SpellForce: The Breath of WinterSpellForce Gold Edition - Recensione 

Passato ingiustamente in sordina Spellforce giunge ad una Gold Edition di tutto rispetto. Dalla fusione del titolo originale con l'add-on Breath of Winter il titolo targato Phenomic, prodotto da JoWood, entra di prepotenza nella lista dei sorvegliati speciali portando una ventata di novità in materia di gameplay.

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Ibridazioni

Spellforce si presenta al giocatore come un interessante ibrido fra due dei generi più amati per la piattaforma PC: il gioco di ruolo e lo strategico in tempo reale, RPG e RTS. Costruito sull'abile intreccio narrativo che sta alla base della trama, il gioco si presenta come un immenso tributo all'immaginario fantasy che da sempre ha ispirato il mondo dei videogiochi. In un passato remoto il mondo di Eo ha conosciuto un periodo di pace e giustizia sotto la guida dei 13 Maghi del Circolo; protetti dalle parole di un'antica profezia essi avrebbero dovuto regnare sul pianeta per 500 anni, fino al momento in cui uno solo di loro avrebbe potuto governare su tutti gli altri. Ma la sete di potere portò odio e distruzione prima che il tempo fosse compiuto. Il mondo cadde sotto il peso di una guerra magica dalle proporzioni immense, che ridusse il mondo in cenere. Dalle rovine di una civiltà in agonia l'unico mago del Circolo sopravvissuto, Rohen, decise di portare nuovamente l'equilibrio nel mondo evocando i mistici poteri della Pietra delle Rune. Da qui l'inizio della nostra storia.

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Magia e forza bruta

Il giocatore muove i primi passi nel mondo di Spellforce attraversando una fase iniziale di “setting” dal chiaro orientamento RPG. La prima cosa da fare, infatti, è creare il personaggio che ci rappresenterà all'interno del gioco. Il nostro alter ego disporrà di un aspetto personalizzato e di una serie di caratteristiche che lo renderanno unico, a partire dalla “classe” che potrà avere un orientamento votato alla magia o al combattimento con armi. La prima ricopre un ruolo fondamentale nel mondo di Eo, e ne esistono quattro tipologie, tutte differenti tra loro ma ugualmente temibili. La magia Bianca, che comprende tre branche: magia di Vita, capace di rigenerare le ferite e proteggere con aure benefiche, magia della Natura, in grado di influenzare l'ordine naturale e le sue creature e magia di Benedizione, che include incantesimi di protezione e rafforzamento delle difese dei personaggi.

Il nostro alter ego disporrà di un aspetto personalizzato e di una serie di caratteristiche che lo renderanno unico, a partire dalla “classe” che potrà avere un orientamento votato alla magia o al combattimento con armi

Magia e forza bruta

La magia Nera si divide in Morte, portatrice di ferite gravi e distruzione, Negromanzia, in grado di manipolare gli effetti della morte, e Maledizione, per indebolire lo spirito ed il corpo degli avversari.
La magia Elementale può manipolare la potenza del Ghiaccio, del Fuoco o della Terra mettendola a disposizione del mago.
Infine la magia Mentale, divisa in Incanto, Offesa e Difesa, saltando il piano fisico, può penetrare lo spirito degli avversari assoggettandolo ai propri scopi. Se la magia può ricoprire un ruolo di assoluto rilievo in un mondo dominato dal potere del Mana lo stesso vale per le arti combattive che privilegiano l'uso brutale di armi convenzionali. Le scuole di addestramento di Eo hanno prodotto differenti stili di combattimento capaci di esaltare l'efficacia delle singole tipologie di armi, siano esse difensive o offensive. Le tre principali Arti di Guerra (combattimento leggero, pesante e a distanza) aprono la prospettiva di scelta a 10 differenti sottoclassi, dando la possibilità di affinare le proprie abilità di combattimento usando l'arma preferita. Scelta con accuratezza la specializzazione del nostro personaggio e distribuiti i punteggi fra le caratteristiche disponibili, il nostro alter ego sarà pronto per calarsi nel mondo di Spellforce e fare la conoscenza della vasta gamma di razze che popolano le terre di Eo.

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Orgia di generi

L'interfaccia di gioco riporta subito alla mente le due anime che compongono la struttura base del gioco. Da un lato, infatti, sono evidenti i comandi tipici dell'RTS classico, la mappa dello stage di gioco e le icone dei personaggi controllati; dall'altro è possibile accedere alle caratteristiche del personaggio e all'inventario che racchiude al suo interno numerose informazioni, il libro delle magie, il contenuto dello zaino dell'eroe e l'equipaggiamento.

Esistono infatti momenti in cui il giocatore è portato a seguire il flusso narrativo del gioco calandosi nei panni del protagonista e giocando come si giocherebbe un classico RPG [...] in altri momenti invece il gioco passa immediatamente all'aspetto RTS
Vagando per la mappa è possibile passare dalla modalità in terza persona alla visuale “dall'alto” con estrema semplicità. Utilizzando entrambe le modalità in pochi minuti si entra in sintonia con l'innovazione principale del gioco, iniziando ad apprezzare la convivenza dei due approcci al meccanismo di gioco, perfettamente fuse in un'unica essenza. Esistono infatti momenti in cui il giocatore è portato a seguire il flusso narrativo del gioco calandosi nei panni del protagonista e giocando come si giocherebbe un classico RPG, affrontando i nemici da solo o in piccoli party, dialogando con i personaggi disseminati lungo le mappe e portando a termine quest e missioni raccolte in maniera assolutamente dinamica. In altri momenti invece il gioco passa immediatamente all'aspetto RTS mutando il suo essere ma rimanendo paradossalmente lo stesso gioco. Non si tratta di digressioni, di “scatti” a livello di gameplay, ma di una naturale sfumatura di gioco che passa continuamente dall'aspetto focalizzato dell'RPG a quello ad ampio respiro dell'RTS. Complice di questo è di sicuro l'interfaccia di gioco, assolutamente intuitiva e semplice. Il protagonista rimane sempre al centro della scena. E' l'unico vero fulcro del gameplay, qualunque forma quest'ultimo abbia assunto.

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Orgia di generi

Quando il gioco lo prevede è possibile interagire con particolari artefatti in grado di generare unità di produzione in puro stile RTS. Per attivare questi artefatti è necessaria la presenza del nostro eroe, che a questo punto potrà prendere il controllo delle unità da esso prodotte e costituire il proprio centro di comando. In Spellforce non esistono fazioni, e le razze presenti non devono necessariamente combattere contro tutte le altre. Elfi Alti, Elfi Oscuri, Orchi, Umani, Nani e Troll rappresentano il calderone dei popoli disseminati su Eo. Essi possono essere controllati in uguale maniera dal giocatore, e tutti assieme se il caso lo ritenesse opportuno. Il fulcro del gioco è il controllo degli artefatti runici in grado di evocare le creature. Ogni razza è in grado di produrre nove tipi differenti di unità, ed altrettante tipologie di edifici, ognuno con le proprie caratteristiche ed i propri costi di attivazione. Per finire ogni razza può contare sull'intervento di un Titano protettore: creature mitologiche (Ciclopi, Treant, Spiderbrood, Grifoni, Golem di Ferro e Ragefire) capaci di scatenare una potenza incredibile sui nemici. Per portare a termine i propri obiettivi mediante l'utilizzo delle razze di supporto è necessario calarsi nella più classiche delle situazioni RTS, con tanto di raccolta delle risorse e ricerca delle materie prime.

Elfi Alti, Elfi Oscuri, Orchi, Umani, Nani e Troll rappresentano il calderone di popoli disseminati su Eo

Orgia di generi

Ogni popolo dispone infatti di unità specializzate nella raccolta delle risorse e nella costruzione e manutenzione degli edifici. Le unità da combattimento possono invece godere dei benefici apportati dagli upgrade sulle armi e sulle abilità. Esistono poi una serie di nemici comuni ad ogni razza, non controllabili dal giocatore, che popolano le mappe e che rappresentano l'insidia maggiore per le unità e gli eroi che decidessero di vagare per la mappa con troppa leggerezza. Il bestiario totale raggiunge proporzioni sorprendenti degne proprio di un titolo RPG di livello. Spesso questi mostri possiedono artefatti e oggetti speciali utilissimi per arricchire l'equipaggio dell'eroe. Ogni successo in battaglia, poi, porta un beneficio enorme al personaggio, che può incrementare il proprio potere “salendo di livello” come in ogni RPG che si rispetti. L'avanzamento del personaggio avviene persino nel suo aspetto esteriore, che muta in maniera assolutamente dinamica a seconda delle armi e delle armature equipaggiate da quest'ultimo.

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Soffio dell'inverno

La versione Gold prevede un pacchetto all-in-one che fonde il titolo principale Spellforce: The order of Dawn all'espansione Breath of Winter. Pur non apportando modifiche essenziali al modello del gameplay, questa espansione dona al titolo una dimensione più profonda, arricchendolo con una larga estensione della storia, aggiungendo importanti ritocchi all'interfaccia di controllo e ingrossando le fila di nemici ed eroi disseminati sul campo. Avendo potuto provare il titolo nella versione completa ne abbiamo potuto apprezzare la stabilità e l'ammirabile vastità.
Dal punto di vista tecnico Spellforce può contare su un motore grafico versatile capace di passare dalle panoramiche ai primi piani senza sacrificio di dettaglio. Pur non contando su di un engine pretenzioso l'effetto finale è gradevole ed adatto allo scopo. L'immersione nel mondo è garantita anche da un buon comparto sonoro e dagli effetti di luce davvero gradevoli. L'espansione oltre ad aggiungere la modalità “Partita libera” scollegata dal contesto narrativo apporta uno spin adeguato alla longevità del gioco in modalità campagna spingendolo a ben 120 ore di gioco totale! L'editor per la personalizzazione delle mappe infine, conclude il carnet delle offerte, mettendo il fiocco sul pacco di un'offerta totale davvero allettante. L'esperienza di gioco può poi sfociare nell'immancabile multiplayer, tramite i server ospitati da Gamespy.

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L'angolo del requisito

I requisiti minimi prevedono un Pentium III 1 GHz con 256 Mb RAM e scheda grafica 3D a 32 MB, più un totale di 2,8 GB di spazio su disco fisso. La configurazione raccomandata punta su una macchina di medio livello con clock 1,8 GHz, 512 MB RAM e scheda grafica a 64 MB. Provato su Athlon 64Bit 3500+, 2 GB RAM, Geforce 6600GT.

Commento finale

In conclusione non possiamo non ammettere lo stupore provato di fronte ad un gioco così vasto e allo stesso tempo originale nella sua semplicità. Fondendo le due scuole di pensiero più in voga, RTS e RPG, Spellforce è la sintesi di divertimento e profondità. Non raggiunge il voto più alto solo perchè risulta un po' datato nell'aspetto grafico, ma attendiamo impazienti l'uscita del secondo capitolo, già da tempo in fase di realizzazione. Un must per tutti coloro che sono in cerca di una ventata di aria nuova senza compromessi.

Pro Piace subito l'idea della commistione di generi Longevità assicurata (fino a 120 ore di gioco) Vasta gamma di scelta per le specializzazioni del personaggio Contro Graficamente non all'avanguardia A volte si passa alla visuale in terza persona senza volerlo

L'industria dell'intrattenimento digitale è un enorme calderone, una macchina infernale, che da decenni cerca continuamente di rinnovarsi in ogni sua forma. Il campo videoludico, pur essendo la più recente appendice di questo mondo, risente maggiormente della necessità di rigenerarsi e rinnovarsi con maggiore frequenza. Quello che ormai è diventato da anni il leit motiv della retorica recensoria è che i videogames iniziano a soffrire di una patologica mancanza di originalità. Se gli anni ottanta hanno rappresentato l'alba di una nuova era dell'intrattenimento e gli anni novanta l'età aurea del gameplay, la soglia del nuovo millennio ha fatalmente ricoperto il ruolo di spartiacque con il periodo pionieristico per affacciarsi alla grande industria e alle produzioni milionarie. A farne le spese, come sempre, è stata la “freschezza” delle produzioni, immolata all'altare del profitto commerciale.
Morale della favola oggigiorno investire su strade poco battute è diventato rischioso ed è sempre meno frequente imbattersi in vere e proprie rivoluzioni. Cosa ci spinge allora, a fare queste considerazioni proprio in occasione della recensione della Gold Edition di Spellforce? E' presto detto. Prendendo in mano questo titolo in redazione siamo giunti alla conclusione di aver messo da parte uno di quei rari esempi di quella stessa originalità che andiamo cercando su ogni lido. Per comprendere meglio quanto stiamo tentando di spiegarvi è opportuno avvicinarci con maggiore attenzione all'analisi di questo prodotto.