Spider-Man 3Spider-Man 3 - Recensione 

Spider-Man è tornato al cinema con il suo terzo capitolo, supportato a dovere dall'immancabile versione videoludica di Activision. Vediamo come si è evoluto il nostro super-eroe...

La potenza computazionale delle piattaforme next gen sarebbe potuta essere un banco di prova interessante per vedere fin dove poter espandere l’esperienza di un videogioco su Spider-Man. In fin dei conti, già dal secondo episodio era facile intravedere quale strada avrebbe seguito Activision per il capitolo successivo dedicato all’eroe Marvel, e l’ampliamento del mondo di gioco a cui abbiamo assistito nel 2004 non poteva che farci sperare nelle meravigliose sorti e progressive del brand sulle piattaforme ancora di là da venire. Come sarebbe stato, infatti, ondeggiare con Spidy sulle tele di ragno di grattacielo in grattacielo, all’interno di una Manhattan poligonale riprodotta per filo e per segno con gran dispendio di poligoni? Sarebbe stato bello. E in parte è bello vagare per l’isola di New York così come è stata riprodotta da Treyarch, a dire il vero in maniera più che soddisfacente (notevole a tratti), ma i problemi di Spider-Man 3 vengono fuori palesi in altri aspetti del gioco, come vedremo.
Sarebbe comunque eccessivo catalogare questo titolo all’interno dei classici blockbuster senz’anima di cui il mercato videoludico è pieno, poiché delle potenzialità interessanti si intravedono all’interno di esso, e forse proprio per questo è ancora più grande il rammarico per l’occasione in parte sfumata: quella di fare, grazie ad Xbox 360, PlayStation 3 ed i PC più potenti, finalmente, il gioco di Spider-Man definitivo, quello in cui all’ebbrezza dell’esplorazione senza limiti della città si unisca anche una solida dinamica di gioco, con controlli soddisfacenti e un level design degno delle avventure dell’Uomo Ragno. In questi ultimi tre aspetti Spider-Man 3 fallisce l’obiettivo.

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Una Manhattan virtuale

La struttura di gioco studiata per questo Spider-Man 3 (già presente in parte nel capitolo precedente) è decisamente interessante. Al posto di un approccio standard, con una trama che segue fedelmente quella del film e la classica scansione in livelli progressivi, Treyarch ha deciso di lasciare un’ampia libertà di scelta al giocatore: ecco che dunque, dopo la breve missione-tutorial introduttiva, ci ritroviamo direttamente nei panni di Spider-Man sui tetti dei grattacieli di Manhattan, con la città che si estende ai nostri piedi e la possibilità di esplorarla a piacere nella sua interezza. Come una sorta di Crackdown, Spider-Man 3 ci consente di scegliere tra varie missioni aperte per le strade della città, eseguendole con una certa libertà. Oltre a seguire marginalmente la trama del film, dunque, combattendo contro Sandman, New Goblin e Venom, potremo dare una mano alla polizia nella lotta al crimine metropolitano, portando avanti diverse sotto-missioni atte a mettere pace nelle strade, oppure sistemare qualche altro storico villain del fumetto di Stan Lee come Scorpion, Lizard, Kingpin e altri criminali minori per un totale di 42 missioni diverse. In qualsiasi momento del gioco (al di fuori delle missioni stesse, ovviamente), potremo richiamare la mappa di Manhattan (visualizzata con una piacevole zoomata direttamente dalla posizione in cui ci troviamo) e scegliere quale "caso" seguire: una volta selezionato, un puntatore indicherà il luogo da raggiungere all’interno della città, e una volta arrivati scatterà una nuova sezione di storia con qualche obiettivo da portare a termine. Le fasi all’esterno rappresentano indubbiamente il momento migliore del gioco, con la possibilità di vagare liberamente in una Manhattan virtuale riprodotta con un’ottima cura: è possibile distinguere i vari quartieri della città, i grattacieli più importanti, tutto riprodotto fedelmente. Un sistema in stile sandbox riproduce la vita per le strade, con passanti, traffico congestionato e passaggio dal giorno alla notte, anche se a dire il vero il brulicare delle strade visto da vicino appare decisamente posticcio, con macchine e pedoni in gran parte uguali tra loro intenti a fare più o meno sempre le stesse cose, ma dall’alto dei tetti il colpo d’occhio funziona a dovere. Mentre esploriamo la città è anche possibile avere a che fare con eventi random, e assistere in diretta a qualche crimine sul quale potremo decidere di intervenire, e che se sventato comporterà l’aumento della reputazione di Spider-Man in un determinato quartiere, ma è abbastanza evidente come queste situazioni siano comunque studiate ad hoc e scriptate, senza che comportino particolari conseguenze inaspettate.

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Here Comes the Spider-Man

Una volta selezionata la missione da seguire, ed eseguito il nostro esaltante giro tra i grattacieli per raggiungere la zona calda in questione, ci rendiamo conto che i problemi di Spider-Man 3 cominciano proprio quando si arriva nel vivo dell’azione. Il gioco è sostanzialmente un action in terza persona in cui fondamentali sono la padronanza delle varie tecniche motorie del protagonista, e i combattimenti. Ci sono davvero un’inifinità di mosse diverse e combo eseguibili, in continuo aumento via via che proseguiamo nel gioco, ma il modo in cui ci ritroviamo ad affrontare i nemici è tutt’altro che tecnico e creativo: di fatto, ci troviamo di fronte ad un “button masher”, e della categoria più caotica, per giunta. Le approssimative routine di gestione degli avversari e la pessima gestione della telecamera rendono l’azione confusionaria, e i combattimenti si riducono per la maggior parte del tempo ad un pestaggio scellerato dei tasti di attacco, con l’unica componente un minimo tattica data dal dosaggio dello slow-motion, attivabile tramite la pressione del dorsale sinistro, che attraverso il rallentamento dell’azione consente schivate e contrattacchi, ma che necessita di un periodo di ricarica. Ora, se in una rissa di strada può essere anche comprensibile un’esecuzione così caotica dei combattimenti, la cosa diventa tediosa e frustrante negli scontri uno-contro-uno in presenza dei boss, nel qual caso oltre ai problemi di inquadrature e risposta ai comandi troviamo anche la tendenza del gioco a rendere praticamente invulnerabili alcuni di questi nemici, allungando troppo i tempi degli scontri e costringendoci ad attaccare senza schemi precisi, sperando in un randomico abbassamento della guardia da parte del cattivo in questione.

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Here Comes the Spider-Man


I combattimenti, purtroppo, sono ovviamente la base su cui si fondano le varie missioni del gioco. Queste generalmente si svolgono al chiuso e impongono al giocatore una limitatissima fase di esplorazione e molti scontri. Considerando che l’esplorazione degli interni è minata fortemente dalla gestione delle inquadrature (tra l’altro, non è possibile “centrare” la telecamera o richiamarla attraverso la pressione di un tasto), nonché da una generale pochezza nella realizzazione tecnica degli ambienti, e che i combattimenti comportano tutti i lati negativi descritti poco sopra, risulta chiaro come le missioni siano il lato debole del gioco. In diversi casi, ci troveremo di fronte a delle cut-scene interattive, ovvero a dei quick time event, nei quali dovremo seguire le istruzioni che compaiono sullo schermo e premere i tasti giusti al momento giusto per portare a compimento le azioni più spettacolari, inserite spesso per aggiungere pathos agli scontri (come il combattimento aereo contro il Nuovo Goblin, del tutto simile alla controparte cinematografica) e ad evitare cali di tensione durante le scene d’intermezzo, delle quali in questo modo ci sentiamo partecipi.
Sparse per Manhattan troveremo anche missioni secondarie, nelle quali più che debellare criminali dovremo dar prova dell’abilità nell’utilizzo dei super-poteri ragneschi saltando, precipitando dai tetti, dondolando il più velocemente possibile tra le ragnatele e così via. Tra queste si segnalano le thrill ride basate su Mary Jane, nelle quale dovremo farla divertire eseguendo con lei in braccio le manovre più ardite e spettacolari, seguendo le sue istruzioni, in maniera del tutto simile a quanto accadeva in certe missioni di Out Run 2. Un modo originale per inserire la love story tra Peter e Mary all’interno del gioco.

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Grafica e sonoro

Parlando di grafica, resta valido il medesimo discorso fatto finora: Spider-Man 3 mostra il meglio di sé nella fase dell’esplorazione cittadina. Pur con qualche problema facilmente riscontrabile, come pop-up e un framerate non propriamente solido, la Manhattan poligonale è sinceramente un bel vedere. Effetti di riflessione sono stati applicati alle superfici dei grattacieli, in modo da rendere bene l’effetto delle enormi superfici in vetro e cemento dei colossi della città, e il passaggio dal giorno alla notte crea una variazione di atmosfera notevole, con gli effetti di luce che cambiano tutto l’ambiente al calare del sole e all’accendersi delle mille luci artificiali della città. Fin qui, tutto molto bello, ma come affermato in precedenza basta avvicinarsi al suolo, o entrare in un interno per portare avanti una missione perché la magia si spezzi. Una volta entrati in una delle strutture, che fungono da livelli nelle quest di caccia ai criminali, guardandosi intorno è difficile accorgersi di trovarsi a che fare con un engine grafico appositamente studiato per sfruttare le piattaforme next gen. Al di là dei problemi della telecamera, è l’anonimia degli scenari, e la pochezza degli elementi presenti su schermo che rendono il tutto deludente, tanto da sperare di concludere presto la missione per tornare a vagare per i grattacieli di Manhattan.
Il modello poligonale di Spider-Man è veramente ben fatto, e animato a dovere, in netto contrasto con i personaggi secondari. Alcuni dei boss sono stati realizzati con una cura maggiore, ma in generale è proprio la modellazione dei volti, e i movimenti delle persone “normali” a non convincere. E’ chiaro come sia stato fatto un gran lavoro per rendere al meglio il costume del protagonista, e le sue caratteristiche movenze, ma basta vedere anche lo stesso Peter Parker in abiti normali per notare come la stessa cura non sia stata riposta nel raffigurare tutti gli altri personaggi al di fuori dell’Uomo Ragno.
Per quanto riguarda l’accompagnamento sonoro, tutto il comparto è stato mediato dal film, con cui il gioco condivide le voci dei personaggi. Il doppiaggio in Italiano è buono, con le immancabili battutine di Spider-Man e la sua voce amichevole ad accompagnare il giocatore nelle avventure. E gli scambi di battute tra il protagonista e i comprimari, se non altro, contribuiscono a creare il giusto clima da fumetto, più che da produzione cinematografica, e la cosa non è necessariamente negativa. Per il resto, le musiche fanno bene il loro dovere così come gli effetti sonori.

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I sensi del ragno

In un videogioco basato su un super-eroe, è necessario che il giocatore abbia accesso ad un esteso repertorio di mosse e abilità, direttamente tratte dalla tradizione del personaggio, per aumentare il coinvolgimento e rendere l’esperienza soddisfacente. In questo, non si può dire che Spider-Man 3 non sia ben strutturato, con una quantità davvero enorme di controlli e movimenti. I tasti fondamentali consentono di saltare (A), sprintare (LT), lanciare ragnatele (RT). Un tasto fondamentale durante i combattimenti è il dorsale sinistro, che consente di attivare lo slow-motion: quando sulla testa dei nemici compare un segnale, se attiviamo il rallentatore abbiamo la possibilità di schivare l’attacco in arrivo, e conseguentemente di contrattaccare con una rapida mossa di risposta. Con B è possibile afferrare a distanza oggetti e nemici, farli roteare e scagliarli grazie alle ragnatele. I tasti X,Y e B sono dedicati ai vari attacchi, che concatenati insieme creano un’infinità di combo, il cui numero e potenza cresce esponenzialmente con il proseguire del gioco, e in particolare una volta acquisito il famoso “costume nero”, o simbionte. Gli attacchi speciali possono essere effettuati combinando anche l’utilizzo delle ragnatele, coinvolgendo praticamente tutti i tasti presenti sul pad, o quasi. Infine, premendo lo stick analogico destro si attivano i “sensi del ragno”, con lo scena che diventa in bianco e nero con l'eccezione dei nemici, o i punti di interesse, evidenziati da vari colori, in modo da indicare la strada o l’azione da effettuare in ogni momento.

Obiettivi 360

Gli obiettivi sbloccabili nel gioco sono 43, per un totale di 1000 Gamerpoints. Il modo in cui questi sono dislocati all’interno del gioco segue la struttura classica degli action game in single player. Essenzialmente, gli achievements si raggiungono completando le varie serie di missioni, e di conseguenza sconfiggendo i vari boss, o portando a termine la lotta contro le varie bande di criminali. Altri obiettivi, dal valore minore in termini di punti, si ottengono collezionando particolari oggetti segreti nascosti tra i grattacieli di Manhattan, oppure raggiungendo determinati risultati nella fase di esplorazione, come percorrere un certo numero di miglia volteggiando con le ragnatele, scattare fotografie o “schiantarsi a terra 25 volte”. In generale, per un giocatore medio intenzionato a completare il gioco, raggiungere la quasi totalità del punteggio non è impresa troppo ardua.

Commento

Al di là delle facili critiche che normalmente si possono muovere ad un tie-in, non si può non notare come alla base di Spider-Man 3 ci sia comunque un concept interessante, che avrebbe però necessitato di più tempo per essere sviluppato. La struttura aperta si dimostra essere l’approccio migliore per un videogioco sull’Uomo Ragno, sebbene sarebbe auspicabile una maggiore profondità nelle varie storie, o un filo conduttore più definito che possa tenerle assieme. L’aspetto su cui Treyarch dovrebbe concentrarsi maggiormente è il design delle missioni, che non possono passare in secondo piano. Ci fosse stata una maggiore cura nella struttura delle quest e combattimenti più soddisfacenti (in particolare per quanto riguarda i boss) ci saremmo trovati davanti ad un ottimo titolo. Così com’è, di Spider-Man 3 si fa notare la fase di esplorazione cittadina, che fa veramente immedesimare il giocatore nel protagonista, e l’indiscutibile carisma dell’Uomo Ragno, la cui semplice presenza può bastare a soddisfare gli appassionati. Tutti gli altri probabilmente si fermeranno per la stanchezza delle missioni o per i problemi di telecamera.

Pro Un'intera Manhattan da esplorare Spider-Man è carismatico, e realizzato bene Contro Missioni prive di mordente Pessima gestione della telecamera Combattimenti troppo caotici e poco soddisfacenti

Questa versione di Spider-Man 3 è in uscita su Xbox 360, PlayStation 3 e PC.
La versione testata è quella per Xbox 360.

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