Dragon Age: OriginsI Grey Wardens su console 

Siamo volati in Inghilterra per il primo incontro diretto con la versione console del prossimo gioco di ruolo targato BioWare. Conversione impossibile o ennesima impresa dello sviluppatore di Mass Effect?

Versione testata: Xbox 360

I Grey Wardens su console Dopo anni di lavoro e parecchie presentazioni, era prevedibile pensare che Dragon Age: Origins fosse destinato a far scorrere silenziosamente gli ultimi mesi di sviluppo, per tornare sugli altari delle cronache il prossimo autunno, una volta sugli scaffali. BioWare ha invece deciso di chiamare nuovamente i giornalisti a vestire i panni dei Grey Wardens, questa volta però per far provare l'ancora inedita versione console nel corso di un evento tenutosi a Hook, nella campagna inglese dell'Hampshire. Un paesaggio meravigliosamente bucolico per un test atteso a cui era chiesto prima di tutto di spazzare via gli interrogativi relativi alla giocabilità e all'adattamento di un così vasto impianto di controllo, pensato per la tastiera e il mouse, sui più snelli pad.

Scontro a Ishal

La breve demo si svolgeva circa un'ora dopo l'inizio dell'avventura, sulla cima della Torre di Ishal, e chiedeva a due dei protagonisti, Solana e Alistar, accompagnati da altrettanti combattenti, di sconfiggere un Ogre in modo tale da poter avvisare poi i compagni e iniziare un assalto che potesse concludersi con la presa dell'edificio. Pochi minuti di test e un solo scontro, quindi, sufficienti però a mettere in evidenza il tipo di lavoro svolto da BioWare per convertire al meglio le meccaniche di gioco: pad alla mano, il grilletto destro sarà deputato a mettere in pausa l'azione, mentre quello sinistro a scorrere tra i due set di tre magie sempre attivabili premendo altrettanti tasti frontali - X, Y e B su Xbox 360 - con i dorsali adibiti a passare da un combattente all'altro e il d-pad utilizzabile per selezionare l'obiettivo delle magie di cura o di alterazione, in positivo, dell'altrui status. Se a tutto ciò si aggiungono le due leve analogiche per gli spostamenti e la telecamera, è subito chiaro che il risultato sarà denso di nozioni da apprendere ma, per quanto provato, più che ben sorretto da un'interfaccia che sfrutta la possibilità di mettere sempre in pausa per costruire dei menù radiali concentrici, il primo dedicato alle macro categorie come le abilità e gli oggetti e quindi gli altri, a comparsa, alle singole scelte. Qualcosa di simile a quanto visto in Mass Effect e a meno di clamorose sorprese, al momento del tutto non preventivabili, molto ben funzionante.

Nulla è cambiato

Per il resto, uscendo dalle necessarie differenze nella strutturazione dei comandi, la versione console di Dragon Age: Origins presenterà tutti i contenuti di quella PC, con l'incredibile mole di opzioni e possibili vie da subito visibili mettendo in pausa e scorrendo tra le schede contenenti centinaia tra abilità, talenti, oggetti, oltre ai vari diari e a tutto ciò che potrà aiutare nell'immedesimazione dell'utente. Quattro i livelli di difficoltà e, anche se ancora non sono chiare le modalità di utilizzo, verrà anche in questo caso data la possibilità di caricare online le immagini scattate e i profili dei propri combattenti. Insomma se la parte ludica, il background e l'atmosfera fantasy funzionavano alla perfezione, facendo sperare una volta di più per un'esperienza profonda come poche altre, dall'altra la versione provata - e fisiologicamente non definitiva - presentava alcune lacune dal punto di vista grafico. Ben inteso, il salone dove avveniva I Grey Wardens su console lo scontro con l'Ogre era artisticamente più che affascinante, con i rosoni alle finestre capaci di proiettare la luce lunare all'interno, tratteggiando forme geometriche e andando a sfumare dove la più intensa fiamma del camino disegnava una semiluna, ma ciò che ancora non convinceva del tutto era proprio la definizione di un'immagine apparsa un po' sbiadita e poco precisa, negli effetti come nella risoluzione. Dragon Age: Origins sembra quindi pronto allo sbarco su console: la struttura e le meccaniche sembrano essere state trasportate nel migliore dei modi e, se il team di sviluppo riuscirà a risolvere le sbavature del comparto grafico, anche i possessori di Xbox 360 e PlayStation 3 potranno godere al meglio di quello che si preannuncia come uno dei migliori giochi di ruolo dell'anno.

Certezze

  • Ottima resa dei controlli su console
  • Vasto e profondo come pochi
  • Ambientazione fantasy di qualità, ragionata e innovativa

Dubbi

  • Al momento, graficamente inferiore alla versione PC