Il viaggio di Tabata e Final Fantasy  44

Abbiamo intervistato il director di Final Fantasy XV per parlare di ritardi, ispirazioni e del piacere di viaggiare

Per essere uno che dorme tre ore a notte e che, quando è sveglio, deve sorreggere il peso delle aspettative di milioni di fan, Hajime Tabata si presenta come una persona estremamente positiva. Quando lo incontriamo alla GamesCom di Colonia, il director di Final Fantasy XV ci accoglie sorridente, sebbene proprio alla vigilia della fiera tedesca abbia annunciato che il gioco avrebbe ritardato ancora una volta. L'intervista si è svolta in maniera molto informale in una delle sale di Square Enix: come i personaggi del gioco, abbiamo chiacchierato seduti attorno a un finto falò su cui si cuoceva un finto pesce allo spiedo. Quando mancano (altri) due mesi all'arrivo di Final Fantasy XV, abbiamo approfittato di questa chiacchierata per parlare con Tabata di viaggi: del viaggio al centro della storia di Final Fantasy XV, del viaggio di uno sviluppo durato dieci anni, e del viaggio di un franchise trentennale che oggi si trova ad affrontare nuove sfide e un nuovo pubblico.

Final Fantasy XV punta a ricreare l'esperienza del viaggiare come pochi giochi hanno fatto finora

Alla fine avete deciso di prendervi altri due mesi e posticipare l'uscita di Final Fantasy XV. Prevedibilmente molti fan non l'hanno presa bene, ma in giro per la fiera qualcuno indossava una maglia con scritto #TeamTabata.
[Ride] Non avevo idea che ci fossero persone con addosso una maglia del genere ed in effetti sono contento che ci siano molti fan che ci stanno supportando. Anche se mi faccio portavoce, va detto che questa non è una decisione che ho preso da solo, e anzi ha coinvolto l'intero team di sviluppo. So che molti sono dispiaciuti, ma personalmente non amo il sistema di patch. Mentre lavoravamo a Final Fantasy XV ci siamo resi conto che tutti i contenuti che stavamo pensando di inserire nella patch del day one sarebbero dovuti essere già presenti nel disco, fruibili da tutti appena inserito il gioco nella console. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di posticipare l'uscita.

In sostanza, cosa farete in questi due mesi?
Le cose su cui ci focalizzeremo ora sono la correzione dei bug e l'ottimizzazione del gioco. L'obiettivo è quello di migliorare l'usabilità e il feeling. Una volta che avremo tutto al posto giusto, daremo un altro sguardo al bilanciamento del gameplay per capire se e dove fare qualche ritocco: guarderemo all'interfaccia e ai tutorial, per assicurarci che l'esperienza sia fruibile allo stesso modo da quante più persone possibile.

In che modo le critiche alla Platinum Demo hanno condizionato i lavori sul gioco?
Nonostante fosse un'esperienza completamente scollegata dal gioco finale, la Platinum Demo ci ha dato la possibilità di raccogliere molti feedback e capire dove aggiustare il tiro. In particolare abbiamo visto in quali punti e in quali condizioni il frame rate calava, così da poter migliorare quel particolare aspetto nel gioco finale. Inoltre abbiamo notato che molte persone si lamentavano di come i movimenti di telecamera rendessero l'esplorazione a volte frustrante. Questi sono due degli elementi più importanti che sono emersi dalla demo e che ci siamo impegnati per correggere nel gioco vero e proprio. Dopotutto sviluppare un gioco è un po' come viaggiare. Metti caso che pianifichi di andare da Tokyo a Mosca: hai un punto di partenza e una destinazione, ma nel mezzo possono esserci tanti aggiustamenti.

Il viaggio di Final Fantasy XV però è stato bello lungo. Guardando un po' più indietro, quale credi sia stato il più grande cambio di rotta da Versus XIII?
Uno dei più grandi cambiamenti rispetto a Versus XIII riguarda il senso di esplorazione. Quello non era previsto dai concept iniziali, così come l'idea che il viaggio fosse il tema portante dell'intera esperienza. Inoltre il sistema di combattimento è cambiato, e ora è più fluido e divertente. Questi sono gli elementi per me più originali di Final Fantasy XV, ma la caratteristica che meglio supporta il tema del viaggio e che lo rende autentico secondo me è assolutamente il ciclo giorno/notte.

Nella tua esperienza personale, c'è un viaggio che hai fatto e che in qualche modo ha finito per influenzare il gioco?
Ce ne sono diversi, però uno più di tutti gli altri. Durante i miei vent'anni, ho fatto un viaggio simile a quello dei quattro protagonisti del gioco, visitando l'Italia da nord a sud. Sono stato a Milano, Venezia, Firenze e Napoli, attraversando zone rurali e poi spingendomi fino giù in Egitto. Questo viaggio, più di altri, è stato fonte di ispirazione per il tema di Final Fantasy XV, sia per alcune ambientazioni che i giocatori vedranno, sia per le sensazioni che speriamo di comunicare col gioco.

Final Fantasy XV è chiaramente diverso dai precedenti episodi della serie. C'è stata qualche influenza da parte degli RPG occidentali?
Io adoro gli RPG occidentali. Ogni volta che ne annunciano di nuovi li seguo con interesse, curioso di vedere che tipo di esperienze saranno in grado di offrire. Mi piacciono sia gli RPG "puri" che quelli un po' più action: non vedo l'ora di giocare la remastered di Skyrim, ho apprezzato Mass Effect 2 e Dragon Age. Ovviamente lavorando a un Final Fantasy ci sono cose che solo noi possiamo fare, come una direzione artistica unica e meccaniche di gioco che sono molto diverse da quelle di un RPG occidentale. La nostra speranza però è che il gioco possa essere apprezzato anche dai fan degli RPG tradizionali. Abbiamo sicuramente sperimentato, ma lo abbiamo fatto non solo nelle meccaniche, ma anche nel ritmo del gioco. In Final Fantasy XV, dopo un'ampia sessione open world, i protagonisti arrivano in una città dove prenderanno parte a una battaglia molto importante. Da questo punto in poi la storia prende tutt'altra direzione, il gioco assume una struttura narrativa sensibilmente diversa, con sequenze più lineari. C'è un continuo cambio di ritmo, che serve a fare in modo che l'utente non si annoi per tutta la durata dell'avventura.

Se dovessi fare un viaggio, quale dei personaggi porteresti con te?
Credo che sceglierei Ignis. È sempre lì a pensare a cosa potrebbe fare dopo, e dispone di diverse abilità che potrebbero tornarmi utili. Sia chiaro, saprei cavarmela anche da solo, ma non sono capace a cucinare dei cibi complicati, quindi in quei casi penso sarebbe il partner ideale.

A proposito di cibi. Il gioco sembra dedicare ampio spazio alla cucina (indichiamo il falò addobbato da Square Enix per l'intervista).
Viaggio per lavoro molto spesso, e una di quelle cose che mi piace di più è il puro piacere di sperimentare i manicaretti del posto. Anche nello stesso paese, è bello scoprire i diversi piatti che hanno nelle varie regioni. Durante il viaggio in Italia di cui vi parlavo prima, mi è piaciuto molto passare di città in città e provare i cibi locali, e mi piace trovare le differenze tra un posto e l'altro. Credo sia una parte importante del viaggio, un aspetto con cui molte persone possono relazionarsi e comprendere, ed è per questo che abbiamo dedicato così tanti sforzi nel cibo e nella cucina all'interno del gioco. Seduto davanti a voi c'è l'art director del gioco (punta il dito verso Tomohiro Hasegawa): è il tizio che ha suggerito diversi tipi di cibi; alcuni li aveva preparati lui e abbiamo deciso di infilarli nel gioco.

Hai presente il detto "Il viaggio è più importante della meta"?
Certo

Ecco, in che modo provate ad assicurarvi che il mondo di Final Fantasy XV riesca ad offrire un viaggio indimenticabile?
Il nostro obiettivo è quello di riprodurre un viaggio di vita che sia credibile. E lo facciamo sia attraverso il gameplay che con l'ambientazione. Per questo ci siamo focalizzati su cose che normalmente non appaiono nei videogiochi, e che possono sembrare triviali o mondane. Il cibo è uno dei tanti esempi, ma anche la necessità di dover mettere da parte dei soldi per poter continuare il tuo viaggio. È in questo modo che ci assicuriamo che il viaggio rappresenti un'esperienza importante, che vada al di là del semplice "spostarsi dal punto A al punto B". Per rendere il mondo interessante, abbiamo riempito il gioco di contenuti, tra eventi e quest secondarie, ma certe volte è altrettanto importante godersi semplicemente il viaggio. Un gioco che adoro è Shadow of the Colossus: lì hai un mondo enorme e attraversi enormi vallate, ma nel mezzo non fai molto. Ecco, a volte anche soltanto viaggiare, rilassandosi mentre ci si sposta verso la meta, rappresenta un'esperienza memorabile, e vorrei che ci fossero momenti come questo anche in Final Fantasy XV.

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