Il single player del Gwent: The Witcher Card Game  37

L'edizione 2017 della Gamescom è stata foriera di molte novità riguardanti il gioco di carte di CD Projekt: il Gwent

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Poco più di un anno fa eravamo a Los Angeles, all'E3, per vedere per la prima volta il nuovo progetto della software house a cui si deve la saga videoludica di The Witcher. Già in quell'occasione CD Projekt era stata molto dettagliata nel definire sia la componente single player del Gwent che la sua natura di potenziale gioco competitivo. E in questa edizione 2017 finalmente tutti i dettagli sono stati rivelati dopo un periodo d'attesa forse un po' troppo lungo. E così, mentre il gioco è ancora in piena fase beta pubblica e non è ancora ben chiaro quando uscirà ufficialmente - a questo proposito vi rimandiamo all'altro nostro handson scritto in occasione della Gamescom dello scorso anno per avere tutti i dettagli sul gameplay - il team di sviluppo ha già definito con grandissimo dettaglio come si svolgeranno tutte le competizioni ufficiali di questo progetto. E considerato quanto il recente mercato dei giochi di carte abbia significato in ambito eSport, Hearthstone di Blizzard in testa, è indubbio che un tale anticipo sia necessario per consentire a tutti i giocatori di iniziare a organizzarsi e a pianificare i loro allenamenti in vista di una partecipazione nella scena competitiva. Per tutti i dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale dei Masters del Gwent, dove potete trovare regolamenti, informazioni, un video abbastanza approfondito e ogni risposta a qualsiasi vostra domanda.

In breve, si tratta di un sistema abbastanza classico suddiviso in stagioni che si differenzia dalle normali partite ranked e ha una divisione a parte, quella pro. Il sistema è suddiviso in tre tier: il primo, quello Open, rappresenta ovviamente quello di ingresso a cui possono partecipare tutti e, una volta completato, viene seguito dal Challenger a cui possono partecipare solo i migliori giocatori dell'open. La selezione avviene in base ai punti crown che vengono guadagnati partecipando attivamente al tier e non soltanto vincendo le singole partite. La durata è di due mesi per ogni tier. Completati quattro Open e quattro Challenger si arriva ai World Masters finali dove potranno ovviamente partecipare i giocatori che hanno raccolto più punti crown nei Challenger più una serie di altri player ripescati o inseriti come wild card. È interessante la scelta di CD Projekt di offrire un montepremi per ognuno dei tier: 25.000$ per i tornei Open, 100.000 dollari per i Challenger e infine 250.000$ di premio per chi riesce ad arrivare alla fine dei World Masters.

Ci sono un paio di ulteriori elementi particolarmente originali: prima di tutto i punti crown si possono guadagnare non solo posizionandosi in alto nel campionato e partecipando ai tornei ufficiali organizzati dalla software house, ma anche aderendo a competizioni non ufficiali su licenza. Inoltre le regole della partita sono leggermente diverse rispetto alla classica ranked e obbligano il partecipante a presentarsi con quattro mazzi diversi, uno per fazione, offrendo poi la possibilità all'avversario, prima della partita, di bandirne uno. È insomma evidente che CD Projekt abbia studiato a lungo la concorrenza prima di strutturare la componente eSport del Gwent nel tentativo di offrire una competizione molto stimolante per i partecipanti, ma anche semplice e potenzialmente entusiasmante per gli spettatori che possono così assistere a una crescita costante delle sfide e concentrarsi poi sulle finali annuali che avranno un immancabile boost pubblicitario.

Il single player

Senza nulla togliere alla componente competitiva del gioco, la vera novità di questa Gamescom è ovviamente la campagna single player del Gwent intitolata Thronebreaker: la prima che sarà distribuita per il gioco e che dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine dell'anno, anche se al momento non è ben chiaro se accompagnerà l'uscita dalla beta del gioco o se arriverà successivamente a questo evento. Ciò che sappiamo con totale certezza è che sarà a pagamento ad un costo non ancora definito e non sarà in alcun modo acquistabile con la valuta in game, ma soltanto con soldi reali. La storia sarà tuttavia completamente inedita e ambientata prima della saga videoludica di The Witcher. Protagonista sarà Meve, regina dei due reami del nord Lyria e Rivia e, a differenza di quanto riuscimmo a vedere un anno fa, Geralt, Yennefer e tutto il resto della combriccola che ben conosciamo, non saranno probabilmente utilizzabili.

Rispetto al gameplay mostrato in occasione dell'annuncio del Gwent, sembra essere stato leggermente ritoccato anche lo stile grafico che è ora parzialmente in cel shading con le linee di demarcazione di scenari e personaggi ben delineate, quasi a voler simulare il tratto di un fumetto. È un elemento che spicca anche durante le cutscene e i dialoghi con uno stile che ricorda moltissimo gli intermezzi degli altri giochi di carte presenti sul mercato, in primis Hearthstone e The Elder Scrolls Legends. Dove il progetto di CD Projekt si fa notare è però nelle incredibili animazioni dei personaggi - il labiale durante i dialoghi ci ha particolarmente stupito - e nella quantità di contenuti che questa campagna single player dovrebbe offrire. Si parla di un'avventura che dovrebbe durare tra le dieci e le dodici ore, e che offrirà cinque diverse ambientazioni ognuna con il suo preciso look e completamente esplorabili attraverso questo gameplay con vista dall'alto che potrebbe ricordare molto alla lontana un Diablo e che lascia al giocatore la libertà di scoprire tesori, raccogliere quest e ovviamente affrontare un numero enorme di combattimenti. Combattimenti che si risolveranno attraverso una sfida al Gwent al meglio dei tre round, esattamente come avviene nel multiplayer.

La peculiarità della campagna però, non è data solo da questa particolare modalità "avventurosa" ma anche dall'uso di speciali carte che potremo raccogliere e vincere nelle varie sfide e che, di fatto, alterano sensibilmente il gameplay tipico del multiplayer del gioco. Un gruppo sostanzioso di carte infatti, sarà utilizzabile esclusivamente nella campagna e modificherà in modo sostanziale gli scontri implementando attacchi speciali, eventi che si verificano durante la partita e mosse devastanti così da rendere lo scontro molto più vario e adrenalinico. Nella sfida che ci è stata mostrata ad esempio, gli eroi scendevano più volte sul campo di battaglia grazie a delle speciali combo o grazie a carte legate a determinati momenti narrativi, ed era un proliferare di proiettili e condizioni in grado di indebolire pesantemente il campo di battaglia avversario. Molto di più di quanto avviene in una partita tradizionale in multiplayer. Ovviamente gran parte di queste carte non saranno disponibili per il multigiocatore per ragioni di bilanciamento mentre soltanto alcune saranno ritoccate e inserite nei deck multiplayer insieme a un gruppo di altre completamente inedite. In tutto si parla di una ventina circa di carte nuove.

Ci sono altri due elementi che rendono questo Thronebreaker davvero interessante. In primis c'è la componente narrativa che, a quanto pare, sarà scritta dagli stessi sceneggiatori di The Witcher 3: Wild Hunt e comprenderà tutti quegli immancabili momenti in cui dovremo prendere decisioni che potranno avere delle conseguenze anche di lungo periodo. Non c'è nero o bianco ma solo una scala estesa di grigi. Abbiamo ad esempio visto una serie di dialoghi in cui Meve poteva comportarsi da regina benevola o spietata in base alle risposte selezionate dal giocatore, al punto da arrivare persino a separare una famiglia costringendo il marito di una giovane donna ad arruolarsi nel suo esercito (così da avere una carta in più da inserire nel mazzo). E ovviamente non mancheranno i finali multipli come da tradizione della serie. L'altra componente del gameplay che ci ha colpito è l'accampamento, una sorta di hub che in qualche modo ci ha ricordato quello presente in The Banner Saga e che sarà richiamabile in qualsiasi momento per potenziare il proprio esercito.

In pratica accedendo a questo spazio ci veniva offerta la possibilità di gestire il nostro deck e utilizzare una serie di equipaggiamenti per avere dei bonus passivi in battaglia ma, soprattutto, potevamo investire le risorse raccolte durante l'esplorazioni e gli scontri (soldi ed elmi) per potenziare tre diverse strutture dedicate alla costruzione delle unità che andranno poi ad occupare le tre linee del campo di battaglia del Gwent: fanteria, unità a distanza e unità d'assedio. Queste tre costruzioni potranno essere potenziate attraverso un sistema che comprende nove talenti tra cui dovremo scegliere e che determineranno non solo l'estetica della struttura ma anche e soprattutto le carte che concretamente potremo poi reclutare e addestrare per inserirle nel deck. C'è insomma una componente strategica che obbligherà il giocatore a scegliere con cura come far evolvere il proprio accampamento per consentirgli di mettere in piedi il suo deck preferito.

Sembra insomma già evidente che anche stavolta CD Projekt sia pronta a soddisfare anche i giocatori più esigenti offrendo una quantità di contenuti che non sempre è possibile trovare in un card game al momento del suo lancio. Tra l'altro ci è stato confermato che anche la campagna single player sarà completamente localizzata in italiano (audio compreso) esattamente come la beta pubblica mentre nei prossimi giorni arriverà un aggiornamento molto sostanzioso che offrirà un nuovo bilanciamento, 30 carte inedite e soprattutto tutte le feature sociali richieste a gran voce dai giocatori. Quindi il profilo personale, il proprio stendardo ma soprattutto la chat in gioco e la lista amici. Ci stiamo insomma avvicinando finalmente a grandi falcate alla release finale che però, al momento, rimane ancora avvolta nel mistero. Noi puntiamo su un'uscita a cavallo tra settembre e ottobre.

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Gwent: The Witcher Card Game si è presentato in forma smagliante in questa Gamescom edizione 2017 soddisfacendo sia le richieste dei giocatori più competitivi con tutti i dettagli sui tornei ufficiali e i Masters, sia quelli più interessati a rivivere l'atmosfera di The Witcher grazie all'annuncio di Thronebreakers, la campagna single player. I contenuti sembrano tantissimi, tutti di ottima qualità e in grado di tenerci impegnati a lungo. Bisognerà soltanto capire, al momento della resa dei conti, se il Gwent sarà in grado di rivaleggiare con gli altri pesi massimi del genere grazie a un gameplay che appare originale e differente dal resto del gruppo.

CERTEZZE

  • Interessante la scelta di sganciarsi dalla narrativa classica proponendo protagonisti e periodi originali
  • La campagna single player sembra colma di contenuti e non una semplice raccolta di sfide
  • Anche sul fronte competitivo CD Projekt ha studiato a dovere

DUBBI

  • Il comparto artistico non offre grandi spunti di originalità
  • Ancora oggi non siamo pienamente convinti del bilanciamento del multiplayer