EditorialiIl mondo delle console sta cambiando, ma noi siamo pronti? 

Sony sta provando a cambiare le carte in tavola con l'arrivo di una PlayStation 4 "potenziata": colpo di genio commerciale o mossa folle?

NEO. Tre lettere, per un nome che fino a poco tempo fa era difficile correlare a qualcosa che non fosse il Matrix dei Wachowski Brothers (ora Sisters) e adesso potrebbe rappresentare un completo cambio di direzione dell'intera industria delle console. Su queste pagine abbiamo discusso fin troppo della "nuova" PlayStation 4, con le sue specifiche tecniche migliorate e le tante informazioni ormai confermate da numerose fonti; ciò che non abbiamo fatto è stato analizzare le ripercussioni sul mercato di una Playstation potenziata a metà ciclo vitale, e le possibili motivazioni che hanno spinto Sony a intraprendere questa strada solcata solo per qualche metro in passato. Oggi ci impegniamo a farlo in vostra compagnia nel modo più neutrale e logico possibile, prendendo in considerazione gli elementi positivi e negativi di questo terremoto nel settore. Quindi abbassate i forconi e prendete i popcorn, c'è molto di cui parlare.

L'arrivo di NEO potrebbe cambiare per sempre il mondo console. Ma perché Sony si sta muovendo così?

Non è una follia. Forse

Inutile buttarsi subito col piccone sulle crepe, meglio cercare di dare un senso alla strategia commerciale di Sony, che non è campata per aria - come si potrebbe pensare a un primo impatto - ma si basa su un'attenta analisi del mercato videoludico attuale, specialmente quello hardware delle console. Infatti, per quanto significativo sia stato il successo di PlayStation 4 e Xbox One nei primi anni rispetto ai numeri piazzati nella precedente generazione, le vendite di quest'ultime stanno calando di mese in mese, e sembra che a poco siano serviti i tagli di prezzo dei bundle o l'introduzione di varianti con hard disk più sostanziosi. Il mondo delle console sta cambiando, ma noi siamo pronti? Per invertire la tendenza, stando alle proiezioni, non basteranno nemmeno i blockbuster previsti per il prossimo futuro, specialmente quando a livello di investimenti la crescita apparentemente inarrestabile del mercato mobile sembra aver intaccato persino l'isola felice del gaming casereccio. Con una console più potente, però, si potrebbe dare una motivazione agli utenti ancora non convinti alla spesa e limitare il distacco con i PC, che si fanno via via sempre più potenti a discapito di un settore volutamente bloccato per anni. Non che i computer da gioco al momento vendano come il pane... ma si tratta pur sempre di un ulteriore sfidante nella difficile maratona verso il trono dei videogiochi, e il collo di bottiglia rappresentato dalle attuali console si è di rado fatto così percettibile come in questa generazione. Il rischio primario, chiaramente, è quello di alienare il proprio pubblico già fidelizzato, costringendolo a spendere di nuovo una cifra ragguardevole per un upgrade. Sony ha messo in campo alcune misure per evitarlo: gli sviluppatori dovranno creare titoli perfettamente funzionanti sia su NEO che sulla PlayStation 4 base, non ci sarà divisione online tra le due piattaforme, i 1080p saranno la risoluzione minima per entrambe le console, e non ci sarà alcun cambio di controller.

Supernova a metà

Tra le regole di condotta degli sviluppatori l'unica davvero preoccupante è quella legata all'online, poiché titoli improvvisamente in grado di funzionare a 60 frame al secondo con una patch potrebbero creare una divisione tra le community non indifferente. Certo, dubitiamo che Sony e i suoi team non abbiano messo in conto la cosa, pertanto non la riteniamo così centrale in questa discussione. Il mondo delle console sta cambiando, ma noi siamo pronti? Prima di valutare i problemi di questa mossa, dunque, continuiamo con gli aspetti positivi, cercando di metterci per un attimo nei panni degli sviluppatori. Il mondo delle console in fondo è ciclico; ad ogni morte e rinascita tutto si azzera, portando a un completo rinnovamento dell'hardware e a uno stato di "tabula rasa" della maggior parte degli sviluppatori. Questa caratteristica ha permesso a determinati produttori di trionfare in modi imprevedibili e con strumenti inaspettati (vedere Wii e Nintendo), e ad ogni giro risulta difficilissimo mantenere invariata la massa di utenti e stabile la produzione delle software house (vedere Wii U e Nintendo). In primis è per tale motivo se l'inizio di una generazione è sempre piuttosto spento: le case di sviluppo non hanno il tempo né l'esperienza necessari a sfruttare al massimo una piattaforma nei suoi primi mesi di vita, e ci vogliono spesso anni perché sugli scaffali spuntino dei veri system seller indimenticabili. Non appena però l'ecosistema cambia, e le versioni "di mezzo" delle console vengono introdotte nel mercato, la situazione si fa più simile a quella vista nel mondo mobile, con programmatori che hanno già la padronanza dei tool di sviluppo, ma in più possono sfruttare al meglio le caratteristiche potenziate della nuova console per dare vita a titoli più ambiziosi o tecnicamente più stabili rispetto al passato. Una visione del mercato console non dissimile da quella di iOS e Android, ma molto meno spezzettata e favorevole anche per i distributori, almeno finché non si iniziano a mettere in conto le regole di condotta di cui abbiamo parlato poco sopra e le reali problematiche commerciali della mossa.

El Pueblo es furioso

Nel momento in cui gli sviluppatori di Sony sono costretti a rimanere ancorati al vecchio hardware per non scontentare gli acquirenti del vecchio modello, non ci può essere il tipo di evoluzione e spinta all'acquisto di una nuova console che si ha con gli smartphone e le loro app, ad esempio. Non bastasse, non è assolutamente possibile paragonare lo sviluppo del mercato iPhone con quello delle console: Apple divenne un logo di culto in un momento in cui l'idea di smartphone stava già esplodendo, all'interno di un ecosistema che negli anni ha offerto una miriade di alternative low cost. Il mondo delle console sta cambiando, ma noi siamo pronti? Il mercato console funziona diversamente, poiché non si tratta di oggetti che vengono usati con costanza per tutta la giornata, né di gingilli alla moda che possano venir sfoggiati per il bene dello status quo. Sono macchine da gioco dall'architettura chiusa, che sono sempre esistite in quella forma proprio per via della loro comodità e facilità di utilizzo. Nel momento in cui si decide di dare vita a versioni che si possono potenziare delle stesse si cerca di diventare la Apple del videogame, ma lo si fa in un mercato dove la necessità di una spesa periodica è percepita con molta meno spinta (anche per via del costo non indifferente dei videogame rispetto alle app mobile), e ancora dove per anni uno dei motti contro il gaming PC è sempre stato "qua non c'è bisogno di fare upgrade per godersi i titoli". Praticamente, il motivo per cui un giocatore dovrebbe acquistare NEO è il 4K, ma se si guardano i numeri dei possessori di TV di quel tipo la prospettiva è desolante, e i 60 frame al secondo per certi titoli non sembrano poter essere una motivazione convincente per smuovere un vecchio possessore di PlayStation 4. Diverso il discorso per Playstation VR, che dall'upgrade potrebbe effettivamente guadagnare molto, ma qui abbiamo Sony che sta chiaramente cercando di trasformare il mercato e al contempo usare NEO per lanciare i suoi televisori e il suo visore, in un mondo economicamente poco pronto a entrambe queste cose.

Le mosse dei concorrenti

È un pericoloso salto nel buio insomma, fattibile per via della posizione di enorme vantaggio che Sony ha guadagnato in questa generazione, ma spaventosamente rischioso anche per il colosso nipponico. Come detto, Sony non è Apple e PlayStation 4 non è uno smartphone, e pensare che tutta l'azienda possa venire trascinata nel nuovo millennio dalle vendite di una console da gioco è forse una visione fin troppo ottimista del futuro (figuriamoci poi in un momento economico di crisi come quello che stiamo vivendo). Il mondo delle console sta cambiando, ma noi siamo pronti? Indipendentemente da ciò che accadrà, tuttavia, ci vorranno delle risposte concrete da parte dei concorrenti. Da tempo si vocifera che Microsoft voglia immettere sul commercio dei componenti aggiuntivi per la sua Xbox One, una strategia forse più accettabile per alcuni rispetto a quella di Sony, ma che ha dimostrato spesso di essere fallimentare (SEGA 32X, diciamo solo questo). Più probabile invece l'effettivo spostamento della casa verso il gaming PC, che da un eventuale passo falso di Sony potrebbe uscire enormemente irrobustito. Vero, i computer risultano comunque piattaforme più complesse e diversificate delle console, ma molte delle paure degli acquirenti derivano dalla disinformazione, i costi dei componenti sono meno proibitivi di quanto tanti credano, e l'aver a che fare con cicli brevi di nuove console potrebbe spingere molti indecisi verso questi lidi. In un angolino a tramare nell'ombra, intanto, c'è Nintendo, sulla cui NX al momento ci sono solo supposizioni e rumor non confermati. Si vocifera che le impressioni di chi ha avuto modo di vedere l'hardware in azione in gran segreto siano molto positive, ma altro non si sa e per ora è tutto un gioco fatto di speculazioni e fantasie. Una verità tuttavia c'è: se la strada seguita da PlayStation 4 e Xbox One sarà davvero questa, NX potrebbe essere l'ultima console "classica" sul mercato.