Tom Clancy's Ghost Recon 2: Recensione Xbox  0

Nel Natale che sancisce la definitiva consacrazione di Xbox Live, è arrivato il seguito di Ghost Recon, una delle prime bandiere del gioco in rete della console Microsoft. Guerriglieri di tutto il mondo unitevi e gioite!

Living online is my job, baby

La campagna offline è sicuramente coinvolgente ma ghost recon è nato per il gioco su internet, è nato per le sfide fratricide su Xbox Live ed è lì, solo lì, che acquista a tutti gli effetti il suo reale valore. Se nella modalità single player a volte sembra avvicinarsi pericolosamente ad un gioco meno tattico e più frenetico come Rainbow six 3, online la storia è diversa, e che storia. Non ci riferiamo ovviamente ad una nuova trama, ma alle possibilità offerte dal poter sfidare, nelle otto mappe presenti, smaliziati giocatori attraverso tantissime modalità. A questo proposito ricordiamo che sono state tutte riconfermate quelle presenti nei due prequel: da “hamburger hill” a “ultimo uomo”, mentre altre sono state aggiunte come la nuova “Cerca e distruggi”, nella quale il giocatore bersaglio fa punti uccidendo gli altri. La tattica nel gioco online la fa da padrona e comporta la necessità di adeguarsi ad uno stile di gioco più lento e compassato rispetto agli altri fps, facendo attenzione ad ogni singolo spostamento del nostro soldato. Risulta davvero un gioco unico nel suo genere puntando forte proprio sulla capacità dei giocatori di dargli una connotazione esclusivamente strategica; dimenticatevi le furiose sparatorie di Halo 2, questo è un altro modo di giocare e correre per la mappa di gioco senza fare attenzione porterà ad una brutta e prematura fine.

Ghost Recon 2 riesce a risolvere tutti i problemi presenti nei prequel

Living online is my job, baby

Ghost Recon 2 riesce a risolvere tutti i problemi presenti nei prequel e, a parte qualche inspiegabile lungaggine in sede di ricerca della partita e qualche problemino con la lista amici, che risulta consultabile con difficoltà, non ne abbiamo riscontrati. Il gioco Ubisoft non risente di lag, consentendo una mira sempre precisa anche in caso di partite da16 giocatori, inoltre è compatibile con il Live 3.0 consentendo quindi la creazione di clan e la visualizzazione dei top shooter. Le mappe come già detto sono otto, ma fra poco saranno disponibili altre locazioni da scaricare tramite il servizio di download di Xbox Live, e oltre ad essere curatissime in ogni dettaglio sono veramente enormi, cosa che se da un lato galvanizza i concorrenti di sfide otto contro otto, potrebbe scoraggiare l’utilizzo di modalità come “ultimo uomo” proprio perché gli ultimi giocatori rimasti potrebbero non trovarsi mai… ma la nostra è solo una piccola critica, non vogliamo certo lamentarci. Rispetto ai primi due episodi il motore grafico è cambiato e, finalmente, è capace di entusiasmare: le città sono eccellenti e non da meno sono le foreste con i fili d’erba poligonale ed i cespugli capaci di nascondere il giocatore dai possibili rivali. La realizzazione degli agenti atmosferici è buona anche se forse per la nebbia, che impedisce di vedere in lontananza con chiarezza, si poteva fare qualcosa in più, mentre per quanto riguarda le zone paludose e gli specchi d’acqua non ci sono obiezioni di sorta. I modelli poligonali dei soldati sono molto buoni come anche le animazioni che risultano fluide tranne rarissimi casi. Per quanto riguarda il framerate dobbiamo dire che non è sempre stabile ma anche che i rallentamenti non incidono troppo sul gioco stesso.

L’odore del napalm la mattina…

Nei titoli precedenti eravamo abituati a comandare due diversi team indicando sulla mappa i punti di ritrovo e come dovevano muoversi i soldati, il tutto, ammettiamolo, risultava essere macchinoso e non sempre efficace. In Ghost Recon 2 il meccanismo è stato reso più semplice e il giocatore comanda un solo gruppo di uomini, ma il suo operato sarà concentrato soprattutto sul proprio soldato, mentre agli altri potrà impartire ordini con la semplice pressione del tasto Y. Ad esempio indicando un punto davanti alla squadra e premendo il tasto in questione, i soldati si muovono in avanti fino all’obiettivo, selezionando una postazione di fuoco fissa, come una mitragliatrice, dopo aver premuto Y il soldato ne prende possesso ed inizia ad usarla contro i nemici. Prolungando la pressione del tasto Y si può scegliere tra quattro comandi selezionabili, indicando semplicemente quello che ci interessa con il d-pad: avanti, stop, aggira da destra e aggira da sinistra. Inoltre con la pressione del tasto nero si può impartire al gruppo l’ordine di riunirsi, mentre il tasto bianco serve per far cessare il fuoco. Pochi comandi ma utilissimi e capaci di rendere semplice ed efficace guidare il nostro team.

i “ragazzi” si comportano come perfette macchine da guerra, proteggendosi l’un l’altro e riempiendo di piombo il nemico senza però esporsi eccessivamente al pericolo.

L’odore del napalm la mattina…

Giustamente, a questo punto del nostro articolo non possiamo esimerci dall’affrontare l’analisi della I.A. del gioco, visto quanto sono fondamentali le reazioni del nostro team ma anche quelle dei nostri nemici per rendere credibile il simulatore di guerra. I nemici purtroppo “nascono” sempre negli stessi punti, e quindi in caso di morte prematura è facile superare l’ostacolo ricordandosi le posizioni degli avversari. Le loro reazioni sono invece abbastanza plausibili e rapide, tranne i rari casi in cui uccidendo uno dei soldati gli altri non cercheranno copertura, ma anzi rimarranno fermi immobili, anche se non succede così spesso da costituire un problema. Allo stesso modo i veicoli reagiscono molto bene e diventa difficile combatterli. Per quanto riguarda il team non possiamo che elogiare quanto fatto dai programmatori, visto che i “ragazzi” si comportano come perfette macchine da guerra, proteggendosi l’un l’altro e riempiendo di piombo il nemico senza però esporsi eccessivamente al pericolo. Solo rare volte ci è capitato di vedere i “fantasmi” compiere movimenti illogici come mettersi davanti alla linea di fuoco del giocatore.

La saga di Ghost Recon è nata su Personal Computer, per poi passare su Xbox risultando uno dei titoli culto dei giocatori verde crociati in virtù della sua compatibilità con Xbox Live. Grazie al titolo Ubisoft ci si è resi conto di quali potessero essere le potenzialità del gioco online su console e, infatti, cavalcandone il successo, la casa francese decise di mettere sul mercato dopo poco tempo una versione 1.5 denominata Island Thunder che poneva l’accento proprio sul gioco in rete ma senza poter essere, visto il poco tempo trascorso tra le due versioni, un titolo del tutto nuovo. Finalmente l’attesa è terminata ed in questi giorni è possibile trovare nei negozi Ghost Recon 2, un vero seguito con molte novità, seguiteci nella nostra recensione per scoprirle tutte.

Un seguito… e che seguito

I ghost sono tornati e con loro un nuovo nemico da combattere, in questo caso trattasi di un pazzo generale Nord Coreano che ha deciso di prendere il controllo di alcune armi nucleari. L’unica unità capace di risolvere la crisi non può che essere il team ghost abituato ad operare nell’ombra in situazioni sempre al vertice della tensione. Non vi sveliamo di più sulla trama di Ghost Recon 2 ma potete stare tranquilli, come al solito quando c’è di mezzo Tom Clancy non si scade mai nel banale ed i riferimenti geopolitici della storia sono sempre calzanti e molto attuali. Il gioco in singolo si articola attraverso un tutorial, necessario per avvicinarsi al gioco e per apprendere i nuovi comandi introdotti, e 15 livelli a loro volta inframezzati da filmati che sembrano tratti da un documentario televisivo tanto sono accurati, con interviste agli uomini della squadra e approfondimenti sulla missione da affrontare che rendono sempre più chiara la trama e fanno aumentare il coinvolgimento emotivo del giocatore nel titolo Ubisoft. Le missioni sono varie e ben realizzate, richiedono all’incirca 10-15 ore per essere portate a termine e il gioco non risulta mai frustrante anche perchè è possibile salvare in ogni momento. Oltre al canonico schema “sposta il team da un punto all’altro e distruggi tutto ciò che trovi sul tuo percorso”, ci sono situazioni intriganti e diverse come ad esempio difendere un ponte e non lasciar passare nessun nemico oppure infiltrare la squadra nel territorio, prendere il controllo di un elicottero e poi rendere sicuro l’edificio.

Il primo cambiamento che balza immediatamente agli occhi è la differente visuale che viene impostata di default dal gioco: una terza persona con telecamera sopra la spalla del giocatore

Un seguito… e che seguito

Possiamo sicuramente affermare che gli sviluppatori di Red Storm Entertaiment si sono spremuti le meningi per cercare di rendere sempre diversi i livelli del loro gioco, a questo proposito è giusto ricordare che è stata introdotta la modalità Lupo Solitario di cui parleremo in seguito. La Campagna è giocabile oltre che da solo anche in split screen fino a 4 giocatori, in sistem link ed in maniera cooperativa su Xbox Live. Ghost Recon 2 presenta diverse novità che illustreremo nel corso dell’articolo, ma una peculiarità da non tralasciare è che la trama della versione Xbox differisce da quella prevista per la versione PlayStation 2, per diversificare sempre più il prodotto e non renderlo una mera produzione multipiattaforma. Il primo cambiamento che balza immediatamente agli occhi è la differente visuale che viene impostata di default dal gioco: una terza persona con telecamera sopra la spalla del giocatore che inquadra tutto il corpo dello stesso oltre che ovviamente tutto ciò che lo circonda. Tale modifica non è meramente estetica ma anzi è stato voluta dagli sviluppatori, e durante la campagna questo si nota, per rendere l’azione del giocatore molto più efficace, garantendogli la possibilità di esaminare attentamente l’area intorno al soldato stesso in modo da capire in una frazione di secondo la provenienza degli eventuali pericoli e quindi anche dei possibili ripari. Non possiamo che confermare quanto di buono offra questa visuale che, inoltre, passa in prima persona ogni volta che utilizziamo lo zoom del fucile, quasi ad accontentare i giocatori più conservatori, fornendo in più un ottimo espediente in termini di gameplay. E’ comunque possibile, scegliendo nel menù delle opzioni, giocare sempre con l’inquadratura da fps tradizionale, tranne che nella modalità Lupo Solitario. Questa possibilità è un'assoluta novità per Ghost Recon e consente di utilizzare un membro del team per compiere alcune missioni ad alto rischio. Sarà armato con il nuovo fucile M29, dotato di videocamera, che permette al giocatore, riparato dietro un qualsiasi ostacolo, di mirare ai nemici semplicemente sporgendo l’arma, senza correre rischi eccessivi ed il risultato è uno strumento precisissimo, capace di portare attacchi devastanti grazie anche al lanciagranate incorporato.

Commento

Qui in redazione siamo da sempre fan della serie di Ghost Recon e quest’ultimo prodotto ci ha stupito in positivo, riuscendo a migliorare i tanti piccoli difetti che gravavano sui precedenti capitoli. La modalità offline è sicuramente buona e capace di divertire per svariate ore ma, solo se in possesso di un abbonamento ad Xbox Live, si riesce a cogliere il vero succo del titolo Ubisoft. Vi garantiamo che, una volta provato in rete, non vi ci staccherete per molto tempo, tanto che per noi il nuovo GR è diventato quasi una droga. A questo punto non possiamo che consigliarvi l’acquisto del gioco, che si piazza di diritto tra i migliori esponenti del genere, ma anche di un bel abbonamento al servizio online di Microsoft, dato che giocare a GR2 offline sarebbe come comprare una Ferrari per andare a 50 KM/h su una superstrada.

    Pro
  • Tecnicamente ben fatto
  • "Campagna" offline capace di divertire…
  • …ma online è devastante
    Contro
  • Qualche piccola lacuna della I.A.
  • Bassa rigiocabilità della "campagna" offline
  • Se non avete il Live…