Lo spirito dei guerrieri  28

Il principe di Persia in versione dark

Quando si testa e analizza un videogioco illustre che viene riproposto dal produttore a distanza di anni in qualche raccolta, e del quale già si conosce praticamente tutto per averlo giocato già in originale al momento della sua uscita sul mercato, scriverne poi la recensione diventa una questione assai delicata. Soprattutto quando si devono poi trarre delle conclusioni e attribuirgli un voto che tenga conto sì del gameplay ma anche della sua qualità generale, senza dimenticare in più l'epoca in cui il prodotto è stato rilasciato, la tecnologia su cui poteva contare certo meno performante di quelle attualmente disponibili. Un titolo considerato un capolavoro può essere difatti rivisto e valutato in maniera diversa appena pochi anni dopo dalla data del suo rilascio, alla luce soprattutto dei cambiamenti sempre frenetici che avvengono nel mondo delle console per quanto riguarda hardware ed engine grafici. Ogni giudizio va insomma soppesato e analizzato a mente fredda prima di procedere alla stesura finale, ponendo sempre e comunque nell'articolo l'accento sui distinguo e sul come gli utenti dovrebbero valutare il prodotto trattato nel servizio.

Prince of Persia Trilogy HD propone come oramai sapete i tre giochi della saga de Le Sabbie del Tempo apparsi per la prima volta negli anni passati su PlayStation 2. Dopo aver recensito una settimana fa il capostipite della serie è arrivato il momento per noi di analizzare il suo sequel diretto, anche esso riproposto nella sua edizione adattata alle televisioni ad alta definizione. Spirito Guerriero prosegue la storia de Le Sabbie del Tempo introducendo nuovi personaggi e mostrando nuovi aspetti caratteriali del Principe, qui riproposto in una veste più brutale e arrabbiata che mai. Sette anni dopo l'avventura di Azad, il nostro amico persiano, nel tentativo di liberarsi dalla maledizione che affligge tutti coloro che hanno operato con le sabbie magiche, deve recarsi nel luogo in cui esse sono state create, tornare nel passato e fermare la loro genesi: solo in tal modo si potrà salvare dal demone Dahaka che lo perseguita e insegue. Il potente Essere, infatti, non gli perdona l'aver usato il potere delle Sabbie del Tempo per riavvolgere il corso degli eventi e sfuggire al suo destino. La presenza del demone, tra l'altro, non ha una funzione prettamente e semplicemente narrativa, ma porta con sé una delle novità presenti in questa nuova avventura del Principe di Persia.

Oscuri guerrieri

In alcune sessioni infatti, Dahaka è fisicamente presente e insegue come un forsennato il nostro eroe, costringendo di conseguenza l'utente a evitare questa creatura infernale fuggendo a gambe levate e a eseguire una serie di combinazioni di azioni (salti, acrobazie, arrampicate) entro un certo limite di tempo per evitarlo. Inizialmente affrontare tali passaggi può sembrare difficile, perché la tensione scaturita dalla presenza costante della minaccia demoniaca alle proprie spalle può portare a commettere qualche errore di valutazione durante la fuga, specie quando in sequenza si deve magari correre su un muro, poi lanciarsi verso uno spuntone e successivamente planare su una piattaforma, ma bisogna ammettere che la coordinazione sviluppata in tali punti, una volta presa la mano, rende poi in seguito i vari "schemi", più facili da affrontare.

Per quanto riguarda invece il gameplay generale del prodotto, Ubisoft propone in questo secondo capitolo della saga na meccanica di gioco leggermente ritoccata, soprattutto per quel che riguarda il sistema di combattimento. Con l'intenzione di renderlo più vario e coinvolgente sono state infatti introdotte tutta una serie di novità e migliorie in questo senso, tramite l'aumento per esempio del numero di mosse eseguibili dal Principe e l'introduzione di un particolare sistema per le combo che consente all'utente di concatenarle, in modo da eseguire sequenze di attacchi estremamente letali e spettacolari. Inoltre gli sviluppatori hanno anche migliorato e ampliato numericamente i poteri di manipolazione del tempo del protagonista e implementato la capacità per lo stesso di impugnare due armi contemporaneamente, con la seconda però soggetta a un rapido deterioramento in rapporto alla frequenza dell'uso che se ne fa. Elementi questi che messi assieme aumentano ulteriormente le combinazioni a disposizione, regalando al giocatore una notevole libertà nella gestione dei combattimenti, che come vedremo più avanti sono diventati il fulcro o quasi del gioco.

Le Sabbie del Tempo

Le Sabbie del Tempo è una quadrilogia composta da 4 giochi, tutti legati tra loro da una avvincente trama che si svolge in uno stesso universo narrativo. Il primo è Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (2003), pseudo remake dell'originale Prince of Persia. Il secondo in ordine cronologico, seguendo cioè la trama della serie, è Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate (2010), che però è l'ultimo come produzione. Terzo episodio è Prince of Persia: Spirito Guerriero (2004), il secondo in ordine di tempo invece a essere stato rilasciato sul mercato. Mentre il quarto e ultimo capitolo è Prince of Persia: I Due Troni (2005), che è il terzo come produzione.

Trofei PlayStation 3

Prince of Persia: Spirito Guerriero regala agli utenti 20 Trofei. Essi sono così suddivisi: 1 di Platino, 4 d'Oro, 7 d'Argento, 1 di Bronzo e 7 Segreti. Per ottenerli bisogna soddisfare alcune richieste da parte del gioco durante l'avventura, come per esempio completare la storia a qualsiasi livello di difficoltà senza morire (trofeo Imbattuto), decapitare 150 nemici (Esecutore) o completare il gioco in modalità Difficile (Eroe).

Nuovi nemici, più azione

Non è un caso che la componente esplorativa in questo episodio sia stata messa un po' in secondo piano rispetto agli scontri. Cosa che per certi versi regala all'utente un'esperienza più orientata verso l'azione, proponendo di conseguenza un'ambientazione che è passata dai toni fiabeschi ed arabeggianti di tutta la serie in generale a quelli più cupi e sanguinolenti di questo nuovo capitolo. Gli scontri sono infatti una componente costante di questo prodotto. Oltre che presenti in maggior numero e frequenza, i nemici da affrontare sono cambiati in aspetto e nelle abilità, con una maggiore caratterizzazione di un avversario rispetto all'altro. Inoltre essi appaiono più svegli che in passato e decisamente più intraprendenti ed organizzati. Sono poi stati aggiunti dagli sviluppatori dei boss di fine livello che, pur non brillando per originalità, si rivelano dei piacevoli diversivi, delle sfide nelle sfide da affrontare a tutto vantaggio della varietà di gioco e della spettacolarità dello stesso. La componente esplorativa, pur ridotta, è tuttavia sempre presente e costituisce comunque una parte importante di Prince of Persia: Spirito Guerriero.

Durante l'avventura il nostro eroe si troverà spesso a dover fuggire da enormi stanze ricche di piattaforme, appigli e infernali macchinari, articolate con lo stile nel level designing che ha caratterizzato i vari episodi della saga. Così come sarà impegnato ancora una volta a "gestire", con più opzioni, lo spazio-tempo grazie ai suoi poteri per il controllo delle ore e dei minuti conferitigli dalla sabbia, che gli permette di riavvolgere o rallentare il flusso temporale in modo da guadagnare una seconda chance dopo qualche mossa azzardata, oppure per facilitargli la strada attraverso passaggi esageratamente veloci o complicati.
Per rinfrescarci la memoria facciamo un esempio: immaginate di trovarvi all'interno di una struttura in cui un enorme oggetto vi sbarra la strada impedendovi di uscirne fuori, o di essere bloccati sopra qualche spuntone senza avere appigli vicino dove lanciarvi per cercare la presa o un salto acrobatico e allontanarvi. Ebbene, viaggiando nel futuro l'ostacolo potrebbe non essere più presente in quella locazione lasciandovi di conseguenza libera la via, oppure laddove non c'era nulla ora potrebbe apparire un punto al quale agganciarsi per superare l'area o una piattaforma su cui balzare.

Un Principe e i suoi salti

Certo, la libertà lasciata al videogiocatore non è totale quando si passa da un'epoca all'altra, visto che il gioco prevede tale possibilità solo in determinate locazioni della mappa. Tuttavia è uno degli aspetti positivi dell'avventura, visto che anche tramite esso vi è una progressione dell'avventura decisamente più aperta che in passato, con una maggiore libertà di movimento per il videogiocatore all'interno del mondo che fa da sfondo alle vicende.

Dal punto di vista estetico, la rivisitazione di questo capitolo della saga in Prince of Persia: Trilogy HD si dimostra, ancora una volta, eccellente. La "nuova" veste grafica a 720p può contare su texture inedite (ma non complesse), normal map e anti-aliasing, che pur non stravolgendo ovviamente la componente estetica del prodotto (i modelli poligonali son sempre quelli) certo riescono comunque a migliorarla, a renderla più piacevole alla vista. L'immagine è così più nitida, i colori vivi nonostante l'ambientazione cupa e in generale la sensazione di profondità data agli scenari, sempre belli a vedersi, è superiore alla versione originale su PlayStation 2 che già comunque era piuttosto valida per l'epoca. Semmai il tutto stona parecchio con le cutscene dove la pochezza dei poligoni che compongono le figure dei personaggi, a cui accennavamo poco sopra, e quella dei loro "rivestimenti" vengono evidenziati dai primi piani. Purtroppo non abbiamo avuto modo di testare il 3D stereoscopico visto che esso richiede un televisore 3D non disponibile al momento della recensione. Buone anche le animazioni, come da tradizione numerosissime e splendidamente realizzate, fluide come non mai. Diverso il discorso relativo al sonoro. Le musiche sono di buona fattura ma a nostro parere un tantino "stonate" nel mondo in cui sono ambientate le avventure del Principe di Persia. Esse tendono infatti troppo al rock, pur in alcuni casi mantenendo un tono orientaleggiante, e pertanto appaiono talvolta poco consone al contesto. Discreto il doppiaggio in italiano che in alcuni frangenti appare mal adattato per contenuti, interpretazione (in particolare le orribili voci dei nemici) e caratterizzazione, con il nostro eroe che spesso viene fuori con battute banali e poco adatte al suo personaggio.

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Multiplayer.it

7.7

Lettori (32)

8.8

Il tuo voto

A distanza di anni Prince of Persia: Spirito Guerriero torna nella raccolta Prince of Persia: Trilogy HD in una versione adattata appositamente per PlayStation 3. Il gioco, pur con tutti quei difettucci che si porta appresso dall'originale (d'altronde, lo ribadiamo, è pur sempre una versione semi-abbellita di un prodotto pre-esistente) conferma quanto di buono mostrato all'origine su PlayStation 2: un piacevole sistema di combattimento, un discreto gameplay legato alle fasi esplorative, storicamente il fulcro del gioco e qui ridotte a elemento quasi di contorno, e un'ambientazione più dark e sanguinolenta del solito. Il tutto impreziosito dalla nuova veste grafica. In definitiva, pur se il meno riuscito della trilogia, lo giudichiamo positivamente.

PRO

  • Graficamente "diverso" nello stile, ma piacevole
  • Belle le fasi di combattimento
  • Trama come sempre interessante

CONTRO

  • Meno spazio all'esplorazione
  • Adattamento HD senza infamia e senza lode