Snowboard Kids  0

Dopo vari anni di inattività, ritornano alla ribalta i ragazzacci della Atlus coi loro snowboard... avranno continuato ad allenarsi anche durante le vacanze?

La cosa che si nota immediatamente, ovviamente avendo giocato gli episodi precedenti, è che lo stile grafico, principale peculiarità e uno dei più grandi punti di forza di Snowboard Kids, è stato completamente trasformato. Ai personaggi con la testa enorme protagonisti delle vecchie edizioni sono subentrati degli adolescenti creati col più banale stile Giapponese. Tutto questo probabilmente per rendere più appetibile il gioco al grande pubblico, per renderlo più cool; l’unico risultato ottenuto, comunque, è stato quello di far perdere al titolo il suo marchio di fabbrica. Il motore grafico non si comporta male, infatti, tranne in alcuni situazioni in cui ci sono tanti elementi su schermo, comunque molto rare, scorre in maniera molto fluida. E’ discutibile la qualità con la quale sono stati usati i poligoni, non la loro quantità, che è elevata e permette di creare, assieme a dei buoni effetti luce, un più che rispettabile aspetto visivo. Anche il comparto sonoro fa il suo dovere, eccezion fatta per le inquietanti vocine dei protagonisti, proponendo dei brani che contribuiscono ad alimentare l’atmosfera invernale del gioco.

L’aspetto audiovisivo di Snowboard Kids quindi, nonostante la perdita del suo caratteristico stile, adempie il suo compito egregiamente. Dove il gioco scarseggia, in effetti, è in tutto il resto, ovvero nella qualità e nella varietà del gameplay, costituito da una serie incredibile di alti e bassi. Una delle prime particolarità che si incontrano, scorrendo il menù iniziale, è la totale assenza di una modalità di gioco classica, quella che viene generalmente chiamata “Esibizione”. In Snowboard Kids, infatti, non esiste un modo per farsi una corsa veloce contro la CPU, ne tantomeno un torneo di quattro o cinque gare tipico di questo genere di racing game. Ci sono solamente tre tipologie di gioco: il World Tour (è da sottolineare anche l’assenza dell’italiano tra le lingue disponibili, dato che ormai il DS ci ha abituato più che bene anche sotto questo aspetto), lo Slalom e la battaglia contro un Boss. Il World Tour è la modalità principale, comprende in se anche le altre due, si suddivide in tre livelli di difficoltà e propone vari obbiettivi. Ci sono ovviamente da affrontare le corse contro altri tre avversari guidati dalla CPU, che rappresentano purtroppo una delle peggiori parti del gioco. Durante la gara potrete raccogliere e usare, com’è ormai consuetudine, dei bonus per attaccare i nemici o per difendervi da loro. Questi oggetti sono però stati creati in maniera incredibilmente sbilanciata, tanto che è praticamente impossibile pararsi dalle offensive altrui (lo permette solo un bonus), e le gare risultano essere dominate dal caso più che dall’abilità. Questi oggetti si potenziano facendo dei ‘trick’ in aria, ovvero dei numeri con la propria tavola mentre si è in volo. Il sistema di controllo è abbastanza intuitivo, presenta un tasto per sparare, uno per stringere le curve e uno per andare più veloce e saltare. Il problema più grande sta nel fatto che è impossibile non saltare alla fine di una sezione affrontata a capo chino: in breve, quando manterrete premuto il tasto per aumentare la velocità della vostra discesa, non ci sarà modo di lasciarlo senza spiccare il volo. Spesso sarebbe stato utile dosare la velocità alternando continuamente la posizione del corridore, ma a causa di questo errore di valutazione da parte degli sviluppatori purtroppo non si può fare. Un’altra grande pecca risiede nella poca cura con cui sono state gestite le interazioni col terreno della pista e le pareti rocciose che spesso la delimitano: ci sono solamente due tipi di neve, che oltretutto non cambiano poi molto l’uno dall’altro, e le rocce che recintano il percorso influenzano tutte allo stesso modo la traiettoria del corridore, comportandosi come se fossero un’unica lunga parete invisibile; molto spesso è addirittura conveniente andarci a sbattere, perché il personaggio non si ribalta e ci è così permesso di mantenere premuto il tasto della velocità. Dove il gioco si riprende è nella gestione dei salti, che nonostante non sia particolarmente complessa è sicuramente intuitiva. Ogni tasto è associato ad un trick, che poi viene direzionato attraverso la pulsantiera tradizionale. Talvolta è possibile eseguire delle evoluzioni preimpostate, molto più spettacolari delle altre, premendo le parti del Touch Screen che vengono segnalate mentre si è in volo. Decisamente scomoda invece la partenza, durante la quale bisogna picchiettare lo schermo inferiore del DS per accumulare velocità. Il secondo display è gestito anch’esso in maniera poco saggia, dato che non segnala il percorso della pista, rappresentata da una generica linea retta, ma solo la posizione dei concorrenti e le armi a loro disposizione.

Le altre due sfide che propone il World Tour sono lo Slalom e lo scontro coi Boss, entrambe, come detto prima, affrontabili anche separatamente (cosa non fattibile invece con la gara contro la CPU). Lo slalom è sostanzialmente una corsa a tempo, durante la quale dovrete passare, prima che scadano i secondi a vostra disposizione, dentro una serie di cerchi disseminati lungo la pista. Per passare allo stage successivo dovrete anche accumulare un certo numero di punti, conquistabili eseguendo trick di vario genere durante la discesa. Sicuramente lo Slalom è la sezione del gioco riuscita meglio, dato che non ci sono armi che determinano l’esito della vostra corsa e che gli scontri coi boss sono incredibilmente ripetitivi. In quest’ultima modalità il vostro obbiettivo non è quello di arrivare prima del vostro avversario al traguardo, ma di annientarlo tramite delle armi potenziabili grazie ai Trick. Una volta capito il meccanismo eliminare i boss è molto facile, soprattutto considerando che sono tutti delle piccole variazioni di un nemico standard. In conclusione Snowboard Kids non offre una grande sfida, ci sono solamente otto tracciati e gli incentivi a rigiocarlo scarseggiano: i bonus da sbloccare sono tutti extra superficiali, senza i quali il titolo si finisce tranquillamente, ma soprattutto manca totalmente una modalità dedicata alle prove a tempo. Unica nota positiva da questo punto di vista è il multiplayer, visto che si può giocare in quattro anche con una sola cartuccia.

Atlus con Snowboard Kids per DS ha scelto per scopi presumibilmente commerciali di rinunciare allo stile grafico che aveva caratterizzato la serie fin dal suo debutto su Nintendo 64, rimpiazzandolo con uno molto più banale e scontato. Nonostante questo il comparto audiovisivo è l’aspetto migliore del gioco, che dimostra carenze in tutti gli altri campi. Difetta incredibilmente di una modalità che permetta di gareggiare velocemente con la CPU e si basa su delle tipologie di gioco che in altri titoli sarebbero state secondarie, proponendo oltretutto solamente otto tracciati. Una realizzazione che avrebbe potuto dar vita ad un gioco valido si scontra con delle valutazioni totalmente errate in fase di progettazione. Consigliato solamente a chi ama questo sport.
Pro

  • Valido comparto audiovisivo
  • Trick intuitivi e divertenti
  • Multiplayer in 4 con una sola cartuccia
Contro
  • Solamente otto tracciati
  • Assenza del Time Trial
  • Mancanza di una modalità di corsa classica
  • Il nuovo stile grafico è banale
  • Armi gestite molto male
  • Poco longevo

La saga di Snowboard Kids vide la luce per la prima volta su Nintendo 64, grazie al lavoro di Atlus. Lo stile super-deformed, combinato ad una buona miscela tra delle corse tradizionali di snowboard e un racing game alla Mario Kart, permisero al gioco di ottenere un buon successo, anche grazie alla ristrettezza dei giochi disponibili su N64. Poco tempo dopo ebbe un seguito e fu anche convertito su PSX, senza che ne venisse modificata la struttura portante. Dopo svariati anni di silenzio, eccolo ricomparire su Nintendo DS, sviluppato sempre dalla stessa società.