramente divertente

Infine una chicca che tutti avrebbero desiderato essere presente già nel gioco originale, ossia la possibilità di guidare i barbari. In questa modalità le diverse civiltà sono controllate dalla CPU, mentre il giocatore ha il compito di assalire le città e saccheggiare tutto quanto possibile, senza però poter creare centri abitati. Ogni edificio razziato da in premio dell’oro con cui rimpolpare le schiere dell’esercito. Divertente.

Note tecniche

La master release oggetto della prova soffre di un bug sonoro particolarmente fastidioso che si manifesta nelle fasi avanzate del gioco sotto forma di fragorose ed improvvise esplosioni. La Firaxis consiglia nelle note tecniche, in attesa dell'imminente patch, di evitare l’utilizzo delle librerie EAX in favore di quelle Miles. Ricordiamo infine che Warlards non è stand-alone, quindi necessita del gioco completo già installato.

In conclusione Warlords rifinisce il titolo originale pur senza apportare modifiche sostanziali e riesce perfettamente nel non facile compito richiesto ad un add-on – quello di mantenere invariato il divertimento di una pietra angolare come Civ offrendo al contempo qualcosa di nuovo.

Considerazioni

Civilization IV: Warlords è un acquisto obbligato per gli appassionati della saga di Sid Meier e per chi vuole provare nuove tattiche di gioco dopo essere riuscito a dominare più volte il pianeta Terra. Diverse modifiche alla struttura di gioco cambiano l’approccio alla partita e impongono strategie altrimenti poco usate. Purtroppo però il tutto è confinato agli scenari preconfezionati e a quelli che si potranno creare ad hoc con i nuovi toolset messi a disposizione. Chi invece è un’amante della “solita” scalata al potere nel corso dei millenni potrebbe rimanere deluso dallo scarso peso che le migliorie apportano alle mappe standard.

Pro

  • I nuovi scenari sono interessanti
  • Diventa impossibile staccarsene
  • Longevità garantita
Contro
  • Qualche sgradevole bug
  • Le modifiche avrebbero potuto farsi sentire di più anche negli scenari classici

A distanza di mesi dall’uscita non accenna a diminuire il successo di Civilization IV. La magica formula alchemica ritoccata dal maestro Sid Meier per la quarta evoluzione del titolo che lo ha reso leggendario non sembrava avere bisogno di ulteriori correzioni, ma Warlords dimostra che non c’è limite al meglio. È bene premettere sin da subito che dal punto di vista tecnico non si registrano cambiamenti di sorta: il motore grafico è sempre quello di Pirates! opportunamente aggiornato all’ultima patch. I fronti sui quali si sono concentrate le attenzioni dei designer pertanto sono fondamentalmente due: l’aggiunta di nuovi update e la rivisitazione in chiave bellica dello stile di gioco. [C]

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