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Assembla il tuo PC Overclock Edition - CPU

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SPECIALE di Luca Olivato   —   10/01/2014
Assembla il tuo PC Overclock Edition - CPU

Come da promesse la rubrica Assembla il tuo PC torna ad occuparsi dell'arte dell'overclock; dopo aver affrontato quello delle schede video è giunto il momento di soffermarsi sul vero banco di prova per ogni appassionato - stiamo parlando ovviamente delle unità centrali. Sebbene le procedure siano del tutto simili a quelle che avevamo visto per le GPU, potenziare la CPU è senza dubbio più laborioso, anche perché ci sono numerose variabili da prendere in considerazione. La prima riguarda il tipo di processore: in quelli più datati era possibile spingere le frequenze lavorando su più parametri, ma con gli ultimi modelli sia AMD che Intel hanno introdotto delle forti limitazioni hardware che di fatto permettono agli appassionati di mettere le mani solamente sugli esemplari più costosi (contraddistinti dal suffisso K). Oltre a questo bisogna verificare anche di possedere una scheda madre adatta: quelle più economiche sono solitamente prive delle impostazioni che ne permettono di modificare le impostazioni.

L'overclock del processore può rivelarsi più complesso di quello della scheda video

La frequenza di un processore si ottiene moltiplicando il Front Side Bus (FSB), ora chiamato Base Clock (BCLK), per un moltiplicatore. Prendendo come esempio il processore Intel Core i7-3770K notiamo che i 3,5 GHz di clock in modalità standard sono ottenuti moltiplicando x35 il FSB, impostato a 100 MHz, mentre in modalità Turbo Boost questo valore viene portato a 39. Per aumentare il rendimento della CPU si potrebbe pertanto agire su uno dei due fattori, tenendo a mente che aumentando il moltiplicatore si opera solo sulla frequenza del processore, mantenendo il resto inalterato, mentre modificando il BCLK si modificano i valori di tutta la componentistica del sistema, partendo dalle RAM, passando per le connessioni PCI-Express e finendo con le uscite SATA e USB.

Per iniziare

Prima di cominciare consigliamo di seguire le linee guida già descritte nel precedente approfondimento. In primis quindi è necessario informarsi sul modello di CPU e di scheda madre in uso, poiché alcuni modelli non permettono in nessun caso l'overclock. La leggendaria utility CPU-Z è uno strumento insostituibile per conoscere il proprio sistema; l'aggiornamento del BIOS, recuperato direttamente dal sito della casa produttrice, è caldeggiato. Altra buona abitudine sarebbe quella di pulire l'interno del case, per evitare che la polvere accumulatasi nei mesi possa interferire con i fori di espulsione dell'aria calda; l'installazione di una ventola che approvvigioni il processore con aria fresca dall'esterno, qualora lo chassis ne sia privo, potrebbe senz'altro tornare utile. Ma è soprattutto importante valutare le dimensioni del dissipatore: quelli stock sono appena sufficienti per tenere sotto controllo le temperature di esercizio di fabbrica e si riveleranno ben presto limitanti in caso di aumento di frequenze. Non vogliamo far pubblicità a questa o quell'altra azienda, per cui non ci sentiamo di indicare dei prodotti in particolare: la quasi totalità dei cooler ad aria "di marca" si rivelerà sufficiente per overclock leggeri o medi, anche se c'è chi potrebbe preferire i più sofisticati ed efficienti sistemi di raffreddamento a liquido. Esistono infine numerose utility che mettono sotto tortura la CPU: tra le più famose consigliamo wPrime, LinX e Prime95. Scegliamone una (o più) e prepariamoci.

Overclock CPU Intel

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Nelle famiglie Sandy e Ivy Bridge di Intel il BCLK è impostato sui 100 MHz con limitatissimi margini di miglioramento (si parla di 3 o 4 MHz) che di fatto permettono agli appassionati di lavorare solamente sul moltiplicatore. La procedura in questi casi è estremamente semplice: alcune schede madri sono persino dotate di modalità di overclock native, che innalzano in automatico le frequenze del processore in modalità Turbo Boost. È il caso ad esempio della Big Bang-Marshal di MSI, da noi recensita un paio d'anni fa, il cui OC Genie stabilizza sui 4,2 GHz il limite massimo del Core i7-2600K, lasciando all'utente il solo e "gravoso" compito di premere un pulsante sulla mainboard. Come scrivevamo poco sopra soltanto i processori con suffisso K presentano il moltiplicatore sbloccato in modo ufficiale, ma è risaputo che anche con alcune versioni meno costose delle CPU Core (è necessario però che siano dotate di Turbo Boost) è possibile operare sui bin, fino ad incrementi massimi di 400 MHz. In pratica questo significa che anche un Core i7-3770 (teoricamente bloccato), con la giusta scheda madre, può operare fino a 4,3 GHz rispetto ai 3,9 di fabbrica; di contro il fratello maggiore, il summenzionato Core i7-3770K, può agevolmente salire sopra tale soglia. Con i processori Haswell purtroppo Intel ha completamente inibito questa possibilità, lasciandola attiva solo sui top di gamma come il Core i7-4770K. Dall'altro lato però il colosso di Santa Clara è tornato sui propri passi, permettendo ai possessori delle ammiraglie di sbizzarrirsi non soltanto col moltiplicatore ma anche col base clock che può essere impostato a 100 (di default), 125, 167 o 250 MHz: da notare che, considerata la diversa architettura, in questo scenario non si vanno più a toccare le frequenze operative delle altri componenti del sistema, come accadeva sino a qualche anno fa, ma solo delle memorie RAM.

Overclock CPU AMD

Anche la casa di Sunnyvale ha seguito le orme di Intel e difatti le ultime generazioni di APU presentano il moltiplicatore bloccato ad eccezione dei modelli più potenti, diversificati dal suffisso K, che fortunatamente non sono poi molto più costosi delle controparti "lisce". Tuttavia il diverso approccio di AMD fa in modo che sia possibile modificare il base clock, e questo permette anche alle versioni più economiche di salire con le frequenze lavorando appunto con i MHz del FSB.

Linee guida

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L'overclock base delle CPU "K" è senz'altro il più semplice e alla portata di tutti: sarà sufficiente entrare nell'apposita sezione del BIOS (la denominazione può cambiare a seconda del produttore della scheda madre) e aumentare il moltiplicatore (in alcuni casi viene individuato sotto la dicitura "Core Max Multiplier" o "Core Ratio Limit"). Consigliamo naturalmente di modificare solamente la voce relativa alla modalità Turbo: teoricamente infatti si potrebbero aumentare anche le frequenze base. Proviamo ad incrementarlo di un'unità alla volta: ad esempio, nel caso del succitato Core i7-3770, portiamo da 38 a 39 il valore del moltiplicatore, lasciando inalterati i rimanenti parametri. Potrebbe però essere utile disattivare quelle tecnologie di risparmio energetico (vedi l'Intel C1E), in quanto a volte possono entrare in conflitto con impostazioni diverse da quelle di default. Una volta riavviato il sistema con le nuove impostazioni lanciamo uno dei test sopra elencati e facciamolo proseguire per circa mezz'ora: una quantità di tempo non certo sufficiente ad apprezzare la stabilità del sistema, ma comunque in grado di dirci sin da subito se c'è qualcosa che non funziona. Ripetiamo il processo fino al punto critico e comunque evitando di vedere lievitare sopra gli 80 °C la temperatura della CPU sotto stress: una volta raggiunto il limite lasciamo il benchmark in esecuzione per almeno un paio d'ore (le linee guida parlano di un'intera giornata). Nel caso non si verifichino errori potremmo mantenere i nuovi parametri senza ansia.

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Qualora invece si possa "giocare" con il solo Base Clock le cose si fanno un po' più complicate: anzitutto è consigliabile diminuire le frequenze delle RAM che diventano a loro volta oggetto di overclock; successivamente procediamo con l'aumento del valore base del bus, che può variare a seconda del tipo di processore, e alla contestuale riduzione del moltiplicatore: lo scenario di partenza ideale vede corrispondere il prodotto dei due fattori modificati a quello originario. Una volta verificata la stabilità del sistema tentiamo di riportare in alto il moltiplicatore. Per overclock "leggeri", come quelli che proponiamo in questo speciale, potrebbe non essere necessario toccare i voltaggi, in quanto le moderne schede madri sono in grado di occuparsene con un certo grado di autonomia: ovviamente per ottenere risultati migliori bisognerà gestire manualmente anche queste variabili, per evitare che un inadeguato approvvigionamento energetico possa comportare sintomi di instabilità. Il consiglio è come sempre di procedere con incrementi minimi. Se qualcosa dovesse andare storto non serve allarmarsi: la maggior parte delle schede di fascia alta (quelle che oramai sono necessarie per overclockare) sono dotate di dual o addirittura triple bios, sicché sarà sufficiente premere un pulsante per selezionare la versione con i valori di default; in ogni caso se si dovesse verificare un blocco del sistema per delle impostazioni troppo spinte sarà sufficiente rimuovere dalla mainboard la batteria tampone per qualche minuto.

C'era una volta: Intel Celeron 300A

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Questo leggendario processore è passato alla storia come il re dell'overclock. Correva l'anno 1998 quando Intel presentò una versione "povera" del Pentium II, caratterizzata da un quantitativo inferiore di cache L2 (128kb contro 512) che però, a differenza del fratello maggiore, era integrata direttamente nel die. All'epoca marketing e riviste del settore ponevano molta attenzione sulla quantità di questo tipo di memoria tampone che nei videogame non sempre si rivelava vincente. L'economico Celeron si avvantaggiava sui rivali non solo per il fatto di disporne di un tipo molto più veloce, ma anche per essere estremamente tollerante all'overclock: era sufficiente portare a 100 Mhz il FSB (impostato di default sui 66 MHz) per veder letteralmente volare il piccolo di casa Intel a frequenze superiori del 50% rispetto a quelle di fabbrica. La maggior parte dei possessori del modello a 266 MHz riuscirono a portarlo a 400 con l'installazione di un buon dissipatore, mentre chi disponeva dell'esemplare settato a 300 Mhz riusciva a raggiungere l'avveniristica (per l'epoca) vetta dei 450 MHz.

Concludendo

Quanto scritto sino a questo punto non pretende certamente di essere una guida completa ma solo una piccola, e speriamo utile, iniziazione all'overclock della CPU. Come sappiamo i videogiochi moderni sono molto meno dipendenti dalla potenza dell'unità elaborativa centrale, pertanto non è detto che le ore spese a trovare un buon assetto siano poi effettivamente ripagate da notevoli incrementi prestazionali: rimane comunque la soddisfazione nel portare oltre i limiti la propria macchina e soprattutto nel veder salire i valori dei benchmark.