Dragon Age IITra vecchio e nuovo 

Il secondo incontro con Dragon Age II porta in dote un personaggio e una classe inediti, offrendo nel contempo uno sguardo alle modifiche fatte ad alcuni elementi cardine della serie

Versione testata: Xbox 360

Sul palco dell'Electronic Arts Showcase, evento di presentazione della line up dei titoli in uscita entro la fine del 2010 e il primo quarto del 2011, il co-fondatore di Bioware, Ray Muzyka, ci è salito incominciando proprio da Dragon Age II. Il seguito di uno dei giochi di ruolo più celebrati degli ultimi anni è un prodotto non facile, vuoi per le altissime aspettative covate dai fan, vuoi per le impellenze dettate dalla scelta di cambiare molto rispetto alla formula originale, per andare maggiormente nella direzione delle versioni console senza nel contempo tradirne lo spirito. Tra vecchio e nuovo Un compito non da poco, insomma, che potrà essere valutato il prossimo 11 marzo, giorno dell'uscita su tutte e tre le piattaforme di competenza, ma che oltre ad opportunità come quella che ha fruttato questo pezzo, verrà anticipato da una serie di iniziative collaterali, come il lancio di Dragon Age Legends. Il gioco - o l'applicazione, decidete voi - sarà disponibile su Facebook ed entrerà a brevissimo in beta, tanto da rendere già libere le iscrizioni sul sito ufficiale, offrendo a quanto detto una giocabilità immediata ma anche una storia all'altezza del nome dello sviluppatore canadese e, soprattutto, alcuni codici da utilizzare per sbloccare oggetti in game - quello vero. Finiti i preamboli e le introduzioni, ci è stato permesso di provare una nuova demo di circa quindici minuti, sufficienti a cogliere nuovi dettagli e fare conoscenze inedite...

Incontri

Seguendo le vicende del protagonista, Hawke, e come detto in occasione del primo incontro avvenuto durante la scorsa GamesCom di Colonia, Dragon Age II si prefigge di prolungare quanto fatto dal primo episodio, agendo però su due fattori di non poca importanza. La narrazione, innanzitutto, con una trama raccontata seguendo il filo di un discorso tra più personaggi e lasciando l'utente giocare gli spezzoni dei ricordi da loro citati, un po' come capita di vedere al cinema in pellicole come I Soliti Sospetti, vuole proporsi come maggiormente ritmata, dando comunque la possibilità di scegliere entro un certo limite di movimento quali quest completare prima di altre ma sfruttando questo escamotage per non avere passaggi a vuoto o meno epici di altri. I combattimenti, poi, sono stati modificati al prezzo di alcune importanti rinunce - come la telecamera top-down nella versione PC - a favore di un'impostazione non action ma più immediata e frenetica, che pur mantenendo la possibilità di usare la pausa tattica e di passare i rassegna i personaggi del proprio team, non richiede più di selezionare il nemico da colpire ma semplicemente di agire di volta in volta sui pulsanti per l'utilizzo delle abilità quando nelle sue vicinanze. Con questi due nuovi elementi in testa, ci è stato fatto provare uno scorcio di avventura posizionato poco dopo il prologo e all'inizio delle vicende che porteranno alla gloria il nome di Hawke, nel momento in cui l'affascinante piratessa Isabella si unirà al suo gruppo di avventurieri: prima di poterla utilizzare come membro attivo del party e, ci è stato garantito, iniziare una relazione che potrà anche sfociare in qualcosa in più che un semplice supporto in battaglia, andrà aiutata a liberarsi di Hayder, scagnozzo di tale Castillon, un losco individuo con cui la nostra ebbe modo di fare affari in passato e che ora vuol sapere da lei la posizione di un misterioso relitto. Per quanto decontestualizzato dal quadro d'insieme dell'avventura, il mix di dialoghi a scelta multipla e personaggi di spessore è sembrato ben valere la firma di Bioware. Sul fronte della giocabilità strettamente detta, Hawke impersonava la classe del Rougue che abbiamo qui potuto vedere per la prima volta: i colpi sono quelli che ci si aspetterebbe da un archetipo ruolistico classico, con rapide schivate e salti da mescolare all'uso di colpi inferti frontalmente con i pugnali, come con Explosive Strike, o da dietro, come con Backstab, o dalla distanza, come con gli esplosivi di Miasmic Flask. Tra vecchio e nuovo Il personaggio si muoveva quindi come ci si aspetterebbe anche se attendiamo di poterci mettere le mani sopra per più tempo per capire quanto effettivamente le scelte fatte per il sistema di combattimento siano vincenti; al momento alcuni problemi della telecamera e un po' troppa confusione non facilitano il giudizio. Molto ben fatto appare già ora il nuovo sistema di crescita delle abilità che anziché farle aumentare di livello, permette di specializzarle: tornando al nostro assassino, lo scatto effettuabile con Rush potrà evolversi in Charge o Blitz mentre il sopra citato lancio di materiale esplosivo potrà diventare More Miasmic Flask, tanto per fare due esempi. Visivamente la versione Xbox 360 provata era ancora piuttosto arretrata, soprattutto in termini di fluidità, ma adatta allo scopo di dare la tara del lavoro intrapreso: il livello di dettaglio è di molto cresciuto rispetto al passato per quanto riguarda gli ambienti restando invariato per i personaggi, sempre dotati di tanti particolari per quanto ora disegnati seguendo una direzione artistica leggermente diversa, mentre nel complesso l'uso degli effetti e le luci non raggiungono le vette di Mass Effect e dell'Unreal Engine 3, venendo però compensati da un design degli ambienti più articolato e aperto a un'esplorazione diversa dal semplice raggiungimento di un dato punto.
Troppi pochi, in conclusione, i minuti di gioco e troppo ambizioso oltre che vasto Dragon Age II per essere trattato in questa sede. Le scelte fatte sono coraggiose e per alcuni versi sembrano già pagare, mentre altri aspetti necessitano del tempo mancante all'uscita e dovranno essere prese ancora in esame in futuro.

Quella l'ho già vista

Isabella in realtà non è un personaggio nuovo all'interno dell'universo di Dragon Age. I più attenti si ricorderanno infatti che nel bordello di Denerim un'avvenente ragazza che portava lo stesso nome era un crocevia fondamentale per l'acquisizione della classe Duelist: ebbene, è sempre lei per quanto il modello e l'aspetto estetico siano completamente cambiati, permettendone ora una conoscenza ben più approfondita rispetto alle poche battute di un tempo. Qualcuno se l'era ricordata a prima vista?

Certezze

  • La tecnica narrativa adottata sembra garantire ancora più coinvolgimento
  • Nuovo sistema di progressione delle abilità ben studiato
  • Visivamente ha sempre grande fascino...

Dubbi

  • ...anche se sotto il profilo tecnico resta da lavorare
  • Nuovo sistema di combattimento apparso ancora da rifinire
  • La versione PC sarà probabilmente la più colpita da cambiamenti di cui non sempre aveva bisogno

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