World War II online: tedeschi e americani se le danno su internet  0

Quello di WWII è un progetto che definire ambizioso è riduttivo. Immaginate di vedere riprodotti in una gigantesca arena multiplayer gli scenari della Seconda Guerra Mondiale, con la possibilità di far combattere migliaia di soldati e dando loro l’opportunità di riscrivere la storia che conosciamo e che abbiamo studiato a scuola. Increduli? Seguitemi e ne vedrete delle belle...

MMOFPS?

E’ con questo acronimo che campeggia trionfale sulla luccicante confezione del gioco: esso vuole essere il primo Massively Multiplayer Online First Person Shooter, il che significa un mondo persistente, in cui migliaia e migliaia di giocatori da ogni parte del mondo si ritrovano, non per fraggarsi in un chiassoso DM, come casa Id insegna, ma per combattere la più realistica delle guerre che sia mai apparsa sui nostri monitor. L’intera Europa è stata ricostruita in scala 1:2, riproducendo città, fiumi, ponti e strade realmente esistenti (nel 1940, beninteso), e sarà in questo mondo virtuale che vi calerete, optando per le forze alleate della Repubblica Francese, per il glorioso esercito di Sua Maestà, o piuttosto vestendo i panni e i lucidissimi stivali di un teutonico soldato del Terzo Reich. Storicamente, Hitler lanciò il 10 Maggio 1940 la sua guerra lampo sul fronte occidentale, ed è proprio in questo periodo che è ambientato WWII Online (sottotitolato, appunto, Blitzkrieg). Entro 8-10 mesi, assicurano i programmatori della Cornered Rat, sapremo se la storia verrà riscritta o meno, ovvero se la Francia verrà effettivamente occupata (e la Blitzkrieg avrà avuto successo) o se al contrario le forze Alleate saranno riuscite a respingere le truppe tedesche. Sarà a questo punto che saranno resi disponibili degli add-on del gioco, relativi alla Battaglia d’Inghilterra, alla Campagna di Russia e così via, che oltre a far continuare la guerra virtuale negli scenari più appropriati, consentiranno di selezionare le truppe delle diverse nazionalità che interverranno i quelle aree (Italia, Cina, Stati Uniti, Unione Sovietica, Giappone…). Naturalmente a tutto ciò si aggiungeranno i rispettivi equipaggiamenti!

Fucili protonici e cannoni antimateria

Niente di tutto questo. Tutte le armi e i veicoli (camion, tank, aerei, navi ecc.) presenti nel gioco sono la fedele riproduzione delle controparti reali utilizzate nel secondo conflitto mondiale. Fra pistole, fucili, mitragliatori e granate, ci troviamo davanti a circa 15 armi diverse, senza contare i futuri aggiornamenti, che andranno a ingrandire il già esteso “parco macchine”, attualmente comprensivo di più di 20 veicoli. Insomma, una manna per gli appassionati, che saranno lieti di sapere che nella scatola del gioco troveranno anche un esaustivo libretto tecnico, con la descrizione e la “biografia” di ogni singolo pezzo di ferro apparso nel gioco.

Gameplay: ovvero come ti divento da soldato semplice a generale

Una volta deciso sotto quale bandiera imbracciare le armi e selezionata l’area di gioco in cui volete intervenire (limitata, ovviamente, alle zone in cui si sta effettivamente combattendo) sarà vostra premura scegliere il ruolo che vi è più congeniale in battaglia: se infatti aspirate ad una carriera da carrista (sublime gioco di parole), sarà sufficiente selezionare il modello di tank che più vi aggrada, mentre se vi sentiti novelli von Richtofen, potrete sempre tentar la strada dell’asso dei cieli a bordo di un caccia monoposto. Sfortunatamente i vostri sogni di gloria potrebbero scontrarsi con un sistema di controllo che definire laborioso è eufemistico. WWII è una vera e propria simulazione militare e anche nel caso vi limitaste a calcare il campo di battaglia quale semplice soldato di fanteria armato di fucile, vi accorgerete che mirare e fraggare l’obiettivo in questione non è semplice come ogni sano quaker dovrebbe aspettarsi. Tanto per cominciare è buona cosa inginocchiarsi in posizione di tiro, in modo da aumentare la precisione, in secondo luogo, mediante la pressione del tasto shift, verrà imbracciata l’arma che tenete in mano. A questo punto potreste già sparare, ma data l’ovvia mancanza di un mirino HUD, l’unico modo per mirare il bersaglio (e avere ragionevoli probabilità di colpirlo) è premere anche il tasto destro del mouse, in modo da avvicinare l’occhio alla canna del fucile e usare il mirino “fisico” dell’arma. Niente headshots in pieno strafe aereo quindi, ma ben tre tasti da premere contemporaneamente, in posizione assolutamente statica ed esposti al fuoco nemico…
Pilotare il più elementare dei carri armati è una sfida ancor più dura: ogni mezzo ha infatti le proprie peculiarità e pertanto un modello di guida totalmente differente: dovrete quindi familiarizzare con l’uso delle marce, con la sensibilità dello sterzo e con tutte quelle feature tanto realistiche (e scomode) che li caratterizzano. Ad esempio, pilotando un carro, la vostra visuale sul mondo esterno si ridurrà ad una minuscola finestrella, il che vi darà non pochi problemi di orientamento (fondamentale in questi frangenti è l’utilizzo della bussola a sinistra dello schermo).

Oltre a questi problemi di natura tecnica (superabili con il tempo) ce ne sono altri di natura, per così dire, logistica. Non dimenticate che fate parte di un esercito, e come tale la sua efficienza dipende dalla disciplina. Pertanto è fondamentale la conoscenza della lingua inglese, sia per quanto riguarda la comprensione degli obiettivi delle missioni, sia per poter interagire con i camerati e i comandanti, che non mancheranno di richiamarvi se comincerete a girare a zonzo sul vostro carro, ignorando gli ordini. A proposito di ordini e di missioni, uno degli aspetti più stimolanti del gioco è che se dimostrerete una certa abilità sul campo di battaglia, verrete promossi, e potreste arrivare a comandare interi plotoni di uomini e progettare le missioni (ad esempio conquistare il controllo di un ponte, vitale per il trasporto delle truppe dall’altra parte di un fiume). Da questo punto di vista il gioco è molto flessibile, anche se va sottolineato che la curva di apprendimento è talmente ripida, che la stragrande maggioranza dei giocatori continuerà a ricoprire il ruolo di soldato semplice. Soprattutto per i newbie, è immancabile un certo disorientamento iniziale e la sensazione più comune è sicuramente quella di sentirsi inutili. In quasi tutti i giochi online, anche se si è alle prime armi, si riesce sempre a ritagliarsi un ruolo abbastanza semplice grazie al quale fare “qualcosa” (il medico-geniere in Tribes2 è un buon esempio). In WWII si parte davvero come ultima ruota del carro, visto che la nostra presenza o assenza è ininfluente ai fini di una battaglia che coinvolge qualche centinaio di giocatori, specie se siamo dei nibbi inesperti, il che potrebbe apparire frustrante per quanti sono abituati a cambiare da soli le sorti di uno scontro.

Esoso, anzi di più

La grafica di WWII è assolutamente scarna. E’ stata dedicata molta attenzione alla realizzazione dei singoli modelli 3D, ma per quanto riguarda il paesaggio, specie fuori dai centri cittadini, esso appare piatto e spoglio, con giusto qualche albero di tanto intanto. La costante presenza di aree di gioco così estese influisce pesantemente sulle prestazioni (complice un engine ancora in via di ottimizzazione), al punto che il semplice raggiungimento dei 30 frame per secondo diventa un serio problema. Per la rete circolano diverse guide all’ottimizzazione del gioco, che consigliano in primo luogo l’eliminazione delle ombre, del mip-mapping, delle superfici speculari, dell’antialiasing e del suono 3D. Cosa rimane vi chiederete voi? Ben poco, dico io. In realtà il punto è che l’engine grafico è buggato fino all’osso.
E’ sempre la solita questione dei giochi commercializzati ancora incompleti, e WWII è decisamente incompleto, se si pensa che malgrado una patch della notevole statura di 70 MB, è tutt’ora presente una pletora di bug, come carri armati volanti (che, devo ammettere, fanno molto folklore) o piloti che di tanto in tanto svaniscono inspiegabilmente, col risultato di vedere tanti veicoli fantasma che si spostano da soli, per poi passare attraverso il terreno appena si cimentano in una salita. Sfortunatamente, al di là di questi bachi più o meno “allegri”, il buon umore vi passerà in maniera repentina appena vi renderete conto che è praticamente impossibile compiere anche solo il training offline senza scatti e rallentamenti, e potete credermi quando vi dico che nonostante Athlon 600, 128 MB di RAM e GeForce DDR, quando lancio il gioco posso tranquillamente farmi un caffè e la pennica pomeridiana, visto che le diverse fasi di caricamento durano complessivamente un buon 5-10 minuti. A tutto questo aggiungete la scarsa qualità delle nostre linee telefoniche, e vi renderete conto che le sessioni-lampo di Counter-Strike restano solo un bel ricordo.

Ma insomma, almeno è divertente?

Questa è la domanda che immagino vi stiate facendo. Col tempo i problemi tecnici dovrebbero essere risolti almeno in parte e quindi il punto è se valga o meno la pena di sborsare la bella cifretta di 99 dollari per acquistare un gioco (disponibile solo negli store online), che comunque richiede la non indifferente quota di 10 bigliettoni al mese per essere utilizzato allo scadere del primo mese di trial. Tenete presente che WWII non è un gioco per tutti i giocatori (oltre che per non tutti i PC). Se degli sparatutto apprezzate l’immediatezza e la possibilità di oscurare ingenti porzioni del vostro cervello durante il loro utilizzo, allora rivolgetevi a qualcosa di diverso o di più semplice e “collaudato” (come Team Fortress e il suo atteso seguito).
Se al contrario siete intrigati dagli elementi strategico-guerreschi, amate le simulazioni di mezzi militari e siete appassionati di questi ultimi, allora avete trovato pane per i vostri denti, visto che al di là delle magagne tecniche, WWII Online ha successo proprio nel proporre un’esperienza multiplayer dalla portata senza precedenti.

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Ringraziamo gli amici di GameZone.it per la collaborazione

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