Vampires Dawn: Deceit of Heretics  0

Tornato alla ribalta recentemente in ambito cinematografico, il tema dei vampiri fa parte dell'immaginario collettivo da tempo immemore. Nonostante questo, i videogame che vi si ispirano non sono poi molti, soprattutto per quanto riguarda il genere dei giochi di ruolo. Vampires Dawn: Deceit of Heretics cerca di sopperire a tale mancanza, portando su cellulare un RPG di stampo classico, ma con protagonisti d'eccezione...

Si è già parlato di come il genere dei giochi di ruolo abbia trovato una seconda giovinezza su cellulare, viste le possibilità tecniche degli ultimi dispositivi. In pratica, sullo schermo del nostro telefono è possibile riprodurre un RPG di tipo classico, come quelli che spopolavano sulle console a 16 bit, privo di limitazioni per quanto concerne la lunghezza e il numero delle quest, con una gestione degli oggetti e dei combattimenti che non ha nulla da invidiare agli ultimi titoli (anche perché, diciamocelo, non c'è ancora stata una vera evoluzione del genere, se non di tipo tecnico).

Nelle prime sequenze di Vampires Dawn assistiamo allo sterminio di una famiglia da parte del padre, trasformatosi in un vampiro. L'unica superstite è la piccola Lara, che grazie all'interferenza di un altro vampiro, Vince, non muore per il morso ma viene trasformata a sua volta in una creatura della notte. Vince decide di portarla con sé, ed è così che si forma il team iniziale che controlleremo nel gioco, formato dai due vampiri e da due aiutanti scheletrici. La storia vedrà lo scontro tra il nostro gruppo e diverse fazioni di succhiasangue, basandosi su di una struttura piuttosto classica, con l'acquisizione di quest attraverso il dialogo con altri personaggi e il movimento nelle quattro direzioni all'interno di location più o meno grandi. I combattimenti si svolgono con un sistema a turni, possiamo decidere di attaccare (con armi o magie) o difenderci, anche se gli elementi strategici risultano fortemente limitati e spesso vale la regola di livellare i personaggi e dotarli di buone armi anziché studiare un approccio offensivo, impossibile da applicare. I dialoghi sono numerosi e svolgono bene il proprio ruolo, ovvero immergono il giocatore nell'avventura, con l'unico neo di risultare troppo semplicistici e banali in più di un'occasione. I vari personaggi hanno bisogni peculiari: Vince e Lara devono bere sangue, i loro aiutanti devono uccidere la gente per nutrirsi della loro forza vitale. Se non si provvede a soddisfarli, ci si troverà con possibilità offensive ridotte. Per quanto concerne la gestione delle missioni, potremo in qualsiasi momento far riferimento a un diario che ci indicherà cosa fare per proseguire nel gioco, dunque sarà difficile arenarsi.

La realizzazione risulta essere lievemente al di sotto della media. Il character design, in particolare, si rivela spesso mediocre nel disegno dei volti. Gli sprite possiedono un'animazione appena sufficiente e si muovono all'interno di stage non molto popolati né ricchi di particolari, afflitti da una generale ripetitività degli elementi grafici. I testi risultano abbastanza leggibili e l'interfaccia è semplice e intuitiva. Il comparto sonoro è costituito da musiche MIDI di discreta qualità, dal volume regolabile, ma che troppo spesso risultano decisamente "fuori contesto".

Multiplayer.it

S.V.

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Vampires Daws: Deceit of Heretics è uno di quei prodotti che basano il proprio fascino sulla quantità piuttosto che sulla qualità. La grafica del gioco risulta spesso approssimativa, l'uso dei colori a volte è micidiale ed alcuni sprite sono mediocri, tuttavia abbiamo da una parte dei dialoghi ricchi di humor e ben scritti, dall'altra un gran numero di personaggi, armi, oggetti e missioni. Se siete appassionati di RPG e non fate molto caso alla grafica, rimarrete di certo conquistati da questo titolo, caratterizzato da un'impostazione molto classica ma ricca di sostanza.

PRO

CONTRO

PRO

  • Dialoghi divertenti
  • Molti oggetti, molte missioni
  • Struttura solida...

CONTRO

  • ...ma abbastanza limitata
  • Tecnicamente mediocre
  • Musiche spesso fuori contesto