Carthago delenda est  44

Mount & Blade II: Bannerlord non rinuncia a nulla del primo capitolo ma aggiunge altra carne al fuoco

Negli ultimi mesi gli eserciti di Calradia sono tornati a marciare, segno che la battaglia è ormai imminente. Dopo una lunga dimostrazione di marzo, Mount & Blade II: Bannerlord è tornato a mostrarsi sullo showfloor della GamesCom 2016 con parecchie novità che includono migliorie per quanto già mostrato, alcune succose novità e, come ciliegina sulla torta, un assaggio delle nuove armi da assedio. Il salto più evidente riguarda il comparto tecnico che ora, grazie all'uso di un motore che punta in alto, ci restituisce città credibili, un orizzonte visivo decisamente ampio, cambiamenti climatici stagionali e valanghe di truppe dettagliate che potremo comandare in prima persona lungo le mura di castelli, nel mezzo di villaggi devastati o in campo aperto, tra foreste rigogliose, aride steppe, deserti e via dicendo.

A tutto questo si aggiungono una nuova mappa strategica, il crafting, le specializzazioni e il potenziamento delle dinamiche di ruolo che rappresentano i perni di un'esperienza unica e che si prospetta più ricca, coinvolgente e rifinita in ogni comparto. Una delle evoluzioni più intriganti riguarda le armi da assedio che sono state un punto di forza del primo capitolo nonostante gli enormi limiti tecnologici dettati dal motore di un titolo nato come hobby di una coppia di coniugi turchi. Gli assedi di Bannerlord promettono di avere una marcia in più grazie alla maggiore varietà dell'azione, alle distanze realistiche, allo spettacolo visivo e soprattutto alla distruttibilità. Questo significa che potremo impiegare sul campo arieti in grado di sfondare porte e catapulte e di infliggere danni alle strutture con tutto quello che ne consegue in termini di rivoluzione del gameplay. Niente più sfilze di passerelle congestionate da interi eserciti ma diverse possibilità di accesso alle strutture nemiche sostenute da un impianto complessivo di tutt'altra classe. Durante gli assedi di Bannerlord le armi vengono costruite sul campo, sono operate da un manipolo di uomini con tanto di animazioni dettagliate e possono essere piazzate e impiegate a discrezione del giocatore. Le novità includono anche aspetti che abbiamo già visto e che si sono evoluti. I villaggi ora possono essere fortificati e trasformati in castelli con tutto quello che ne consegue in termini di aumento della sicurezza. Così facendo viene però sacrificato uno slot che potrebbe essere impiegato per aumentare la produttività di un insediamento. La componente gestionale include anche la distribuzione del lavoro che permette di velocizzare i lavori e di tarare le tasse influenzando, di conseguenza, il morale dei cittadini che potrebbero decidere di ribellarsi nei casi più estremi. Tutto questo capita anche nei possedimenti controllati dall'intelligenza artificiale che costruisce, modifica e cambia alterando non solo equilibri economici e politici anche in assenza di conflitti, ma cambiando il look della mappa strategica che ora mostra ogni evoluzione e aggiunta a città, castelli e insediamenti.

Giochi di guerra

I combattimenti di Mount & Blade II li abbiamo già visti a più riprese e siamo rimasti positivamente colpiti dalle nuove animazioni che includono mosse speciali, parate, schizzi di sangue e manovre di accerchiamento dei nemici. Gli sviluppatori hanno fatto di tutto per mantenere intatto il feeling simulativo dell'originale pur rinnovando completamente il look del gioco, e il risultato ci è sembrato ottimo al netto di qualche evidente problema dell'intelligenza artificiale. Il titolo TaleWorlds, comunque, è ancora in piena lavorazione e gli sviluppatori hanno già migliorato il comportamento dei nemici che ora attaccano con maggiore circospezione, evitando di scoprirsi eccessivamente. L'armatura completa e le armi di grosso taglio garantiscono ancora grandi vantaggi, come nel primo capitolo, e la possibilità di colpire più nemici con un attacco consente di tenere a bada manipoli di briganti e paesani ma fronteggiare più nemici contemporaneamente può rivelarsi un grosso pericolo a prescindere dal livello e dall'equipaggiamento dell'avatar del giocatore. L'evoluzione di Mount & Blade non si ferma al numero di poligoni, alle animazioni e alle possibilità di gioco ma comprende anche il comparto artistico ora impreziosito da elementi stilistici ben riconoscibili che, combinati con città più vive e dettagliate, allontanano l'ombra proiettata dalla ripetitività degli ambienti primo capitolo.

Le diverse culture si riflettono nell'architettura delle abitazioni, nei vestiti dei cittadini e persino nei sei giochi da tavolo, uno per ognuna delle sei popolazioni di Calradia, che sono basati su veri giochi dell'antichità. Grazie a questi è ovviamente possibile guadagnare qualche soldo nelle taverne, circondati da bardi e avventori che interagiscono tra loro, ma la funzione dei giochi si estende alla trama e agli scambi diplomatici coinvolgendo dame, lord e altri PNG rilevanti. Più materiale, invece, è il ruolo delle stagioni che oltre a scandire il passare del tempo hanno un'influenza diretta sugli eserciti. Affrontare una campagna in pieno inverno, quando il freddo influenza lo stato d'animo e il fabbisogno di cibo dei soldati, può essere decisamente pericoloso come hanno imparato tra le gelide pianure russe personaggi come Napoleone, Federico il Grande e Hitler. Il secondo elemento completamente nuovo di Bannerlord riguarda il crafting che permette di combinare e di modificare le singole parti di ogni arma, lunghezza compresa, permettendo al giocatore di creare anche armi leggendarie, riconoscibili per tutta Calradia grazie al nome personalizzato, che potremo utilizzare anche per completare particolari quest. Ogni componente di spade, mazze, picche, martelli e via dicendo ha un peso che influenza il comportamento complessivo di un'arma alterandone il danno e il bilanciamento che va a influenzare animazioni e reattività del personaggio. Una delle conseguenze di questa nuova impostazione è un drastico incremento delle statistiche, per fortuna è accompagnato da un'interfaccia tutta nuova che oltre a comprendere hotkey e filtri di ogni genere, include uno strumento che permette di confrontare rapidamente gli oggetti nell'inventario con quelli equipaggiati. A questo punto non ci resta che l'ultima grossa novità di Bannerlord, una funzione introdotta di fresco proprio per essere mostrata alla GamesCom. Parliamo del sistema di replay che permette di salvare un'intera battaglia in formato dinamico, consentendoci di studiarla ed esplorarla al millimetro, giocando con le inquadrature e con lo scorrimento del tempo. L'obiettivo dichiarato è quello di fornire materiale per filmati, machinima e trailer avvincenti, capaci di esaltare, anche grazie alla possibilità di personalizzare illuminazione e numerosi altri effetti, l'azione spettacolare del titolo TaleWorld. In quest'ultimo caso l'aggiunta è di mero contorno ma al contempo è l'ennesimo ingrediente di un titolo che parte già da una base piuttosto complessa, capace di mescolare strategia e azione con gioco di ruolo e tattica militare, ma non si accontenta di potenziarla e rifinirla. Le novità non rivoluzionano il concept ma hanno il potenziale di rivoluzionare le singole parti che, combinate, promettono un'esperienza massiccia, un'esperienza di quelle che sono destinate a lasciare il segno.

CERTEZZE

  • Un titolo unico, massiccio e ambizioso
  • Le nuove armi da assedio e le stagioni promettono dinamismo in quantità
  • Gli assedi sono spettacolari...

DUBBI

  • ...ma resta ancora da vedere il bilanciamento
  • Diverse promesse sono ancora solo su carta
  • L'intelligenza artificiale è migliorata ma c'è ancora parecchio lavoro da fare