Warhammer 40.000: Dawn of War - Soulstorm - Recensione  7

Dopo quattro anni, con Warhammer 40.000: Dawn of War - Soulstorm si conclude la saga. Che lo sterminio abbia inizio, pardon fine.

Le novità

Così come la precedente espansione, Soulstorm nasce come add-on stand alone, ciò significa che non sarà necessario avere il gioco base per poterla installare (e giocare), al solo prezzo di poter utilizzare tutte e nove le razze di gioco solo durante lo svolgimento della nuova campagna da affrontare in modalità singolo giocatore e non durante le partite in multiplayer. A questo proposito è bene dire, inoltre, che seppure esista una parvenza di tutorial atto a descrivere tutti i principali aspetti di gioco, la difficoltà media e la struttura stessa dei nuovi scenari appaiono da subito pensati e ideati per i veterani della serie.
Inoltre, installando Soulstorm assieme a tutti gli altri tasselli della serie ci si ritroverà davanti a un vero e proprio kolossal degli RTS.
Soulstorm mette sul tavolo una nuova campagna, due nuove razzi giocabili e, per la prima volta nella storia del franchise, l'introduzione dei veicoli aerei (uno diverso per ogni razza). Per par-condicio i ragazzi di Iron Lore, sotto la supervisione di Relic, hanno pensato bene d'introdurre un razza per fazione: la Sorellanza e gli Eldar Oscuri.
Utilizzando le prime, ci si ritroverà a comandare una versione alternativa degli Space Marine, con una serie di ragazze assetate di sangue e giustizia in grado di sfruttare la Fede infusa tra le proprie fila per praticare miracoli. Gli Eldar Oscuri invece, si accontenteranno delle anime dei nemici caduti per dare vita a potenti e oscuri artefizi e maledizioni.
Tutte queste aggiunte, a conti fatti non riescono però a cambiare a radicalmente lo stile di gioco dei precedenti capitoli, anzi. Gli stessi veicoli volanti si riducono ad essere delle semplici unità aggiuntive in grado di attraversare ogni tipo di terreno e poco altro senza l'introduzione di alcun valore strategico aggiunto.

Ritorno alle origini

Lo svolgimento della campagna ruota attorno al sistema Kaurava e alla necessità da parte di ognuna delle nove razze di conquistarlo per poter quindi scoprire le cause che hanno dato luce a una potente anomalia spazio-temporale. Proprio come in Dark Crusade, Soulstorm abbandona lo svolgimento di una campagna lineare e raccontata attraverso diverse cutscene del titolo base (e vista la realizzazione tecnica dell'introduzione, vi assicuriamo che non ci siamo persi molto) per abbracciare il concetto di meta-campagna. Da certi punti di vista si ritorna quindi alle radici del genere e, proprio come in Dune II di Westwood, il giocatore si ritroverà davanti a una mappa con diverse regioni da conquistare. Ad ogni regione corrisponde una battaglia per il controllo della suddetta e, in caso di successo, la conquista di nuovi punti requisizione spendibili per l'acquisto di costruzioni o per assoldare speciali unità di elite.
L'utilizzo di questa modalità sembra accentuare la volontà degli sviluppatori di plasmare il gioco più per i veri appassionati hardcore della serie - e del genere degli RTS - che non per i giocatori occasionali.
Dal punto di vista tecnico il titolo non riesce certo a strabiliare: il motore grafico è chiaramente ancora quello originale senza nessuna particolare evoluzione, eppure anche se siamo distanti dall'impatto scenografico offerto da titoli come Company of Heroes - tanto per rimanere in casa Relic - audio, grafica e sopratutto qualità delle animazioni riescono comunque a ricreare sui nostri schermi quel senso truce e gore che da sempre caratterizza l'impronta stilistica della saga di Warhammer 40,000. Considerando i quasi quattro anni sulle spalle, è comunque un ottimo risultato.

Commento

Delle tre espansioni uscite per Dawn of War, Soulstorm è forse la meno riuscita. Non tanto per sue colpe, quanto per il fatto che non riesce a rinnovare e introdurre nuovi elementi nella stessa misura dei suoi predecessori. Nonostante questo, tutti i cultori del genere, della serie e di Warhammer 40.000 in generale avranno modo di trovare pane per i propri denti, tanto in single player che in multiplayer, per molte, molte ore. Per tutti gli altri, nonostante la natura stand-alone di questa espansione, consigliamo di cominciare prima con i titoli principali.
Non è un finale col botto, ma comunque una degna conclusione.

Pro

  • Due nuove razze e l'introduzione delle unità aeree
  • Una nuova campagna giocabile con 9 razze diverse
  • Meccaniche di gioco raffinate e consolidate
Contro
  • Nonostante tutto lo stile di gioco è rimasto praticamente inalterato
  • La campagna single player potrà risultare monotona ai più

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: Pentium 2 GHz o Athlon equivalente
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: 3D 64 MB compatibile DirectX 9.0c
  • Spazio su disco: 3,5 GB
  • Lettore: DVD-ROM
  • Interfaccia di rete (per partite via LAN o Internet)
  • Scheda audio compatibile DirectX 9.0c
Requisiti Consigliati
  • Processore: Pentium 4 2,4 GHz o Athlon equivalente
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: 3D 64 MB compatibile DirectX 9.0c
Configurazione di Prova
  • Processore: AMD Athlon64 X2 4200+
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: Geforce 8600 GTS 512MB