The House Of The Dead 2  0

Sbarca finalmente su computer un'altra eccellente conversione da un coin-op di Sega, questa volta arrivano mostri, zombie e chi più ne ha più ne metta in quello che è tra i migliori esponenti degli sparatutto con pistola. Riponete i soliti gettoni, abbandonate la sala giochi e preparatevi a leggere la recensione di The House Of The Dead 2 confezionata dall'agente Latin Lover.

Goldman...

Come già visto nel coin-op e nell’indistinguibile conversione per il 128 bit di Sega, una macchina a gran velocità si avvicina al luogo della missione assegnata: James e Gary (nel qual caso giochiate in coppia) sono stati chiamati a risolvere una difficile missione, quella di scoprire il perché una città è stata presa d’assalto da mostri di ogni tipo e da dove siano uscite dette creature. Erano passati 2 anni dagli eventi di THOTD, Curien giace oramai sepolto assieme a Magician, la sua creazione perfetta ( era il fortissimo ultimo boss) ma dietro di lui c’era qualcuno ancor più spietato e folle, Goldman. Il compito dei 2 agenti speciali della AMS, assieme al prezioso (?? NdLL) aiuto di Amy ed Harry sarà quello di sventare i piani del pazzo criminale, ma non sarà facile: i nemici d’abbattere sono davvero tantissimi e decisamente ostici sono le creature abominevoli che presiedono ogni settore.
Per dare un certo senso al plot, Wow Entertainment ha inserito alcune cut scenes in tempo reale per sottolineare alcuni momenti topici della storia, come ad esempio il rapimento dei vostri 2 collaboratori o quando in televisione viene mostrato il secondo boss di fine livello intento a fare strage di uomini. Negli ultimi 2 livelli dovrete affrontare di nuovo i primi 3 boss che avete incontrato per poi confrontarvi con un redivivo Magician (come sempre in gran spolvero) prima di arrivare al cospetto della “creatura definitiva” (come la chiama Goldman), concepita dal vostro squilibrato nemico per il suo folle piano di conquista del mondo.

(quasi) Arcade perfect!

Empire Interactive ha centrato in pieno il bersaglio con quella che tecnicamente è la miglior conversione da Naomi/ Dreamcast: al di là dell’unica risoluzione disponibile (640x480x32, come in The Typing Of The Dead), non mi sembra che ci siano stati ulteriori tagli alla grafica del gioco che viaggia continuamente a sessanta fotogrammi al secondo; quindi, definizione delle texture a parte, se conoscete il coin-op, non ci sarebbe bisogno di ulteriori spiegazioni ma è bene dire che il numero dei poligoni su schermo è decisamente elevato, che sono tantissimi gli elementi interagibili del fondale (molte volte nascondono bonus più o meno utili), che le sezioni in auto e motoscafo ben rendono il senso della velocità e che i boss sono davvero ben congegnati ed, alcuni di questi, sono decisamente grossi e taaaaanto cattivi.

I requisiti minimi per poter giocare quindi questa conversione perfetta di The House Of The Dead 2 sono medio-alti (prevedibile data la mole visiva): P2 450, 128 mb di ram, scheda video accellerata da 16 mb e mezzo giga di spazio libero su HD (ovviamente con il mio P3 933, 256 mb di ram e GeForce 2 GTS non ho avuto nessun problema di sorta). Anche il sonoro è stato ben convertito in questa versione per Windows, quindi ritroviamo le musichette più che discrete, effetti sonori ad hoc ma riciclati da decine di giochi già esistenti ed il parlato non eccezionale, sia per quanto riguarda la recitazione, sia per quanto riguarda la pulizia del suono, ma l’originale non era qualitativamente migliore del qui presente, quindi nulla da rimproverare ad Empire. Ovviamente per godervi al 100% questa conversione da coin-op dovrete comprare la pistola che porterà anche a casa vostra la frenesia del coin-op. Non avendo la light gun (venduta separatamente, da attaccare alla presa USB del vostro pc), il gioco è molto godibile anche se lo giocate con il mouse, mentre qualche riserva affiora se usate un joypad.
Oltre al comparto audio-visivo, anche la giocabilità è rimasta la stessa, così come la struttura di gioco: ritrovere gli stessi pattern usati dai nemici per attaccarvi o per uccidere più innocenti possibili, dovrete ancora una volta trovare il modo migliore per colpire più velocemente possibile i punti deboli dei boss ed usare tanta accortezza nell’evitare di uccidere i passanti casuali, pena perdita di un punto vita (al contrario, se ne salvate molti, alla fine dei livelli avrete energia extra!).
Per dare un minimo di varietà al gioco, Wow Entertainment ha creato delle strade alternative, percorribili solo tramite azioni particolari: se non riuscirete a salvare un tizio sul motoscafo aggredito da uno zombie, questo andrà a schiantarsi sul fondale impedendovi di proseguire per quella direzione o se non colpirete lucchetti o chiavi che giacciono a terra, andrete per altre direzioni e così via, esclusi i due livelli finali che hanno una sola diramazione principale.
Prima di andare alle conclusioni, è bene sottolineare la presenza di modalità extra rispetto al coin-op, tratti dalla release per Sega Dreamcast: abbiamo il training mode per fare pratica, il boss mode per sfidare i singoli boss nel minor tempo possibile, la modalità multiplayer via lan (soltanto) e il ben più interessante original mode: il gioco è fondamentalmente simile all’arcade mode, ma una volta che avrete fatto la vostra prima partita, all’inizio della seconda avrete la possibilità di usare gli oggetti raccolti in precedenza (chessò mitra, autoricaricatori, health points extra e via di seguito) imponendovi un minimo di strategia essendo lo spazio nel vostro zaino limitato (Resident Evil docet).

Muoriiii...

The House Of The Dead 2 è la miglior conversione da coin-op per computer e chi ama detto gioco (e l’ha già consumato in sala giochi o su Dreamcast) non dovrebbe esitare neanche un istante per fiondarsi dal negoziante preferito per accaparrarsi una copia, ancor meglio se affiancata da una bella light gun. Per chi non ama questo genere di videogames o ha già finito decine di volte la versione a gettoni, l’acquisto diventa già molto meno caldo, visto che gli schemi dei nemici e dei boss sono gli stessi ad ogni partita (essendo precalcolati) e quindi la noia potrebbe sopraggiungere prima del previsto, nonostante le modalità extra e i percorsi alternativi.

Pollice alto quindi per Empire Interactive che ha sfornato tre conversioni eccellenti di altrettanto fantastici games di Sega; attendiamo fiduciosi le prossime release, ovvero Sega Bass Fishing (arcade di pesca) e Sega Gt (un buon clone del “Yamauchiano” Gran Turismo uscito su Dreamcast).

Un classico coin-op

Nonostante tutte le disavventure avvenute, Sega rimane per molti fan cresciuti a pane e coin-op come il sottoscritto, la grande “S”: dai tempi di Frogger, passando per Space Harrier, Hang-on, Shinobi ed arrivando a Virtua Fighter, Daytona, Sega Rally e Bass Fishing (in arrivo per Pc!!) Service Games è sempre stata una software house garanzia di qualità, di coin-op divertentissimi ed in molti casi, originali e pionieristici; com’è possibile scordare la nostra prima volta su cabinati oramai annessi ai nostri più cari ricordi come quelli di After Burner, Out Run, G-Loc e Thunderblade?
Tra i tanti grandi coin-op che vale davvero la pena di ricordare, Sega è stata anche una delle prime sviluppatrici di videogames nel dare più di un impulso al settore degli sparatutto con pistola: a lei si deve Virtua Cop, il primo shootem’up con light gun annessa in grafica 3d, grazie all’allora potentissima Model 1 (scheda da bar di Virtua Racing e Virtua Fighter). Quando poi uscì Model 2 (con il suo impatto spacca mascelle da 60 fps con poligoni texturati ed in gouraud shading in capolavori del calibro di Virtua Fighter 2, Daytona Usa e Sega Rally), AM2 (da sempre uno dei gruppi interni di Sega più rinomati con a capo Yu Suzuki), non potè fare a meno di rilasciare l’inevitabile follow-up, più che altro un remake con grafica aggiornata alle caratteristiche della nuova motherboard e qualche sezione in auto per dare più adrenalina al pacchetto finale. Per quanto molto bello, Virtua Cop2 dovette cedere il passo a Time Crisis di Namco, almeno finchè AM1 non rilasciò The House Of The Dead…

Gestito anch’esso dalla medesima scheda da bar di Virtua Cop2, THOTD porta il giocatore in una tetra magione che prende il posto di palazzi lussuosi, porti e basi che avevano caratterizzato la bilogia di AM2: niente più soldati, malviventi e boss della mafia, adesso abbiamo zombie e mostri di tutti i tipi (lenti, armati di motosega, gufi, mutazioni genetiche, vermi ripugnanti, etc) e il gravoso compito di sventare le macchinazioni di Curien, il classico scenziato pazzo del caso. Convertito penosamente per Sega Saturn e Pc (disponibile a basso prezzo e confezione dvd), THOTD aveva oramai accalappiato tantissimi fan che era quasi inevitabile un sequel che, puntualmente, arrivò sulla ben più performante scheda Naomi (convertito pari pari in un paio di mesi sul Dreamcast): dotato di un ottima grafica, la stessa possibilità di scegliere tra più percorsi e nemici al limite tra l’assurdo ed il grottesco, Wow Entertainment (ex AM1) ottenne un grande successo, tanto nell’ancora gettonatissima versione arcade sia in quella console, arricchita da qualche modalità extra.
Adesso è finalmente il turno della versione per home computer: dopo le scadenti conversioni da Model 1 e 2, Sega Rally 2 (Model 3) e The Typing Of The Dead (Naomi, spin off di THOTD2, stranamente uscito su pc prima della sua musa ispiratrice) sono state ottime conversioni da coin-op: nonostante qualche elemento di troppo in 2d del racing game Sega (persone, alberi,etc) nonchè qualche scatticchio e la presenza della sola risoluzione 640x480x32 di TTOTD, nessuno avrebbe mai sospettato di giocare su computer conversioni di questo livello e se il proverbio “non c’è 2 senza 3” è vero, qualcosa mi dice che ne vedremo delle belle ancor una volta grazie ad Empire Interactive…