Urban Attack  0

Anno 2037: dopo il colpo di stato che ha consegnato di fatto il potere politico alla Mafia Rossa, la Russia continua la propria guerra con gli USA e lo fa per vie traverse, attraverso operazioni segrete che utilizzano anche gli ultimi ritrovati della tecnologia bellica. Al comando di Yuri, un cyborg mandato negli Stati Uniti per compiere alcune operazioni di recupero, dovremo affrontare orde di agenti americani per raggiungere i nostri obiettivi.

Le risorse fondamentali a disposizione dei programmatori sono da sempre la creatività e l'ingegno: la prima permette di creare qualcosa di valido, la seconda di farlo anche in condizioni difficili. Ai tempi del Commodore 64, personaggi scaltri come Jeff Minter sfruttavano addirittura i bug della macchina per ottenere degli effetti particolari nei propri giochi. Nell'attuale mercato dei videogame, situazioni di questo tipo sono ormai più uniche che rare: la connotazione di un prodotto si basa sui gusti dei consumatori e solo su quelli, con il risultato che siamo pieni di sequel ma a corto di idee. E se la sperimentazione è diventata quasi impossibile in contesti in cui lo sviluppo di un gioco costa milioni di dollari, la creatività e l'ingegno di cui sopra hanno dovuto trovare sfoghi alternativi, che si palesano in una branca fiorente come quella del wireless gaming.

Urban Attack non è un prodotto originale quanto a meccanica, ma lo è per il modo in cui è stato pensato e sviluppato. Si tratta a tutti gli effetti di uno sparatutto (viene da dire "con la pistola"...) in cui bisogna eliminare i nemici che di volta in volta si affacciano sullo schermo, prima che questi abbiano il tempo di attaccarci. Il nostro Yuri si sposta nelle varie location seguendo gli ordini del suo comandante, impossibilitato a fare altrimenti per via della sua natura di cyborg. Il gioco fa dei chiari riferimenti al film "Robocop", producendosi oltretutto in veri e propri omaggi al "mecha design" visto nel film diretto da Paul Verhoeven. L'azione si svolge in modo lineare: Yuri si muove da un posto all'altro e si ferma per cominciare una sessione di combattimento, durante la quale dovremo usare i tasti da 1 a 9 sul pad numerico del cellulare per colpire i nemici nelle nove diverse zone dello schermo, muovendo quindi il mirino su una griglia predefinita. Il comando diventa manuale solo quando si usa il fucile da cecchino, che prevede l'ingrandimento del bersaglio e lo spostamento del cursore per colpirlo da grande distanza. Ma la pistola di partenza e lo sniper rifle non sono le uniche armi che potremo utilizzare in Urban Attack, che conta la presenza anche della mitragliatrice e del fucile, con risultati differenti sullo schermo e una diversa area di impatto. Tra una raffica e l'altra non dovremo dimenticarci di ricaricare l'arma, naturalmente: trovarsi senza proiettili nei momenti critici significa permettere ai nemici di colpirci, e subire troppi danni si traduce in una "stasi" da cui potremo riprenderci tramite un semplice minigame (che si aggiunge a quelli presenti per aprire serrature e quant'altro). In alcune occasioni capiterà di abbandonare le fasi sparatutto e di affrontare delle prove di abilità, come quando dovremo metterci alla guida di un treno fuori controllo per evitare un disastro.

Come accennato in precedenza, Urban Attack vanta una realizzazione davvero particolare, che usa una pur semplice grafica vettoriale in bianco e nero per rappresentare le location e i nemici, a cui vengono aggiunte alcune tinte piatte. Il nostro personaggio si muove solo tra una sessione di gioco e l'altra, quindi è doveroso chiarire che non ci troviamo affatto di fronte a un first person shooter, bensì a un semplice sparatutto con il mirino. Se l'idea di partenza per la grafica è indubbiamente originale, purtroppo non si può dire che sia anche efficace: il titolo Vivendi ha dei limiti evidenti a livello di design, in alcuni scenari vedremo i nemici camminare "nell'aria" senza rispettare le linee dell'ambientazione e, in generale, la scelta di una grafica monocromatica stride con quanto di buono si è visto in ambito mobile negli ultimi tempi. È chiaro che non si potevano ottenere i movimenti che Yuri compie nello spostarsi tra uno stage e l'altro utilizzando una grafica poligonale a colori e magari con delle texture, ma è anche chiaro che in assenza di questo tipo di possibilità si potevano scegliere strade alternative, che avrebbero reso Urban Attack certo più spettacolare. Poco da aggiungere per quanto riguarda il comparto sonoro (costituito da alcune musiche di buona fattura) e il sistema di controllo, che risponde prontamente agli input e risulta particolarmente immediato.

Multiplayer.it

S.V.

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Al di là della trama interessante (per quanto non molto originale), Urban Attack è un gioco regolato da dinamiche piuttosto semplici e lineari, a cui si cerca di rimediare con qualche variazione sul tema. Sparare utilizzando i tasti da 1 a 9 del pad numerico purtroppo si rivela fin da subito una pratica macchinosa e ben poco divertente, e la realizzazione tecnica non aiuta a migliorare la sensazione di un prodotto spesso approssimativo, con evidenti problemi di design sia per quanto concerne i personaggi che il movimento degli stessi all'interno degli scenari. È chiaro che la sperimentazione è fondamentale per ambire a un progresso sia dal punto di vista tecnico che dell'esperienza, e Urban Attack sperimentale lo è di certo. Se vi piacciono gli sparatutto e avete voglia di un titolo decisamente fuori dai canoni, questo è un titolo da provare.

PRO

CONTRO

PRO

  • Dotato di un certo spessore
  • Un buon numero di armi diverse
  • Realizzazione tecnica innovativa...

CONTRO

  • ...che può non piacere
  • Azione ripetitiva