Xenoblade ChroniclesTutti pazzi per Xeno 

Doveva essere soltanto un JRPG e invece è diventato il caso che ha scosso le fondamenta del marketing occidentale

Xenoblade Chronicles è un gioco che passerà alla storia. Non tanto per la qualità della produzione e neanche per aver spinto le capacità della console Nintendo "là dove nessun altro era mai giunto prima" ma più che altro per la risonanza prodotta dal fatto che fino a poche settimane fa la localizzazione occidentale del gioco restava assolutamente incerta. In un periodo non certo felice per la softeca Wii, Xenoblade Chronicles era soltanto la prima vittima di una strategia che metteva fuori gioco anche The Last Story, un altro attesissimo JRPG della blasonata softco Mistwalker. Per il nostro continente, comunque, la situazione si è stabilizzata quando Nintendo ne ha annunciate le versioni europee, a cominciare da Xenoblade Chronicles che avrebbe raggiunto gli scaffali, perfino in una versione bundle con tanto di Classic Controller Pro rosso, all'inizio di settembre. Tutti pazzi per Xeno Colpo di scena, a poco meno di due mesi dalla data precedentemente annunciata, ne viene confermata una nuova, addirittura il 19 agosto. The Last Story invece è previsto per il 2012 e questo è un momento davvero storico: ben due RPG giapponesi che arrivano in Europa mentre per l'America non ci sono progetti? Inutile dire che gli yankee sono andati su tutte le furie, dando inizio all'Operazione Rainfall, della quale parleremo nel box dedicato, proprio un po' più giù. Un vero e proprio caso internazionale, insomma, reso ancora più folgorante dalla qualità dei prodotti in questione: davvero Xenoblade Chronicles è uno dei migliori JRPG mai prodotti?

Takahashi senza confini

Nonostante le similitudini tra i titoli, Xenoblade Chronicles non condivide quasi nulla con la trilogia di Xenosaga per PlayStation 2 o l'ancor più famoso Xenogears per PSOne: non troverete Elly, Fei o KOS-MOS, insomma, ma troverete la consueta cura riposta da Tetsuya Takahashi nelle sceneggiatura e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. In questo caso, il poliedrico scrittore giapponese ha preferito abbandonare il misticismo e la narrazione un po' convulsa che caratterizzavano i suoi progetti precedenti in favore di una sceneggiatura più chiara e diretta: un cambiamento di stile che non ha minimamente intaccato il gusto di Takahashi per le storie adulte con significati profondi e imprevedibili colpi di scena. Tutti pazzi per Xeno Nonostante questo, la storia non prenderà il sopravventuo sulla componente ludica com'è accaduto in passato con le cutscene esageratamente lunghe dei titoli Monolith Soft; la volontà di Takahashi è stata proprio quella di lasciare ampio spazio all'esplorazione e all'avventura senza sacrificare la qualità dello storytelling che, anzi, i giapponesi hanno apprezzato per la sua coerenza e completezza. I fan ricorderanno certamente il secondo disco di Xenogears o il gap tra gli episodi II e III di Xenosaga, ma per la prima volta Takahashi sembra libero dai limiti tecnologici ed economici che avevano castrato le sue sceneggiature precedenti. Questa volta, ricordiamo, il giocatore esplora il mondo costituito dai corpi di due presunte divinità che si sono sconfitte a vicenda in un duello mitologico: adesso la razza tecnorganica che popola uno dei due corpi ha intenzione di invadere l'altro e soltanto una specialissima spada può fermarli, un'arma che suo malgrado dovrà brandire il giovane Shulk, in un'avventura che lo circonderà di bizzarri compagni, imprevedibili alleati e numerosi nemici.

Operation Rainfall!

Se è vero che Xenoblade Chronicles e The Last Story arriveranno in Europa rispettivamente ad agosto e all'inizio del prossimo anno, per la prima volta appare più sconfortante la situazione dei videogiocatori a stelle e strisce. Tutti pazzi per Xeno La mancata localizzazione dei due giochi sopracitati e del più recente Pandora's Tower ha portato i fan a iniziare una vera e propria sommossa, cominciata sul forum del noto website IGN e da lì allargatasi a macchia d'olio riscontrando consensi da parte di altre riviste del settore come Kotaku, Joystiq, Eurogamer, Game Informer e il nipponico Inside. Perfino Soraya Saga, moglie di Tetsuya Takahashi e co-autrice di Xenogears e Xenosaga, ha appoggiato la campagna, che si svilupperà in tre fasi, una per ciascun gioco: la strategia è semplice, consiste nel tempestare di e-mail, lettere fisiche e telefonate i quartier generali di Nintendo of America per chiedere a gran voce la localizzazione del trittico di RPG. Contemporaneamente, molti utenti hanno prenotato su Amazon.com la versione americana "placeholder" di Xenoblade Chronicles per dimostrare l'interesse nei confronti del gioco che, in questo modo, è sfrecciato in vetta alla top100 dei giochi più venduti per Nintendo Wii. Nonostante gli sforzi dei fan, tuttavia, Nintendo of America è apparsa granitica, affermando con forza che, ad oggi, non ci sono piani per portare in America nessuno dei tre giochi.

L'RPG che ci mancava

In generale, l'ultima fatica di Monolith Soft ha ottenuto enormi consensi in patria: premiato dalla rivista Famitsu con uno sfolgorante 36 su 40, Xenoblade Chronicles ha riscosso opinioni favorevoli anche dai giocatori e dai fan degli RPG, accendendo le speranze per il ritorno in auge di un genere che negli ultimi anni ha perso sempre di più un'identità propria. Tuttavia, il gioco di Tetsuya Takahashi si allontana vistosamente dalla tradizione, proponendo un curioso ibrido che in molti casi ricorda l'approccio scelto da Square Enix per Final Fantasy XII: il giocatore controlla infatti un team di tre personaggi per volta e con essi affronta l'esplorazione di un mondo davvero sconfinato, in cui ogni porzione dei due corpi che lo costituiscono presenta tonnellate di segreti, nemici e missioni da svolgere. Si parla di almeno trecento quest opzionali che il giocatore può completare per migliorare l'equipaggiamento e le capacità dei suoi personaggi: questi possiedono abilità, magie e peculiarità diverse e pertanto è fondamentale assemblare il party con attenzione per affrontare i nemici di turno. Tutti pazzi per Xeno Xenoblade Chronicles presenterà anche un buon livello di personalizzazione, sia a livello di abilità che di equipaggiamento, potenziabile attraverso particolari gemme e dal look distinto e visibile in ogni momento, perfino durante le cutscene. I combattimenti si svolgono in tempo reale, il giocatore assume il controllo diretto di uno dei tre personaggi e può attivare abilità e magie al momento opportuno, producendo combo micidiali. Pare che il posizionamento dei personaggi sul campo di battaglia sarà fondamentale per sfruttare le debolezze delle creature avversarie, rendendo ogni scontro decisamente strategico. Quello che impressiona di più di Xenoblade Chronicles, aldilà dell'enfasi riposta sulla quantità di contenuti, è certamente l'appariscente comparto tecnico: il mondo del gioco appare enorme e completamente esplorabile, il livello di dettaglio sembra altissimo con tanto di passaggio dal giorno alla notte che influenza l'ambiente circostante, e a incorniciare questo promettente quadretto c'è una colonna sonora composta da alcuni tra i più blasonati nomi del panorama giapponese, da Yasunori Mitsuda a Yoko Shimomura. La ludoteca di Nintendo Wii non ha mai brillato nel campo dei JRPG ma dal 19 agosto questa affermazione potrebbe essere messa alla prova: non resta che scoprire, quindi, se Xenoblade Chronicles è davvero il messia del genere, per usare una terminologia molto cara a Takahashi e al suo team.

Certezze

  • Esperienza longeva e appagante sotto ogni aspetto
  • I modelli dei personaggi dal vivo appariranno meno legnosi

Dubbi

  • La sceneggiatura potrebbe esigere capacità tecniche al di sopra di quelle del Wii
  • Le ambientazioni eccessivamente ampie possono risultare spettacolari ma dispersive

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