Capcom ci regala il remake dell'ennesimo classico per SuperNes che giunge a noi più in forma che mai. Tra zombie e mostri non troppo terrificanti, abbiamo recensito per voi Super Ghouls ‘n Ghosts.

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Cavalieri in mutande

A beneficio di chi ancora non era tra le file dei videogiocatori nel periodo di G’n G e in generale di chi non ha idea di cosa si stia parlando, è d’obbligo una panoramica del gioco in questione. Il personaggio controllato dal giocatore, Knight Arthur, è un cavaliere in armatura che deve salvare la Principessa Prin Prin, regolarmente rapita da Satana. A disposizione del protagonista una variegata serie di armi che vengono tutte utilizzate lanciandole contro i nemici. L’approccio horror – comico del gioco si nota soprattutto nella denudazione di Knight Arthur quando egli subisce un danno venendo toccato da un mostro: l’armatura lascia il posto ad un paio di mutandoni, e qualora si venisse di nuovo colpiti la punizione è la morte. Oltre a sparare ai nemici alabarde, pugnali e quant’altro, possiamo avvalerci di un doppio salto premendo nuovamente il bottone corrispondente una volta eseguito il primo balzo (opportunità introdotta per la prima volta nella serie proprio in Super Ghouls ‘n Ghosts); la direzione si può scegliere solo all’inizio, ma purtroppo una volta spiccato il salto, Arthur toccherà il suolo nel punto determinato dal gioco, cosa che non può essere modificata in alcun modo. Questo sistema bizzarro mal si addice alla difficoltà mostruosa riscontrata già nel primo livello: è infatti non una probabilità, ma quasi una garanzia, andare a finire su qualche bara sbucata dal suolo soltanto dopo aver saltato, sabotando così i risultati ottenuti precedentemente con il proprio virtuosismo. Per contro, la soddisfazione è altissima se si riesce a superare la ridda di zombie, cani demoniaci e altre mostruosità che spuntano fuori in ogni momento, poiché per poter proseguire occorre una grande dose di abilità con le dita. Per potenziare le armi, si possono raccogliere dagli scrigni che a volte compaiono su schermo le rare armature di bronzo e d’oro, che non aggiungono alla resistenza di Arthur ma che comunque rendono possibile utilizzare dei veri e propri strumenti di distruzione.

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Novità e stile

L’intero gioco già uscito su SNES è stato fedelmente trasposto su GBA senza che i livelli originali subissero modifiche di sorta, tuttavia è stata introdotta una nuova modalità “Arrange”, in alternativa a “Classic” (la modalità originaria completa della caratteristica overview del mondo prima di iniziare il livello): invece di affrontare i livelli uno dopo l’altro, ci si trova davanti a dei bivi, sempre che si abbia indosso un certo tipo di armatura al termine del livello appena completato, che portano a varie versioni dei livelli. Avendo l’armatura di bronzo si può scegliere un solo bivio, quello corrispondente ai livelli di tipo “Revolution”, un mix di nuovo e vecchio, remake di quadri dei precedenti Ghosts ‘n Goblins e perfino uno stage progettato appositamente per questa versione. Con l’armatura d’oro, oltre ai livelli “Revolution”, si può scegliere di intraprendere una versione, chiamiamola “remixata”, più ardua dei livelli di gioco originali. Le novità inserite sono dunque sufficienti, non fanno certo gridare al miracolo, ma sono comunque abbastanza per essere un incentivo all’acquisto. Del resto Super Ghouls ‘n Ghosts è un gioco talmente ben fatto che di altre novità ha poco bisogno. Questa serie si distingue per essere sempre stata, sin dagli albori e nei suoi spin – off (i giochi aventi per protagonista il gargoyle Firebrand fanno sempre parte di Ghosts ‘n Goblins), un esempio di grande qualità e stile raffinato, con una grafica piacevolissima e delle musiche realizzate in modo superbo (come la BGM del livello del cimitero, un tormentone presente sin dal primo titolo). La giocabilità non è poi così male, certo non è ai livelli dei giochi di Miyamoto, ma non è neppure nulla d’indecente, del resto stiamo parlando di Capcom, una softco che avrà le sue buone ragioni per essere famosa. Super Ghouls ‘n Ghosts è insomma un must per tutti gli appassionati di vecchia data, anche quelli che vi hanno già giocato, ma è anche un gioco da comprare sicuramente per chiunque ami l’alta qualità.

Pro: Graficamente più che valido Colonna sonora eccellente Longevità sopra la media del genere Giocabilità che ha fatto la storia Contro: Personaggi non perfettamente controllabili Meccanica di gioco che sente leggermente il peso degli anni

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Capcom sembra nutrire, in questo periodo, un particolare affetto per una delle sue serie storiche, Ghosts ‘n Goblins. Tutto cominciò nel 1985 con il coin – operative omonimo, in cui un cavaliere di nome Arthur si vedeva portar via la sua bella da un demone durante una gita in un cimitero (una scelta certamente imprudente). Impersonando Arthur il giocatore doveva dunque destreggiarsi fra i nemici, perdendo l’armatura e rimanendo con un paio di boxer all’impatto con gli avversari. Al capostipite seguì Ghouls ‘n Ghosts nel 1988, che introduceva alcune novità, e infine Super Ghouls ‘n Ghosts per SNES, nel 1991. Da alcuni la serie è stata considerata un Resident Evil ante litteram, e di recente ha anche beneficiato su PS2 di quello che a tutti gli effetti è un seguito, Maximo – Ghosts to Glory. Ora la Capcom ha deciso di regalarci il remake di un episodio della serie originale, quel Super Ghouls ‘n Ghosts che deliziò gli utenti del SNES. Dunque la tendenza della line – up del GBA a proporci remake di vecchi giochi per SNES colpisce ancora. Se questa condotta generale sia un bene o un male, non si è ancora capito con chiarezza, certo è che finché il livello dei titoli ripubblicati su GBA è questo, non ci si può proprio lamentare.