Benvenuti nel Tajikistan  38

Una squadra di marines in mezzo a un gran casino internazionale. Normale amministrazione, ma saremo in grado di riportarli a casa?

Versione testata: Xbox 360

Un altro sparatutto ad ambientazione bellica moderna, un'altra squadra di soldati inviati in mezzo allo scontro a fuoco alla ricerca di minacce terroristiche o quant'altro, cose che bene o male conosciamo già e abbiamo visto in diverse forme in questo mercato saturo di sparatutto in soggettiva dall'impostazione più o meno realistica. Come fa dunque questo Operation Flashpoint: Red River ad emergere in mezzo a questo marasma di titoli, che conta peraltro diversi colossi notevoli in termini di produzione? Chi conosce già la serie Operation Flashpoint sa la risposta, a tutti gli altri salterà in mente dopo pochi minuti di gioco, quando ci ritroviamo lanciati in mezzo a un campo di battaglia dalla vastità disorientante con il rischio di terminare la partita dopo un singolo colpo ricevuto, sparato da chissà dove.

Ci vuole un approccio diverso per entrare nelle dinamiche di questo sparatutto Codemasters, un marchio di fabbrica che riesce a far risaltare questo titolo in mezzo all'abbondanza di giochi all'apparenza simili che invadono il mercato. Si tratta dunque di un FPS estremamente tattico, nel quale il gioco di squadra diventa fondamentale ed è necessaria l'attenzione negli spostamenti, lo sfruttamento degli elementi dello scenario per la copertura e il controllo delle ampie zone di battaglia che non costringono a passaggi obbligati e non consentono una costruzione scriptata delle scene d'azione. Che questo possa essere un elemento positivo o meno dipende dal gusto personale, in quanto la spettacolarità dell'azione risulta chiaramente mitigata dalla ricerca del realismo, d'altra parte l'esperienza di gioco offre effettivamente qualcosa di nuovo. Per avere un'idea di cosa ci troviamo di fronte una volta entrati nei panni del combattente di turno si può pensare a Operation Flashpoint come ad una sorta di incontro tra un FPS bellico e uno sparatutto tattico sullo stile di Ghost Recon, trasportato su larga scala.

We were soldiers

Una presentazione animata dall'insospettabile tono umoristico riassume, non senza ovvie semplificazioni, la storia del complesso rapporto tra Stati Uniti e parte del medio oriente, in particolare per quanto riguarda Afghanistan e dintorni, fino a sfumare nella fanta-politica che fa da sfondo al gioco, con l'intervento delle forze USA a domare l'insurrezione nella regione "calda" del Tajikistan, una situazione che farà partire un'escalation fino ad arrivare allo scontro diretto tra USA e Cina. La campagna inizia, come da tradizione, con una breve sessione di addestramento al campo base che si trasforma ben presto in missione operativa a tutti gli effetti dopo che continui bombardamenti di mortaio costringono la squadra a salire sugli Humvee ed esplorare la montagna circostante alla ricerca delle minacce presenti. Come rimarcato a più riprese dagli sviluppatori, Red River è un gioco fortemente improntato verso il multiplayer, in particolare in declinazione cooperativa. Oltre all'immancabile pletora di modalità cooperative diverse infatti, ambito in cui la concorrenza non manca, la caratteristica di maggior rilievo è rappresentata dalla possibilità di affrontare l'intera campagna in modalità cooperativa, cosa che risulta essere la condizione migliore per godere della struttura particolare del gioco. La gestione della squadra è infatti uno degli elementi cardine della meccanica di combattimento e la possibilità che questa possa essere costituita da giocatori umani amplifica lo spessore tattico e aumenta notevolmente il divertimento.

Per quanto riguarda le altre modalità di gioco, queste si trovano all'interno degli "Ingaggi di Squadra", il contenitore dei vari eventi multiplayer. In "Ultima Forza" ci troviamo a combattere contro ondate successive di nemici a difficoltà progressiva con la particolarità di dover chiamare noi l'elicottero per l'estrazione una volta che le cose cominciano a farsi troppo pericolose e si vuole conservare il punteggio, ma è necessario attendere un po' di tempo perché l'elicottero arrivi, dunque bisogna calcolare bene i tempi e resistere. In "Combat Search and Rescue" (CSAR) ci lanciamo al salvataggio dell'equipaggio di un elicottero abbattuto in territorio nemico, "Rombo di Tuono" ci pone di scorta ad un convoglio di veicoli da proteggere contro i continui attacchi dei ribelli, mentre in "Azione Militare" si combattono i nemici e si esplora il territorio alla ricerca di riserve di armi. Per ogni modalità sono presenti una o due mappe, ma è probabile che il quantitativo venga espanso successivamente. Non mancano dunque le possibilità di scelta in termini di modalità, ma come detto in precedenza è la Campagna a regnare sovrana in termini di profondità ed importanza, composta da una decina di missioni per un totale di 10 ore di gioco o più.

Gioco di squadra

Seguendo le pressanti istruzioni del burbero Sergente Knox (la cui loquacità è davvero sorprendente durante le missioni), ci troviamo dunque a gestire una squadra di 4 elementi, ognuno dei quali caratterizzato da abilità specifiche. Ecco dunque l'elemento "ruolistico" che si è ormai infiltrato stabilmente tra gli sparatutto: anche in questo caso, è possibile specializzare i combattenti in diveri ambiti tra fuciliere, fuciliere d'assalto, granatiere e ricognitore. Ovviamente ad ogni ruolo è associata una tipologia di arma particolare che ne determina la posizione sul campo e lo stile di combattimento tra lungo e corto raggio o specializzazioni caratteristiche. Avanzando nel gioco si raccolgono punti esperienza, in quantità variabile a seconda dei risultati ottenuti a fine missione, con cui è possibile incrementare le statistiche generali del combattente (velocità, resistenza, prontezza, conoscenza tattica e abilità con l'arma) e definire le abilità specifiche per la classe di combattimento (i "perk" comunque azzerabili nel caso si voglia cambiare ruolo e riassegnare i punti).

Elementi già visti in altre produzioni simili ma che qui assumono un nuovo spessore, perché la specializzazione determina un ruolo attivo nella battaglia la cui padronanza dev'essere inserita come un ingranaggio nel gioco di squadra, cosa che ovviamente risalta soprattutto nel multiplayer cooperativo ma che rimane presente anche nel singolo grazie a un buon supporto dell'intelligenza artificiale. Lanciarsi da soli nel vivo della battaglia o muoversi in campo aperto, come potrebbe suggerire l'esperienza tratta da altri FPS, è qui invece il modo migliore per farsi eliminare, visto che gli scontri spesso si estendono su un'area piuttosto ampia e inizialmente non è facile localizzare da dove parta il fuoco nemico, per cui alle prime avvisaglie di scontro è necessario trovare una copertura e organizzare una manovra di contrattacco. Nel caso in cui si giochi in singolo, possiamo impartire gli ordini ai compagni di squadra selezionandoli da un elenco piuttosto vasto ma disposto in maniera intuitiva all'interno di un menù radiale da richiamare con la pressione del tasto dorsale, con i vari "sottogruppi" di ordini raccolti ai vari punti cardinali. Ben presto ci rendiamo conto che questi ordini di squadra sono tutt'altro che secondari, ma rappresentano uno strumento indispensabile per portare a termine le missioni. Un elemento particolare è la gestione delle ferite: l'impostazione realistica rende facile essere colpiti ed eliminati in brevissimo tempo, ma se si riesce a subire solo una ferita leggera, è possibile fermarsi e tenere premuto un tasto per bloccare l'emorragia. Il problema è che il procedimento richiede del tempo durante il quale siamo completamente indifesi e anche qui risulta quindi indispensabile la copertura da parte dei compagni di squadra.

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Il fiume rosso

Il concetto intorno al quale è strutturato Operation Flashpoint: Red River è dunque piuttosto diverso da quello di un Call of Duty, per fare un esempio. Il realismo e il tatticismo prendono il sopravvento a discapito della spettacolarizzazione cinematografica, dunque non c'è tempo né modo di mettere in scena sequenze scriptate degne di Hollywood, c'è piuttosto la rappresentazione realistica di scontri a fuoco dove un minimo errore può costare caro. Il motore grafico EGO Engine di Codemasters viene qui impiegato per modellare scenari estremamente ampi, dando la libertà di muoversi liberamente all'interno di vasti tratti di mappa orchestrando le manovre con ampie possibilità di scelta. Di conseguenza, la grafica appare più grezza, meno attenta al particolare rispetto ad altre produzioni similari, poiché sono l'ampio orizzonte e la libertà di movimento ad essere privilegiate piuttosto che l'estetica scenografica. D'altra parte il Tajikistan si presta piuttosto bene a questo scopo, con le sue ampie praterie, vallate e regioni montane intervallate da piccoli centri abitati che consentono una visione di ampio respiro ma pochi elementi architettonici e naturali da rappresentare con precisione certosina. L'esaltazione nel gioco, in definitiva, deriva più dalla riproduzione realistica dello scontro, dall'adrenalinica sensazione di pericolo costante da sventare con l'abilità nel fare fuoco ma anche nell'organizzare le giuste manovre difensive e offensive.

E' chiaro che rispetto a concorrenti come Call of Duty o Battlefield: Bad Company dunque, il comparto grafico possa sembrare quasi sottotono, ma ci si accorge subito che gli scenari sono in qualche modo piegati al particolare gameplay che caratterizza Operation Flashpoint. Affascinante peraltro, l'aspetto rossastro che caratterizza buona parte dei livelli, una luce diffusa e incandescente che sembra voler riflettere il "fiume rosso" come cifra stilistica lungo tutto il percorso di gioco. La versione provata soffre di qualche piccolo problema di compenetrazione dei modelli poligonali, ma trattandosi di una build non definitiva necessita ovviamente di alcune regolazioni. Decisamente ben fatto il comparto audio, che amplifica la sensazione di realismo e caos da battaglia attraverso continue comunicazioni via radio fra le squadre e il coordinamento da parte del Sergente, con tanto di slang specifico militare e immancabile turpiloquio "da marine".
Rimaniamo quindi in attesa di un codice definitivo da poter recensire ricordandovi che Operation Flashpoint: Red River arriverà sul mercato tra poco più di un mese nelle versioni PC, PlayStation 3 e Xbox 360.

CERTEZZE

  • Tattica e realismo ai massimi livelli per un FPS
  • Il multiplayer cooperativo pare decisamente essere la marcia in più
  • Mappe ampie che consentono un'articolazione variabile delle missioni

DUBBI

  • Le sue caratteristiche possono renderlo un titolo di nicchia
  • Qualcosa da aggiustare sul fronte grafico, dove comunque non spicca rispetto alla concorrenza
  • Multiplayer competitivo assente