Viewtiful Joe: Red Hot RumbleViewtiful Joe: Red Hot Rumble 

Il supereroe dei supereroi è tornato, ma questa volta dovrà sgomitare per farsi notare!

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So long and thanks for all the fiches

Il pretesto a questa sorta di royal rumble lo da Capitan Blue, che stanco e debilitato da una vita da supereroe decide che è venuto il momento di andare in pensione. L’arzillo vecchietto di blu vestito decide però di non rimanere con le mani in mano, e di intraprendere la carriera da regista per girare un film sui colleghi supereroi. Il problema sta nello scegliere la persona che dovrà ricoprire la carica di attore principale, la primadonna tra i supereroi; Sprocket consiglia così a Capitan blue di indirre dei provini per riuscire a trovare l’eroe in grado di sostituirlo. Sulla base di questa introduzione si basa anche la modalità principale di RHR (Red Hot Rumble, da questo momento): nello story mode il giocatore verrà messo alla prova in differenti stage (o copioni, a voler essere precisi) da superare portando a termine le missioni proposte all’inizio della battaglia. Ogni copione sarà formato da quattro missioni (o capitoli) suddivisi a loro volta in una battaglia da due o più round. Ognuno di questi round proporrà al giocatore svariate missioni come: raccogliere più gemme degli avversari, non essere uccisi per più di due volte, non cadere dallo stage, sconfiggere più nemici o recuperare una bandiera e riuscire a proteggerla fino allo scadere del tempo. Mentre i primi tre capitoli del copione testeranno le proprie capacità sulle missioni specifiche, l’ultimo capitolo è sempre riservato alla scontro con il boss di turno dove per vincere sarà necessario portare più colpi a segno degli avversari, e possibilmente riservarsi anche il colpo finale che attribuirà al giocatore un bonus di punti a fine partita. Ogni copione pur suddividendosi in capitoli è strutturato come una vera e propria storia, tra un capitolo e l’altro non esiste stacco, l’azione è unica come in una grande scena d’azione cinematografica: in alcuni stage capiterà di cominciare a combattere sopra i tetti di alcuni palazzi, per poi saltare a fine capitolo sulle ali di un aereo per un altro set di missioni e concludere la propria avventura tra le strade di una città. Gli intermezzi tra un capitolo e l’altro sono studiati bene per dare al giocatore un credibile senso di continuità al film che si sta girando, rimanendo ovviamente sempre nella logica di un gioco come VJ, ovvero esplosioni, salti infiniti e incredibili acrobazie. Allo story mode si aggiunge il classico multiplayer, viziato però da una contorta struttura in termini di gameplay: giocare in multiplayer significa infatti niente più che riprendere uno dei capitoli già giocati e mettersi alla prova contro i propri amici, con la forzatura del dover seguire per forza le missioni comunque assegnate ad inizio stage per poter conseguire la vittoria finale. Quello che ne risulta è di fatto una scopiazzatura monca di Smash Bros Melee, dove per poter differenziare il prodotto finale si è giunti alla creazione di una modalità sostanzialmente inutile, limitata e purtroppo davvero poco divertente.

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Machspeeeed!

Le battaglie sono strutturate in tutto e per tutto come uno stage di Viewtiful Joe, con l’unica differenza legata alla limitazione di spostamento: le ambientazioni seguono le logiche di un canonico picchiaduro, il combattimento non è 'spalmato' lungo tutto un livello tipico di VJ ma solo in una particolare area. Lo scopo del gioco è, come precedentemente detto, portare a termine le missioni assegnate dal regista e per farlo i personaggi utilizzabili (12 e pescati da tutta la saga sia dalla parte degli eroi che da quella dei nemici) avranno a disposizione tutta una serie di item collezionabili e utilizzabili durante la battaglia. Questi item sono una diretta trasposizione di quelli già usati e abusati nel corso della serie: sarà possibile rallentare il tempo per dare la possibilità al proprio personaggio di colpire oggetti che girano troppo veloce o semplicemente per portare qualche colpo all’avversario in tutta calma, mandare a velocità mach la controparte virtuale e aumentare così il numero di colpi al secondo, utilizzare lo zoom per diventare giganti ed infine utilizzare i sound effects per colpire gli avversari (questi effetti sonori funzionano come vere e proprie onomatopee che più caricate saranno più faranno fisicamente male quando cadranno in testa ai nemici). Il vero jolly delle battaglie è però rappresentato dall’item raffigurante la ‘V’ di Viewtiful, questo oggetto infatti permette -se usato con coscienza- di ribaltare in pochi istanti le sorti di una partita cominciata male. Questo particolare item teletrasporta tutti i partecipanti alla battaglia in uno stage parallelo dove si disputerà un minigioco in grado di togliere tutta l’energia e tutti i soldi a chi ne uscirà sconfitto, cambiando totalmente la classifica in gara. I minigiochi proposti per questo particolare momento sono cinque: nel primo bisognerà schiacciare il più velocemente possibile tutti i bottoni dal pad per riempire una barra e rilasciare così un colpo mortale, il secondo metterà alla prova i riflessi dei giocatori con una serie di indicazioni di bottoni da premere il più velocemente possibile, il terzo -in maniera del tutto simile al primo- gioca sulla frenesia e per vincere sarà necessario ruotare sia lo stick analogico che lo stick C, il quarto si basa sul tempismo con una barra che si riempie ed un tasto da premere nel preciso istante di massima intensità, il quinto ed ultimo si prefigura come una sorte di palleggio a suon di botte di un povero nemico, dove il primo giocatore che sbaglierà il tempo di ‘risposta’ perderà. Il problema principale da superare nel gioco, rimane purtroppo l’eccessivo caos durante le battaglie, visto il proliferare di movimento nel corso del round capiterà di essere colpiti da oggetti non visti, di perdersi il proprio personaggio in mezzo a fumo, nemici e tutine cromaticamente troppo simili. Il gioco è sgargiante, animato e buffo ma tutto questo non fa rendere sempre più difficile l’esperienza di gioco, a volte troppo disturbata da elementi inutili e che si risolve il più delle volte in furioso tapping sconclusionato, nella speranza di ribaltare il risultato grazie ad un colpo di fortuna (e da questo punto di vista va anche sottolineato l’altra possibilità: vincere tutti i round e perdere tutto per uno stupido errore. Frustrante.)

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Machspeeeed!


Graficamente, come già accennato, il gioco è un tripudio di effetti visivi, colori e fluidità, e non subisce rallentamenti di sorta nemmeno nelle fasi più concitate dell’azione (e questa volta quando si intende concitate, si intende *veramente* concitate). Il sonoro rimane leggermente sottotono ma resta in linea con tutta la serie, va comunque detto che VJ è uno dei pochi giochi al mondo dove contano di più i sound effects rispetto alla musica.
cut! cut! cut!

Vietiful Joe Red Hot Rumble è un tentativo appena sufficiente di emulazione di Smash Bros Melee e purtroppo poco di più: l'idea di fondo con l'inserimento di missioni e copioni è buona, ma troppo snaturata e troppo poco curata rispetto al gioco realizzato. Alla lunga le missioni diventano frustranti e molto confusionarie. Un plauso al motore del gioco, soprendente come al solito, e che muove ogni ben di dio. Rimane su tutto il neo legato al multiplayer, troppo legato alle meccaniche del gioco e poco a quelle della royal rumble o del picchiaduro. Pro: Sempre splendida realizzazione grafica I copioni e le ambientazioni son ben realizzate Contro: Confusionario Frustrante Multiplayer ingiocabile

Correva l’anno 2003 quando per la prima volta fece la sua comparsa su gamecube Joe, uno strano personaggio realizzato in cel shading che scorazzava in un mondo a metà tra il fumetto e le produzioni hollywoodiane, e chiedeva di essere chiamato ‘Viewtiful’. Viewtiful Joe -questo il titolo del gioco- ebbe, tra i possessori della home console Nintendo, un buon successo grazie soprattutto alla notevole realizzazione grafica, una forte componente ironica ed una particolare visione del tema del ‘supereoe’ divisa a metà tra gli stilemi del fumetto americano e quello giapponese. Il successo (o presunto tale) si sa, è una brutta cosa, o più che altro una situazione difficile da gestire e così Capcom, dopo aver rilasciato appena un anno fa il seguito senza infamia e senza lode di VJ, ha deciso di dare un ultima sferzata al brand prima di dedicarsi anima e bit nelle console next-gen. Ed ecco quindi comparire sugli scaffali dei negozi Viewtiful Joe: Red hot rumble, spin-off della saga ufficiale che si configura come un picchiaduro a-la Smash Bros Melee senza dimenticare la base della serie: action!

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