EditorialiI cinque Final Fantasy migliori di sempre 

Quali sono stati i cinque migliori giochi della saga principale di Final Fantasy? Scopritelo con noi

Final Fantasy è ormai un nome quasi "evocativo" per tutti coloro che almeno una volta si sono avvicinati al mondo dei videogiochi. Questo brand è infatti ormai da anni sinonimo di Gioco di Ruolo, nonostante negli ultimi tempi abbia vissuto alti e bassi. Era il lontano 1986 quando il geniale neo direttore della Pianificazione e Sviluppo di Square, Hironobu Sakaguchi, decise di creare un videogioco di ruolo che per certi versi avrebbe fatto da sparti acque per il suo futuro: se il prodotto fosse andato bene sul mercato, allora avrebbe continuato quel mestiere, altrimenti avrebbe mollato tutto e sarebbe tornato a studiare all'Università che aveva abbandonato poco tempo prima. Considerando che quello sarebbe potuto essere il suo primo ma anche ultimo lavoro, Sakaguchi intitolò il progetto Final Fantasy. Ma per sua e nostra fortuna le cose andarono bene, e quando il gioco venne rilasciato in Giappone il 18 dicembre del 1987 per il Nintendo Entertainment System, fu un trionfo tale da dare il via a un franchise di successo che non solo dura ancora oggi, ma che ci ha anche regalato tantissimi capolavori. Noi ne abbiamo scelti cinque per omaggiare la saga che nei prossimi giorni vedrà arrivare sul mercato il suo quindicesimo capitolo regolare, "pescando" proprio in quest'ultima "categoria" quelli che ci sono piaciuti di più e che, in un senso o nell'altro, hanno segnato un'epoca o caratterizzato un particolare momento della serie rivoluzionandone taluni aspetti tecnici o di gameplay.

In attesa di Final Fantasy XV, abbiamo scelto i cinque migliori Final Fantasy "regolari" di sempre

Final Fantasy V

Final Fantasy V è il secondo titolo favorito, dopo Final Fantasy IX, del creatore della serie Hironobu Sakaguchi, e viene considerato dai fan di vecchia data come uno dei migliori di sempre. Non solo per il suo gameplay generale, ma anche perché è quello che ha sdoganato ufficialmente il Job System introdotto in Final Fantasy III, e lo ha ampliato introducendo tante classi e una profondità che in termini di abilità, incantesimi e sinergie ancora oggi ha pochi eguali. I cinque Final Fantasy migliori di sempre I personaggi cominciavano infatti come Tuttofare e poi quando si sbloccavano i primi "mestieri", potevano cambiare e migliorare le proprie caratteristiche specializzandosi in determinati Job, migliorabili poi attraverso il guadagno dei Punti Abilità, oltre ai soliti punti esperienza. Quando vide la luce su Super Famicon in Giappone, Final Fantasy V poteva vantare ben ventidue Job, che il giocatore poteva combinare per personalizzare al meglio i suoi personaggi, magari attribuendo a un Arciere o a un Cavaliere il "ruolo" di Mago Nero come classe secondaria, in maniera tale da consentirgli di lanciare anche degli incantesimi d'attacco. Senza contare la presenza delle abilità passive e di quelle automatiche che espandeva ulteriormente il campo di possibilità in tal senso. La storia dietro al gioco forse non era un granché, ma risultava piacevole, e poi c'erano una grafica "pulita" e la colonna sonora di Nobuo Uematsu a completare l'opera. Piccola curiosità, di cui vi avevamo tra l'altro parlato in un precedente articolo, ma che dà ulteriormente l'idea di quanto questo gioco sia ancora oggi molto amato dagli appassionati di JRPG: sul forum di NeoGAF alcuni utenti organizzano ogni anno una sorta di sfida chiamata Four Job Fiesta durante la quale i partecipanti sono poi obbligati tramite Twitter a utilizzare solo quattro Job per tutto l'avventura, e perfino a sconfiggere il boss finale, Exdeath, solo con quelli.

Final Fantasy VI

Final Fantasy VI è un gioco enorme, con un cast di personaggi numericamente ampio e variegato anche dal punto di vista della caratterizzazione, e con una trama adulta e profonda che sembra quasi stridere con la grafica colorata e gradevole. I temi trattati nel corso dell'avventura, infatti, erano piuttosto profondi, con a volte dei risvolti drammatici. I cinque Final Fantasy migliori di sempre La psicologia dei personaggi era complessa, articolata e in alcuni casi tormentata: i loro pensieri più intimi, le loro paure, tutto veniva per certi versi "vivisezionato" dalla trama stessa, che di conseguenza restituiva poi al pubblico degli "eroi" credibili, quasi reali, e non "senza macchia e senza paura". Da Terra, la mezza Esper, a Locke, il ladro gentiluomo, passando per l'enigmatico ninja Shadow, il misterioso Setzer o i fratelli Figaro, fino alla combattuta Celes, i nomi dei personaggi, divenuti ormai delle figure iconiche della saga, sono rimasti impressi nel cuore e nella mente di milioni di appassionati. Final Fantasy VI non prevedeva l'utilizzo di un personaggio principale su cui concentrare gli eventi, ma seguiva le vicende di tutti saltando da uno all'altro fino a riunirli in un carosello di microstorie legate da un filo conduttore comune: Kefka Palazzo, cioè a dire un mago potentissimo e un esperto alchimista, ma anche uno dei cattivi dei videogiochi più perfidi di sempre. Riguardo al gameplay, lo schema era quello classico della serie, con in più una miriade di cose da fare, anche se apportava qualche modifica qua e là, come per esempio all'Active Time Battle, che mostrava un indicatore che permetteva di valutare l'ordine dei turni dei personaggi in battaglia, o la presenza dei frammenti di un particolare "elemento" chiamato Magicite, che gli utenti potevano far equipaggiare ai personaggi per consentirgli l'evocazione dell'Esper associato, o per fargli ottenere nuovi incantesimi col tempo e coi punti abilità guadagnati.

Final Fantasy VII

Un gioco che potrebbe essere descritto con una sola parola: capolavoro. Lo sviluppo di Final Fantasy VII ebbe inizio nel 1994, subito dopo la pubblicazione del sesto capitolo su Super Famicom, console sulla quale in un primo momento il titolo doveva vedere la luce con un'ambientazione newyorkese e scenari completamente differenti da quelli che si sarebbero poi visti nel prodotto che oggi tutti conosciamo, anche se venne poi momentaneamente interrotto per concentrare gli sforzi di tutto il team sullo splendido quanto complesso Chrono Trigger, che sarebbe poi stato rilasciato a marzo del 1995. I cinque Final Fantasy migliori di sempre Quando alla fine gli sviluppatori ripresero i lavori su Final Fantasy VII, si convinsero di spostare il progetto sulla nuova e più performante console che la casa di Mario aveva presentato ufficialmente in quel periodo, il Nintendo 64. Ma a un certo punto dei lavori sorse un problema: Hironobu Sakaguchi e compagni volevano creare qualcosa di mai visto prima per la serie, con una grafica tridimensionale e dei filmati ad accompagnare le fasi di narrazione e di combattimento più importanti, come le evocazioni delle Summon. Ma le cartucce della console disponevano di uno spazio di immagazzinamento dati piuttosto limitato, al contrario dei supporti CD-ROM che invece erano il vanto della nuova PlayStation di Sony. Fu così quindi che un po' a sorpresa, visti gli ottimi rapporti che l'azienda manteneva da sempre con Nintendo, Square decise di spostare su quella piattaforma il suo progetto. Il resto ovviamente è storia: il gioco uscì nel 1997 per entrare subito nella leggenda con i suoi personaggi carismatici (su tutti i tormentati Cloud e Sephiroth), la sua storia, la grafica innovativa e dei filmati per l'epoca cinematografici. E ancora, elementi come la Materia che impreziosivano la giocabilità, consentendo al giocatore di incastonare nelle armi dei personaggi dei preziosi cristalli che aumentavano di livello, sbloccando bonus e abilità, e una splendida colonna sonora composta, arrangiata e prodotta dal grande Nobuo Uematsu.

Final Fantasy IX

È l'ultimo gioco della trilogia di Final Fantasy pubblicata sulla prima PlayStation, e per molti aspetti sembra stilisticamente quasi una sorta di omaggio, tra l'altro ottimamente riuscito, alla lunga storia della serie, col suo mix di elementi vecchi e nuovi in termini di ambientazioni, struttura e di gameplay. I cinque Final Fantasy migliori di sempre Il titolo, che pare sia il favorito di Hironobu Sakaguchi, ripropose ad esempio le dinamiche di Final Fantasy IV e Final Fantasy VI, con ogni personaggio in grado di svolgere un ruolo ben preciso per via del ritorno delle "classi", che prevedeva quindi che solo un ladro potesse rubare, uno sciamano evocare i vari Ifrit, Shiva e compagni, grazie all'ausilio di particolari oggetti o equipaggiamenti, un mago nero l'unico in grado di lanciare magie nere, e così via. E poi c'era un sistema di combattimento a turni profondo e in grado di garantire delle battaglie impegnative non solo per i motivi appena descritti, ma anche per via di un Active Time Battle che restava su per giù lo stesso di sempre, ma che si associava a un sistema denominato Trance che andava a sostituire le Limit Break di Final Fantasy VII per dare un'ulteriore scossa alla giocabilità. Quando infatti l'indicatore apposito si riempiva completamente, il personaggio di turno entrava in uno stato potenziato che cambiava la funzione e l'efficacia delle sue abilità peculiari. Vivi, per esempio, poteva quindi lanciare due magie contemporaneamente per tutta la durata della Trance. Anche dal punto di vista di scenari e ambientazioni il gioco riproponeva alcuni degli elementi classici della saga, ma sempre con splendidi sfondi pre-renderizzati, un cast disegnato in stile "super deformed" e una nuova colonna sonora.

Final Fantasy X

Anche Final Fantasy X, a suo modo, rappresenta tutt'ora per molti aspetti una sorta di pietra miliare per le produzioni di genere, anche se a suo tempo suscitò qualche critica, a nostro parere eccessiva, per via della mancanza della tanto amata World Map e per la caratterizzazione di Tidus, che ad alcuni fan non piacque molto. I cinque Final Fantasy migliori di sempre Ad ogni modo il titolo è poi entrato nei cuori dei fan, e non poteva essere altrimenti vista la bontà di un gioco che tra l'altro modernizzava alcuni aspetti della saga, pur mantenendone intatte lo spirito e determinati concetti base. Di fatto questo capitolo fece registrare il passaggio ad una grafica con ambienti completamente poligonali, la presenza di un doppiaggio "cinematografico" e un sistema di battaglia più dinamico che abbandonava l'Active Time Battle in favore del Conditional Turn-Based (CTB), grazie al quale il ritmo dello scontro veniva regolato da una lista di "azioni" influenzate in vari modi da diversi fattori in campo, comprese le magie e gli attributi specifici dei partecipanti, come per esempio la rapidità. Senza contare i tanti mini-giochi, come la corsa dei Chocobo, lo Zoolab dove sfidare i mostri catturati o crearne di nuovi, la caccia alle farfalle nel bosco di Macalania e il Blitzball, uno strano sport subacqueo simile alla pallamano in cui Tidus è un campione. E la Sferografia, un particolare sistema di crescita dei personaggi che attraverso l'uso di punti specifici da spendere su una sorta di scacchiera, incideva sulle statistiche oppure sbloccava nuove caratteristiche tecniche dei membri del party, consentendo una grande libertà nella scelta di come far evolvere i vari personaggi. E a completare tutto c'era una storia forse poco originale in certi suoi aspetti, ma con dei risvolti drammatici e un finale a sorpresa strappa lacrime.