Vietato morire  15

Annunciato durante l'E3 2010, NeverDead è stato mostrato anche al Tokyo Game Show in via privata, e in tale occasione abbiamo potuto fare due chiacchiere con Shinta Nojiri e i ragazzi di Rebellion.

Sono passati cinquecento anni da quando Bryce ha perso la sua battaglia contro il Re dei Demoni, una battaglia che è costata la vita di sua moglie e che lo ha lasciato vittima di una maledizione che gli impedisce di morire.

Bryce non mangia, non ne ha bisogno: passa le giornate a bere, sperando che prima o poi capiti qualcosa che possa distrarlo dai suoi pensieri. Un giorno incontra Arcadia, un'abile e seducente membro della National Counter Demon Agency, e decide di aiutarla nella sua battaglia contro le creature degli inferi. Del resto cos'ha da perdere? È questo l'incipit di NeverDead, il nuovo action game in terza persona realizzato per Xbox 360 e PlayStation 3 da Rebellion Developments sotto l'egida di Konami e la direzione di Shinta Nojiri (già responsabile di Metal Gear Acid). Durante il TGS 2010 abbiamo potuto visionare privatamente il trailer, commentarlo insieme agli sviluppatori e porre loro qualche domanda sulla direzione che un titolo così particolare potrebbe prendere, specie dal punto di vista del gameplay.

Mi spezzo ma non mi piego

Nel gioco controlliamo il personaggio di Bryce, un guerriero immortale che combatte i demoni utilizzando la spada in combinazione con differenti armi da fuoco. Quando abbiamo fatto presenti le palesi similitudini con Devil May Cry, Nojiri ci ha tenuto a precisare che, più che su elementi come lo "stylish combat", loro volevano porre l'attenzione sullo "smembramento" di cui il protagonista è vittima ogni volta che viene colpito con una certa violenza.

Bryce è immortale, certo, ma ciò non significa che sia invulnerabile: il suo corpo subisce danni come quello di una persona normale, con la differenza che lui può controllare e muovere anche un arto amputato, raccoglierlo e "riagganciarlo"; o, nella peggiore delle ipotesi, rigenerarlo dopo un certo periodo di tempo. È proprio sulla gestione del corpo di Bryce che si basa gran parte del gameplay di NeverDead, in quanto dalle bizzarre capacità del personaggio scaturiscono manovre tanto folli quanto spettacolari. Come giudicare diversamente l'atto di staccarsi volontariamente un braccio e lanciarlo come un boomerang fra i nemici mentre le dita tengono saldamente premuto il grilletto di una potente mitragliatrice? O ancora, quale eroe dei videogame si strapperebbe la testa e la lancerebbe in aria semplicemente per poter osservare da un punto rialzato una zona potenzialmente pericolosa? Ecco, appunto. Pur non disponendo di una caratterizzazione fenomenale, da questo punto di vista il protagonista di NeverDead è davvero unico e può far breccia nel cuore degli appassionati, specie se ci aggiungiamo il disastroso umorismo a cui è solito ricorrere anche durante le situazioni più concitate.

Non si muore?

Quando Shinta Nojiri ci ha spiegato quali fossero le peculiari capacità di Bryce, è sorta spontanea una domanda: il personaggio può morire oppure no? Si tratta pur sempre di un videogame, e quello che a una prima occhiata parrebbe una specie di "god mode" potrebbe rendere la sfida come minimo risibile. Per fortuna le cose non stanno proprio così: pur senza scendere troppo nei particolari, Nojiri ci ha detto che Bryce può "fallire" (determinando quindi il game over) se la sua compagna Arcadia viene uccisa, ovvero se non è in grado di proteggerla. Cosa poi significhi realmente tutto ciò bisognerà verificarlo più in là, quando verrà messa a disposizione una versione giocabile del titolo.

Di certo dubitiamo che si possa giocare con la costante apprensione che la nostra protetta venga in qualche modo ferita, specie se l'IA che la controlla dovesse rivelarsi mediocre. Inoltre pare che esista tutto sommato un limite ai danni che il protagonista è in grado di subire, ma Rebellion Developments al riguardo ha ancora la bocca cucita. Bryce si troverà ad affrontare una nutrita schiera di demoni di vario tipo, da quelli volanti che vanno eliminati necessariamente con i colpi d'arma da fuoco a quelli massicci e dotati di un braccio più grosso, capace di far volare il nostro eroe attraverso i muri. A questo proposito, ci è stato detto che l'ambiente di gioco offre un ottimo grado di interazione: non è possibile distruggere tutto, ma buona parte di ciò che vediamo sullo schermo potrà essere fracassato, si spera nell'ottica di produrre una qualche variabile durante i combattimenti. Non è dato sapere se le armi saranno singolarmente potenziabili, ma ci hanno confermato che ce ne saranno diverse a nostra disposizione e che potremo decidere come equipaggiarle a seconda dell'uso che intendiamo fare delle braccia del personaggio. Un sistema di esperienza ci permetterà inoltre di acquistare potenziamenti per migliorare determinate abilità di Bryce, che dunque sarà in grado di offrire prestazioni differenti a seconda del nostro approccio alla partita. Che altro dire? Al momento il materiale relativo al gioco vero e proprio è scarso, tuttavia l'idea di un guerriero immortale e "smontabile" è indubbiamente affascinante, condita peraltro da qualche tocco umoristico (vedi i piccoli demoni che trovano gli arti di Bryce e li portano via, se non facciamo attenzione) e da un design generale azzeccato. Chi vivrà, vedrà: per il protagonista di NeverDead di certo non sarà un problema...

CERTEZZE

  • Idea di base interessante
  • Design promettente
  • Diversi concetti innovativi

DUBBI

  • Gameplay tutto da verificare