Divinity: Original Sin IINaufragio sull’isola che c’è 

Riuscirà Divinity: Original Sin II a superare il primo, eccellente capitolo? Lo abbiamo provato per scoprirlo

Naufragio sull’isola che c’è Le prime novità di Divinity: Original Sin II rispetto al predecessore si scoprono in fase di creazione del personaggio. L'editor è più ricco di opzioni che in passato, con l'aggiunta delle origini e di nuove classi. Le prime non sono altro che le storie personali dei personaggi, che hanno un influsso diretto su quella generale del gioco, riflettendosi soprattutto nei dialoghi. L'editor consente di selezionare dei personaggi già preimpostati, consigliati per le prime avventure così da non perdersi alcuni dettagli della storia o di personalizzare ogni aspetto del proprio avatar: dal nome, al genere sessuale, alla classe, alle origini, alla razza, alle abilità e alle tag. Queste ultime sono dei tratti, chiamiamoli così, che hanno un'influenza diretta nei dialoghi. Ad esempio un personaggio con la tag da criminale, potrà fare ragionamenti da malvivente in alcune circostanze, mentre un uomo lucertola potrà sfruttare il tag della sua razza magari per influenzare una schiava e farsi dare degli oggetti, e così via. Nell'editor della versione del gioco attualmente disponibile mancano ancora alcune cose, come un maggior numero di skin per i personaggi e qualche altro elemento cosmetico, ma già da adesso il sistema appare completo nelle sue parti fondamentali e consente di avere il personaggio che si desidera. Fatte le nostre scelte possiamo infine avviare la campagna single player.

Abbiamo provato la versione Accesso Anticipato di Divinity: Original Sin 2, scopritela con noi

Primi passi e prime chiacchierate

Dopo un breve filmato ci ritroviamo naufraghi sulla spiaggia di un'isola deserta. Al collo indossiamo un collare magico, che indica il nostro status di prigionieri. Siamo soli e con un equipaggiamento che definire di fortuna è un eufemismo. Non ci resta che iniziare ad esplorare, raccogliendo i primi materiali rinvenibili sulla spiaggia (delle conchiglie, dei pezzi di legno e poco altro). Girando un po' troviamo il nostro primo personaggio non giocante con cui parlare: un bambino. Naufragio sull’isola che c’è Naufragio sull’isola che c’è Nonostante non abbia molto da dirci, ci permette di provare il nuovo sistema di dialogo. La prima cosa che si nota è la maggiore ricchezza dei testi rispetto al primo Original Sin: ora le battute sono molto più lunghe e interessanti anche quando si parla di questioni secondarie e ci sono molte più opzioni di dialogo, alcune delle quali legate alle tag. Più avanti scopriremo di poter avere dialoghi differenti con i vari personaggi non giocanti a seconda del personaggio utilizzato per parlare. Questa caratteristica crea situazioni incredibilmente profonde, con i vari membri del party che possono approcciarsi in modo completamente diverso a una situazione, cambiandone radicalmente lo svolgimento. Ad esempio parlando con una schiava utilizzando il personaggio Red Prince, un uomo lucertola rosso che si può arruolare nelle prime battute del gioco, siamo riusciti a farci dare degli oggetti perché la donna aveva paura di quelli della sua razza (seguendo la trama si capisce il perché). Altro aspetto innovativo del sistema di dialogo è il come vengono presentate le varie scelte, non espresse in modo diretto, ma in terza persona. Attenzione, perché si capisce benissimo ciò che si sta per dire o fare (niente parole secche alla Mass Effect o alla Fallout 4, fortunatamente) ma, per fare un esempio, invece di un "Ciao, come stai", si trova scritto "La saluti chiedendo come sta". All'inizio la cosa spiazza un po', ma fatta l'abitudine, il nuovo stile diventa insolitamente intrigante e coinvolgente, perché dà conto anche dell'obiettivo che si pone una certa battuta, invece di lasciare al giocatore l'onere di capire cosa può ottenere pronunciando una frase. In generale comunque, è ben visibile il lavoro fatto sui testi di gioco, che rendono la storia narrata più interessante di quella di Divinity: Original Sin, almeno nelle prime ore. Se ricordate uno dei difetti del primo capitolo era proprio l'inizio, non certo brioso in termini di racconto. In Divinity: Original Sin II il lato narrativo è molto più interessante e offre dei risvolti inaspettati sin da subito.

Sistema di combattimento

Girando un po' per la spiaggia ci imbattiamo nel primo combattimento. Dobbiamo affrontare le creature che hanno distrutto la nave sulla quale ci trovavamo! Lo scontro è insolitamente difficile, ma non impossibile (comunque nelle vicinanze c'è un personaggio arruolabile per il party che possiamo andare a prendere prima di combattere per semplificarci la vita). Naufragio sull’isola che c’è La parte più interessante è comunque il poter subito provare il nuovo sistema di combattimento, simile ma diverso da quello del primo Origina Sin. A occhio vediamo subito che disponiamo di meno punti azione rispetto al passato. Questo non si traduce in meno mosse, ma in uno sfruttamento più intelligente degli stessi. Intanto se ne consumano molti meno per il movimento, nonostante gli spostamenti siano più lunghi. In questo modo è possibile sfruttare appieno l'area in cui ci si trova, attirando magari alcune creature in degli imbuti, in modo da non farsi sopraffare in caso di inferiorità numerica. Andando avanti nel gioco si scopre che le tattiche adottabili sono davvero molte, soprattutto in presenza di personaggi dalle abilità differenti, ma non corriamo e torniamo alle nostre creature, che nel frattempo abbiamo attirato verso di noi rimandando il nostro turno. Ora le abbiamo entrambe davanti, che fare? Un attacco semplice pare uno spreco, quindi selezioniamo una delle abilità nella barra veloce posta come tradizione vuole nella parte inferiore dello schermo, e portiamo il primo colpo. Qui notiamo che abbiamo consumato solo due punti azione. Insomma, anche dal primo scontro è impossibile non notare che il ritmo dei combattimenti è molto diverso da quello del primo Original Sin, nonostante non sia andata perduta la componente tattica e nonostante la difficoltà sia rimasta elevatissima. Sottovalutare il nemico significa morte certa o grossi danni subiti, anche quando sembriamo essere in netto vantaggio, come scopriremo nostro malgrado in uno scontro con delle tartarughe giganti più avanti nel gioco, che ci hanno letteralmente spazzati via. Del sistema di combattimento va notato anche il gran numero di nuove abilità, che faranno felici quelli che hanno sviscerato in ogni sua parte quelle del primo capitolo.

Altri aspetti

Insomma, Divinity: Original Sin II mostra il grosso lavoro di rinnovamento operato da Larian Studios sin dalle prime battute, visibile non solo nei dialoghi e nel sistema di combattimento, ma anche nella grafica, molto più dettagliata rispetto a quella del primo episodio, con modelli 3D più ricchi, più effetti e, in generale, una cura maggiore dei singoli elementi, che rendono il mondo di gioco più verosimile e piacevole da visitare. Naufragio sull’isola che c’è Anche l'interfaccia è stata rivista in diversi aspetti per offrire più informazioni a schermo, senza però esserne appesantita. Ora è molto più comoda e permette di trovare ciò che si cerca con maggiore velocità. Fortunatamente non c'è stato alcuno svilimento della complessità generale, il che è un bene dato che gli estimatori di Divinity: Original Sin non vanno a caccia di esperienze di gioco all'acqua di rose. Va notato anche che pur essendo ancora in Accesso Anticipato, Original Sin 2 si è dimostrato davvero stabile e non si è mai bloccato, risultando fluidissimo anche al massimo livello di dettaglio. Una rarità di questi tempi. Tornando un attimo sul gameplay, vanno notati altri aspetti che aiutano ad avere un quadro complessivo di ciò che ci attende. Intanto sappiate che l'ambientazione è fatta di ampie mappe aperte. Quella in cui è ambientato il primo capitolo (l'unico presente nella versione Accesso Anticipato), che a quanto pare sarà rivista parzialmente nella versione finale del gioco, prevede un'ampia area di partenza che permette di fare pratica con le varie meccaniche. Si tratta di una specie di grossa area tutorial accompagnata da piccoli riquadri pop-up che danno spiegazioni sui sistemi di gioco e che sono disattivabili alla bisogna. Quindi si viene incanalati nella prima città, dove si trovano moltissimi personaggi con cui parlare per ottenere informazioni e quest aggiuntive, tutte segnate nel classico diario. Va notato che vale la pena dialogare con chiunque, perché anche il personaggio non giocante più anonimo ha qualcosa da dirci. Naufragio sull’isola che c’è Dalla città la mappa si apre completamente e si è liberi di esplorare il resto dell'isola, pur con alcuni limiti dettati dalla forza dei nemici e da alcune situazioni imposte. Esplorare non è un'attività fine a se stessa, ma consente di scoprire segreti di cui il gioco è letteralmente pieno. Insomma, come già detto per ora Divinity: Original Sin II offre un solo capitolo dell'avventura, ma è comunque un'esperienza validissima, soprattutto per chi ha amato il primo episodio. Notevoli anche le opzioni multiplayer che consentono di giocare in cooperativa per un massimo di quattro giocatori (in Original Sin si giocava in due), oppure di affrontarsi su mappe dedicate con classi prefabbricate in partite personalizzabili praticamente in ogni aspetto, a partire dal numero di giocatori a quello dei nemici, passando per il tempo di gioco, la composizione delle squadre e così via. Negli aggiornamenti futuri saranno introdotte maggiori opzioni di personalizzazione anche per la scelta degli eroi da schierare in battaglia. Per ora comunque, ci si può accontentare.

Quando l'Accesso Anticipato funziona

Divinity: Original Sin 2 è una base di partenza ottima. Parlare di capolavoro è prematuro, ma vi confessiamo di essere entusiasti del gioco. Larian sembra avere migliorato tutti gli aspetti, rispondendo alle critiche che le sono state rivolte per il primo capitolo con grande intelligenza, a partire da quelle riguardanti il lato narrativo, che ora appare più ricco e interessante. Insomma, se vi è piaciuto Original Sin potete puntare sul seguito senza troppe riserve, anche se è ancora in Accesso Anticipato. Gli appassionati di giochi di ruolo che non conoscono la serie possono invece tenerlo d'occhio e riconsiderarlo in un momento più avanzato dello sviluppo, recuperando magari il primo capitolo per farsi un po' le ossa (ne vale decisamente la pena).

Consigliato

S.V.

Lettori

Pro

  • Titolo già solido
  • Molte novità positive
  • Stabile, ricco e più bello

Contro

  • Da vedere come si svilupperà la campagna single player