Pro Evolution Soccer 6 (World Soccer Winning Eleven 10)Winning Eleven 10 

I mondiali di calcio si avvicinano sempre di più, e Winning Eleven vuole salutare la Playstation 2 nel migliore dei modi!

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Dalla schermata principale si può come sempre accedere alle tradizionali e numerose modalità di gioco che contraddistinguono la serie (molte della quali, come la ML, aggiornate con qualche piccola novità), più alcune inedite, la più importante delle quali appare la nuova “International Challenge” che vi permetterà di disputare con la propria Nazionale del cuore l’intero girone di qualificazione ai Mondiali, ed ovviamente i medesimi in caso di passaggio del turno. Carino invece il “Random Selection Match”: in pratica con questa “opzione” potete far creare rapidamente alla Cpu prima di un match la vostra formazione da sogno. Se ad esempio volete far giocare tutti insieme Del Piero, Shevchenko e Adriano, vi basterà selezionare Juve, Milan e Inter per far si che la Cpu crei un team composto dai migliori calciatori di queste squadre. Come nel precedente episodio, anche in questo nuovo capitolo della saga calcistica di Konami tutti i club licenziati possono vantare rosters, loghi e maglie ufficiali della stagione calcistica tutt’ora in corso. Idem per i campionati a cui partecipano, e cioè la Serie A italiana (curiosa l’assenza del solo Cagliari, rimpiazzato per l’occasione da una misteriosa squadra in maglia viola….), la Eredivisie olandese e la Liga spagnola. Per la Bundesliga e la Premier League, invece, ancora una volta dovremo aspettare un’altra occasione per poterceli gustare in versione “reale” visto che qui KTYO non ha acquisito alcuna licenza ufficiale, eccezion fatta per il solo Bayern Monaco per il torneo tedesco e le solite Chelsea e Arsenal per quello inglese. Possiamo però consolarci almeno con un DB aggiornato alla stagione in corso, con tanto di trasferimenti finalmente recenti (quelli di Gennaio 2006 – Ndr -) e che pertanto vi permetteranno di non dover smanettare giornate intere con l’apposito editor per effettuare tutti i cambiamenti del caso. I vari Di Vaio e Vieri sono infatti già nel Monaco, Cassano al Real e Maxwell all’Empoli, tanto per fare degli esempi. Anche l’elenco delle squadre partecipanti ai vari trofei è stato aggiornato e dunque sono presenti nel gioco le neo-promosse e quelle nazionali non disponibili nell’edizione precedente di WE ma che quest’anno parteciperanno ai mondiali, come Trinidad and Tobago. Tornando invece al discorso legato alle licenze va segnalato che in Winning Eleven 10 sono presenti finalmente anche alcune Nazionali complete di divise e marchi ufficiali grazie a degli accordi raggiunti dalla Konami con alcune federazioni internazionali. Stiamo parlando di Inghilterra, Italia, Spagna, Olanda e Argentina. Ma più che l’orpello, i loghi e i kit quello che fa la differenza in WE è, come al solito, la giocabilità.

Il primo impatto con il nuovo WE, una volta scesi in campo, è ingannatore. Per certi versi “terrorizzante”. Inizia il match e tutto sembra più facile, i passaggi in buona parte riescono meglio che nel precedente episodio, i giocatori si muovono in maniera più fluida e la giocabilità appare semplificata. Cosa succede? Un passo indietro di KTYO rispetto alla saga con una strizzatina d’occhio ad un sistema di gioco un pelino più arcade? Una involuzione improvvisa con conseguente cambio di rotta verso lo stile di FIFA? Nulla di tutto ciò. Tranquilli. Dopo i primi attimi di smarrimento, infatti, quando la gara entra nel vivo e ci si abitua alla novità viene svelato l’arcano. Nessun elemento arcade nel gameplay, nessuna semplificazione vera, ma solo, si fa per dire, l’ennesimo capolavoro tecnico dei programmatori Konami. E’ il controllo sui calciatori, reso ancora più sofisticato, totale, a darvi quasi la sensazione che il gioco sia stato reso piu’ semplice. Il fatto che i giocatori rispondono in maniera più reattiva ed immediata ora più che mai ai vostri comandi, e le numerosissime nuove animazioni, talmente varie che ad ogni singolo movimento del pad i nostri beniamini virtuali muoveranno qualche parte del corpo (interno-esterno piede, piegamenti “sciolti” del corpo a seconda della posizione assunta in quel momento dall’atleta, etc) finiscono per generare l’illusione di cui sopra. Per farla breve sembra proprio che i ragazzi KTYO siano riusciti con qualche alchimia magica a prendere delle persone, a rimpicciolirle e a inserirle elettronicamente nel loro gioco, tale è la quasi perfezione dei movimenti visibili in campo. Spettacolari a proposito di animazioni quelle dei portieri, semplicemente da Oscar.

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Il modo migliore per valutare l'intelligenza artificiale di WE10, e conseguentemente il grado di giocabilità del titolo, resta comunque sempre quello di analizzare distintamente le due fasi di gioco principali della partita, quella offensiva e quella difensiva. In entrambi i casi c’è da dire subito che non si può non notare l’ennesimo upgrade, verso l’alto, della IA della Cpu che gestisce sia i nostri compagni non controllati direttamente da noi, sia gli avversari. Quando si attacca, i calciatori senza palla si muovono bene, i loro movimenti, le loro sovrapposizioni, seguono le logiche “umane”. Il che agevola, al pari delle animazioni di cui parlavamo poc’anzi, la costruzione di azioni efficaci. Specie se sarete bravi a padroneggiare il sistema di gestione dei passaggi. Come già nel precedente capitolo, a seconda del lasso di tempo che impiegherete nella pressione del tasto, la potenza con cui si realizza il passaggio varierà di intensità, così come in base alla posizione assunta dal giocatore che controllate in quel momento e ai tasti utilizzati potrete fargli compiere un lancio lungo piuttosto che un taglio rasoterra nella direzione voluta. Complice la migliorata fisica che gestisce i movimenti della palla e la ancor più valida intelligenza degli attaccanti, è possibile inoltre concretizzare al meglio le situazioni pericolose che saremo in grado di sviluppare in fase offensiva. Le soluzioni di tiro, molteplici, permettono ancora una volta all’utente di decidere “in toto” dove e come calciare la sfera, e cioè se di interno piede o esterno, di punta o di collo pieno, con la semplice pressione della Croce Direzionale sul punto giusto. Interessante evidenziare come siano stati migliorate le conclusioni a rete sulle palle alte, specie nei colpi di testa, che in WE9 apparivano un tantino troppo complicati da eseguire e soprattutto venivano quasi sempre piuttosto sbilenchi. Adesso se riuscirete a svettare in alto col vostro uomo meglio del difensore avversario, potrete eseguire tiri di testa più precisi, a patto di saper anche in questo caso indirizzare la sfera la dove il portiere non possa arrivare. Gli estremi difensori, almeno i più bravi, sono molto svegli e ostici da superare.

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Le squadre controllate dalla Cpu si muovono a loro volta in maniera molto credibile, a seconda degli schemi adottati dalle rispettive controparti reali (l’Arsenal, ad esempio, gioca esattamente come avviene nella realtà ed è ostica da affrontare specie se parte in contropiede – Ndr -) e delle situazioni che si verificano durante la gara. Ed ancora in base ai calciatori che compongono la rosa. Un Milan tenterà di imporre il proprio gioco sfruttando si il suo schema, ma soprattutto l’elevato tasso tecnico dei suoi uomini, mentre un Lecce tenderà a coprirsi per tentare qualche sortita in avanti al momento opportuno. In fase difensiva sia i nostri uomini che gli avversari gestiti dal gioco reagiscono in maniera più convincente alle situazioni di pericolo che gli si parano davanti rispetto al titolo precedente della serie. La IA dei difensori rasenta a tratti la perfezione. Attenti, abili nell’anticipo e nel leggere l’azione offensiva avversaria, questi ultimi baluardi fra i “bomber” e il loro portiere agiscono con raziocinio, parandosi davanti fra voi e la palla se necessario, senza commettere fallo, oppure fintando di andare a chiudere sul vostro portatore di palla per poi fiondarsi verso l’attaccante che si è appena smarcato. Da notare come anche in questa fase, così come per i tiri, quando controllate un uomo, a seconda della sua posizione e del punto della Croce Direzionale del pad che premerete, potrete allungare il piede per spostare la palla al vostro avversario, intervenire in semi-scivolata, sgomitare, trattenere. Ma attenzione ai falli. A proposito dei quali vi farà molto piacere sapere come gli arbitri, “tallone d’Achille” di WE9 con i loro continui fischi che martoriavano letteralmente il gameplay, sono stati “ricalibrati” a livello di IA nella loro metrica di giudizio sui vari episodi, ed ora finalmente si comportano in campo in maniera più credibile, fischiando solo quando necessario e non ad ogni contrasto fisico, applicando correttamente la norma del vantaggio laddove occorre. Dimenticavamo: nel caso voleste riprendere rapidamente il gioco subito dopo il fischio dell’arbitro vi basterà premere contemporaneamente i tasti R1+L1 per fari si che il giocatore più vicino alla palla la getti a terra e la calci in avanti verso un compagno. Proprio come avviene nella realtà.

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Passando al lato puramente tecnico, il taglio televisivo dato all’intera impostazione di gioco da KTYO, dalle fasi di presentazione gara a quelle di intermezzo fra un’azione e l’altra durante le partite, al pubblico festante inquadrato in primo piano intento ad esultare sciarpe al vento, la cura maniacale per le divise ufficiali, per gli stadi, le luci, le coreografie in curva, rendono il titolo in questione visivamente ancora molto valido. Pur utilizzando l’engine di WE9 (e da qui appare ancora più alta l'esigenza di vedere la serie sulla next generation...) e non potendo quindi apportare cambiamenti estetici eclatanti, i grafici Konami sono riusciti ancora una volta a ritoccare qua e là praticamente tutto il modificabile e aggiungendo quei tocchi di classe come solo loro sanno fare. Dal punto di vista della caratterizzazione fisica degli atleti, ad esempio, i calciatori rappresentati in campo sono perfetti, identici alle rispettive controparti reali in tutto e per tutto. Limati visivamente i difetti di qualche volto non particolarmente somigliante, vedi Cannavaro, Ibrahimovic o Zanetti, resi dai grafici finalmente uguali ai giocatori che rappresentano, sono stati aggiunti decine di nuovi visi come quelli di Zaccardo, Barzagli, Blasi, Barone e Chiellini, tanto per rimanere in ambito nazionale, o quello del nuovo Fenomeno argentino del Barcellona Leo Messi. I modelli poligonali che li compongono, ma anche quelli che strutturano i corpi dei tifosi ripresi in primo piano, appaiono più tondi e rifiniti, grazie ad un miglior utilizzo delle texture che li rivestono, a loro volta molto brillanti, nitide. Peccato la stessa qualità non si possa ritrovare nel comparto audio. Ancora una volta ad effetti sonori, brusii del pubblico e suoni vari di sottofondo d’atmosfera, fanno tristemente eco di contro dei cori assolutamente scadenti e non all’altezza di una produzione così curata. Meno male che il buon vecchio Kabira non ci tradisce mai, coadiuvato questa volta da una terza voce nel suo commento, e cioè quella dell’inviato a bordo campo, tale Iwamoto.

Ogni anno è la stessa storia: Konami non la finisce mai di meravigliarci e di lasciarci basiti. Ad ogni appuntamento stagionale con la saga di Winning Eleven la sofcto nipponica riesce a migliorare quanto sembrava non fattibile fino ad un attimo prima, creando un gran titolo dietro l’altro, quasi avesse scoperto il Sacro Graal della programmazione. Alla prova dei fatti il decimo capitolo della saga calcistica più amata dai videogiocatori di tutto il pianeta si rivela degno di essere l’ultimo episodio della storia di questo gioco su Ps2. E come dice il saggio, “nella vita ci sono pochissime certezze. Una di queste è Winning Eleven”. Pro: Gameplay sempre di altissimo profilo. Controllo dei calciatori migliorato e più rapido. IA sempre più sofisticata. Contro: Assenza delle licenze per alcuni campionati. Si avverte l'esigenza di un hardware superiore.

Per il povero redattore di una rivista, ogni anno che passa diventa sempre più difficile poter recensire un gioco della serie WE senza ripetere all’infinito sempre le stesse cose rischiando di cadere nella monotonia più assoluta. Qualcuno dei nostri lettori potrebbe perfino avere l’impressione di rileggere esattamente lo stesso articolo di un anno fa, quasi che il tapino di cui sopra si fosse limitato ad un mero copia/incolla del lavoro precedente per scrivere la recensione in questione. In realtà, ovviamente, le cose non stanno così. Il fatto è che nell’Universo tutto è in costante mutazione, e sono pochissime le cose che rimangono pressoché uguali nei secoli. Una di queste è la qualità elevatissima della serie Winning Eleven. Annunciato a sorpresa poco più di un mese e mezzo fa, quando nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto di vedere un altro episodio della saga su Ps2, la saga di Winning Eleven torna a deliziarci per quella che dovrebbe essere, stavolta sul serio, la sua ultima apparizione sul Monolite prima di passare armi e bagagli su Xbox 360 e successivamente su Ps3. Dedicato principalmente al prossimo Mondiale di calcio che si svolgerà fra poco più di un mese in Germania, senza però trascurare i vari tornei nazionali ed internazionali di club, Winning Eleven 10 si presenta ai nostri occhi famelici ricco di novità sia nel data-base che nelle Modalità di gioco e nel gameplay.

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