A caccia di Pokémon  32

Le nuove informazioni su Pokémon GO hanno finalmente dato una forma compiuta allo spin-off del brand Nintendo

Habemus Pokémon GO. O meglio, qualche informazioni oltre al live action visto sei mesi fa in occasione dell'annuncio del gioco. Dopo la delusione per la mancata presentazione all'edizione 2016 della Game Developers Conference, Nintendo e Niantic hanno infatti finalmente deciso di condividere con il mondo i primi dettagli sul gameplay dello spin-off. Un titolo senza dubbio controverso, che incuriosisce i fan dei mostriciattoli Nintendo ma che allo stesso tempo non può non suscitare un pizzico di scetticismo anche nei più ottimisti. Sarà all'altezza della fama del brand? E Niantic riuscirà a mantenere intatti quelli che sono i capisaldi di una serie capace di incollare agli schermi milioni di giocatori di diverse generazioni? Stando a quanto è stato diffuso ieri, il gioco propone molti spunti interessanti, ma anche qualche incognita da non sottovalutare.

Nintendo e Niantic svelano i primi dettagli su Pokémon GO: ecco cosa possiamo aspettarci dallo spin-off

A caccia nel mondo reale

Partiamo da alcuni dei punti fermi dell'esperienza Pokémon GO. Il titolo sarà ancorato ai meccanismi della realtà virtuale e, attraverso il GPS presente ormai in tutti i dispositivi Android e negli iPhone, permetterà di imbattersi in pokémon differenti e di catturarli con le classiche PokéBall.

A caccia di Pokémon

Niente ambientazioni fittizie ispirate a regioni giapponesi come il Kanto e l'Hokkaido, o a città occidentali come Parigi e New York. In Pokémon GO il mondo da esplorare sarà quello in cui viviamo tutti i giorni, a Terni come a Perugia, a Roma come a Madrid e a Montefiascone come a Castelmezzano. Attraverso delle notifiche push, il gioco potrà allora avvisarci in ogni momento della presenza di pokémon nelle vicinanze sfruttando la vibrazione del dispositivo. Recuperando lo smartphone si attiverà la schermata di cattura, che da quanto abbiamo potuto vedere sfrutterà la telecamera posteriore per fornire lo sfondo dell'incontro. Dalle immagini sembra essere presente anche un meccanismo che permetterà di impostare un background predefinito. In questa fase non ci sarà un vero combattimento, ma la cattura non sarà determinata solo dal caso: le informazioni fornite consigliano infatti di prendere la mira prima di lanciare le sfere e di fare attenzione perché i pokémon possono anche abbandonare il campo di battaglia. Ma dove si potranno acquistare le PokéBall? E come sarà possibile incrementare le possibilità di aggiungere un nuovo compagno alla squadra? Anche su questo punto le informazioni non sono molto precise. The Pokèmon Company ha parlato dei cosiddetti PokéStop, dove sarà possibile recuperare sfere poké e altri stumenti. Questi centri di raccolta saranno disseminati in vari punti, ma principalmente potranno essere trovati in corrispondenza di monumenti, mostre e altri punti d'interesse storico reali. Non sappiamo però se gli oggetti andranno acquistati o se potranno essere raccolti liberamente, magari recandosi sul posto a intervalli di tempo regolari. Prendendo come riferimento Ingress, altro titolo Niantic che sfrutta la realtà aumentata, per accedere ai PokéStop sarà probabilmente necessario essere fisicamente molto vicini al luogo designato e, una volta raggiunto, vi si potranno compiere diverse azioni collegate al raccoglimento degli strumenti o all'attivazione di alcune missioni (che potrebbero richiedere, per esempio, di visitare i luoghi storici di un determinato centro per aumentare il proprio punteggio).

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Sacrifici necessari

Altri dubbi nascono poi per la presenza delle Mega Ball, citate esplicitamente come strumenti utili a migliorare le possibilità di cattura, delle Ultra Ball e della Master Ball, queste ultime visibili nel video mostrato al SXSW festival di Austin.

A caccia di Pokémon

Se per le sfere classiche è facile ipotizzare l'acquisto attraverso la valuta standard del gioco, la Master Ball potrebbe invece essere legata all'utilizzo di soldi reali e al punto dolente di ogni free-to-play: gli acquisti in-app. Allo stato attuale non abbiamo alcuna informazione a riguardo ma, oltre alla già citata Master Ball, una sfera poké infallibile che nella serie canonica si ottiene solo una volta nel corso di ciascun episodio, grazie al video di Austin sappiamo anche dell'esistenza dei cristalli, che in Pokémon Shuffle servono proprio a convertire la valuta corrente in "denaro" di gioco. A questo punto non è difficile ipotizzare che anche in Pokémon GO possano avere la stessa funzione, permettendo così di accedere ad oggetti esclusivi, a facilitazioni nell'acquisto di strumenti comuni o ad accelerare l'evoluzione di un pokémon. Quest'ultima meccanica, tra l'altro, è una di quelle che ci hanno lasciato con maggiori perplessità. La trasformazione dei mostriciattoli sarà infatti legata alla cattura di più esemplari della stessa specie e non, come siamo abituati, all'aumento del livello dei pokémon, alla loro esposizione a una particolare pietra o all'affinità con l'allenatore. Si tratta di una semplificazione comprensibile in un contesto di questo tipo, che però va a toccare uno dei punti chiavi dell'esperienza Pokémon: il legame con ogni singolo mostriciattolo e la sua unicità. Pensare di "sacrificare" alcuni dei mostri catturati per farne evolvere uno solo è una meccanica che abbiamo già visto in giochi come Puzzle & Dragons, ma è probabile che gli allenatori di vecchia data possano fare un po' di fatica ad accettarla, almeno in un primo momento.

Allenatori si nasce...

Visto che in Pokémon GO i pokémon cresceranno e si evolveranno solo attraverso la cattura di esemplari simili, sarà l'allenatore ad aumentare di livello. Aumentare di rango determinerà allora le tipologie di pokémon incontrati, andando ad influenzare anche le loro capacità combattive. Alcuni pokémon selvatici appariranno inoltre solo in zone ben definite: quelli di tipo acqua, per esempio, potrebbero trovarsi solo vicino al mare e a corsi d'acqua in generale, mentre supponiamo che altre specie come Geodude e Onyx possano essere più comuni nelle zone montuose.

Questa meccanica da un lato potrà essere un incentivo a giocare fuori sede, ma dall'altro potrebbe far ristagnare l'esperienza di gioco nei mesi lavorativi e scolastici, quando si resta per la maggior parte del tempo nelle stesse zone. Tornando ai PokéStop, qui potranno essere raccolte anche delle uova pokémon, che si schiuderanno dopo aver coperto una certa distanza reale. Nella pagina del gioco si dice che daranno alla luce pokémon mai visti prima, suggerendo la presenza di mostriciattoli inediti. In realtà siamo più propensi a credere che conterranno i cosiddetti "baby pokèmon" (Pichu, Cleffa, eccetera) e altri mostri che non potranno essere incontrati diversamente all'interno del gioco (Togepi potrebbe essere l'esempio più scontato). Comunque non escludiamo del tutto la possibilità che Pokémon GO si innesti nella settima generazione e che possa arrivare prima dei nuovi Pokémon Sole e Luna, mostrando così in anteprima alcuni mostriciattoli completamente nuovi. Il lancio di Pokémon GO sarà poi accompagnato dal Pokémon Go Plus. Seppur facoltativo, questo speciale braccialetto dotato di led e vibrazione permetterà di interfacciarsi all'applicazione tramite bluetooth, di ricevere le notifiche e di gestire alcune delle azioni base del gioco, come il lancio di una PokéBall. Oltre alle caratteristiche presentate finora, infine, Pokémon GO metterà a disposizione un ampio numero di sfide per ottenere dei premi e, fantasticando su quanto visto nel trailer d'annuncio, queste potrebbero riguardare anche la cattura di alcuni pokémon leggendari.

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Capipalestra si diventa!

Riprendendo in parte la divisione in "Illuminati" e "Resistenza" già presente in Ingress, a un certo punto in Pokémon Go verrà richiesto di collaborare con altre persone. Si potrà scegliere tra tre delle squadre disponibili, ma il numero e il funzionamento dei team dovrebbe essere piuttosto differente da quello presente nell'altro titolo Niantic. Se per gli agenti alla ricerca di materia esotica l'appartenenza a una delle due fazioni è obbligatoria e permanente, in Pokémon GO pare che avremo a che fare con squadre più piccole e in grado di favorire una maggiore collaborazione tra i membri. Le palestre, presenti in corrispondenza di luoghi reali proprio come i PokéSpot, saranno in un certo senso il corrispettivo dei Portali di Ingress, ma a differenza di questi potranno essere conquistate anche da un singolo giocatore.

La collaborazione con gli altri membri del team si concretizzerà invece in fase difensiva, perché ciascun allenatore della squadra potrà lasciare nella palestra un solo pokémon. Per resistere agli attacchi sarà quindi fondamentale che ciascuno faccia la sua parte posizionando la propria "pokésentinella", magari di un tipo in grado di supportare le debolezze del pokémon di un compagno. Insomma, pur con qualche incertezza tecnica evidenziata nel video di Austin e del tutto giustificabile a questo punto dello sviluppo, Pokémon GO si conferma un esperimento interessante, che punta a mescolare alcune meccaniche tipiche del brand con delle soluzioni congeniali a Niantic e al modello di business free-to-play. Le perplessità maggiori riguardano quindi proprio quest'ultimo aspetto, sempre controverso nelle produzioni mobile, e la precisione delle rilevazioni GPS, non sempre impeccabili in Ingress. Ci ha invece molto incuriosito la componente cooperativa e speriamo che vengano diffuse presto nuove informazioni sui meccanismi di scambio dei pokémon, altro elemento cardine della serie che non potrà assolutamente mancare in questo spin-off.

CERTEZZE

  • I modelli dei (due) pokémon visti finora sono ben realizzati
  • Interessanti meccaniche cooperative
  • Possibilità di catturare pokémon ovunque

DUBBI

  • Nuove meccaniche evolutive
  • Incidenza delle microtransazioni sulla progressione
  • Come funzioneranno gli scambi?