Un fuoco meraviglioso  18

Ora che al Pax East hanno presentato l'ultima opera dei SuperGiant Games, Pyre, non potevamo esimerci dal dargli l'attenzione che merita

È confortante constatare quanto i SuperGiant Games abbiano saputo temperare le proprie capacità di gioco in gioco. Con Bastion hanno dimostrato di poter approcciare a modo loro un genere tutt'altro che originale e di potergli dare una forte impronta personale; con Transistor hanno poi ulteriormente fatto vedere il loro talento, con personaggi delineati a meraviglia tramite poche linee di testo e un gameplay tattico invidiabile. Che si prenda l'uno o l'altro videogame, tuttavia, il loro strumento più efficace è sempre stata la capacità di creare mondi affascinanti: una innegabile abilità nella costruzione di un background vivo e artisticamente meraviglioso, più che sufficiente a catturare l'attenzione del giocatore e a trasportarlo all'interno dell'arguta narrativa messa in piedi dagli scrittori del team. Forse è per questo che quando si osserva Pyre, l'ultimo nato della giovane squadra di sviluppatori con base a San Francisco, si prova un certo senso di euforia davanti all'impressionante bellezza del mondo di gioco. Siamo infatti di fronte al culmine delle esperienze maturate dai SuperGiant in tutti questi anni, un titolo con grafica bidimensionale talmente ben animato e "disegnato" da lasciare a bocca aperta. Al Pax East finalmente è stato svelato anche il suo gameplay, e credeteci se vi diciamo che non è solo l'art direction a stupire in questo curioso progetto indipendente.

Art direction incredibile, gameplay originale e un mondo splendido? I SuperGiant Games sono tornati!

L’esilio non è la fine

Il mondo di Pyre non è un posto facile dove vivere per chi ama passeggiare al limite della sottile linea della legge. La popolazione benestante risiede nel Commonwealth, un luogo teoricamente ricco di risorse dove l'esistenza scorre tranquilla, mentre chi viola le regole viene esiliato nel Downside, una mistica pianura dove gli elementi non possono venir facilmente dominati e non si può fare altro che aspettare lentamente di passare a miglior vita. Il giocatore è proprio una di queste anime sfortunate e all'inizio del gioco siede, stremato, al centro di una zona desertica, sconfitto dalla calura e dalla fame.

Prima di perdere i sensi però viene salvato da una stramba carovana con a bordo tre particolarissimi individui: un umano di nome Hedwyn, una imponente umanoide con le corna di nome Jodariel e un cane parlante con baffetti alla Mirò chiamato Rukey Greentail. I tre condividono lo stesso destino, ma non hanno tirato fuori dai guai il nostro alter ego per puro altruismo... pare infatti che in Pyre vestiremo i panni di un "lettore", ovvero di un individuo in grado di leggere degli antichi testi magici. Nessun grimorio contenente incantesimi ovviamente, semplicemente un misterioso rito, che richiede di superare una serie di sfide e concede ai vincitori di tornare liberi cittadini del Commonwealth. Con un lettore appresso, gli indumenti rituali già pronti, e il numero minimo di persone raggiunto, i tre coprotagonisti dell'avventura si avviano quindi verso il primo luogo indicato dalle stelle per riconquistare la propria libertà. Sempre meglio aggrapparsi a un sottile velo di speranza che morire nell'apatia lontano dalla civiltà, dopotutto.

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There is no genre, just a pyre

La base della storia è piuttosto semplice, ma la narrativa nel gioco viene approcciata in modo molto originale: ricorda per certi versi le storie dei librogame, con scelte multiple e vari bivi.

Fin da subito ad esempio è possibile scegliere il sesso del protagonista con un click, ma avanzando le cose si fanno più complicate e si incontrano biforcazioni nella mappa dove si ottengono oggetti diversi in base ai personaggi coinvolti, o conversazioni che permettono di scoprire alcune informazioni sui propri compagni di viaggio (una serie di domande rivolte a Hedwyn, viste nella demo mostrata, lasciano intuire come i nostri partner siano piuttosto restii a rivelare i loro segreti). Lodevole, eppure le meccaniche di gioco riescono ad essere molto più sorprendenti. Pyre in fondo non è un hack 'n' slash alla Bastion, né una sorta di gioco di ruolo tattico alla Transistor; il titolo è più vicino a... uno strano gioco sportivo. No, non stiamo scherzando, i riti da compiere per tornare alla libertà sono delle partite a una strana disciplina, dove l'obiettivo è scagliare una palla a centro campo nella pira della squadra avversaria, finché questa non viene consumata del tutto. Cercheremo immediatamente di far sparire quell'espressione incredula dai vostri volti, non temete: la natura ritualistica delle prove di Pyre rende sensato che il confronto sia legato a una sorta di disciplina atletica dalla natura misteriosa, e le meccaniche non si limitano alla possibilità di prendere la palla e di segnare passandosela e correndo verso la pira nemica. I personaggi a vostra disposizione hanno abilità molto diverse tra loro, e se Jodariel è a tutti gli effetti un tank che può allontanare i nemici con un balzo e coprire una grossa area del campo, Rukey è il corridore, mentre Hedwyn è un atleta bilanciato e capace di superare gli avversari con balzi degni di una lepre.

Fuoco e aura

Schivare i nemici peraltro non è un optional, poiché in Pyre ogni personaggio è circondato da un'aura magica, che se toccata da un'aura più grande porta il membro del team in questione a sparire e a restare fuori gioco per alcuni secondi.

Non bastasse, prendere la palla annulla l'aura del portatore, ogni personaggio può scattare, e avvicinare due aure crea un campo energetico più grande che può venir utilizzato difensivamente per proteggere la pira al meglio; inoltre il danno alla fiamma nemica dipende da chi segna i punti (se a segnare è Jodi, il personaggio più lento, i danni sono maggiori) e segnare esilia uno dei vostri giocatori per un turno. Aggiungete a queste semplici ma furbe meccaniche la possibilità di scagliare la propria aura in linea retta per eliminare gli avversari (azione non abusabile, poiché annulla l'aura passiva per un po'), le caratteristiche sopracitate dei salti, un tiro ad arco che evita l'esilio temporaneo se lo si usa per segnare e un rudimentale sviluppo dei personaggi, e otterrete un gameplay molto più tattico di quanto si possa pensare. Ah, è pure tutto in tempo reale, quindi non pensiate di potervi soffermare troppo sulla strategia da utilizzare in partita; precisione e intuito sono tutto in Pyre. Per quanto intrigante sia la struttura dell'ultima opera dei SuperGiant Games, comunque, noi siamo ancora una volta rimasti stregati dalla bellezza del mondo di gioco e dall'art direction superlativa del titolo. Le animazioni sono eccezionali, i personaggi ricchi di carisma, i colori accesi e sfolgoranti. Pare davvero a tratti di osservare un magnifico cartone animato, arricchito da effetti grafici di gran qualità e da una colonna sonora sempre eccezionale. Persino il doppiaggio pare notevolissimo, nonostante l'unica voce comprensibile sia quella del narratore e i personaggi parlottino in lingue ignote. Insomma, in Pyre sembra esserci davvero tutto ciò che finora ha reso i giochi dei SuperGiant memorabili. Crediamo sia davvero il caso di aspettarlo a braccia aperte.

CERTEZZE

  • Sembra evolvere quanto fatto finora da SuperGiant Games
  • Grafica e audio sempre al top
  • Gameplay "sportivo" molto interessante...

DUBBI

  • ...che andrà però messo alla prova per verificarne la profondità