I momenti indimenticabili di Final Fantasy  69

Abbiamo scelto cinque momenti che ci hanno veramente emozionato nei Final Fantasy usciti fino ad oggi

Ciascuno di noi ha un Final Fantasy preferito, su questo non c'è dubbio. Ovviamente stiamo parlando di quelli che li hanno giocati più o meno tutti, altrimenti sarebbe un'affermazione senza senso, ma per loro è assolutamente vero. Per alcuni è il gameplay a determinare la preferenza: c'è a chi piace il sistema di combattimento frenetico dei Final Fantasy XIII e chi preferisce quello più lento e ragionato di Final Fantasy X, per esempio. A volte è solo una questione di meccaniche. Per dire, anche il sistema Junction di Final Fantasy VIII ha i suoi fan, anche se può sembrare strano. Altri prediligono la libertà concessa dalle Materie di Final Fantasy VII, altri ancora adorano i Job di Final Fantasy V. E non parliamo neppure dei personaggi: ci sono così tanti protagonisti e antagonisti che scegliere i migliori è un'impresa titanica, e infatti un paio d'anni fa non fu facile compilare una lista dei nostri dieci preferiti in assoluto. Tuttavia, se provate a pensare a un Final Fantasy che vi è particolarmente piaciuto, è quasi certo che la prima cosa che vi verrà in mente non sarà un personaggio o un boss, quanto un momento significativo della storia visto che, in fondo, è proprio su di essa che si sorreggono tutti i JRPG, e non solo i Final Fantasy. Qui sforiamo pericolosamente nel campo delle emozioni, una sfera privatissima e soggettiva che può rendere più o meno coinvolgente una certa situazione o una determinata sequenza in base a innumerevoli fattori diversi come, per esempio, la nostra stessa vita. Perciò evitate i soliti commenti insulsi tipo "ma come, non c'è quella scena in questa lista?" e raccontateci quali sono i momenti che vi hanno emozionato o commosso di più, magari spiegandoci anche perché, se ve la sentite. Noi intanto ve ne proponiamo cinque, e magari in futuro torneremo sull'argomento...

Ecco cinque momenti di Final Fantasy che non riusciremo mai a dimenticare! E i vostri quali sono?

Attenzione alle anticipazioni!

Visto il tema di questo speciale, è inutile dire che se non avete giocato i titoli citati, ma avete intenzione di farlo in futuro, è meglio che chiudiate subito questa pagina - grazie per il clic! - e corriate a fare qualcos'altro, perché ci andremo pesanti e in alcuni casi parleremo di dettagli significativi delle storie di questi Final Fantasy. Lettori avvisati...

La strada per Jeuno

Forse potrebbe sembrarvi strano leggere di questa esperienza dopo tutta la nostra prosopopea sulle storie indimenticabili, ma abbiamo deciso di cominciare con la proverbiale eccezione che conferma la regola perché proprio non potevamo far finta di dimenticare le sensazioni provate in quei lunghissimi, interminabili minuti che separavano le tre capitali di Vana'diel dalla città commerciale di Jeuno. Nell'era giurassica dei MMORPG in cui non esisteva ancora World of Warcraft, Final Fantasy XI non prendeva il giocatore per mano, né lo guidava da una missione all'altra lungo sentieri ben calibrati: nelle prime settimane successive al lancio occidentale, i giocatori erano tutti all'oscuro di tutto, e persino incamminarsi fuori dalla zona di partenza per raggiungere la città in cui si "viveva" davvero era un'impresa titanica. Bisognava attraversare spiagge piene di goblin kamikaze, boschi in cui si aggiravano nemici aggressivi e pianure su cui torreggiavano misteriose sculture che avrebbero avuto senso molto tempo dopo, colline infestate da spettri e scheletri. Bisognava correre a perdifiato, fermarsi in punti strategici per non farsi vedere, combattere e chiedere aiuto, ma alla fine si arrivava a Jeuno, si respirava l'aria del commercio e delle stalle dei chocobo... e si ricominciava il grind per il livello successivo. Con tutti i suoi difetti, all'inizio del 2000 Final Fantasy XI era stato un'esperienza incredibile perché aveva una gran bella storia di per sé, sì, ma non era nulla in confronto a quella che scrivevamo da soli, giorno dopo giorno.

La morte di Aeris

C'è ancora qualche anima pia che non ha ancora giocato Final Fantasy VII? Se fino a qualche anno l'idea che qualcuno non avesse mai giocato il capolavoro Square Enix poteva sembrare strano, in un portale dedicato ai videogiochi, col Remake per PlayStation 4 alle porte dobbiamo cominciare a essere più prudenti, perché le nuove generazioni potrebbero aver deciso di aspettare quello invece di cimentarsi con le conversioni recenti. Il problema è che questo momento storico di Final Fantasy VII è ormai più famoso di Topolino! Be', quasi. La tragica dipartita di Aeris è un pugno nello stomaco che ancora oggi ci fa ribollire di rabbia, alimentando il nostro desiderio di prendere a calci anche il modello poligonale next-gen di quel bastardo di Sephiroth. La scena - un filmato in computer grafica nella versione originale - non era solamente inquietante, ma anche girata magistralmente. Cloud e il resto del gruppo avevano raggiunto l'antica città dei Cetra in cui Aeris aveva seguito Sephiroth dopo che quest'ultimo si era appropriato della leggendaria Materia Nera: avevano trovato l'ultima discendente dei Cetra a pregare, ma non avevano fatto in tempo ad avvicinarsi che Sephiroth era piombato dall'alto e l'aveva infilzata come un kebab. Sconfitto il boss di turno, Cloud immergeva il corpo di Aeris nel lago al centro della città, versando una lacrima per quella ragazza che tanto aveva significato direttamente e indirettamente nella sua vita, mentre i giocatori, i fazzoletti in mano, si illudevano di poterla resuscitare prima della fine del gioco.

Rinoa nello spazio

L'ottava Fantasia Finale è quella che ancora oggi divide maggiormente i fan della serie. C'è chi la ama alla follia, chi la disprezza con tutte le sue forze e chi le è bene o male indifferente. Sugli alti e bassi della storia - *coff* l'amnesia da G.F. *coff* - ci sarebbe da scrivere un saggio, su alcune discutibili trovate del gameplay pure, ma siamo convinti che nessuno sia riuscito a restare impassibile di fronte a quella che è probabilmente la più grande storia d'amore mai raccontata nel franchise di Square Enix. La scena in cui Squall salva Rinoa nello spazio, poi, è geniale a più livelli. Il contesto: Rinoa è finita in coma dopo uno scontro con la strega Edea e il SeeD l'ha trasferita in una stazione spaziale per curarla. Controllata mentalmente, Rinoa libera la strega Adel e, ormai inutile agli scopi della perfida Ultimecia, viene abbandonata a morire nello spazio. Squall si tuffa nel vuoto per salvarla, ma Rinoa deve fare i conti con l'immensità dello spazio in cui sta andando alla deriva: l'oscurità punteggiata di stelle si stende tutt'intorno a lei, un minuscolo modello poligonale in fondo allo schermo, mentre ai suoi pensieri rassegnati nei box di dialogo si alternano gli avvertimenti della tuta. L'ossigeno sta finendo, Rinoa sta morendo. Può salvarla solo il giocatore, premendo X per "mandare avanti" la storia, avvicinando Squall alla sua amata. Se non lo fa, il gioco resta cristallizzato in un eterno momento in cui Rinoa, destinata a morire, fluttua inerme nello spazio più grande di lei, di Squall e del giocatore stesso che, però, può cambiare il suo destino soltanto premendo un tasto.

La canzone di Celes

C'era una volta Final Fantasy VI, un JRPG che sapeva quando prendersi sul serio, grazie a una trama tra le più epiche mai scritte, e quando gettare tutto in burletta, mantenendo un equilibrio che col passare del tempo Square Enix purtroppo ha perso di vista. La famosissima scena in cui Celes "canta" Aria di Mezzo Carattere con una vocina sintetizzata incomprensibile è una delle più memorabili nella storia di Final Fantasy, dei giochi di ruolo nipponici e del medium videoludico in toto. Il contesto, tanto per cominciare, è assurdo: Locke e soci hanno bisogno dell'unica aeronave del mondo di proprietà di Setzer Gabbiani; quest'ultimo intende rapire la cantante lirica Maria, e si dà il caso che una delle protagoniste, Celes, sia la sua sosia. Il party decide così di farla cantare al suo posto nella rappresentazione "Maria e Draco", senza sapere che il viscido Ultros ha intenzione di boicottare lo show. Comincia quindi un'intricata sequenza di gioco divisa tra l'emozionante esibizione di Celes e lo scontro col boss, un gigantesco polipo viola che i nostri affrontano sul palcoscenico, improvvisando il resto dell'opera. Nonostante l'assurdità della situazione, questa sequenza è incredibile a più livelli. Innanzitutto, interpretando personaggi fittizi, Locke e Celes ammettono indirettamente il loro amore. La canzone, inoltre, riflette il tormento interiore di Celes, raccontando la tragica storia d'amore dei personaggi che danno il titolo all'opera. Infine, Setzer alla fine riesce a rapire Celes, credendola Maria, ma Locke interviene e, astuto come al solito, riesce a guadagnarsi un nuovo alleato.

Suteki da ne

Scritta a quattro mani da Nobuo Uematsu e Kazushige Nojima, cantata da RIKKI, Suteki da ne (tradotto in italiano: non è meraviglioso?) è il "main theme" di Final Fantasy X che possiamo ascoltare in una delle sequenze più belle e commoventi del gioco. Yuna ha da poco scoperto che Seymour intende trasformarsi nel mostruoso Sin, un essere immortale destinato a stringere per sempre il mondo di Spira in una morsa fatale. Quel che è peggio, evocando inutilmente l'ultimo Eone per distruggerlo, anche Yuna perderà la vita. La sua fede in Yevon profondamente turbata, la giovane evocatrice cerca un momento di solitudine nel bosco di Macalania, ma viene raggiunta da Tidus che cerca di convincerla ad abbandonare quell'impresa disperata per vivere normalmente. Che tra i due ci sia del tenero è ormai abbastanza evidente, e così i due protagonisti cominciano a fare progetti e a pensare al futuro... finché Yuna non scoppia a piangere, rendendosi conto che solo sacrificandosi potrà proteggere Spira. In quel momento, comincia un lungo filmato in computer grafica in cui Tidus e Yuna si abbracciano e, finalmente, si scambiano un bacio appassionato sulle note di Suteki da ne. È un momento storico, perché nella storia di Final Fantasy è la prima volta che vediamo una scena romantica nello splendore della computer grafica, e il brano, commovente e un po' triste al tempo stesso, sembrerebbe sancire definitivamente il legame tra Tidus e Yuna, decisi a vivere intensamente il loro amore anche soltanto per un momento, ben sapendo che presto dovranno separarsi. Le cose, e chi ha giocato Final Fantasy X lo sa bene, andranno in modo molto diverso...