Battlefield 3Una console in guerra 

Torniamo a parlare di Battlefield 3 in occasione dell'annuncio di una collaborazione realizzata per aumentare il realismo delle azioni di guerra

Versione testata: PlayStation 3

Siamo volati fino a Stoccolma per una rapida ma intensa visita agli studi di DICE: un meraviglioso locale denso di designer, artisti, programmatori e vita videoludica illuminato da pareti a vetro che offrono una meravigliosa vista sui canali e i tetti della città. Ma in fin dei conti siamo venuti qui non per ammirare il panorama ma per tornare a giocare il multiplayer di Battlefield 3, già visto in occasione dell'E3 ma questa volta in versione PlayStation 3. In questo hands on cercheremo quindi di focalizzarci sugli elementi tralasciati nel precedente articolo, che vi consigliamo vivamente di leggere, e su eventuali differenze tra la versione PC e quella console.

All’insegna del realismo

Bloccati da un embargo fino all'inizio di agosto, la più grande novità mostrata durante il nostro tour a Stoccolma riguardava una interessante collaborazione messa in piedi da DICE per potenziare Battlefield 3 in termini di realismo applicato al gameplay. Fino ad ora tenuto nascosto dietro le fila dello sviluppo, l'atteso shooter in prima persona è stato realizzato con il proficuo aiuto di Andy McNab, sergente della SAS inglese insignito della Distinguished Conduct Medal e della Military Medal. Il militare partecipò alla prima Guerra del Golfo nel 1991 e fu catturato durante un'operazione di attacco al sistema di comunicazione afghano, rimanendo ostaggio delle milizie di Saddam Hussein per sei settimane. Una console in guerra Da questa sua terribile esperienza nacque a decenni di distanza il libro best seller Bravo Two Zero e successivamente altri due volumi di successo, Immediate Action e Seven Troop per un totale di 30 milioni di libri venduti. Consulente cinematrografico per alcune pellicole d'azione (tra cui Heat con Robert De Niro e Al Pacino), Andy entrò in contatto con Electronic Arts per riversare parte della sua conoscenza militare in Battlefield 3 e per seguire la stesura del libro ufficiale del gioco, The Russian in collaborazione con Peter Grimsdale. Il romanzo, la cui distribuzione e localizzazione per il nostro territorio non è ancora confermata, si muoverà in parallelo ai fatti raccontati nello shooter, focalizzandosi sulla storia del soldato Dmitri "Dima" Mayakovsky delle forze speciali della federazione russa, uno dei protagonisti del titolo. Una console in guerra Ma il lavoro di McNab va ben oltre la stesura del romanzo ufficiale visto che la sua consulenza ha pervaso interamente il gioco influenzando un buon numero di dettagli del gameplay: da un maggiore realismo nei toni e nei contenuti delle comunicazioni tra militari ai movimenti dei soldati e al loro modo di manipolare oggetti e armi. Ma non solo perchè il suo contributo ha permesso di rendere più fedele il comportamento tattico dello squadrone e il suo modo di approcciarsi all'ambiente ostile tenendo conto di ipotesi di posizionamento del nemico e per muoversi in modo congruo alla necessità di essere sempre il più coperti possibile. Il lavoro di McNab ha avuto influenze anche sulle sessioni di motion capture grazie alla sua esperienza sul campo che gli ha permesso di guidare gli attori e renderli maggiormente coinvolti nelle sessioni registrate soprattutto da un punto di vista emotivo.

Tra le vie di Parigi

La mappa testata rimane la fantomatica Operation Metro giocata nella sola modalità Rush dal lato di chi attacca in compagnia di altri undici giornalisti. La fazione che difende è invece gestita da tester sparsi per il mondo. Il gameplay è quindi fortemente focalizzato sul gioco di squadra e la partita si sviluppa attraverso quattro distinte sezioni del livello. Nella modalità Rush infatti lo scopo è di distruggere le due stazioni di comunicazione situate in un'area specifica. Una volta piazzata la bomba è necessario assicurarsi che non venga disinnescata e non appena la deflagrazione ha luogo, una nuova area della mappa si apre spostando in avanti il campo di battaglia. Chi difende deve semplicemente resistere all'assalto eliminando gli avversari fino a quando terminano i rinforzi. Una console in guerra Operation Metro si apre quindi tra le vie di Parigi, prosegue attraverso i cunicoli della metropolitana, si sviluppa quindi in prossimità della biglietteria dei trasporti sotterranei e si conclude nelle strade in prossimità della borsa. In termini di level design confermiamo quanto già sperimentato in occasione dell'E3 2011: le aree di gioco alternano sapientemente spazi all'aperto, ricchi di coperture e zone laterali utili per aggirare il nemico o pianificare assalti sui fianchi, e sezioni dove è il combattimento ravvicinato a farla da padrona. La distruttibilità dell'ambiente è limitata a gran parte delle coperture e degli elementi dello scenario con un ottimo risultato grafico durante le sparatorie più intense ma ovviamente non coinvolge modifiche strutturali di edifici o zone di confine. DICE inoltre ha cercato di convogliare l'azione di gioco nella sezione di mappa attiva: non è infatti possibile ad esempio proseguire verso la zona successiva per tentare di far saltare più stazioni in contemporanea, ma bisognerà attendere di volta in volta lo sblocco della zona successiva. Se proviamo ad andare in giro un conto alla rovescia di appena dieci secondi ci inviterà a tornare nel campo di battaglia, pena il respawn forzato.

C'è della classe in queste classi

È notizia sicuramente nota che in Battlefield 3 ci saranno quattro kit di classi estremamente personalizzabili al loro interno ma, da quanto siamo riusciti a carpire navigando i menu, non verrà offerta la possibilità di creare classi ibride o completamente da zero in base ai propri gusti. La scelta dovrà quindi necessariamente ricadere sull'assault, il classico soldato in prima linea munito però anche di defibrillatore per far rivivere i compagni deceduti, oppure l'engineer, la classe ideale per chi adora tenere sotto controllo i veicoli catturati e le postazioni fortificate grazie al kit per le riparazioni e per chi apprezza scatenare sul campo di battaglia delle rumorose esplosioni essendo dotato anche di lanciarazzi. Una console in guerra Troviamo poi il support, classe dedicata alla produzione di munizioni da depositare a terra nei pressi di un compagno e focalizzata sui mitragliatori più pesanti. Utilizzando questo kit potremo infatti sfruttare un comodo bipod per posizionare su qualsiasi superficie la nostra arma e scatenare in questo modo del sonoro fuoco di soppressione in grado di "abbagliare" il nemico e rendere molto più semplici gli spostamenti dei nostri compagni. Chiude il giro il recon, classe rapida, veloce e silenziosa focalizzata sul combattimento a distanza essendo quella con accesso a fucili da cecchino e ad una moltitudine di ottiche. Come da tradizione ogni azione di gioco determina il guadagno di esperienza: dalle classiche kill più o meno elaborate, ai vari assist effettuati sfruttando anche le peculiarità del kit utilizzato, passando per numerose azioni dipendenti dai gadget equipaggiati. Il tutto concorre all'aumento della barra dell'esperienza e quindi al passaggio di livello. Quest'ultimo non è però generale ma legato alla classe utilizzata e determina quindi lo sblocco di nuove armi e accessori all'interno del singolo kit. Magari la scelta potrà far storcere il naso ai giocatori abituati alle ultime innovazioni in tal senso implementate in altri shooter in prima persona, ma ben rappresenta la volontà di DICE di rimanere ancorata alla sua tradizione e soprattutto obbliga il giocatore ad addestrarsi a dovere in ogni singola classe prima di poter diventare veramente competitivo magari specializzandosi esclusivamente nel suo uso. Una console in guerra Concretamente comunque ogni kit può essere personalizzato a livello di arma primaria e secondaria e può equipaggiare due differenti gadget, richiamabili tramite le frecce laterali della croce digitale, e una specializzazione non meglio definita. Il fucile principale inoltre può essere ulteriormente personalizzato grazie a tre slot, uno dedicato alle ottiche e gli altri ad accessori montabili sull'arma come il bipod citato in precedenza. Nella mappa era anche presente un veicolo, il LAV25, una sorta di blindato di trasporto, ed è stato interessante notare non solo la routine che gestisce i danni e che sembra essere legata alle zone effettivamente colpite dal fuoco nemico, ma anche una minima personalizzazione che lo coinvolge in prima persona. Dallo stesso menu di gestione delle classi infatti è possibile entrare nel dettaglio del veicolo per scegliere l'arma montata e due diversi upgrade, uno di tipo passivo e l'altro invece attivo. Purtroppo la durata limitata della nostra prova non ci ha permesso di testare queste personalizzazioni e di conseguenza rimane l'interrogativo in merito alla loro concreta applicazione all'interno del gioco.

Vade retro lupo solitario!

Ma la vera forza di Battlefield 3 è nel gioco di squadra, elemento evidente anche soltanto dopo pochi minuti di gameplay giocato. È veramente difficile essere determinanti in partita muovendosi in solitaria mentre risulta favorito in modo naturale chi segue i propri compagni coprendoli alle spalle o sui fianchi ed organizzandosi con loro per pianificare gli assalti alle stazioni di comunicazione. Lo strumento cardine per stimolare il giocatore a collaborare in team è lo squadrone, una sorta di organizzazione interna alla fazione che i veterani della serie sicuramente avranno ben presente. Una console in guerra Entrare a far parte di un team è immediato e quasi automatico, cosí facendo è possibile da un lato filtrare le comunicazioni vocali e le indicazioni su schermo, dall'altro vedere a colpo d'occhio dove sono i nostri compagni di squadra e quali sono le loro esigenze. Inoltre in fase di respawn è possibile scegliere di apparire immediatamente di fianco a un membro di uno squadrone piuttosto che dal punto di default. Siamo invece rimasti stupiti dalla totale assenza di un menu dedicato alle comunicazioni per richiedere ad esempio delle munizioni o per indicare un determinato nemico senza dover necessariamente utilizzare la voce, ma DICE ci ha rassicurato che novità in tal senso non mancheranno. Allo stesso tempo è definitiva la scomparsa del comandante con annessa visuale per la pianificazione tattica che tanto aveva reso celebre il secondo capitolo della serie. Probabilmente per esigenze di semplificazione e per snellire il gameplay lo sviluppatore si è visto costretto a perseguire questa decisione che sicuramente si farà notare in termini di spessore tattico dell'azione. Le ultime parole le spendiamo per l'aspetto tecnico di questa alpha che, ci preme sottolinearlo, è ovviamente passibile di numerose migliorie e ottimizzazioni nei mesi che ci separano dall'uscita del gioco. Tuttavia non possiamo fare a meno di notare un livello di dettaglio piuttosto basso in termini di texture e gestione delle ombre, con evidenti pecche per quello che riguarda l'illuminazione generale. Anche il limite a 30 frame per secondo si fa sentire pad alla mano soprattutto in termini di risposta alle azioni più concitate e nel feedback delle armi anche a causa di una mancanza di stabilità nella velocità del rendering. Siamo insomma piuttosto lontani da quanto visto nei video che ritraggono la versione PC del gioco decisamente più stupefacenti in termini di qualità del comparto grafico. Eccellente invece è il senso di fisicità che accompagna ogni movimento del giocatore complici le magnifiche animazioni. Correre scavalcando un muretto per poi lanciarsi a terra, sdraiati per colpire dalla lunga distanza un nemico evidenzia con forza la grande fluidità raggiunta dallo sviluppatore nel simulare il dinamismo di un soldato in guerra.
Battlefield 3 arriverà sul mercato il 28 ottobre anche su PC e Xbox 360 oltre che su PlayStation 3 e non mancherà occasione per tornare a parlare nuovamente di questo attesissimo FPS che, siamo certi, lascerà un evidente segno all'interno del genere.

Certezze

  • Torna finalmente il gioco di squadra nel multiplayer, quello vero
  • L'elemento di personalizzazione di classi e armi sembra profondo e vario
  • Immediato nel trasportare il giocatore nella battaglia ma complesso da padroneggiare

Dubbi

  • La versione console è tecnicamente piuttosto lontana dalla versione PC
  • Ci sono alcune semplificazioni marginali che coinvolgono gli elementi tattici tipici della serie
  • Altre modalità di gioco e mappe sono ancora avvolte nel mistero

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