Pokémon GOCome Pokémon GO ci ha resi migliori (o peggiori) 

La furbizia umana non è mai troppa e con uno strumento come Pokémon GO le "applicazioni alternative" sono state molteplici... nel bene e nel male!

A fine anno non sarà difficile identificare Pokémon GO come l'evento più eclatante del 2016, non solo nel mondo dei videogiochi ma come vero e proprio caso di costume mondiale. E tra i fantomatici pericoli e storie al limite del credibile probabilmente l'ultima fatica di Niantic e Nintendo ci ha fatto capire che le persone non sono poi così sciocche come siamo portati a credere e con uno strumento come Pokémon GO tra le mani l'umanità ha saputo dimostrare tutto l'ingegno di cui dispone. Ecco alcune applicazioni alternative, buone e cattive, a cui Pokémon GO ha contribuito.

Quali sono stati gli usi alternativi di Pokémon GO nella vita reale?

La miglior cura

Come Pokémon GO ci ha resi migliori (o peggiori) Il reparto pediatrico di un ospedale può essere talvolta un posto difficile da vivere, specialmente per i piccoli pazienti ricoverati, costretti magari a stati di degenza che durano mesi senza mai poter uscire dalla struttura. Con la pubblicazione di Pokémon Go i responsabili di alcune strutture sanitarie hanno colto l'occasione e hanno trasformato la riabilitazione e la fase di cura nel "momento Pokémon". L'attivazione dei PokéStop nei reparti pediatrici ha spinto i giovani pazienti fuori dai loro letti per andare a caccia di Pokémon e socializzare con altri bambini: il risultato è stato un progressivo miglioramento dello stato di salute dei bambini in cura, specialmente dal punto di vista psicologico perché l'attività distrae i bambini e li alleggerisce dal peso della degenza. Come ad esempio è capitato a Braylon, un bambino statunitense affetto da un tumore al cervello inoperabile e quindi sottoposto a terapie alternative in ospedale. "Abbiamo provato sperando che iniziasse ad uscire dalla stanza per fare un po' di attività perché la lunga degenza lo stava deprimendo sempre più" racconta la madre a USA Today. Ogni medaglia possiede due facce e se da una parte alcuni ospedali hanno aderito all'iniziativa per rendere più sereno il soggiorno dei piccoli pazienti, molti al contrario hanno chiesto ufficialmente a Niantic di lasciare gli ospedali e le aree circostanti libere dai mostri tascabili; le ragioni sono svariate, dalla distrazione del personale sanitario all'intrusione dei giocatori in aree non autorizzate al pubblico.

Uscire dal guscio

"Adesso tutti i videogiocatori che prima se ne stavano in casa scorrazzano per le nostre strade". Quante volte abbiamo sentito questa frase nelle ultime settimane? Be', sì: Pokémon GO è arrivato laddove nessun altro videogioco si era spinto finora, ovvero smuovere anche i più pigri e sedentari gamer fuori di casa... ma non solo loro. Similmente a quanto detto prima, il gioco è stata la terapia di bambini e ragazzi affetti da problemi di salute. Il sito Today.com riporta in un articolo di giugno uno dei tanti casi di bambini affetti da disturbi cognitivi, spesso autismo, che hanno ritrovato la loro serenità e sono stati notevolmente aiutati in tutte quelle attività che prima non riuscivano a svolgere grazie a Pokémon GO. Il sito statunitense riporta la storia di Ralphie, un bimbo affetto da vari disordini cognitivi che causano principalmente disturbi nell'apprendimento e nella socializzazione: a detta dei genitori i momenti in cui il bambino è costretto ad uscire di casa o socializzare sono difficilissimi ma dopo aver giocato a Pokémon GO il minorenne era così elettrizzato da voler uscire per provare l'applicazione all'aria aperta. Vedere il proprio bimbo uscire di casa di sua spontanea volontà e stringere amicizia con altri bambini al parco è stato impagabile per i genitori: "non vogliamo sembrare melodrammatici, ma è stato il nostro piccolo miracolo".

Amici a quattro zampe

Come Pokémon GO ci ha resi migliori (o peggiori) Come dicevamo con Pokémon GO si cammina e anche parecchio se si è determinati ad acchiapparli tutti. Anche se si sono verificati svarianti incidenti a causa di persone sbadate che deambulavano irresponsabilmente a caccia di pokémon, la maggior parte delle persone riesce a camminare e svolgere un'altra attività che non sia respirare! Per questo motivo molti rifugi, associazioni e canili hanno letteralmente reclutato giocatori di Pokémon GO disposti a portare a passeggio gli amici a quattro zampe residenti nelle strutture durante la loro caccia. Il problema dei cani senza padrone, specialmente in estate, affligge ogni paese del pianeta e per i quattrozampe costretti a vivere in canile è importante avere un momento di svago al di fuori delle gabbie, perché ne va del benessere psico-fisico dell'animale. Tutto parte da un'idea del Muncie Animal Shelter nell'Indiana e l'iniziativa è stata adottata poi in altre strutture sparse in tutto il mondo: in questo modo gli inquilini pelosi del rifugio possono godersi una passeggiata quotidiana in compagnia.

La notte Pokémon

In qualsiasi parte d'Italia abitiate siamo certi che nelle zone limitrofe a casa vostra si è svolto o si svolgerà un evento a tema Pokémon. I primi a capire la validità di Pokémon Go come strumento di marketing sono stati ristoranti e bar: è vero che un locale che serve cibo e bevande dovrebbe attrarre pubblico per la qualità di ciò che offre ma con i tempi che corrono perché non lanciare qualche esca all'ora dell'aperitivo e vedere come va? E così è stato nei centri più modaioli del paese: soggiornare a un PokéStop bevendo uno Spritz ha sempre il suo perché! Non solo ristoranti e bar ma anche note catene di ipermercati, negozi e addirittura manifestazioni: è più o meno tradizione di ogni città italiana quella di organizzare le famose notti bianche o notti rosa: serate estive in cui i negozi e i locali del centro città rimangono aperti al pubblico anche dopo l'orario di chiusura consueto. Quindi perché non organizzare anche una "notte Pokémon"? Un modo per approfittare dei saldi di fine stagione, acchiappare qualche mostro tascabile e misurarsi con altri allenatori... dalle vostre parti è già capitato?

La furbizia non è mai troppa

Ovviamente le persone non usano ingegno solo per fini nobili e dignitosi e non sono tardate ad arrivare assieme a tutti gli usi alternativi dell'applicazione anche metodi anticonvenzionale e dai connotati decisamente criminali. Come Pokémon GO ci ha resi migliori (o peggiori) Nelle grandi città italiane non ci è voluto molto prima che ladruncoli soliti allo scippo capissero quanto potesse essere utile l'attivazione di un PokéStop strategico per portare a segno i propri colpi: decine di ragazzini (e non) rapinati in una sola volta. Altri invece hanno sfruttato il crescente trend del trainer Pokémon a pagamento, un figura che dovrebbe seguire i giocatori proprio come fa il personal trainer in palestra, dando consigli e motivandolo all'attività fisica oppure sostituendosi a lui per dedicare ancora più ore alla raccolta di mostriciattoli... peccato che sedicenti trainer prima si facevano pagare, poi prendevano lo smartphone del cliente e scomparivano! Ma ovviamente c'è sempre qualcuno che riesce a cadere più in basso degli altri, com'è capitato a Randy Zuick, sex offender per le forze dell'ordine che dopo aver molestato una bambina aveva ricevuto un ordine restrittivo nei confronti di minori e pare che l'uomo abbia avvicinato un bambino proprio giocando a Pokémon GO. Ovviamente questo è un caso isolato che ci auguriamo non si sia verificato altre volte ma le richieste di tutela in tal senso si sono comunque fatte sentire: il governatore dello stato di New York, Andrew M. Cuomo, ha chiesto ufficialmente a Niantic di trovare un modo per escludere i molestatori sessuali registrati e riconosciuti dalla legge dall'applicazione perché nelle mani di questi individui potrebbe rivelarsi uno strumento potenzialmente pericoloso. Dubbio lecito o caccia alle streghe?

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