Tom Clancy's The DivisionDivisione beta 

A poco più di un mese dal lancio, siamo tornati a New York in occasione della beta di The Division!

In occasione della beta, siamo ritornati per le strade disastrate della New York di The Division per riprovare nuovamente il titolo e focalizzarci su alcuni specifici aspetti che non avevamo avuto modo di approfondire in occasione della prova avvenuta a Malmö, qualche settimana addietro. L'attesa per il nuovo titolo Ubisoft sta diventando spasmodica, tanto che il publisher francese non ha nascosto la sorpresa nel ricevere così tante richieste di accesso e si è visto costretto a scaglionare l'ingresso dei giocatori nei server per non incorrere in problemi di disconnessione o rallentamenti. D'altronde, lo scopo primario dell'operazione è proprio quello di permettere agli sviluppatori di Massive Entertainment di testare l'infrastruttura online, con l'obiettivo di renderla il più sicura possibile al momento del lancio. Per un titolo come Tom Clancy's The Division che ha l'ambizione di mescolare meccaniche da sparatutto in terza persona e da gioco di ruolo in un open world costantemente online, non si tratta solamente di testare il multiplayer ma proprio l'interazione tra i giocatori, la condivisione della mappa, l'efficacia del matchmacking e l'ottimizzazione dei gruppi, nonché la stabilità dal titolo stesso che - lo ricordiamo - richiede di essere sempre connessi e non può essere fruito senza una connessione internet.

Quattro giorni di beta hanno mantenuto altissimo l'interesse verso Tom Clancy's The Division

I primi passi

Innanzitutto partiamo con i contenuti. La beta di The Division ha permesso ai giocatori di dare una piccola sbirciata in prima persona al titolo in uscita il prossimo 8 marzo, prendere confidenza con la struttura di gioco e soprattutto con il gameplay ibrido confezionato da Massive Entertianment. Abbiamo avuto solo due slot di creazione del personaggio a disposizione, niente editor ma solamente la possibilità di scegliere un volto creato casualmente dal sistema. Divisione beta Divisione beta L'introduzione e le cut scene iniziali sono state sostituite da una sorta di video tutorial atto a spiegare sommariamente i comandi e le infinite possibilità di personalizzazione di armi, equipaggiamento, abilità e modifiche. Nonostante fosse la seconda volta che mettessimo piede nella Grande Mela devastata dall'epidemia, la sensazione di straniamento era ancora palpabile ritrovandoci nuovamente inondati da icone, comunicazioni radio e indicatori a colorare la bellissima mappa tridimensionale di New York. La prima cosa è recarci a piedi in quella che sarà la nostra base operativa, ossia l'ufficio postale di Penn Station, vicino al Madison Square Garden, vero cuore pulsante di tutte l'esperienza legata alla campagna del gioco e della crescita del personaggio. Le missioni principali sono organizzate in tre filoni, legati a doppio filo con altrettanti personaggi chiave dalle competenze specifiche: un medico, un ingegnere e un ex militare, tutti disposti a offrirci abilità e relativi potenziamenti da equipaggiare in battaglia al completamento delle missioni. Ad ognuno è affidata un'ala del quartier generale da sbloccare e potenziare, spendendo appositi crediti accumulati portando a termine le quest relative ad ogni ramo della trama. In questo caso però l'unica disponibile è quella iniziale del medico, che ci ha portato all'interno del Madison Square Garden per mettere in salvo la dottoressa Jessica Kendel, responsabile dell'ala medica del quartier generale e ricercatrice al lavoro per trovare informazioni sull'origine del virus e, auspicabilmente, un vaccino efficace. Nonostante si trattasse di una singola missione, tanto è bastato per farsi un'idea del level design e della struttura delle stesse, che si presentano piuttosto varie e corpose, con diversi scontri a fuoco decisamente impegnativi se affrontati a livello difficile, dove i nemici presentano tutti potenziamenti e armature assai ostici da fronteggiare. La fluidità con cui ci si muove tra le coperture è ottima, ma permangono i problemi relativi al feeling delle armi, tutta ancora troppo simili tra di loro per balistica e rinculo.

Un piccolo assaggio

Utilizzando il Tabellone Emergenze, abbiamo poi affrontato una missione secondaria incentrata sulla ricerca di una ragazza scomparsa, da trovare dopo averne indagato gli ultimi spostamenti. In tal senso è necessario utilizzare i radiofari Echo che proiettano una ricostruzione virtuale di una specifica scena, da analizzare a fondo per scoprire indizi utili a proseguire nella missione. Divisione beta Divisione beta Gli Echo non sono legati solamente alla risoluzione delle quest, ma sparsi per la mappa andranno a formare una raccolta di frammenti il cui scopo è quello di fornirci un quadro più approfondito del mondo creato da Massive Entertainment, affiancando le tradizionali scene di intermezzo della campagna principale. In questi quattro giorni non abbiamo potuto che scalfire l'open world di The Division rimanendo confinati in una zona piuttosto ristretta attigua al quartier generale, ma già abbastanza attiva e fervente di attività. Lo scenario rappresenta ottimamente la crisi improvvisa che cittadini ed istituzioni si sono trovati ad affrontare in un battito di ciglia: c'è desolazione a New York, silenzio, strade zeppe di veicoli abbandonati dai loro conducenti, negozi con le vetrine sfasciate, intere palazzine disabitate e colonne di fumo che si sollevano alte dalle finestre di appartamenti oramai alle mercé delle gang criminali occupate a razziare ogni genere di bene di prima necessità. I pochi sopravvissuti camminano stanchi in cerca d'aiuto, elemosinando di tanto in tanto un medikit, una bottiglia d'acqua o una barretta energetica, doni che ci porteranno via qualche provvista ma ci ricambieranno con punti esperienza. Ad affiancare le missioni primarie e secondarie ci sono tutta una serie di attività collaterali da portare a termine per aumentare i fondi dei vari dipartimenti e guadagnare punti esperienza, come ad esempio salvare un gruppo di civili in ostaggio, mettere in sicurezza una roccaforte nemica oppure dare supporto a degli agenti della JTF - le forze speciali - caduti in un'imboscata. Di carne al fuoco sembra quindi essercene tanta, ma come avevamo già specificato in precedenza, il successo di The Division passerà inevitabilmente per la qualità dell'endgame e il supporto degli sviluppatori, aspetti che potremo valutare solamente una volta in possesso della versione finale.

Meglio in compagnia

Ci teniamo a ribadire che The Division è un titolo che, al netto di una connessione online sempre presente, può essere giocato anche interamente in solitaria sia nelle missioni della campagna principale sia in multiplayer, ma è innegabile come gran parte dell'esperienza ludica vada a perdersi irrimediabilmente.La beta quindi è stata anche una golosa occasione per testare l'interazione tra i giocatori online e il matchmaking, che durante tutto il weekend non ci ha mai dato problemi salvo negli intervalli programmati di manutenzione dei server. Divisione beta Divisione beta A voler ricalcare la struttura di un MMO, girovagando per New York ci troveremo ad incontrare altri giocatori ai quali possiamo aggregarci oppure invitare ad unirsi al nostro gruppo di massimo quattro unità. In base alle impostazioni della privacy, nella nostra squadra possiamo reclutare giocatori della lista amici oppure sconosciuti attraverso il matchmaking, che può avvenire sia per modalità che per specifica missione, facilitando la rigiocabiltà anche ai livelli di difficoltà più elevati. In base al livello dei giocatori, infatti, i nemici aumenteranno di numero, punti vita e potenza di fuoco adattandosi alla situazione per offrire sempre un giusto grado di sfida. Con i contenuti piuttosto limitati, non siamo potuti salire di livello più di tanto e soprattutto con le missioni principali bloccate erano utilizzabili solamente quattro abilità sulle dodici disponibili, con in più Talenti e Vantaggi completamente inaccessibili. Se volete saperne di più in tal senso, vi rimandiamo al nostro provato precedente, anche perché la mancanza di questi elementi ha tagliamo completamente le gambe alla componente ruolistica e alla personalizzazione del personaggio. Il bello di The Division, soprattutto se giocato in gruppo, è proprio la possibilità si specializzarsi in curatore, damage dealer o tank in modo tale da creare un piccolo team equilibrato per affrontare al meglio le missioni a difficoltà massima e il multiplayer nella Zona Nera, ma con tutti i giocatori con le stesse abilità questo aspetto è stato solamente scalfito durante la beta. Ne è risultata quindi una Zona Nera più scialba rispetto a quella che ci troveremo davanti al lancio, ma sempre molto divertente con il suo mix di meccaniche cooperative e competitive che contribuiscono ad alzare la tensione ogni qualvolta incontriamo un altro giocatore che potrebbe aiutarci contro i nemici controllati dall'intelligenza artificiale, oppure rivelarsi ostile e ucciderci per rubarci il bottino. Dal punto di vista tecnico, entrambe le versioni console si sono confermate a 1080p e 30 frame al secondo, mantenendo i problemi di caricamento delle texture riscontrati in precedenza su cui gli sviluppatori sono già al lavoro. Ottimo anche il meteo dinamico, così come i particellari, molto curati anche sulle piattaforme Microsoft e Sony.

Certezze

  • Gameplay variegato
  • Tantissime cose da fare
  • Ambientazione affascinante
  • La Zona Nera si è riconfermata molto divertente da giocare

Dubbi

  • Feeling delle armi ancora da perfezionare
  • Problemi nei caricamenti delle texture
  • L'endgame sarà fondamentale