The Last RemnantThe Last Remnant - Recensione 

Continua l'invasione di nuovi giochi di ruolo dall'oriente all'insegna della sperimentazione. Dimenticatevi il solito party di poche unità e largo a battaglie campali per il controllo dei potenti Remnant!

Cos’è un Remnant?

A dire il vero TLR si presenta al giocatore in modo piuttosto canonico, con il protagonista Rush Skyes alla disperata ricerca della sorella minore rapita da uno strano tipo di creatura chiamato Remnant. Sono proprio i Remnant la chiave di volta su cui si regge l’intera storia, si tratta di artefatti dotati di immenso potere, adorati e temuti dalla popolazione, che possono distribuire ricchezza alle città che li possiedono come spargere distruzione se vengono usati in battaglia. La natura dei Remnant è sconosciuta e possono presentarsi in ogni forma e dimensione, quel che è certo è che gli equilibri della politica mondiale si poggiano pesantemente su questi oggetti magici e come è facile prevedere non tarderà a presentarsi un oscuro figuro ansioso di impossessarsi di questo grande potere, ben presto Rush vedrà la sua ricerca trasformarsi in un dramma familiare che andrà ad intersecarsi con le sorti di una guerra per il predominio mondiale. Anche TLR rispecchia invece quella che possiamo tranquillamente additare come una caratteristica dei jrpg di questa generazione: la lenta progressione della narrazione, che nelle fasi iniziali stenta a decollare ma che con il tempo sfodera degli importanti colpi di scena centellinati per tutta la lunghezza del gioco, ciò ha però anche il pregio di mantenere alta l’attenzione del giocatore fino alla fine, una volta che si entra nel vivo della storia, col rischio, però, di non riuscire a farsi catturare e di lasciare il gioco anzitempo. La sola quest principale arriva a toccare le trenta ore di gioco senza contare le innumerevoli missioni secondarie che portano a raddoppiare il conteggio complessivo della longevità, quel che fa storcere il naso è la natura selle subquest che si presentano sempre fini a se stesse, non portando mai a sviluppare le storie personali dei personaggi, e che si autoconcludono la maggior parte delle volte con il ritrovamento di una persona/oggetto o con l’abbattimento della creatura di turno.

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Niente passeggiate

TLR è un gioco che non abbandona mai il giocatore, anzi lo scorta dall’inizio alla fine di ogni missione si decida di intraprendere, tant’è che una volta accettato l’incarico di turno non ci verrà permesso di raggiungere la locazione designata liberamente ma saremo immediatamente teletrasportati nel dungeon in questione e una volta svolto il nostro compito ritorneremo alla città di partenza nuovamente davanti al nostro interlocutore. Questo perché l’ultima fatica Square è assolutamente costruita su una base che non permette alcuna componente free roaming: le varie locazioni, le città e i dungeon sono raggiungibili esclusivamente tramite una mappa del mondo dove figurano le icone dei posti da visitare, non c’è la possibilità di passare da un luogo all’altro se non selezionando una destinazione e raggiungerla con un immediato teletrasporto. L’esplorazione è limitata all’interno delle aree ed ai dungeon che raggiungono in certi casi delle ragguardevoli dimensioni ma che peccano di una certa povertà di caratterizzazione. Anche le città presentano una struttura similare con delle limitate location da raggiungere sempre tramite un analogo schema di selezione a icone dove sono raffigurati i vari quartieri ospitanti locande, negozi e gilde d’utilità al giocatore. In questo caso la mancanza di una libera esplorazione si fa sentire maggiormente vista la cura maniacale riposta nella realizzazione degli ambienti urbani (abitati da una popolazione multirazziale), sarebbe senz’altro stato affascinante poter vagare ed ammirare a tutto tondo le metropoli che fungono da “base operativa” per i membri dei nostri party. Le architetture cittadine (ospitanti Remnant dalle dimensioni gigantesche) sono senz’altro le locazioni di maggior fascino offerte dal gioco, merito della presenza tra i membri del team artistico di alcuni creatori di Final Fantasy XII, che ci ha regalato dei notevoli scorci paesaggistici, come l’indimenticabile Rabanaste.

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Più siamo meglio è!

Veniamo ora all’aspetto che maggiormente caratterizza The Last Remnant dalla massa di jrpg che ha recentemente invaso questa generazione hardware. Square Enix stavolta ha voluto smontare il clichè del classico party composto da una manciata di unità. Quante volte abbiamo desiderato poter affrontare gli scontri alla guida non di un ridotto numero di eroi, ma di una o più squadre organizzate di combattenti? Bene TLR viene in nostro aiuto offrendo la possibilità (anzi costringendo, pena un prematuro Game Over) di costruire delle unioni: vere e proprie squadre di più elementi reclutabili liberamente che scenderanno in campo all’unisono comportandosi come una sola unità. Ovviamente, anche i nemici si presenteranno in battaglia in formazioni analoghe così che gli scontri assumono fin da subito delle connotazioni di più larga scala rispetto agli standard del genere. Le unioni sono alla base del combat system di TLR: formando squadre di massimo 5 elementi ciascuna, l’energia vitale di quest’ultimi va a sommarsi formando quella della singola unione che verrà comandata in tutto e per tutto come una sola entità, così si andrà ad ingaggiare battaglia con i gruppi nemici, con un'azione si chiama aggancio, e se effettuata con una certa attenzione alle geometrie con cui sono disposti i nemici (non sempre chiarissime a dire il vero) sarà possibile godere di vantaggi tattici sferrando attacchi ai lati e alle spalle delle formazioni avversarie.

Le unioni sono alla base del combat system di The Last Remnant

Più siamo meglio è!

Durante le battaglie avremo a disposizione una varietà di comandi che permettono di effettuare attacchi semplici oppure di ricorrere ad arti magiche o guerriere, ed è importante sottolineare come sia impossibile decidere le azioni da far effettuare ad ogni singolo membro dell’unione. Ci verranno offerte delle diverse combinazioni di attacchi in base alle varie arti di cui risultano dotati i personaggi, in talune situazioni alcuni soggetti possono anche ricorrere al devastante uso dei Remnant in battaglia capaci di risollevare le sorti di uno scontro compromesso. I mostri sono sempre visibili nelle aree di esplorazione, come succede in Blue Dragon, ed è possibile ingaggiare battaglia con più nemici in contemporanea per avere delle più ricche ricompense a fine scontro. L’esperienza accumulata si distribuisce automaticamente tra i membri del party, ma non c’è alcun controllo sull’apprendimento delle arti e sulla crescita dei parametri dei personaggi che si evolvono automaticamente, inoltre è possibile modificare solo l’equipaggiamento di Rush mentre gli altri leader si gestiranno da soli con gli oggetti recuperati in battaglia. Tutto ciò rende il tutto molto più fruibile per un pubblico inesperto e digiuno di esperienze ruolistiche, ma toglie una fetta di gameplay agli avventurieri più smaliziati, che si troveranno un po' costretti tra la mancanza d'esplorazione e la semplificazione di certi schemi legati al genere.

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Carica!

Come da programma TLR è l’ennesimo titolo che si appoggia al motore grafico Unreal Engine 3. Anche stavolta i programmatori orientali dimostrano un certo imbarazzo nel gestire le potenzialità del motore dei padri di Gears Of War. Innanzitutto va detto come siano presenti un numero spropositato di caricamenti che seppur brevi spezzano continuamente l’azione. Se da un lato la modellazione poligonale dei personaggi appare leggermente grezza, l’impatto visivo è risollevato dall’uso di buone texture e da un magistrale lavoro di lip-sync che dona credibilità e spessore alle scene di intermezzo interamente realizzate con il motore del gioco. Anche gli ambienti godono di una cura particolare per la realizzazione delle superfici che si mantiene sempre su buoni livelli, laddove l’animazione della corsa del protagonista lascia davvero a desiderare. Molto spettacolari e ben realizzati appaiono gli effetti delle magie e dei colpi che si sprecano durante i combattimenti.
Purtroppo TLR soffre di quel fastidioso effetto di caricamento tardivo delle texture reso famoso da Mass Effect, arginabile in parte (ma non risolvibile) dall’installazione su hard disk. L’unico vero neo che può incrinare la godibilità dell’esperienza di gioco è però la grave instabilità del frame rate durante le scene di battaglia, che soffre di pesanti cali, aggravato dal dinamismo della telecamera che, seppur donando spettacolarità agli scontri, finisce per essere talvolta troppo nervosa nei cambi di inquadratura. La colonna sonora spiazza tra componimenti orchestrali e chitarre heavy ed è godibile, ma ci ricorda anche quanto i tempi delle collaborazioni con Nobuo Uematsu siano lontani.

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Commento

The Last Remnant si ricava un suo spazio nell’affollato panorama dei giochi di ruolo orientali grazie ad una forte personalità ed ad una buona narrazione che si mantiene per tutta l’avventura, mentre soffre di una cura più dozzinale per quanto riguarda le missioni di contorno. Tutto sommato il passo avanti rispetto al precedente Infinite Undiscovery è avvertibile complice anche un combat system finalmente divertente ed innovativo. TLR è un gioco di ruolo dai tratti addolciti che si rivolge soprattutto a chi non è cresciuto a pane e statistiche, ma ovviamente questa operazione di limatura potrebbe non andare a genio a quei giocatori che possono vantare una certa esperienza nel genere. È sicuramente un prodotto valido che può tranquillamente ritagliarsi uno spazio nelle ludoteche di chiunque stia cercando un’avventura non troppo impegnativa dal punto di vista delle meccaniche e che sia in grado di soprassedere di fronte ad alcune stonature del comparto tecnico. Square Enix aggiusta il tiro, ma siamo ancora lontani dai fasti raggiunti dai suoi brand più blasonati.

Pro Combat system innovativo e divertente Narrazione godibile ed avvincente Belle ambientazioni Contro Meccaniche troppo semplicistiche per i giocatori esperti Comparto tecnico di qualità altalenante Fasi esplorative troppo limitate

Xbox 360 – Obiettivi

The Last Remnant è forse il gioco più restio al rilascio di gamer point. Gli obiettivi totali sono appena 22 e per poter sperare di superare le poche decine di punti raccolte per strada è necessario arrivare alla fine dell’avventura.