Sinking IslandSinking Island - Recensione 

Una nuova avventura di Benoit Sokal, autore del celebre Syberia. Le investigazioni di Jack Norm e un'isola che si inabissa sapranno regalarci la stessa magia di sempre?

Dopo Paradise, titolo che per molti versi aveva lasciato i suoi fan delusi nelle aspettative, Benoit Sokal torna a proporci la sua opera, questa volta cambiando decisamente di rotta e regalandoci un gioco dalle caratteristiche più marcatamente investigative, dalle atmosfere più vicine a un giallo di Agatha Christie che ai mondi che fondevano realtà a fantasie dal sapore onirico delle sue opere precedenti.
Sinking Island cambia rotta in più di un modo, a partire dall'ambientazione, ben lontana dalla tundra e dalle nevi della Siberia come anche dai caldi e misteriosi scenari africani, facendoci atterrare (letteralmente) su uno sperduto atollo del Pacifico, l'isola Sagorah. La sua esistenza è stata scoperta da un magnate americano, tale Walter Jones, che ha deciso di investire il suo capitale miliardario nella costruzione di un hotel monumentale, una svettante torre di estremo lusso concepito per accogliere il jet-set mondiale. Per la prima volta dai tempi di Amerzone, titolo che viene da molti considerato il miglior gioco di avventura di tutti i tempi, regalando a Sokal gli onori della celebrità, torniamo a vestire i panni di un protagonista maschile, l'investigatore Jack Norm, spedito sull'isola per investigare sulla morte dell'ormai fu miliardario, il cui corpo senza vita viene ritrovato ai piedi di una scogliera, sbalzato dalla sedia a rotelle di cui, invalido, si serviva.
La prima cosa da stabilire è naturalmente se si tratti di morte accidentale o se vi siano i presupposti per un'indagine per omicidio, cosa che naturalmente appureremo, dando così il via a un'avventura di stampo prettamente investigativo, altra grande novità nella produzione di Sokal, che evidentemente punta a restare dinamica ed esplorare nuove opzioni narrative.

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Un nuovo paradiso perduto

L'ambientazione nella quale si inserisce la narrazione, l'isola di Sagorah, è squassata da una terribile tempesta, che più che farci venire alla mente paradisi tropicali nei quali passare delle lussuose e raffinate vacanze ci fa desiderare di accendere un deumidificatore e sperare di non andare incontro a reumatismi precoci. L'isola è battuta da pioggia e vento e le atmosfere sono di conseguenza caratterizzate da quella luce crepuscolare tipica dei temporali estivi. La grafica, in 2,5D, non manca di donare al giocatore la soddisfazione visiva a cui lo stile di Sokal ci ha abituati, grazie a un buon numero di animazioni (come ad esempio le palme perennemente ondeggianti nel vento) e un'altissima cura dei dettagli. Passeremo una buona parte del nostro tempo svolgendo quelle che sono le attività principali del gioco: parlare con i vari attori della vicenda, scegliendo fra diverse opzioni di dialogo e interrogandoli sui vari indizi che scopriremo nel corso della nostra indagine, sia che si tratti di oggetti e prove, sia che si tratti di indicazioni di altri personaggi o nostre conclusioni. La gestione dei controlli sarà affidata al click del tasto sinistro del mouse per guidare Jack Norm e al tasto destro per aprire l'inventario. Tutte le prove, gli oggetti, i dialoghi raccolti verranno registrati in una sorta di PPA (“Personal Police Assistant”), nel quale ricostruiremo passo passo (e letteralmente) tutti i pezzi di un puzzle che ci porterà di quadro in quadro alla soluzione dell'enigma principale: chi e perchè ha ucciso Walter Jones. Non ci mancheranno gli strumenti tipici di ogni CSI in erba: potremo scattare fotografie a scene e indizi, rilevare impronte digitali, raccogliere oggetti, foto, documenti e qualsivoglia indizio ci possa essere utile.

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Lusso e decadenza

Sono in molti, naturalmente, i potenziali sospettatti dell'omicidio, un miliardario, si sa, ha sempre molti nemici. E in questa atmosfera di ricchezza ostentata ed eccessivo lusso, tempesta tropicale, autoctoni asserviti e in generale un certo clima di depressione, si staglia il simbolo definitivo della decadenza dell'isola: il suo inabissamento. La costruzione della torre, come una moderna Babele, nella sua esasperata imponenza ha causato infatti il lento ma inesorabile crollo della struttura stessa dell'isola, che è destinata ad affondare, con tutti i suoi segreti, come una novella Atlantide.
La storia è ricca di fascino, in questo senso Sinking Island certamente non delude il giocatore. Dove invece fa sentire degli zoppicamenti è proprio sulla giocabilità, afflitta da uno svolgimento francamente troppo lento che ci porta a passare la stragrande maggioranza del tempo districandoci fra dialoghi a scelta multipla un pò troppo lunghi per poter essere considerati “snelli” e fruibili. Senza nulla togliere al valore narrativo che è parte integrante e di estremo rilievo in qualunque titolo di avventura che si rispetti, in questo caso troviamo che sia troppo appesantita e aggravata dagli spostamenti di zona in zona, indispensabili se ci si è scordati di chiedere o discutere di qualcosa con un personaggio, in un avanti e indietro a cui si sarebbe forse potuto ovviare. La tanto sospirata opzione di “warp” sulla mappa, almeno per le zone già visitate, non è purtroppo stata implementata, conservando una tradizione che troviamo quantomeno obsoleta.

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Tempus fugit

Per quanto riguarda la storia, siamo purtroppo costretti a rilevare un'altra pecca: rispetto alla produzione precedente, a sui Sokal ci aveva piacevolmente abituati, in Sinking Island la caratterizzazione e l'approfondimento dei personaggi e delle loro storie relative è un filino supeficiale. Difficilmente arriveremo alla sensazione di aver “conosciuto” la vittima in questione o gli altri personaggi della vicenda delittuosa. Questo tende a creare un certo distacco, nel giocatore, rispetto a un coinvolgimento che invece è stimolato dalle ambientazioni e dal senso di ansia del tempo che passa, che ci separa dall'inevitabile conclusione dell'esistenza stessa dell'isola e, con la sua sparizione fra i flutti, con l'inabissamento della memoria del folle sogno di un miliardario.
La componente temporale è in effetti un elemento che non si trascura di sfruttare, grazie all'introduzione di una modalità di gioco alternativa, letteralmente una “against the clock”, che ci sfiderà a concludere le nostre indagini contro lo scorrere dell'orologio, che avverrà in una simulazione di tempo reale. Gli eventi si svolgeranno in maniera indipendente dalla nostra volontà e i personaggi non saranno sempre disponibili per rispondere ai nostri interrogatori e, come se non fosse tutto questo sufficiente a darci una certa ansia, il nostro capo ci chiamerà spesso per metterci pressione e sapere a che punto della nostra indagine ci troviamo. Se non saremo in grado di soddisfare tutti i nostri obiettivi per una determinata fase, ricominceremo automaticamente da un punto prestabilito, cercando stavolta di battere la nostra corsa contro il tempo.

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PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi Sistema Operativo: Windows XP/Vista Processore: Pentium 4 1.5 GHz o AMD equivalente RAM: 512 MB Scheda Video: 3D 64 MB di memoria DirectX 9.0C Lettore DVD Configurazione di Prova Processore: Intel Core 2 Duo 2.0 GHz RAM: 2 GB Scheda Video: NVIDIA 8600M GS

Commento

Se avete amato Syberia e Paradise, non potrete non apprezzare anche Sinking Island, la mano di Benoit Sokal è infatti impossibile da disconoscere e, come sempre, in grado di riproporci i suoi universi narrativi con la maestria e l'inconfondibile tocco artistico. Oltre a una grafica estremamente gradevole e coinvolgente, il gioco si avvale di alcune innovazioni di grande gradimento, fra cui un sistema investigativo approfondito e la modalità “a tempo” che dona un certo pathos e sicuramente una nuova sfida a chi è abituato alle dinamiche classiche e rilassate di un'avventura punta e clicca. Purtroppo però il gioco pecca nella caratterizzazione dei personaggi e nel loro background, lasciandoci sospesi in un clima di superficialità narrativa che non riusciamo a penetrare del tutto. I dialoghi a volte davvero troppo lunghi e l'assenza della possibilità di teleportarci da un luogo all'altro della mappa, almeno fra quelli già esplorati, rendono il gameplay a volte tedioso.
Consigliato sicuramente a tutti i fan di Sokal, come anche del genere, Sinking Island resta una delle migliori produzioni fra gli adventure del 2007, anche se i fasti di Syberia sono ormai lontani.

Pro Inconfondibile tocco artistico di Sokal Buona la gestione del comparto investigativo Innovativa modalità a tempo Contro Superificialità del background A volte troppo lunghi i dialoghi Connessioni fra le zone non ottimizzate

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