Suonala ancora Mario  53

Siamo andati da Nintendo per testare in anteprima alcuni livelli dell'ultima avventura di Super Mario!

Non c'è nulla da fare, al cospetto di un nuovo "Mario" si è sempre sull'attenti, e anche piuttosto emozionati. Non capita tutti i giorni, infatti, di avere la possibilità di recarsi negli studi milanesi (Vimercate) di Nintendo al fine di testare con mano e in anteprima il nuovo prodotto scaturito dalla mente del geniale Shigeru Miyamoto, che senza perdere colpi puntualmente si affaccia sul mercato videoludico con l'intento di addolcire una volta di più il folto panorama dei platform game.

Si parla nientemeno che di Super Mario Galaxy 2, la componente del franchise riferito al baffuto idraulico più nota nell'ambiente ludico, insomma quella in grado di rappresentare la console più potente attualmente in commercio firmata Nintendo, il Wii. Super Mario Galaxy 2 oltretutto si presenta in un momento piuttosto delicato per la propria piattaforma di destinazione, la quale ora più che mai necessita di quella linfa necessaria all'ultimo sprint in vista dell'arrivo, peraltro estremamente agguerrito e all'apparenza davvero competitivo, dei diretti avversari nel campo dei sensori di movimento.

It's a me, Mario!

Il codice che abbiamo avuto modo di testare è piuttosto vicino a quello finale, almeno nei punti visionati durante il cospicuo hands-on concessoci: l'impressione è stata fin da subito di avere tra le mani un prodotto organizzato e costruito su basi solide, assestate nel tempo e già rifinite nei minimi particolari, soprattutto tecnicamente. Ci è stato permesso di completare interamente cinque livelli di gioco, situati nella prima parte dell'avventura di Mario ma comunque già utili per rendersi conto di quali potenzialità possa essere dotata l'ultima opera di Miyamoto.

Il primo sostanziale cambiamento riguarda l'organizzazione del mondo che andremo a esplorare nei panni del paffuto personaggio che abbandona in parte l'impostazione del primo Galaxy - ricordiamo essenzialmente eretta sull'Osservatorio Cometa che coniugava tutti i pianeti - per spostarsi in un certo senso verso un convincente ritorno al passato, ossia su una mappa didascalica per intenderci alla Super Mario World o al più recente New Super Mario Bros. Wii. Nonostante quindi i vari livelli siano collegati da minuscole stradine guidate e concatenate al massimo da un paio di bivi, la vera novità è il mezzo con cui è possibile spostarsi da un pianeta all'altro: un'imponente navicella spaziale con le fattezze del faccione del nostro Mario ci permette di saltare liberamente sulle varie locazioni, con qualche piccola interazione in grado di farci raccogliere i soliti cristalli presenti anche all'interno delle vere e proprie aree di gioco.

Cinque livelli

La prova svoltasi in stretta correlazione con una simpatica guida mandata dalla stessa Nintendo - ovviamente giapponese - ha mostrato ciò che eravamo sicuri si sarebbe verificato. A scandire l'intera seduta di gioco è stata lei e non noi, per un percorso probabilmente pianificato all'origine ma in definitiva ugualmente appagante vista l'ascesa costante per quanto riguarda soprattutto il livello di difficoltà.

Proprio questo aspetto pare particolarmente sviluppato in Super Mario Galaxy 2, che seppur non distante dai canoni dell'originale esordito nel lontano 2007 presenta tuttavia un rinnovato livello di sfida con Wiimote alla mano, capace di rendere insomma la vita al giocatore abbastanza complicata fin dai livelli apparentemente più abbordabili. In selettiva escalation siamo partiti con un pianeta appartenente al secondo mondo, per cui di relativa difficoltà, addentrandoci su lastre di legno sempre pericolanti visto il costante seghettare effettuato da parte di simpatiche tagliole animate. Un livello in cui conta il tempismo e la velocità di esecuzione comunque sempre garantita dalla consueta precisione dei controlli. Già decisamente più impegnativo, anche se ancora fattibile, è la location successiva, dove peraltro le cose si fanno molto più interessanti visto l'incontro con la prima nuova trasformazione di Mario: si tratta di una specialità in grado di mutare il nostro protagonista in Rock Mario, poteri che gli consentono tramite il canonico scuotimento del controller di diventare una palla rocciosa impazzita, e quindi difficilmente direzionabile, oltre che estremamente potente. Stando attenti agli ostacoli, alcuni infrangibili altri invece penalizzanti, rotolando qua e là si giunge a un boss di fine livello abbastanza caparbio ma imponente al cospetto del roccioso Mario.

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Se quest'ultima nuova caratteristica cuce una rinnovata esperienza dal punto di vista del gameplay, non cambia invece quella relativa al mutamento dell'idraulico in un'ape, nella fattispecie in un pianeta che deve essere affrontato considerando la miscela tra situazioni in tre dimensioni e altre, a dire il vero la maggio parte, limitate alle sole due come spesso accadeva nel precedente Galaxy. In questo caso il bandolo della matassa sta nel sfruttare a dovere la possibilità a tempo di volare, strettamente legata al giusto utilizzo di enormi frutti rimbalzanti in grado di far sorvolare di slancio intere decine di metri virtuali. Come sempre suggestiva si è presentata l'ambientazione marina, sviolinata da una colonna sonora rilassante e benefica. Grazie al guscio di tartaruga è stato possibile navigare velocemente attraverso tutti i pertugi, utilizzando inoltre un forte raggio luminoso lanciato dal guscio stesso e in grado di sistemare pericolose alghe mono occhio. Infine, l'ultimo incontro è stato dedicato al sempre amato Yoshi, stavolta in una veste non propriamente consona. Dotato di una luminosità ricaricabile lungo il percorso, Yoshi ci ha aiutato ad affrontare il classico livello caratterizzato dai temibili fantasmi situato nel terzo mondo, un pianeta molto insidioso nel quale abbiamo dovuto lasciare davvero tante vite. Con la sua capacità di illuminazione, e ovviamente con Mario in groppa, l'amico storico dell'idraulico è in grado di far apparire la strada davanti a sé per un raggio molto limitato, un percorso altrimenti mascherato da un buio assolutamente pesto.

Sublime, con un unico neo

L'impatto esclusivamente estetico non stravolge quanto fatto dal primo Super Mario Galaxy, ma anche in questo caso ne lustra i principali aspetti. Un motore solido, fluido e allenato accompagna con sapienza tutti i movimenti di Mario, con un utilizzo di texture di qualità ancor più massiccio rispetto all'originale. Ma è senza dubbio una delle migliori espressioni di level design viste in un videogioco, per quanto mostratoci, a forgiare questa prima parte di Super Mario Galaxy 2, grazie alla quale ancora una volta esce allo scoperto l'inconfondibile genio di Shigeru Miyamoto, il quale sembra essere riuscito ancora una volta a proporre una vastità di ambientazioni impressionante e allo stesso tempo magistralmente ispirate.

Rimane in ogni caso un leggerissimo amaro in bocca pensando a cosa potrebbe regalare un titolo di questa portata se fosse supportato dalla forza dell'alta definizione, ma questo è purtroppo un discorso fine a se stesso. Super Mario Galaxy 2 non potrà, e probabilmente non vorrà, rivoluzionare il genere platform come invece fece il suo diretto predecessore. Tuttavia, per quanto visto finora, l'opera di Miyamoto pare potenziare ogni sfaccettatura del prequel, divertendo, impegnando e stupendo sempre e comunque il giocatore. Non ci resta quindi che attendere la versione definitiva, ricordiamo fissata in esclusiva Nintendo Wii per il prossimo giugno, che sarà accompagnata come sempre dalla recensione completa.

CERTEZZE

  • È Mario all'ennesima potenza
  • Migliorato tecnicamente
  • Maggiore difficoltà di gioco

DUBBI

  • Nessuna vera rivoluzione
  • Penalizzato dalla mancanza dell'HD