For HonorOnore diviso tre 

L'action game di Ubisoft si è mostrato durante l'E3 anche nella sua componente single player

For Honor è stato un progetto che fin dal suo annuncio ha suscitato grande curiosità: d'altra parte già solamente l'idea di mettere gli uni contro gli altri cavalieri medievali, vichinghi e samurai è un concetto esaltante per chiunque abbia voglia di mettere da parte ogni realismo storico e abbandonarsi a una delle più ignoranti e... "testosteroniche" sfide mai concepite. Dopo alcuni mesi di silenzio, il titolo diretto da Jason Vandenberghe ha scelto l'E3 2016 per mostrarsi in maniera più completa, rivelando anche quella componente single player che fino ad oggi era rimasta misteriosamente celata.

Dopo un anno dalla presentazione, abbiamo finalmente potuto provare il single player di For Honor

Il circolo degli intellettuali

Abbiamo provato una lunga demo composta da due sezioni, la prima delle quali ambientata in un castello sotto assedio con come protagonisti i cavalieri, e la seconda invece a riproporre lo scontro tra vichinghi e samurai che era stato offerto durante la conferenza Ubisoft. La struttura del gameplay, come in molti hanno osservato, richiama in buona parte il genere dei musou di Koei Tecmo, sebbene sembra che il publisher francese abbia intenzione di offrire un'esperienza di maggiore spessore sotto ogni punto di vista. Nella porzione giocata, il nostro compito era quello di vestire i panni di uno dei cavalieri all'interno del castello, nel tentativo di ricacciare indietro i nemici che hanno ormai fatto breccia nelle difese distruggendo parte delle mura con una enorme catapulta. Onore diviso tre Rispetto ai musou nipponici, che pongono il giocatore nel mezzo di enormi pianure lasciando ai pochi edifici il ruolo di semplici elementi del paesaggio, in questo caso invece le battaglie avvengono anche all'interno di strutture complesse, tra ambienti più circoscritti, non necessariamente mettendo quindi il giocatore di fronte a centinaia di nemici ma rendendo così senza dubbio più interessante la progressione e lo sviluppo delle missioni. Col cavaliere abbiamo iniziato proprio dalle mura distrutte, col l'obiettivo finale di raggiungere il portone principale attraverso stanze, corridoi e passerelle. La progressione è spesso interrotta dall'incontro con avversari, che possono essere sia soldati semplici eliminabili con ben pochi problemi, sia truppe più abili e pericolose. In quest'ultimo caso, il sistema di combattimento passa dalla semplicità della situazione precedente ad un livello di complessità superiore, richiedendo anzitutto di mantenere alta la difesa con la propria spada, premendo L2. La difesa può essere spostata da alto, sinistra e destra tramite l'analogico destro: di fronte a un nemico in fase di attacco, bisognerà quindi muoverla in maniera relativa alla direzione del colpo in arrivo, così appunto da poterlo parare. Scegliendo il tempismo giusto è possibile quindi passare all'attacco, che può essere rapido e debole con R1 oppure lento e potente con R2. Ovviamente anche in questo caso bisogna tenere in considerazione la posizione della difesa dell'avversario, cercando di aggirarla colpendo appunto la zona scoperta. Il sistema di combattimento si completa poi con la facoltà di dare una spallata per aprire la guardia (tasto quadrato) e di eseguire delle schivate con X. Onore diviso tre Malgrado sia tutto sommato piuttosto semplice, la formula risulta all'atto pratico convincente e appagante soprattutto durante i frequenti scontri con gli avversari più forti: il senso di ripetitività viene mascherato piuttosto bene dalla sensazione di forza e di potenza degli enormi sfidanti che viene trasmessa con grande efficacia, veicolata anche attraverso un livello di violenza decisamente elevato. Una volta abbattuto un nemico di questa categoria infatti, viene data la possibilità di dargli un colpo di grazia che si traduce in un'esecuzione particolarmente violenta, tra decapitazioni e corpi attraversati dalle lame. Va segnalato poi che in questa stessa categoria di nemici "forti" ci possono essere differenze notevoli tra uno e l'altro: alla conclusione del secondo livello ci siamo dovuti scontrare col leader dei Samurai, molto più rapido negli attacchi e nelle coperture e dotato di un paio di colpi speciali davvero letali. Sparsi per il livello si possono poi raccogliere dei bonus, da assegnare eventualmente a due slot associati al tasto sinistro e destro: possono essere semplici elisir per recuperare energia, ma anche miglioramenti di attacco di vario tipo in grado di agevolare gli scontri. Per quanto riguarda invece la componente tecnica, For Honor è senza dubbio uno dei titoli più impressionanti tra quelli presenti sullo showfloor: il livello di dettaglio è infatti notevole, con le armature dei soldati piene di particolari, e lo stesso si può dire per le ambientazioni davvero curate in ogni angolo. Ottime le texture e il sistema di illuminazione, per una grafica accompagnata poi da una caratterizzazione artistica particolarmente piacevole. La produzione Ubisoft ci ha quindi convinti, anche se rimangono da valutare alcuni aspetti fondamentali come la durata della modalità principale, la bontà della trama e la varietà di situazioni offerte che possa perlomeno controbilanciare una ripetitività inevitabile visto il genere di appartenenza. Tutti dubbi che potremo toglierci il 14 febbraio prossimo, data di uscita prevista su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Certezze

  • Componente tecnica brillante
  • Sistema di combattimento intrigante
  • Setting affascinante

Dubbi

  • Contenuti tutti da scoprire
  • Ripetitività da valutare

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