The Legend of Spyro: L'Alba del Drago - Recensione  11

La trilogia che aveva il compito di rilanciare il personaggio di Spyro trova la propria conclusione con L'Alba del Drago. Missione compiuta?

Se una cosa funziona oggi, non è detto che funzionerà anche domani: gli appassionati di videogame lo sanno bene, dopo aver assistito nel corso degli anni alla scomparsa di un gran numero di personaggi e franchise che pure sembravano destinati a sfondare. Le situazioni cambiano, i team di sviluppo si avvicendano e bisogna fare i conti con scenari sempre più competitivi. Se qualche anno fa bastava un'idea valida per costruirci intorno un prodotto di successo, oggi le cose non stanno più così: bisogna curare nei minimi dettagli ogni aspetto, da quello puramente tecnico al game design, perché la concorrenza è più che mai agguerrita e non c'è spazio per la mediocrità. Nel caso specifico di Spyro, ci troviamo di fronte a un personaggio che su PSone riscosse un successo enorme, offrendo ai giocatori un platform realmente tridimensionale e con ampia libertà di movimento. Non si trattava di un "colpo di fortuna", comunque, basti pensare che Insomniac, team responsabile dei primi tre episodi della serie, attualmente sviluppa titoli di grande qualità per PlayStation 3 (Resistance, Resistance 2, i vari Ratchet & Clank...). Per rilanciare il drago viola con la trilogia The Legend of Spyro sono stati incaricati prima i Krome Studios (per A New Beginning e The Eternal Night), poi gli sviluppatori francesi di Etranges Libellules (già responsabili degli ottimi Asterix & Obelix XXL, nonché del discreto tie-in di Arthur e il Popolo dei Minimei). In un modo o nell'altro, insomma, il cerchio verrà chiuso in attesa di un eventuale e ulteriore rinnovamento, che purtroppo al momento sembra oltremodo necessario...

Il dinamico duo

Al termine di The Eternal Night, Spyro e Cinerea si erano immolati per salvare il regno dei draghi, finendo intrappolati in un muro di ghiaccio. Tre anni dopo vengono risvegliati da un gruppo di creature malvagie, che li incatenano l'uno all'altro utilizzando dei collari magici con lo scopo di sfruttarne i poteri. Per fortuna, all'improvviso arriva un misterioso guerriero ad aiutarli, li libera dalla prigionia e li conduce verso una nuova avventura, che anche stavolta vedrà i due draghi affrontare forze antiche e oscure. È questo l'incipit de L'Alba del Drago, che accoglie i giocatori con una serie di novità rispetto ai precedenti due episodi della trilogia The Legend of Spyro: stavolta ci troveremo a dover gestire Spyro e Cinerea in contemporanea, visto che i due personaggi sono legati da un vincolo magico attraverso i collari, e sarà possibile passare da un drago all'altro in qualsiasi momento, semplicemente premendo il pulsante "+" sul Wii-mote. Gli sviluppatori hanno anche fatto una scelta precisa per quanto riguarda i poteri, che in passato dovevano essere "risvegliati" e che ora sono disponibili fin da subito: premendo il pulsante Z sul Nunchuck, potremo ricorrere alla forza di otto diversi elementi per avere ragione degli avversari. Rimane identico il sistema di potenziamento, che utilizza i frammenti di cristallo raccolti come "denaro" per migliorare le abilità speciali, mentre è stata introdotta la possibilità di vestire i draghi con vari pezzi di armatura da raccogliere all'interno degli stage: questo equipaggiamento (visibile durante l'azione) avrà lo scopo di migliorare la loro capacità difensiva.

Il meglio e il peggio

Come accennato, in questo episodio Spyro e Cinerea devono agire in sincronia per potersi spostare ma anche per combattere. Nella modalità multiplayer per due giocatori, ciò avviene in modo molto naturale, nonostante la mancanza di uno split screen limiti fortemente i movimenti: bisogna sempre stare vicini, del resto la catena magica è lì per quello. Nel gioco in singolo, invece, il secondo personaggio viene controllato dall'IA con risultati altalenanti: durante i combattimenti le cose andranno discretamente, mentre in alcune sequenze di spostamento dovremo per forza di cose alternarci al comando dei due draghi. Ci sono delle manovre interessanti che è possibile effettuare sfruttando la situazione, ad esempio delle combo in coppia oppure dei "salti" utilizzando lo slancio della catena mentre un personaggio è appeso a un muro. In alcuni casi sarà fondamentale trovare il modo giusto per procedere, e a tal proposito è emblematica una delle prime fasi, in cui dovremo salire su un gran numero di ostacoli cercando di non farci tirare giù dal compagno imbranato... Il fatto di disporre di tutte le abilità peculiari di Spyro e Cinerea fin dall'inizio, purtroppo, non si presenta come un vantaggio sostanziale: introdurre i poteri uno alla volta fa parte del gameplay della serie da sempre, ed è un elemento che veniva sfruttato per risolvere situazioni man mano più complesse. Pur avendo già la capacità di volare, invece, i due draghi si trovano a doversi comunque arrampicare sui muri o non possono raggiungere determinate altezze, il che risulta quantomeno illogico e mostra la solita "fiera delle barriere invisibili" tanto temuta da chi confidava nell'avvento dei videogame di nuova generazione. Il sistema di combattimento, infine, fa acqua da tutte le parti: le collisioni sono "scivolose" ed è tutto davvero troppo confusionario. I controlli, in tal senso, non aiutano di certo: allo scuotimento del Wii-mote sono stati affidati gli attacchi più potenti, ma la risposta gli input è tutt'altro che rapida e precisa.

Realizzazione tecnica

A livello di "presentazione", L'Alba del Drago si pone come un prodotto davvero ben fatto: la storia è coinvolgente e viene raccontata tramite un ottimo doppiaggio in Italiano, ma ci sono alcuni problemi tecnici che finiscono per rovinare il buon lavoro svolto in fase di localizzazione: le voci sono spesso metalliche, mentre le musiche sono ottime ma quasi sempre sovrastano gli effetti sonori (per fortuna è possibile regolare i livelli dalla schermata delle opzioni). Per quanto riguarda la grafica, gli sviluppatori hanno abusato del solito effetto "bagliore" per mascherare scalette e difetti, e i risultati non sono entusiasmanti. I personaggi sono ben realizzati, mentre il level design appare mediocre, con location tutt'altro che ispirate ma soprattutto con un uso dei colori poco esaltante. La gestione della visuale, che è possibile controllare tramite il d-pad del Wii-remote, risulta problematica ma non impossibile, mentre i controlli fanno troppo affidamento allo scuotimento dei controller, che dal canto loro non rispondono agli input con la rapidità e la precisione necessari.

Commento

The Legend of Spyro: L'Alba del Drago chiude in modo consono una trilogia che purtroppo non ha fatto granché per rilanciare il personaggio di Spyro. Nei precedenti episodi c'erano grossi problemi che riguardavano il bilanciamento della difficoltà, ma si poteva contare su di un sistema di combattimento efficace; mentre adesso gli scontri sono davvero confusionari e "scivolosi", senza alcuna sensazione di "impatto", con la situazione che viene aggravata ulteriormente da controlli tutt'altro che precisi. L'idea dei due personaggi legati fra di loro è interessante, ma è stata sfruttata decisamente male: superare alcune zone può trasformarsi davvero un incubo per un videogiocatore navigato, figuriamoci per i più giovani (a cui teoricamente questo prodotto dovrebbe essere destinato). C'è stato un passo indietro anche sotto il profilo tecnico, con dei nemici poco ispirati e degli stage strapieni di odiosi ostacoli invisibili. Visti gli antichi splendori, Spyro meritava decisamente di meglio: speriamo che questa trilogia non determini la fine del personaggio, bensì fornisca a chi di dovere gli spunti necessari per capire come e in che direzione muoversi per un prossimo, eventuale ritorno.

    Pro
  • Storia appassionante, musiche d'atmosfera
  • Puzzle solving discreto
  • Ottimo doppiaggio in Italiano
    Contro
  • Sistema di combattimento confusionario
  • Controlli mediocri
  • Tecnicamente tutt'altro che spettacolare