PES World Finals 2010 Mallorca  55

Il nostro coverage scritto e filmato dell'evento, comprensivo dell'intervista a Seabass e di tutti i momenti più interessanti!

È un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo, questo ci verrebbe in mente da dire dopo essere ritornati dalla finale mondiale di Pro Evolution Soccer, che come da tradizione si conclude ogni anno poco prima dell'uscita dell'ultima incarnazione della serie nei negozi. Oltre centomila persone si sono sfidate in tutti i paesi del mondo per superare le selezioni e quindi partecipare a questa finale, che ha visto 40 persone contendersi la palma del miglior giocatore assoluto di PES 2010.

Konami è solita scegliere una location europea come luogo per ospitare l'evento, anche perché la sua simulazione calcistica riscuote sempre notevole successo nel nostro continente. Siamo stati invitati quindi per tre giorni nello splendido resort Blau Porto Petro, che si trova a Palma di Majorca e si estende per oltre un chilometro in orizzontale per finire sul mare, offrendo piscine, spiagge, campi da calcio, tennis e qualsiasi tipo di attività acquatica possibile ed immaginabile. Insieme alla Gazzetta dello Sport e a tanti altri giornalisti internazionali abbiamo avuto a che fare quindi con una fitta agenda a metà tra lavoro puro e divertimento, che ha visto la presenza di Shingo "Seabass" Takatsuka, famoso creatore della saga che ha da poco superato quindici anni e vero e proprio guru per quanto riguarda le simulazioni calcistiche.

Una simulacion de futbol

Dopo avervi fatto rosicare a dovere cerchiamo di andare un po' più nel dettaglio nella descrizione di questa World Finals spagnola, la prima giornata è stata dedicata innanzitutto all'intervista con Seabass stesso, al quale abbiamo fatto diverse domande legate soprattutto a quel PES 2011 che abbiamo già giocato a dovere per la recensione.

Come accade spesso con gli sviluppatori giapponesi, le risposte sono state molto pacate e non sempre dettagliate, questo anche a causa del traduttore non proprio sveglio che le ha tradotte, ad ogni modo Seabass ha affermato di essere finalmente soddisfatto quest'anno del risultato ottenuto sia dal punto di vista tecnico che da quello del gameplay vero e proprio, visto che il nuovo bilanciamento dei calciatori piuttosto che il sistema di passaggi a 360 gradi hanno completamente cambiato la natura arcade del gioco spostandola verso la simulazione. Spesso e volentieri la risposta alle nostre domande sulle novità e le aggiunte di cui dispone la versione 2011 e quella successiva è stata che dipenderà dalle richieste degli utenti, come ad esempio il 3D che a detta di Seabass può essere interessante nel momento in cui viene ben realizzato e aumenta davvero la profondità di visione per una gestione migliore dei passaggi e tiri. Dopo avergli fatto i complimenti dovuti per i cambiamenti apportati e per le varie competizioni reali presenti nel gioco siamo passati alle lamentele altrettanto dovute e riguardanti invece le licenze limitate per squadre e campionati, come la Premier League. Seabass ha ammesso che effettivamente Konami poterebbe fare di più in tal senso e ci proverà di nuovo per la prossima versione, nel frattempo come soluzione di compromesso l'editor è quest'anno più completo e permette di sopperire a parte di queste mancanze. A tal proposito e facendo quattro chiacchiere con alcuni suoi collaboratori siamo venuti a conoscenza un po' meglio di come funziona il sistema di licenze e quali sono le difficoltà nell'accaparrarsene di nuove, difficoltà che sono ben lontane da essere unicamente economiche. La serie di FIFA, ad esempio, dispone della licenza omonima che permette di avere in 'automatico' un gran numero di giocatori, squadre e nomenclature ufficiali, lasciando il resto alla contrattazione singola (vedi caso Palermo), nel caso non si disponga di questa licenza la situazione si fa più complicata, perché ogni contrattazione si fa più lunga e spesso e volentieri si ha a che fare con una miriade di studi legali che mettono paletti di ogni genere e sopratutto differenti da caso a caso, rendendo questa pratica più dura. Ovviamente dal nostro punto di vista non è una giustificazione, ma sicuramente aiuta meglio a capire la situazione e a comprendere la lenta adozione di nuove licenze.

Alla nostra domanda spinosa sul confronto generale con FIFA e sul perché un giocatore dovrebbe scegliere Pro Evolution Soccer rispetto alla produzione di Electronic Arts, lo sviluppatore nipponico è stato molto onesto nell'affermare che è un ottimo gioco e che ad esempio nell'online PES si trova ancora chiaramente indietro rispetto alla concorrenza. Riguardo poi il gameplay vero e proprio e precisando che EA è stata bravissima nel rendere il sistema di controllo immediato e completo per quanto riguarda i giocatori, Seabass ha affermato che la filosofia del suo gioco è un po' differente. FIFA ha lo scopo di simulare una partita reale in tutto e per tutto (vedi controlli manuali per qualsiasi cosa) e in maniera forse esasperata sotto alcuni punti do vista, per quanto riguarda PES invece lo sviluppatore giapponese non vede certi automatismi deleteri perché in Konami sono sempre alla ricerca del giusto compromesso tra realismo e divertimento, in quanto stiamo parlando di una simulazione calcistica ma anche un videogioco, che non deve mai perdere questa vena nelle sue corde. Il discorso è molto interessante e condivisibile in certi punti quando l'automatismo è applicato ad esempio ai passaggi a 360 gradi, riteniamo però che perlomeno i binari rappresentino invece un chiaro difetto e l'ultimo grosso limite che il gioco si porta dietro da tanti anni. Prima di chiudere il capitolo intervista volevamo condividere con voi con un aneddoto che ci è stato raccontato, dovete sapere infatti che Seabass segue molto il calcio Italiano ed in particolare è tifoso dell'Inter, qualche tempo fa si trovava al Meazza per il derby col Milan e con la sciarpa dei nerazzurri sul collo quando si è diretto al bagno e, vedendo una fila enorme ad attendere si è diretto invece in un altro, che aveva il piccolo 'problema' di essere quello dei tifosi milanisti. Mentre stava facendo quello per cui era andato in bagno si avvicina infatti un tifoso avversario che gli mette la mano sulla spalla e gli dice di andarsene, probabilmente non l'ha cacciato con le cattive perché ha visto che non era Italiano, ma comunque gli ha intimato di andare da un'altra parte. Il povero Seabass ha scoperto direttamente che purtroppo dalle nostre parti il tifo non è così gioviale e accomodante come in Giappone, dove i tifosi camminano assieme per strada e magari prendono anche lo stesso treno.

Calcio virtuale e calcio reale

Dopo questa bella e lunga intervista ci siamo diretti in una sala sottostante per disputare la PES 2011 Media Cup, siamo stati divisi infatti assieme agli altri giornalisti in diversi gironi da quattro per decretare poi il vincitore mediante scontri ad eliminazione diretta. Nel nostro siamo capitati con due francesi e uno spagnolo, e la figura è stata di quelle barbine: due sconfitte sul campo e una a tavolino (ci siamo trattenuti un po' troppo nel bagno anche noi come Seabass) hanno decretato la nostra uscita prematura dal torneo.

In realtà ci sono diverse attenuanti (che abbiamo cercato con insistenza per non essere presi troppo in giro da voi), tra i presenti non c'era nessuno dei siti internazionali più famosi e soprattutto diversi giornalisti (quelli più giovani e in erba) hanno partecipato anche alla finale mondiale, il che significa che nell'arco dell'ultimo anno hanno giocato diverse centinaia di partite al mese con PES. Nuovo giorno, tempo di calcetto tra giornalisti e di altra figura deprecabile, questa volta però per mancanza di gioco di squadra. In fase di organizzazione infatti c'era un tabellone con quattro squadre di diverso colore e mediante il quale ognuno poteva segnassi dove voleva. C'è stato un problema però, due di queste squadre erano già complete, ed avevano da un lato tutti giornalisti spagnoli, dall'altro per la maggior parte francesi. I primi hanno vinto facilmente il torneo giocando anche in maniera organizzata e mantenendo le posizioni, il sottoscritto è capitato assieme a tedeschi, inglesi, israeliani e algerini, ed il risultato è stato dosastroso: nelle due partite disputate abbiamo preso perlomeno 15 goal complessivi, arrivando ultimi e soprattutto senza uno straccio di organizzazione, con alcuni compagni anche dalle dubbie qualità atletiche, perlomeno ho realizzato l'UNICO goal fatto in due partite, buono per le statistiche. Il momento più simpatico è stato quando dopo l'ennesimo errore che ha regalato il goal da parte del nostro difensore algerino, il tedescone presente in squadra gli ha urlato che non stava giocando alla PlayStation e che non basta premere il tasto del passaggio per fare in modo che arrivi correttamente al proprio compagno. Ad ogni modo dopo aver collezionato queste due belle figure (non vi diciamo di quale consistenza) siamo ritornati in veste di giornalisti per assistere all'evento principale, la finale mondiale di PES 2010. Dei 40 finalisti ce n'erano due italiani, Andrea in arte Milanista10 di Rozzano in provincia di Milano ed Ettore aka Ettorito97 di Bari, che a soli 13 anni è campione italiano in carica del gioco.

Anche in questa occasione ad aprire le danze è stato Seabass in una grossa sala adibita a campo di calcetto con 16 postazioni, vari arbitri a controllare le partite e diretta streaming sul web. I nostri due rappresentanti hanno disputato un grande torneo e purtroppo si sono dovuti sfidare in uno scontro fratricida nei quarti di finale. Ad avere la meglio per due reti ad una è stato Ettorito, il quale è arrivato addirittura in finale per giocarsela alla pari e perdere in maniera se vogliamo immeritata grazie ad un autogoal a favore di tale Christopher del Portogallo, che ha generato qualche fischio per il suo comportamento al limite del fair play condito da melina prolungata e da tempi di attesa biblici ad ogni calcio d'angolo. Ad ogni modo possiamo ritenere Ettorito il vincitore morale anche in virtù dei tanti applausi ricevuti, mentre è stato impressionante vedere tutti i partecipanti mentre sceglievano le opzioni e modificavano la formazione in campo ad una velocità incredibile, senza contare le evoluzioni in campo con i giocatori più forti. La squadra più gettonata è stata il Brasile, con il quale ogni partecipante si esibiva in dribbling continui e prolungati in ogni parte del campo per uno stampo chiaramente arcade che crediamo non verrà ripetuto nella versione 2011, dove sono cambiate molte cose e dove tutti i contendenti di quest'anno dovranno darsi molto da fare per apprendere le nuove meccaniche di gioco. Dulcis in fundo, a rallegrare l'umore e a far brillare gli occhi di tutti i presenti ci ha pensato la host della serata Cristina Pedroche, modella di 21 anni che pare sia diventata piuttosto famosa dopo essersi fatta scattare alcune foto succinte anche con la camiseta del Real Madrid, noi non possiamo fare altro che confermare le sue indubbie qualità tecniche e balistiche. Per tutto il resto vi invitiamo a visionare il nostro coverage video dell'evento, condito anche da qualche approfondimento e aneddoto simpatico!

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